Archivi categoria: L’OPINIONE

Turismo culturale: Lodigiano virtuoso, ma un abitante su due non legge

Nell’ Alaudense si va scarsamente al cinema, poco a teatro, non si sostiene a dovere la musica , la lettura non emerge come dovrebbe. Il pubblico delle mostre non si concentra al Museo ( chiuso da tempo) e negli spazi istituzionali, mentre recupera risorse dai soggetti privati (grazie all’introduzione dell’Art Bonus di un paio d’anni fa?). Ad essere virtuoso è solo il turismo culturale per effetto della crescita di arrivi esteri. Ad affermarlo è il Rapporto 2016 di Federcultura, Impresa cultura, arrivato al dodicesimo anno di pubblicazione che rendiconta l’andamento dei “consumi culturali” nelle province italiane a livello nazionale, recentemente illustrato al Museo delle Culture di Milano. Federculture-Impresa Cultura Creatività Partecipazione Competitività presieduta dall’ex-sindaco di Lodi Andrea Cancellato, ha il merito del Rapporto che offre un punto di riferimento annuale agli operatori del settore : fornisce un esame puntuale delle dinamiche relative al settore e presenta una fotografia dettagliata della cultura nel nostro paese. Edito da Cangemi, oltre ad analizzare lo stato della cultura attraverso le dinamiche del sistema il volume è arricchito da importanti indicatori statistici relativi alla fruizione culturale e dagli interventi di autorevoli esponenti della cultura, delle istituzioni e dell’economia. Tra le proposte di Federculture è un “Cantiere per l’innalzamento della qualità dei progetti culturali”, il cui obiettivo è far emergere le potenzialità di sviluppo territoriale a base culturale con l’attivo coinvolgimento degli attori locali pubblici e privati, e indirizzare le fasi progettuali secondo criteri di coerenza strategica preventivamente condivisi e valutati. Scopo è superare le fragilità derivanti dalle eventuali difficoltà di relazione e da visioni di sviluppo locale spesso troppo settoriali, da «debolezze» strategiche e difficoltà a creare sistemi integrati di gestione e valorizzazione.Dal volume si colgono risultati positivi dei consumi in Lombardia, come la spesa mensile in cultura di 160,8 euro e una fruizione che la colloca ai primi tre posti per i musei, la lettura e il teatro, oltre che per la bassa “astensione culturale”, calcolata al 13,2%. Dati regionali che solo parzialmente risultano rinfrancati da quelli del Lodigiano che da solo un apporto a quelli del turismo culturale. Ma cos’è mai questo turismo culturale che caratterizza il boom locale rilevato? Gente che viene a Lodi e negli altri centri (Codogno, Sant’Angelo ecc.) guidata dal “gusto”, dalla giterella domenicale, dalla fuga breve dalla grande Milano e dalla attraibilità di alcuni monumenti (il Duomo, l’Incoronata, San Francesco, Il Castello di Sant’Angelo, quello di San Colombano, Villa Litta, ecc.), da qualche fiera” tradizionale. Quando si parla localmente di turismo culturale pareri e convinzioni si misurano. E’ lo stesso concetto di turismo culturale che riceve incertezze concettuali dalle ifficoltà di definizione di turismo e cultura. Almeno due le definizioni prevalenti: la prima, ristretta, fa riferimento agli spostamenti indotti da motivazioni essenzialmente culturali, come studio, rappresentazioni artistiche eventi culturali e visite a siti e monumenti; la seconda, più estesa, prende in considerazione forme tendenti ad innalzare il livello culturale degli individui ed aumentare la conoscenza, l’esperienza e gli incontri”. Questa definizione annette all’idea di turismo culturale anche l’offerta di prodotti destinati ai visitatori durante il loro soggiorno, oltre alla pratica di tutte quelle attività culturali, (artistiche, legate agli eventi, le visite a musei, alle esposizioni, ecc.) alle quali i visitatori prendono parte da spettatori.

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Territorio e cultura: iniziative di “intrattenimento” e attività di “valorizzazione”

 attivita-culturaliE’ difficile non riconoscersi in molte delle riflessioni e delle proposte che si sentono girando per  librerie e mostre, incontrando  amici al cinema, al concerto, a teatro, a una conferenza o al bar sulle “cose da fare” o sulle cose “che si potrebbero fare” per sostenere la cultura sul territorio. Sono opinioni differenti, diverse a seconda del livello di conoscenza dell’ opportunità e dell’ interesse che in esse si riconoscono.
La critica è sempre  un esercizio facile, lo sport più diffuso e preferito. Specie  quando i contesti presentano una insufficiente intelaiatura di regole, controlli, azione e  “visione”. Difficile in ogni caso non convenire con chi  chiede  un territorio più attrattivo “diffusamente”, dove i Comuni (almeno i maggiori) siano in grado di prendersi carico di uno sviluppo integrato della crescita culturale.  In questa proiezione, si avvertono però persistenti contraddizioni come quelle che contrappongono le ambizioni di auto-rappresentazione di una cultura localista e le esigenze di “sprovincializzazione” delle forme culturali, che solo scelte di politica culturale integrata possono favorire.
In difetto di un “mecenatismo privato”, che quando fa capolino mostra quasi sempre un volto equivoco, l’intervento “istituzionale” che dovrebbe  finanziare la cultura  risente di aspetti localistici,  antagonisti e di fraintendimento.  Il risultato sono sovrapposizioni,  imitazioni,  ripetizioni che incoraggiano la dispersione delle poche risorse economiche, strutturali e umane a favore di iniziative che favoriscono lo svuotamento dell’interesse del pubblico. Mentre le esigenze della cultura hanno bisogno di “visione”, di finalizzare l’offerta  per qualificare il pubblico, non importa se di massa o di nicchia.
Le esigenze vere non sono tra questo o quel “prodotto”, ma tra la dimensione assunta dai prodotti di “intrattenimento” a scapito di quelli  di “valorizzazione”. 

 

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L’OPINIONE / Troppe mostre-contenitore

16818-collinaNon c’è persona che non diventi in qualche modo sensibile e interessato al linguaggio artistico quando esso coinvolge la sfera dei suoi sentimenti, degli interessi e delle curiosità. La sconfinata bibliografia sul linguaggio della pittura e dell’ arte in genere, concorda da secoli che il linguaggio artistico è segno delle idee. Poiché ogni idea è segno di una cosa, la pittura e l’arte sono segni dei segni delle cose. Non è solo un gioco di parole.
Il linguaggio – segno convenzionale delle idee -, è lo strumento attraverso il quale l’uomo indica il proprio pensiero e contrassegna la realtà. Vale per il linguaggio scritto e per quello parlato. Vale per quello visivo: della pittura, della grafica, della scultura, della fotografia, della videoarte, delle installazioni, eccetera.
La pittura è un sistema emotivo importante. In grado di suscitare sentimenti, non meno di quanto sia in grado di trasmettere informazioni, di incidere sul gusto estetico, di produrre conoscenza. Ma anche dei paradossi, di sollevare domande e procurare inquietudini, di vedere il proprio contenuto comunicativo associato a significati simbolici che vanno oltre i codici convenzionali.
Può accadere (accade!) che il suo linguaggio si imbrogli. Da solo. Che finisca in un groviglio paradossale. Accade quando si dimentica che il linguaggio dell’arte è un linguaggio mentale e logico ed anche antropologico, in cui si inseriscono richiami, citazioni, esperienze. Succede quando si riduce a semplice “prodotto” artistico, passato come tale dagli operatori del sistema espositivo e dalle ragioni di mercato.
Una mostra d’arte è un fatto di valore e importante. Sempre che restituisca immagini che imprimono significati, che consenta di pensare, di vivificare la memoria e di integrarla in orizzonti di senso e di significato.
Non può essere uno spazio di puro protagonismo. Perciò esige vigilanza. Se non scopre i poteri dell’espressione finisce per essere inutile. Può far allontanare il pubblico invece di coinvolgerlo.
Al rischio si può sfuggire con scelte tematiche che non lascino indifferente il visitatore. Che proteggano non con la retorica o le illusioni sentimentali, ma con la consapevolezza del “progetto espositivo”. Per questo una mostra esige attenzione particolare dalle istituzioni che vi provvedono da sole o conferendo incarichi. Quando le iniziative dipendono anziché da scelte culturali da scelte “private” (mettiamola così), i rischi si possono immaginare. Sono quelli che si hanno con l’ingolfamento di presentazioni prive di contenuto, il cui unico pregio è di poter essere prontamente dimenticate. Con danno però al patrimonio delineato.

 

 

 

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INDICE DEI NOMI E DELLE IDEE ( 2016, 2015, 2014, 2013 )

ARCHIVIO Forme 70

 (Anno 2016)

imagesB697DGYOMOSTRE – ARTISTI- AUTORI:
AMORIELLO Elena, †ARCHINTI Ettore (2, †AUSTONI Angelo , BENZONI Caterina, BORSOTTI Francesco (3), BOZZANI  G. Carlo, †BEONIO BROCCHIERI Vittorio (pittore, letterato), BRUTTOMESSO Vanda, †CARRERA Gino (2), CHINOSI Angelo (fotografo),  COLIN G. Luigi, COMIZZOLI Fabrizio(fotografo), COTUGNO Teodoro (2), CURTI Pierpaolo,  DELLA TORRE Enrico, DE LORENZI Loredana (2), DIEGOLI Mario, ‍†ESPOSTI Umberto , FEDI  Fernanda, †FRANCHI Gino, GAGLIARDI Pino (fotografo), GOLDIN Nan, †MAFFI Ugo(4), MARCHESI Franco,  MARCHITELLI Antonio (fotografo), MAZZA Antonio(fotografo) , †MARZAGALLI Paolo, †MENARDO Roberto(fotografo) , MONTICO Gigi, MORANA Simone (fotografo), MORI Paola, NINZOTTI Corrado (fotografo), †NOVELLO Beppe (pittore, scrittore) ORSINI Giuseppe (fotografo), PEDRINAZZI Maurizio (fotografo), POLONIOLI Marco (2) (fotografo), PALAZZINI Angelo, RAPETTI MOGOL Alfredo, RAZZINI Franco (fotografo) (3), ROSSONI Adriano, RUBINI Elia, TENCONI Sandra, TERZINI Pietro, VOLPI Luigi, ZOCCHI Ettore
FOTOGRAFI (Scheda segnaletica)::  BERTO Paolo (2), COLIN G. Luigi, CHINOSI Angelo, COMIZZOLI Fabrizio, GAGLIARDI Pino, GOLDIN Nan, MAZZA Antonio, MENARDO Roberto, MARCHITELLI Antonio, NINZOTTI Corrado, ORSINI Giuseppe, PEDRINAZZI Maurizio, POLONIOLI Marco 2) , RAIMONDI Antonio, †STROMILLO Pericle (poeta, pittore), †VANELLI Felice
EVENTI & COLLETTIVE:
Festival della Fotografia Etica (Lodi), Museo della Stampa e della Stampa d’Arte (Lodi), Giorni in Versi (Tavazzano), Cesaris per le Arti visive (Casalpusterlengo), Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Pavese (San Donato Milanese), Prismi – coll., Cesaris (, Casalpusterlengo);
LIBRI RIVISTE-RECENSIONI:
I POETI E LA CRISI ( Amedeo Anelli e Guido Oldani), †ECO Umberto (ricordo), LUCIDO E BELLO (Cesaretti Gino), BUONGIORNO ADDIO (Mennillo Francesco), PERIMETRI E distanze (Riccioni Alessandro), KAMEN’ n.48 (Ursula Le Guin, BIBLIOTECHE E ARCHIVI LODIGIANI (Mazza Antonio) LA FARAONA RIPIENA ( Oldani Guido), REALISMO TERMINALE (Oldani Guido)minale), SALOTTO LETTERARIO, (Antologia 2016), LOCUS SALARANI i n.3), IL BRADIPO,
L’OPINIONE:
La critica, inutile nascondersi, Mostre e marketing, Mostre e Blockbuster, Cinque anni di Forme 70

(Anno 2015)

CriticaMOSTRE-ARTISTI-AUTORI : ABBOZZO Edgardo, ANELLI Amedeo (3) (poeta, critico), ANGELINI Alessandra, AGNELLO Antonella, ARGENTIERO Margherita, ANSELMI Monica, AZZI Emma, BARLETTANI Massimo, BAJ Enrico, BASSI Bassano, BASSI Giacomo Massimo, BELLINI Marisa, †BAZZARELLI Eridano, BENEDETTI Arrigo ( letterato),   BERTO Paolo, BIANCHI Guido (fotografo), BIANCHI Federico (fotografo),  BELLINI Maria, BIANCHINI Luigi, BIANCHINI Pietro, BOCCARDI Sandro (poeta, musicologo), BOCCHIOLI Angelo (fotografo) BOFFI Luca (Alberonero), BONALDI Pietro, BONOMI Giancarlo,  BOSONI Angelo, BRACCHI Tino, BRUNELLI G. Piero, BRUSON Francesco (fotografo), BUTTABONI Riccardo,  CALIA Tindaro (2), CARRA’ Luca (fotografo), CARTIER-BRESSON Henry (fotografo), CASORATI Felice, CAZZULANI Cesare, CERRATO Annita (narratrice), CERRETTI Mino,  CHARTA (casa editrice), CHINOSI Angelo (fotografo), CITERNI Liliana  CONFALONIERI Franco (fotografo), COTUGNO Teodoro (3), †ESPOSTI Umberto,  EX-LIBRIS, DE LORENZI Loredana, DE SIMONE Antonio (fotografo) DE ZAN Guido, DI BENEDETTO Tina, FRANZINI Carlo, FARAONE Giuseppe, FERRARI Agostino, FERRI Oliviero (fotografo), FONTALBA Luisa, FORMAGGIO Dino, GALLOTTA Bruno (2), †GIARELLI Francesco, GIRARDINI Annarosa (narratrice), GIPPONI Tino (critico, collezionista, scrittore),  GNOCCHI Alberigo, GORLA Daniela, GUERCILENA Mariolina, HOKUSAI Katsuhika,  KALOSF, KAMEN’ n. 48, KIKOKO, LECCA Sandro (Fotografo), LODIGIANI Francesco M.,  LOI Franco (poeta), LONGARETTI Trento, MACADAN Eliza (poetessa), MAIETTI Andrea (scrittore), MAESTRONI Paola, †MANZONI Piero (2), MARCHESCHI Daniela (2), MARCHESI Franco, †MAIORCA Giulio, MAROTTA Maurizio, MARTINELLI Giò,  †MARZAGALLI Paolo, †MAURI Giuliano (2), MAZZA Antonio (fotografo), MENARDO Roberto (fotografo), MENNILLO Francesco (poeta), MONTEMEZZANI Liviana, MONTICO Gigi (2), MORANA Simone,  M†ORANTE Elsa (scrittrice), MORI Paola, MOROSINI Anna, MULAS Maria (fotografa), MUNARI Cinzia, NEGRI Tonino, NEGRI Stefania (poetessa),NOORDA Bob, NOVELLO Giuseppe, (2), OCCHIATO Simone, OLDANI Guido, ORSINI Giuseppe (fotografo), PALAZZINI Angelo, PANELLI Marilena (3), PIN Li, PIZARNIK Alejandra ( poetessa), POLETTI Luigi, PRAVETTONI Davide (fotografo), PRINELLI Gabriele (scrittore), PENTAGRAMMATICI, RAZZINI Franco (fotografo), RICCIONI Alessandro (poeta), PERUGIA Franco, PETRO’ Paolo, PRUONTO Dario, PEZZOTTI Gianluigi, PICCINNI Serena, PISATI Angelo,  †REBORA Clemente (poeta), REDONDI Pietro (fotografo), REGAZZONI Domenica, RIMI Margherita (poetessa), ROSSETTI Brigitta,  ROSSON Adriano, SBARUFFATI Simone, SCAMUZZA Gabriele (scrittore, critico), †SCIARDELLI Franco (stampatore), SECCHI Pino (fotografo), SERNAGLIA Rino, SCHROED David ( fotografo), STEINER Albe, TONELLI Antonio (2), †TREGAMBE Girolamo, TORUN Yener (fotografo), VAILATI Gabriele (2), VALENTINAKI,  †VERTIBILE Enzo, †VIGANO’ Silvia, ZANONI Paolo (fotografo).
LIBRI-RIVISTE- RECENSIONI: KAMEN’ n.46, KAMEN n,47, HOKUSAI (Gallotta Bruno), ERA FARSI ( Margherita Rimi), IL NOVECENTO vol. primo (Amedeo Anelli e Guido Oldani ), LA VERIDICA STORIA DI M. COSWAY (Tino Gipponi), BUONGIORNO ADDIO (Francesco Mennillo), BIBLIOTECHE E ARCHIVI LODIGIANI (Antonio Mazza), PERIMETRI e DISTANZE (Alessandro Riccioni), LA GUERRA E’ BELLA MA… (Paolo Monelli e Beppe Novello), LA FOLLIA DI DELIA  (Annarosa Girardini), IL SAMMARTINO (Anita Cerrato), 42 VOCI PER LA PACE (Sandro Boccardi, Amedeo Anelli), IL SALOTTO LETTERARIO DI LODI (Antologia n.3); POETI PORTOGHESI E LUSOFONI (Kamen’), LA VERIDICA STORIA DI MARIA COSWAY (Tino Gipponi),  MILANO CITTA’ EFFIMERA ( Pietro Redondi e Franco Confalonieri), ANESTESIA DELLE NEVI (Eliza Macadan), HO IL TEATRO NEL CUORE (Federico Leone Bonfanti), CONFIDENZE SUL FAR DELLA SERA (Andrea Maietti), MANIFESTO PER IL FUTURISMO STATICO (Enrico Baj). OSCILLAZIONI (Negri Stefania). IL DESIDERIO DELLA PAROLA (Alejandra Pizarnik), IL MISTERO DI MARIGNANO (Gabriele Prinelli), DUE DIMENSIONI (Albe Steiner).
L’OPINIONE : La scatola nera delle stronzate; Condizione giovanile, le parole che contano e le parole che mancano; Leggere la crisi della ceramica lodigiana; Contro la comunicazione nella critica d’arte; Un catalogo senza sale; Menomale c’era il precario di Soncino; Contro il terrorismo e la libertà di stampa; Formesettanta:4 anni di approfondimenti in rete.

(Anno 2014)

ARTE CRITICA imagesARTISTI, AUTORI, MOSTRE:  AAArt (collettivo), †ABBOZZO Edgardo (4), ALFANO Roberto (3),  AMMANNITI Nicolò (narratore), ANELLI Amedeo (5), ANGELINI Alessandra, ANSELMI Monica (3), ARGENTIERO Margherira (2), ARMIGERO Luca (2), BACIOCCHI Maura, BAJ Enrico(2), BALDI Andrea, BALDI Mattia, †BELLINZONI Giovanni (gallerista), BELO’ Flavia (2) ,  BELOLI Marco, BERNAZZANI Ornella (scultrice), BERTONI Davide, BESTIARIO DI ABERDEEM (collettiva), BIANCHI Guido (2) (fotografo), BIANCHINI Luigi (2), †BIGNAMI Osvaldo, BOCCARDI Sandro (poeta), BOFFI Luca,  BONAFINI Marco, BONI Aldo, BORGONOVO Angelo, BRACCHITTA Sandro, †BRAMBILLA Federico,  CALABRO’ Vico ( srittore),   CALIA Tindaro, CAOTICA (collettiva), CARTE D’ARTE (XVI), CARTELLA per un amico (VIII),  CASALI Giorgio (fotografo), CAVALLO Luigi, CESARI Andrea (3), CIUSANI Valentino, CORNALBA Luisa, CORVI Lele (illustratore), COSTA Goffredo,  COTUGNO Teodoro (6). DALLARA Tony, DE BERNARDI Franco (2), DE LORENZI Loredana  DELLA CHIESA Giovanni, †DELLA CHIESA Matteo, ELLIOT Hervitt (fotografo), , ESPOSTI Umberto, FAYER Carlo, FEDI Fernanda (2),  FERRARI G. Mario, FRATTI Carlo, “GALLERIA LA CORNICE”, GASPAROTTO Carlos Marcos, GIACCHERI Paolo Francesco, GIANOTTI Franco, GINI Gino (2),  GIOVANNINI Romeo (poeta),  GORLA Daniela, GRIGNANI Roberto (fotografo), HONCKNEY David, II CONCORSO DI XILOGRAFIA LODI, IV CONVEGNO INT. STUDI SULL’UMORISMO, IV PREMIO NAZ. GINO CARRERA,   †LANZANI, † LEGNANINO, “LIFE”, collettiva, LODIFACERAMICA IX EDIZIONE collettiva, “IN HOC SIGNO…” (collettiva), MANGIONE Domenico (2), MARCHITELLI Antonio (fotografo),  MUGGERI Albero (fotografo), MULAS Maria (fotografa),  KIKOTO,  MADDALENA Sandro (fotografo),MAECART Expo 2014 (collettiva),  †MAFFI Ugo (2), MARCHESCHI Daniela (critico, scrittrice),  †MARCHINI Vitaliano (scultore), MARICONTI Andrea, MARINI Claudia (2),   MARTINENGHI Alberto (fotografo), MARUBBI Mario,  †MARZAGALLI Paolo, MENARDO Roberto (fotografo), MILANESI Aldo (scrittore), MINETTI Giovanni (ceramista),  MINOJA Oreste, MONTEMEZZANI Mattia, MONTICO Gigi, †MORENA Alberico, MUGGIAINA Davide,   NEGRI Paolo (fotografo),  OCCARI Carolina Marita, NEGRI Tonino (ceramista), “NUOVE GENERAZIONI DI ARTISTI LODIGIANI”,  “OLDRADO DA PONTE “, ORNAGHI Clara, PAGLIA Canille (critica), PALADINO Mimmo, PALAZZINI Angelo, PALLAVERA Ferruccio (storico, scrittore), PASSERINI  PERMANENTE (la) cerca il rilancio,   PERONI Miriam, PEZZOTTI Giangi,  PICCOLO MUSEO DELLA POESIA, PISATI Angelo (ceramista) (2),  †PODINI GARBELLI Gabriella, POLONIOLI Marco (Fotografo), †PONTIGGIA Giuseppe (scrittore), PRAVETTONI Davide (fotografo), PRINA Alberto (fotografo), RAZZINI Franco ( fotografo), RISSET Jacqueline (fotografa),  “PREMIO NOVELLO” (2), KIKOTO, ), PUGLIA Domenico (fotografo), RAZZINI Franco (fotografo), ROSSONI Adriano, SAMBUSIDA Giuseppe (architetto),  †SASSU Aligi, SATOLLI Emanuele (fotografo), SECCHI Giuseppe (fotografo) (2), †SCURI Enrico, SILVA Giov anna (fotografa), SIMONETTA Marcello (4), SUZZANI Enrico (2),  STAGNO CHICCO Maria,  †TARQUINIO, Sergio, , TELLI Laura (fotografa), TERZINI Pietro (2), TBR 6326 (collettiva), TIMONCINI Luigi, UGGE’ Marco  †UGGERI Mario (illustratore), UPIGLIO Giorgio (stampatore), †VACCARINI Bassano, VACCARO Vito, VAILATI Vittorio, VANELLI Felice (2), VANELLI Sirio (fotografo),  VARALLI Olga (scultrice), VERNA Gianni, VOLPE Daniele (fotografo), WAEHOL Andy, WORL REPORT AWARD IV,  PREMIO (XXVIII)  POESIA MONTANO, GIORNATA (10a) DEL CONTEMPORANEO, †SCAPIN Giancarlo (ceramista),  †SEGALINI Piero, †VOLPI Luigi, XERRA William, ZANONI Paolo (fotografo), L’OPINIONE: FORMESETTANA, tre anni di approfondimenti; Tutti giù per terra, , Come rieducare al gusto i ragazzi; Repetita iuvant. A proposito di marchette e stroncature;
LIBRI RIVISTE RECENSIONI: ♦IL DUOMO DI LODI DAL BAROCCO AL ROMANICO  (Ferruccio Pallavera)
 ; ♦LODI, PIAZZA MAGGIORE E DUOMO (Teodoro Cotugno); ♦UN CATALOGO CHE RIMETTE IN FORMA (Rino Sernaglia), ♦123 POESIE ( Pietro Terzini  ), ♦SANT-ALBERTO VESCOVO  (Igino Passerini), ♦PSICOLOGIA INVOLUTIVA (Roberto Alfano), ♦I MIRACOLI DELL’INCORONATA (Antonio Mazza), ♦LA CATTEDRALE DI LODI (Giuseppe Sambusida), ♦ABDUA COERULUS (Mario Marubbi), ♦KAMEN’ n.45 Sez. Poesia, (Giuseppe Pontiggia), ♦ANTEREM n.88, DIARI PARALLELI (Luigi Cavallo Luigi, Marcello  Simonetta),  ♦SEDUCENTI IMMAGINI ( Camille Paglia), ♦GRAFICA D’ARTE n.96, ♦UN GUERRIERO IN FILIGRANA (Edgardo Abbozzo), ♦STORIA DE CASAL e ♦COLGO L’OCCASIONE… (Aldo Milanesi).

(Anno 2013)

CriticartARTISTI-AUTORI-MOSTRE : ABATE Claudi (fotografo), ANELLI Amedeo (5), AMORIELLO Elena, ARTE CORTINA (collettiva), ARTE PSICHICA, ARTIST’S Book (collettiva), ASTI Giuseppe (art.ferro), ANGELINI Alessandra, BAGNOLI Riccardo (fotografo), BARBIERI Federico, †BASILICO Gabriele (fotografo) (2), BELLANI Giovanni Giuseppe, BELLINI Maria, BELLOCCHIO Daniele ( reporter), BELO’ Flavia, BENZONI Caterina (ceramista) (2), †BERTARELLI Achille (collezionista), BERTONI Davide,  BESTIARIO – 15 italiani a Venezia (collettiva), BEVILACQUA Elisabetta, BIANCHESSI Peppo,  BIANCHI Guido (fotografo), BIANCHINI Luigi, BIDOLI Alessio (musicista), BIENNALE Venezia, 55a (2), BIENNALE d’arte Lodi, 4a (3)  †BO Carlo (letterato) , BOCCHIOLI Angelo (fotografo), BODONI Giambattista, †BONALUMI Agostino, BORELLA Pasqualino (fotografo), BOSSAGLIA Rossana (critico), BOTTONI Angelo, BRAGA Alessandro (scrittore), BRUTTOMESSO Vanda, CALABRESE Adamo, CAMPO GRAFICO (collettiva), CARELLI Roberto (fotografo),   †CARRERA Flavio (3),  †CARRERA Gino (2), CASAIDEA Tavazzano, CESANA Carlo Ottavio (fotografo), CHANDRINKAEGO (fotografa), CHAR René, CINQUANTA Adam (2), CIRIELLO Raffaele, COTUGNO Teodoro (4), CORTINA Renzo (collettiva), COVER STORY (collettiva), †CRIPPA Roberto, CROCE Ivan, CUNEAZ Giuliana, †DEGAS Edgard, ECO Umberto (massmediologo),  †ELENA Giuseppe, FAVARO Giovanni, FEDI Fernanda (2), FERRARI Gian Mario, FERRI Oliviero ( fotografo), FESTIVAL FOTOGRAFIA ETICA (collettiva), FIORI Salvatore (scultore), FOTOGRAFIA ASTRATTA in Italia, †FRANCHI Gino (ceramista, scultore), GANDINI Nadia, GATTI Vincenzo, ,  GHILARDI Elena (2), GIPPONI Tino (critico), GLASS HUS (collettiva),  GRECCHI Gabriele, GONG (collettiva), GRUPPO OTTANTA (collettiva),  HANNOND Robib (fotografo), HANSEN Fritz (architetto), HOCHSCHEID Oda( musicista), ISTANTANEA (L’), XX (collettiva), KAMEN’ n.43, LIUTERIA ROMANTICA CASAIDEA,  LODIGIANI XXI SECOLO (collettiva), LONGARETTI Trento, MAFFI Ugo (2), MALOBERTI Marcello, MANCA Pier Antonio (2), MANZONI Piero, MARCHESCHI Daniela (2),  MARCHETTI Paolo (fotografo), MARCHITELLI Antonio (fotografo) (3), MARICONTI Andrea, MILAN IMAGE ART FAIR (collettiva) MATTIONI Sabrina, MISSIERI Bruno, †MONICO Angelo, MONTICO Gigi, MIZU Tomoko, MOLTENI ZANESSI Barbara (fotografa), NATURARTE 2013, NEGRI Marco, NISSEN Mads (fotografo), NOVELLO Beppe, OLDANI Guido (poeta), OLDRADO DA PONTE (collettiva), ORSINI Giuseppe (fotografo),  PADIGLIONE TIBET (collettiva), PALAZZINI Angelo, PALLAVERA Antonio (fotografo), PELIZZARI Valerio (scrittore), PENTAGRAMMATICI (collettiva),  PICCOLO PRESIDIO POETICO, PILON Valerio,  POLETTI Luigi, PONTIGGIA Giuseppe (scrittore, poeta) (2), PORCELLI Vittorio (illustratore), PINTO Roberto, PREMIO Celeste X ed., PREMIO Shanghai II ed., PREMIO CARRERA Gino Iv ed., PREMIO Brambati, REGAZZONI Domenica (3), RIMI Margherita (poetessa), ROSSON Adriano, ROTONDO Carlo (fotografo), RUBINI Ilia, SALONE DEL LIBRO, ed. XXVI, SABBADIN Elda Aida, SCAPIN Giancarlo (ceramista), SCHIAVO Leonardo, SECCHI Pino (fotografo), SERNAGLIA Rino, SEMINA VERVI X ed., SIDOLI Sante, SIMONETTA Marcello (3), SOFFIANTINI Cesare,  STISTON Brent (fotografo),SUZZANI Enrico,  SYRINX ed 3 (collettiva) ,TIMONCINI Luigi (2),    TOMASI Fulvio, TRESOLDI Franchina, TRIPLA A (collettiva), UPIGLIO Giorgio (stampatore), VALLA Riccardo (fotografo), VOLPI Luigi, VIGNETTISTI tra satira e ironia (collettiva), WEREMEENCO Bruna,

LIBRI RECENSITI 2013

♦ Mondi di Marco Negri
Il falò delle novità di Stefano Bartezzaghi
Destino a sorpresa di Daniela Marcheschi
In Battaglia. Quando l’uva è matura di Valerio Pelizzani
♦ 
Esposizione di Stefani Zaliani
♦ Quattro pittori per un poeta,  trad. Luigi Cavallo
Scritti sull’Arte di Remo Pagnanelli
♦ 100+1 libri d’artista a c. di Fernanda Fedi e Guido Guidi
Il rottamario. Quasi un anno di vignette di Alessandro Colonna
♦ Chiese e oratori di campagna a Tavazzano di Gabriele Prinelli
Arie da concerto di Alberto Raimondi
Storia delle abbazie tra Chiaravalle e il Po lungo l’Adda di Antonio Mazzi e Ferruccio Pallavera.

 

L’OPINIONE / Interventi:

Politica culturale e territorio; Il ruolo delle mostre oggi; XXVI Salone del Libro di Torino: Il rapporto arte-impresa; ; Lettera ai lettori di Formesettanta; L’obbligo di stare al gioco; Dove va l’arte attualista?; Umberto Eco: lezioni di bibliofilia; Fiere dell’arte e la dimensione commerciale; Artigianato artistico, risorsa dimenticata; La cultura e la veduta corta degli enti locali; La crisi del libro e della lettura; La Biennale d’Arte di Lodi; Cataloghi d’arte, un ponte tra l’artista e il fruitore?; Il ruolo della cultura e i menestrelli dei mercati culturali;La ricetta delle mostre collettive;Teatri e vita teatrale a Lodi

 

 

 

 

 

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L’Opinione / La critica: inutile nascondersi

AforismaSCRITTO, LETTO, DETTO E RIDETTO –  Ci sono critici e critici. Perbacco! Critici che valutano, interpretano, illustrano, esplicano e critici che lusingano il mainstream.. Quelli che saltano sul carro di tutti e quelli che scoprono alla decima mostra o al decimo libro o al decimo film, che il tale ha il consenso del pubblico ed è “il meglio di tutti”.
Ci sono critici bravi nel sparare sentenze per partito preso. Quelli per i quali tutto (o quasi) fa schifo. Quelli che si lasciano attrarre dalla filologia, dallo strutturalismo, dalla psicanalisi. Quelli che se sentono parlare di altri critici alzano il sopracciglio. Quelli che scrivono perché scrivere è facile, basta maneggiar bene qualche ferro del mestiere.
Ci sono critici mercenari, complici degli autori, dei curatori, dei promotori, dei galleristi, dei venditori. In politica, oggi, si chiamerebbero “corrotti”, nelle economie parallele del quaternario semplicemente “bramosi”. Fanno parte del “sistema”, amici degli amici degli amici. Una società educata ai rapporti sociali è anche una società sfamata, c’è capitato di sentir dire.
Ci sono critici “anti”, la cui sensibilità anticipa: superbi, aggressivi, arroganti, ammazzatutti, castigamatti. Ci sono critici che suonano il violino all’apprendista, al mestierante, al mercenario…
Il bello è che anche i critici riflettono i gusti, che come tutti i gusti cambiano con il passare del tempo e che, a parte rovinare il sistema nervoso di chi li disapprova, non danneggiano più di tanto.
“Tutti i gusti sono gusti”, diceva un tempo mia nonna. Sennonché  oggi i gusti non sono tutti uguali, anzi sono molto diversi gli uni dagli altri.
Se imparassimo allora a lasciar vivere in pace, chi fa qualcosa di cattivo gusto e i critici che li seguono? 
Troppo complicato. Il bello, il brutto, il cattivo hanno decine e decine di declinazioni diverse, non è possibile fare elenchi o distinguo. Si naviga a vista tutti, chi fa arte, cinema, letteratura, spettacolo. Quindi i critici, spesso obbligati a far gli agenti pubblicitari.

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L ‘opinione / Mostre e marketing personali

10419573_584905858341069_8810184413390909230_nE’ lecito domandarselo: sono troppe le mostre che si tengono a Lodi e d’intorni? È altresì lecito chiedersi: in che modo le troppe mostre a carattere personale e temporaneo possono rientrare nella valorizzazione dell’immagine culturale di una città?
Gli interrogativi implicano naturalmente la valutazione dei rapporti di forza e delle motivazioni che stanno alla base di queste esposizioni “personali” e che spesso beneficiano di risorse locali. Valorizzano solo la visibilità dell’ artista-espositore o rispondono anche alla “domanda” dei cittadini fruitori?
È possibile che proprio il rinnovato accento posto sulla valorizzazione (leitmotiv offerto in decine e decine di “passerelle” che animano “l’orgia boriosa” delle inaugurazioni) possa aver contribuito a creare un eccesso di momenti espositivi in virtù di quella malintesa equazione secondo cui la valorizzazione della produzione artistica personale si ottiene con un’esposizione o, per contro, valorizza esponendo e mettendo in mostra, spesso senza avere alle spalle un linguaggio, un numero di opere selezionate significativo, senza partecipare a un discorso narrativo qualitativamente certo, o disporre di altri elementi di stimolo e curiosità.
L’ ambiguità potrebbe essere superata magari impedendo a questo automatismo (mostra=valorizzazione) di diventare abitudine, per aprire frequentemente agli stessi artisti, le porte degli spazi espositivi pubblici e privati e imponendo al concetto di valorizzazione del tessuto culturale cittadino quella valenza effettiva di miglioramento dello status e quindi anche della sua fruibilità, che non si ottiene e non significa solo esporre o mostrare.
Pensare che le mostre siano tout court alternative alla mancanza di gusto, da stimolare educazione, conoscenza, approfondimento, ampliamento di orizzonti eccetera, è pura ingenuità.
Se non si tiene conto della “qualità” dell’arte prodotta, delle diverse sorgenti, dei contenuti e, non ultima, della necessità di evitare, nella progettazione e nella realizzazione delle esposizioni, di dare ripetuta vetrina agli stessi autori, si rischia di trasformare i momenti espositivi in un disvalore, di svuotare di contenuto lo strumento mostre. Anche se immaginiamo è cosa assai difficile  localmente riuscire a respingere le velleitarie aspirazioni  di quegli attori che da sempre monitorano il gradimento con le relazioni personali.
Il pericolo non è forse le troppe mostre che con la loro uniformità rischiano di annullare ogni gerarchia e differenza. Il pericolo è più nella diffusione dei prodotti di dubbio standard, senza modalità linguistiche (esteticamente parlando).
La virtuosità non è insomma nel numero più o meno alto, ma nella qualità delle proposte o dell’ “offerta”; nel loro sapersi configurare, sicuramente come strumento per promuovere  la produzione artistica individuale, ma nello stesso tempo costituire l’occasione per arricchire attraverso il piacere, l’emozione e la novità il quadro generale. Svolgendo in concreto quel paradigma disciplinare che vede nel confronto stilistico e nella connessione di opere distanti per orientamento e ricerca, la propria più significativa esplicitazione.

L’Opinione / Mostrite e blockbuster

inaugurazione2SONO TROPPE LE MOSTRE SUL TERRITORIO?  Intendiamo quello geograficamente esteso lungo l’asse della via Emilia che da San Donato Milanese va al Po, e che raccoglie i centri di Lodi, San Giuliano Milanese, Melegnano, Paullo, Casale, Codogno, Sant’Angelo e alcuni comuni minori. Per le mostre, facciamo invece riferimento  a quelle organizzate dagli enti pubblici e dai privati, che trovano allestimento in appositi spazi, ma anche quelle presentate in gallerie, circoli, convivi, Pro Loco, negozi,  eccetera.
Sul livello dell’ ” offerta” non esistono dati. O se esistono, non sono diffusi, non si conoscono. Si sa solo, per sentito dire, che il mercato ha ripreso “movimento” e che, com’è sempre stato, favorisce alcuni artisti e fa soffrire altri. Le difficoltà della crisi non hanno attaccato le attività artistiche più di quanto si siano accanite su altri settori terziari. L’esigenza di “ripresa” ha comunque alimentato la convinzione che le esposizioni siano troppe per un territorio di 780 km2 e meno di 230mila abitanti: troppe per numero, troppe in rapporto alla “domanda”, troppe per frequenza, troppe per  recuperare una centralità negli interessi della gente. Troppe anche quelle di  incerta qualità espositiva e di allestimento, durata, distribuzione, e troppo poche quelle di alcune categorie ( scultura, grafica, ceramica, fotografia, vetro fusioni, design) e tendenze
In mancanza di una rilevazione conoscitiva (scientifica), che avrebbe dovuto spettare a Comuni, Provincia, Fondazioni, il sistema degli eventi espositivi  non permette di valutare i ritorni  culturali e “la sostenibilità”  rispetto al pubblico delle mostre.
Eppure,  distinguere all’interno del sistema espositivo si deve. A costo di cadere in qualche approssimazione. Nel loro insieme gli apparati possono offrire  l ’impressione di vitalità, di ricchezza di interessi diffusi, mentre se si ferma l’attenzione ai risultati  non sfugge che il surplus, anziché frutto della ricchezza di programmazione appartiene a qualche altro fenomeno di incerta natura.
Oggi chi  va a vedere una mostra sul territorio fa fatica a scegliere nel marasma delle proposte. Alcune le troverà senz’altro  di buona fattura, ma altre gli risulteranno raffazzonate e qualcuna patacca. E chi deve decidere policy fa fatica a scegliere, preferisce dare visibilità a chi ha buone relazioni o spalle più coperte.
Il contesto nasconde un altro aspetto: le iniziative locali non poggiano, se non raramente, sulla ricerca. Gli organizzatori preferiscono puntare sul sicuro, sul visto e rivisto, contare più sul bacino di utenza tradizionale,  affidarsi ad altri operatori “chiavi in mano” .
Valorizzare la produzione locale è bene. Ma non basta senza un’azione preventiva di selezione. Senza distinguere là dove esistono le novità e i miglioramenti che meritano d’essere fatto conoscere al fruitore.

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L’ Opinione / I cinque anni di FORME 70

LOGO FORME 70Con la pubblicazione del 750° articolo, FORMESETTANTA ha tagliato il traguardo del quinto anno di vita. Nel quinquennio sono stati pubblicati: 327 note di artisti, 57  interventi in materia d’arte, 93 note relative a fotografi e alla  fotografia, 46 opinioni, 45 recensione di libri, 27 di riviste, 23 di eventi, 61  segnalazioni-recensioni su temi di poesia e letteratura. Per un blog di provincia, costruito artigianalmente, non sono sicuramente dati quantitativamente esaltanti, ma  se aggiunti alla attività del precedente  sito web  e all’ esperienza (pionieristica) delle pubblicazioni  a stampa del 1970-, 1971-1972 può significare qualcosa almeno in termini di cocciutaggine e impegno. Si tratta di tre “cicli” di attività, figli di convinzioni giornalistiche naturalmente diverse, perché diversi erano (sono)  gli “impasti” culturali che li hanno suggeriti e incoraggiati.  A parte le personali convinzioni di mestiere, è utile fermare l’attenzione su un pugno di numeri, in primis sulle 85mila visualizzazioni totali raggiunte  e sui 46mila visitatori.
Nel primo trimestre 2016 la testata ha pubblicato 40 articoli, visionati complessivamente da 8.400 lettori. Rispetto ai primi tre mesi dell’anno d’esordio in cui il sito è stato visitato da  705 curiosi, il miglioramento  fa dire che la crescita oltre essere evidente ha un  trend positivo  incoraggiante. Ovviamente tenendo sempre conto delle caratteristiche del territorio di riferimento.
Ci sono tanti modi per raccontare un blog. Uno è quello che abbiamo fatto citando numeri, cifre, curiosità, peraltro note poiché WordPress li pubblica ogni anno. Statistiche e numeri però non bastano da soli a spiegare  la vita di una testata. Dietro ai numeri  sono da considerare altri fattori: il contesto, la realtà in cui si è operato e si opera, la struttura organizzativa (che nel caso di Forme è a carattere individuale), le idee sostenute, l’incrocio dell’informazione fornita con le iniziative a disposizione, eccetera.
FORMESETTANTA è un blog culturale di provincia. Che della provincia risente e riverbera  caratteri,  idiosincrasie,  curiosità e  instabilità ed ha risvolti anche pratici ( redazionali, di stesura, composizione e correzione,  selezione delle notizie ecc.) non sempre facili da gestire.
La centralità (in calo) della carta stampata, e le opportunità (in positivo) del mondo digitale  convincono a proseguire lo sforzo, con l’obiettivo di  sottrarre aspetti della cultura locale a un andazzo  in cui la paccottaglia è sovrabbondante.
Siamo peraltro  consapevoli di non preoccuparci sempre a sufficienza della qualità creativa e di selezionare le notizie e i commenti che la creatività locale fornisce. In un sistema in cui sembrano prevalere ancora conventicole clientelari, non è sempre facile discernere  folklore, vanità., dilettantismi, i regni protagonisti in cerca di “indulgenza” dalla invenzione poetica vera, per cui a volte si comunica senza poter effettivamente condividere ciò che si comunica. Anche perché la storia attuale dell’arte sembra corrispondere a un suo principio interno, che è volto a scomporre, a decomporre e infine a dissolvere le forme. Della rappresentazione della realtà non ne è quasi più nulla e tanto meno lo è la tecnica, il linguaggio, il saper fare

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Addio a Umberto Eco, un intellettuale libero da servilismi

Eco immagineIl professore se n’è andato. Ci ha lasciato più soli, con un mare di dubbi e di problemi mal posti. Ci maschereranno sicuramente le sue analisi, la sua ironia con cui  aiutava contro il mimetismo mondano; ci mancheranno soprattutto i suoi libri che avevano preso a tenerci compagnia a partire dagli anni Cinquanta con “Opera aperta”, “Diario minimo”, “Apocalittici e integrati”.
Agli alaudense (pochissimi) che allora seguivano la sua rubrica su “Il Verri” e che poi leggeranno la sua Bustina di Minerva, da tempo è uscito di mente che Umberto Eco è stato a Lodi nel 1965 al Circolo di Cultura Popolare, qualche mese dopo la pubblicazione da Bompiani del saggio Apocalittici e integrati sulle comunicazioni di massa. Qui, noi, ricordiamo quella serata con un pizzico di vanità, che dati gli anni trascorsi ci può anche stare dal momento che fummo proprio noi a presentarlo al Museo Civico di Lodi. Particolare che non conta niente oggi, mentre può significare che allora “cultura di massa” era una definizione d’ordine ideologico, contraria alla elaborazione “aristocratica” o borghese che la precedeva. E più curioso fu il fatto che il trentenne Eco mise allora in guardia la platea contro le frasi fatte e le autoillusioni. Seminate in parte dalla stessa informazione e industria culturale che dichiarava di produrre per la massa, di progettare una educazione di massa, mentre in realtà collaborava alla sola riduzione dei propri soggetti a massa.
In questi giorni tristi, giornali e telegiornali sono pieni di testimonianze persino noiose: tante attestazioni di ammirazione e di elogi MacDonald della sua creatività letteraria e della sua penetrazione analitica. A noi bastano “due parole”: il suo distacco ci ha procurato apprensione da subito. Umberto Eco aiutava a non smarrirsi nei fatti, nelle polemiche, a distinguere tra le tante formulazioni intellettualistiche e ideologiche e in quelle della cultura pragmatica. Aiutava a stare tra apocalittici e integrati, a capire l’universo della comunicazione di massa, a leggere le nuove forme della disciplinata “medianità”.  Di lui ci mancheranno tante cose: la vis polemica, le idee, l’ analizzare in concreto e con serenità, la chiarezza.

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L’ OPINIONE / LA SCATOLA NERA DELLE “STRONZATE”

Il filosofo statunitense Harry G. Frankfurt

Il filosofo statunitense
Harry G. Frankfurt

Vi sarete accorti quante scempiaggini vi sono propinate in questi giorni di crisi greca, sugli esiti del referendum e sui suoi significati. O, se proprio non volete stare sull’argomento, di quelle più xenofobe somministrate sui migranti che arrivano in barcone. Oppure, tanto per andare sul leggero e sull’infinitesimo, sugli scandali nel gioco del calcio. O, ancora, quelle tratteggiate nelle trasmissioni di cucina, in quelle che promuovono il business, la moda, le vacanze, i consumi, eccetera.
Su tutte, fa però decisamente impressione la spregiudicata superficialità con la quale alcuni politici affrontano argomenti delicati piegando la logica a una propaganda permanente, che tratta i cittadini da ciucci pronti a bere di tutto.
E’ possibile sottrarsi a questo spettacolo senza limite, spesso inammissibile come lo definisce un filosofo minimalista?.
Quante parole stupide, sbagliate, inopportune ci raggiungono, ascoltiamo, leggiamo e pronunciamo, in una giornata? Quanto “plagio” ci viene somministrato dalla politica, dalla pubblicità, dal business, dallo sport, dall’arte?
Ci vorrebbe una visione pitagorica per poter riassumere i termini della intera questione. Ebbene, c’è una qualche autodifesa a questa sottomissione? Come sottrarsi al mare di contraffazioni che ci vengono quotidianamente fatte bere?
Dovremmo cominciare con l’affrontare le varie curve di discettibilità delle scempiaggini. Ma dove prendere la sicurezza richiesta per usare il termine con la stessa accezione? Il problema del plagio quotidiano propinatoci attraverso l’uso sconsiderato delle parole è da considerare un concetto che riguarda lo stile o è qualcosa di drammaticamente più serio e reale?
Per il Sabatini Colletti la scempiaggine è una “cosa” o parola sciocca. Ma è anche un essere sciocchi, inopportuni estronzate sventati. Come quando al ristorante sentiamo dire che l’occupazione è in ripresa e si citano i dati Inps che mostrano che la quota di assunti a tempo indeterminato è passata dal 35 al 41% in un anno, senza sapere quanti di questi sono assunzioni e quante trasformazioni di contratti precari. Allo stesso modo, quando in trattoria sentiamo ordinare, per esempio, “un spaghetti bolognese”, anziché “degli spaghetti alla bolognese” Nell’un caso e nell’altro non è solo un problema di fonti o di stile. E’ qualcosa di più e di diverso. E’ quello che molta gente chiama semplicemente “Stronzata”. Termine poco elegante. Che non piace al direttore e neppure a noi che lo usiamo. Ma c’è, è entrato nel silenzio della comunicazione mediatica e ha sostituito stupidaggine, idiozia. Lo troviamo insieme a storytellin (raccontare balle), selfie (mania di fotografare), trendy (tendenza), cool (moda), smart figo) coi quali naturalmente non ha nulla da dividere, ma elabora un particolare punto di vista.
Anni fa, Harry G. Frankfurt vi scrisse sopra un saggio. Era il 1985, Rizzoli se ne accorse venti anni più tardi e lo pubblicò sotto il titolo: “Stronzate. Un saggio filosofico”. Non so quanti lo possano aver letto e con quali risultati. In ogni caso la tesi del filosofo sostenuta nel libro era chiara:”Uno dei tratti salienti della nostra cultura è la quantità di stronzate in circolazione. Ciascuno di noi da il proprio contributo. Tendiamo però a dare per scontata questa situazione. Gran parte delle persone confidano nella propria capacità di riconoscere le stronzate ed evitare di farsi fregare. Così il fenomeno non ha attirato molto interesse, nè ha suscitato iindagini approfondit sull perché ce ne siano così tante in giro”.
Per il filosofo statunitense l’invasione delle “stronzate” non è un questione da sottovalutare. Non va confusa con la semplice bugiardata o la menzogna. La stronzata rivela il disinteresse che abbiamo alla verità. I “bullshitters” (trad. gli esibizionisti, i venditori di fumo), difatti a cosa mirano? A impressionare, a catturare il pubblico. Oggi la riflessione di Frankfurt sarebbe una lezione di politica, di finanza, di comunicazione, sui tanti “saggi” che occupano lo schermo.
L’argomento venne proposto una decina di anni fa sulle pagine del Sole-24Ore ad opera di un filosofo nostrano, Massimo Massirenti, forse colpito più che dal saggio di Frankfur dalle idiozie di ogni tipo che allora (come ora) circolavano ad opera dei politici e di businesmann, entrando in banca o in assicurazione, guardando la tv o navigando su internet.
L’argomento del cazzeggio non sembra colpire particolarmente qualcuno. Men che meno gli economisti, che di “stronzate” hanno riempito negli ultimi anni le loro analisi per piegarle ad altri scopi. Come dice una massima popolare di Eric Ambler:“Mai dire una bugia quando puoi cavartela a forza di stronzate”. Per questo, in Italia, forse, nessuno si è ancora preso la briga di indagare l’ampiezza e l’ importanza del fenomeno.

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