BASSANO VACCARINI, UNO SCULTORE LODIGIANO SU PARAMETRI INTERNAZIONALI


BASSANO VACCARINI e una sua scultura a Ribeirau Preto in Brasile

BASSANO VACCARINI e una sua scultura a Ribeirau Preto in Brasile

Il 9 agosto ricorre il centenario della nascita dell’artista lodigiano Bassano Vaccarini, nativo di San Colombano al Lambro, allora degno borgo lodigiano, pittore e scultore come altri artisti lodigiani poco conosciuto “in patria”, ma notissimo in Brasile, a Ribeirao Preto e a San Paolo, il cui nome da noi è scampato soltanto perché fa parte delle collezioni della Cariplo e della Galleria d’Arte Moderna di Milano. Di lui ci si era già occupati recensendo il terzo volume della serie “Le collezioni d’Arte” della Cariplo, a cura di Sergio Rebora. Sarà perché lui ancora giovanissimo i suoi si trasferirono a Milano, sarà per la poca attenzione prestata dall’Alaudense alla sua arte o per altre ragioni, di fatto non esistono tracce sul territorio della sua pittura e della sua scultura, raggiunte con originalità di sentimento.
Vaccarini non ha lasciato segni e rispecchiamenti particolari. Almeno che si conoscano. Le “schede” sono ridotte all’essenziale. Non dipanano i fili della ricerca e della rappresentazione artistica, non chiariscono idee, sentimenti legati a una concezione e visione. Ci dicono semplicemente che studiò pittura all’Istituto di Arti decorative di Monza, scultura all’Accademia di Brera, dove seguì anche i corsi di incisione tenuti da Benvenuto Disertori e che frequentò la Scuola di Belle Arti di Ginevra prima di avviare la propria attività in quel di Milano. Dove fece parte, appena ventenne, del drappello futurista milanese che intendeva rinnovare l’arte combattendo il “passatismo”: la prosopopea accademica e lo stile convenzionale, detto anche “umbertino”, di ossequio monarchico e celebrativo. Nel 1935 partecipò con il dipinto “La resurrezione di Lazzaro” alla V Rassegna lombarda del Sindacato artisti alla Permanente e al Palazzo dell’Arte edificato da Muzio al Parco Sempione, alla V Triennale di Milano e nel ’37 ai “Litorali dell’Arte”. Contemporaneo di Emilio Locatelli prese parte nel ’39 a una mostra al Salone Napoleonico dell’Accademia di Brera. Subito dopo una sua scultura (in gesso), “Figura di uomo seduto”, fu acquistata dalla Galleria d’Arte Moderna di

Bassano Vaccarini: "Ritratto di mia madre"

Bassano Vaccarini: “Ritratto di mia madre”

Milano, nella cui collezione risulta anche censito un olio titolato “Famiglia”.La testa femminile fu acquisita dalla Cariplo all’inizio del 1939 in occasione del Pensionato Artistico di Scultura promosso dall’istituto bancario. Prima d’essere invitato alla XXV Biennale di Venezia, partecipò con una composizione futurista al Premio Bergamo e vinse, nel 1946, il Premio Tantardini per la scultura alla Rotonda di via Besana.. Nel ’50 prese parte con successo a Venezia, catturando l’interesse dell’allora ministro della Giustizia Guido Gonnella. Fu quella una Biennale di successo, grazie anche al clima createsi attorno all’evento per merito di Rodolfo Pelucchini, che seppe riprendere il discorso lasciato da Roberto Longhi e diede spazio ai numerosi artisti raccolti sotto le avanguardie Fauves, Cubismo, Futurismo, Blaue Reiter e grazie alla pittura messicana rappresentata da Oronzo, Riviera, Siqueiros, Tamayo.
Subito dopo Vaccarini lasciò l’Italia e si trasferì in Brasile dove si fece notare per l’intensità e la poliedricità delle attività, come docente di Arti Plastiche all’accademia di Ribeirao Preto, una città di 600mila anime sita nella parte interna del Paese, ma anche nel campo del scenografia, del teatro e del cinema, e dove un teatro è stato a lui dedicato. Nel ’68 poi, si trasferì definitivamente a San Paolo del Brasile dove praticò con intensità l’arte della ceramica, “nella quale riversò la vocazione dinamica e coloristica della sua creatività”.
Nella collezione Cariplo, Vaccarini è presente con “Ritratto di mia madre”, un bronzo 30x12x12 dai lineamenti severi, in cui si riflette un temperamento meno fantasioso rispetto al carattere attribuitogli dalla critica dell’epoca e più attrezzato di incisiva osservazione.
Dotato di un dono lirico e plastico, nelle poche opere che si conoscono, il “banino” rivela in scultura una profonda qualità di materia e di saper trasfigurare gli elementi di realtà in sentimento plastico., in spaziature e proporzioni formali che sono immagine di vita”.

 

Bassano Vaccarini e una sua opera a Ribeirao Preto

Bassano Vaccarini: “Ritratto di mia madre”, alla Cariplo

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2 thoughts on “BASSANO VACCARINI, UNO SCULTORE LODIGIANO SU PARAMETRI INTERNAZIONALI

  1. Silvio ha detto:

    Grazie per la prontezza e per l’articolo dal quale ho appreso cose che ignoravo. Invierò l’articolo alla moglie brasiliana ed alla figlia che con la prefettura di Altinopolis stanno organizzando mostre ed un documentario in occasione del 19′ festival Bassano Vaccarini che si svolge tutti gli anni la seconda settimana di agosto. Grazie di nuovo.

    >

  2. silvia ha detto:

    Piccola precisazione, Vaccarini non si è trasferito in Brasile per seguire i suoi ma per portare le sue opere oltreoceano. E non ha vissuto a San Paolo ma ad Altinopolis fino alla sua morte.

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