Archivi categoria: Riviste e Pubblicazioni varie

KAMEN N.51 : Il giornalismo d’arte di Dino Terra

Personalmente ho conosciuto Armando Simonetti (alias Dino Terra) alla redazione milanese dell’Avanti, quando aveva ormai brillantemente valicato i settanta ed io ero poco più che un trentenne. Terra era salito da Lucca per incontrare Aldo Lualdi, antifascista, storico e scrittore come lui, che come lui coltivava interessi per l’arte ed era, dell’edizione milanese, redattore oltre  far parte del Consiglio dell’Ordine Giornalisti della Lombardia. Nel dopoguerra Terra aveva ri-fondato l’Avanti e con Lualdi aveva in agenda d’incontrare “da Renzo” Franco Passoni (critico del giornale). Renzo era il gallerista di piazza Cavour, figura carismatica nel mondo artistico milanese.
Ho goduto per conto mio che Kamen’ (n.51, giugno 2017) lo abbia “ripescato”  riaccendendo l’attenzione sui suoi meriti dopo oltre una ventina d’anni dalla morte del 1995; introdotto da una nota di Amedeo Anelli che ne rileva la chiarezza di scrittura in arte (e non solo ) è documentato grazie un gruppo di articoli ripresi dal quotidiani romano “Il Tevere” nato sulle ceneri del Corriere italiano, chiuso dopo il delitto Matteotti,  che danno luce al raggiunto “punto di equilibrio fra descrizione e argomentazione” e alla sua “ messa in comune di significati, di valori, di pensieri” eccetera.
Terra fu scrittore, drammaturgo, critico d’arte e pittore egli stesso. Intellettuale dinamico si votò presto all’idea di “una nuova cultura”; fu amico di Chiaromonte e Moravia e, prima ancora di Paladini, Levi, De Chirico e Gramsci. Equipaggiato di estro e cultura si impose ancor giovane all’attenzione mettendo al centro di molti suoi lavori letterari le inquietudini e le contraddizioni dell’uomo moderno davanti a sé stesso e alla storia. Come peraltro documentano i molti interventi di Daniela Marcheschi, pilastro della redazione di Kamen’, che in questi anni ha scritto parecchio su di lui, e in particolare: “Letteratura e giornalismo” (Marsilio, Venezia, 2017), prefando “Ioni” e ”La figura e le opere di Dino Terra nel panorama letterario e artistico del ‘900”.
Il numero di Kamen’ fresco di stampa riprende di Terra Esposizione d’Arte italiana a Ginevra;Visita a De Pisis; Mostra di Arturo Martini a Milano; Un architetto romano. Piacentini sulla bilancia. Sono articoli che suggeriscono a Anelli spunti valutativi per rimarcare la preparazione culturale e intellettuale dell’autore, definito “uomo enciclopedico, con cognizioni di prima mano dei maggiori fermenti della cultura nazionale ed europea”, dotato di “robusta conoscenza della letteratura e delle arti oltre che delle scienze dell’uomo, dalla medicina all’antropologia ai sorgenti movimenti psicoanalitici”.
Nel fare prosa d’arte, Terra “informa e allo stesso momento “educa e discrimina valorialmente”, argomenta e impronta; mette al servizio un unicum” che oggi ha pochi conseguenti nel giornalismo, da cui “è quasi sparito un approfondito dibattito di idee, di concezioni e competenze”.

 

 

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KAMEN 51: QUELL’ ISTRIONE di PAOLO POLI

E’ un anno e più che Paolo Poli, il grande attore comico italiano, se n’è andato. Kamen’, la rivista di poesia e filosofia diretta da Amedeo Anelli, lo ricorda nel numero 51 appena uscito riservandogli una cinquantina di pagine della sezione “Materiali”, con un devoto saggio di Mariapia Frigerio e un gruppo di deliziosi “libretti di sala” (pubblicazioni informative con note critiche) opera della maniacale gusto per la letteratura dello stesso Poli: La Nemica; Carolina Invernizio!; La Vispa Teresa; L’Uomo nero; Giallo!!!; Femminilità!!!; Apocalisse!!! Inoltre, l’Introduzione a STO (Sergio Tofano), Una linea di sorriso), alcuni dei quali scritti in collaborazione con la scrittrice Ida Omboni.
Per sessant’anni Poli ha intrattenuto le platee con interpretazioni civili e intelligenti, contro la banalità e il conformismo ideologico, in cui era mescolata letteratura, critica, canzonatura e satira. Ha contribuito a dare slancio a quel particolare “momento” rappresentato dalla “idea comica”, che segnò in Italia la corrispondenza tra piacere estetico e risata.
Protagonista di un corpo coloratissimo di soggetti rappresentò un caso raffinato di buonumore e poesia mordace da costituire un riscatto qualitativo e offrire uno sguardo culturalmente rilevante sui risvolti della storia, del costume, delle usanze e credenze, contribuendo alla dissolvenza dei modelli che imperavano.
Nel saggio di Mariapia Frigerio, ricco di resoconti di incontri, amicizie, di ragguagli e scelte, Poli è colto nel suo incessante muoversi tra letteratura alta e generi meno importanti. Quello della scrittrice lucchese è un autentico “frugare” nella persona e nel linguaggio. Con una ricerca ad ampio spettro intreccia, distingue e ritaglia di Poli esperienze, sodalizi, ruoli e influenze. Dimostra un unicum nel mondo teatrale italiano.
Fra le maggiori prove da regista e principale attore di Poli sono da ricordare Rita da Cascia (1966), La Nemica di Dario Niccodemi (1968), Il Coturno e la ciabatta (1990), La Leggenda di San Gregorio (1992), L’Asino d’oro (1994), I Viaggi di Gulliver (1997), Caterina De’ Medici (1999), Aldino mi cali un filino (2001). Rita da Cascia, lettura irriverente della storia della santa, che sollevò polemiche, e l’allora deputato Oscar Luigi Scalfaro giunse a presentare un’interrogazione parlamentare. Sono anche da ricordare Sillabari, 2008 ( tratto dall’omonimo libro di Goffredo Parise; Il mare, 2010 (ispirato da Anna Maria Ortese) e Aquiloni, 2012 (rivisitazione antiscolastica di Pascoli) Dopo la monografia Paolo Poli di Rodolfo di Giammarco (Roma, Gremese, 1985), sono usciti volumi con sue notevoli interviste: Siamo tutte delle gran bugiarde (conversazione con Giovanni Pannacci, Roma, Perrone, 2009), Sempre fiori mai un fioraio ( ricordi a tavola con Pino Strabioli, Milano, Rizzoli, 2013( e Alfabeto Poli ( a cura di Luca Scarlini, Torino, Einaudi, 2013).

 

 

 

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“Un incisore” di Renzo Biasion con disegni e un’acquaforte di Teodoro Cotugno

Un incisore” di Renzo Biasion con disegni e acquaforte di Teodoro Cotugno, ultimo fresco di stampa della Tipografia Sollecitudo di Lodi con in copertina “Ricordo di una passeggiata”, acquaforte di Luigi Bartolini – maestro un-incisore-copertinaatipico che spesso ha ceduto a un impulso frenetico e polemico contro l’ignoranza del mondo della grafica – è una microstoria essenziale, un fabliau ma senza essere in versi, non retorico né celebrativo, una di quelle pubblicazioni che acquistano forma, significato e fantasia più la si legge e guarda, la si tiene tra le mani e si riceve vitale coscienza che certe iniziative hanno sulle tendenze dei lettori, i loro gusti e i loro interessi.
Stampato in 50 esemplari su carta Hahnemühle (carta di elezione per soddisfare le esigenze di artisti), con disegni e una acqueforte di Teodoro Cotugno tirata dallo stesso su proprio torchio calcografico, “Un incisore” è una autentica chicca che parla d’incisione da tre punti di vista: letterario, per parte di Biasion (1914-1996), che fu artista a tutto tondo, pittore, incisore, scrittore e critico d’arte (Tempi bruciati, Sagapo’ ecc.), amico di Solmi, Sereni, Pound, Pomilio, Sinisgalli, Chiara, ostinatamente sostenitore del valore del disegno, che come prosatore ha privilegiato il racconto come mezzo di interpretare caratteri, sentimenti e fatti; per parte del carattere del personaggio di riferimento (Bartolini), elemento necessario alla vera e profonda comprensione di un “testo” artistico. Scelta logica se, come sosteneva Federico Zeri, la filologia – il riconoscimento dello stile –può offrire soltanto il grado zero, il fondamento necessario a una storia più comprensiva di cui essa stabilisce unicamente il vocabolario; e l’ interdipendenza della qualità formale, ruolo decisivo in Cotugno, la cui produzione grafica è propriamente di mediazione, amplificazione e enfatizzazione, un percorso lirico che richiede lavoro ed energia, impegno e risorse in tempi in cui la regola sembra essere affidata al solo primato della propaganda.biasiondessinportrait200
Il racconto con cui Biasion spiega il suo incontro col maestro marchigiano è essenziale e curioso:”lavorava con prudenza, prima di toccare la lastra ci pensava sette volte. Poi, all’improvviso, la punta scattava come invasata…” Ma non nasconde aspetti del caratteraccio dell’artista di Capramontana che a una osservazione dello scrittore replica con espressione villana: “se l’artista è libero non deve tener conto a nessuno di quel che fa…” Tutto l’opposto insomma di Biasion che nel suo tragitto artistico e in quello di insegnante all’Accademia di Firenze avvertì la responsabilità di misurare il proprio passo su quello della società, sforzando il ritmo e la chiarezza perché il pubblico potesse seguirlo.
Pur ammirando la poesia dell’estroso e sanguigno del secondo, è al primo che Teodoro Cotugno ha guardato e guarda t-cotugno-acquaforte-un-incisore-scan_pic0030con estrema attenzione anche nei dettagli, che con Biasion collaborò in diverse occasioni ed ha ora raccolto l’invito della vedova di dare pubblicazione a “Un incisore”, un omaggio all’insegnamento del maestro e dell’amico. Gli interventi con cui il lodigiano illustra il testo confermano come la sua arte segnica sia il prodotto di una crescita maturata, affidata al rigore del disegno, alla durata delle idee, alla lezione dei maestri. E’ una esperienza che riflette l’importanza decisiva di un incontro e di una amicizia ed ha qualcosa che non tutti quelli del suo mestiere posseggono: una solida cultura, che sa degli aspetti umani e di quelli dell’arte, anche i meno visibili.

L’OPERA: Renzo Biasion, Un incisore, con una acquaforte e disegni di Teodoro Cotugno – Racconto stampato su carta Hahnemühle in 50 esemplari stampato dalla Tpografia Sollecitudo di Lodi in 50 esemplasti, 2016, s.i.p.

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INDICE DEI NOMI E DELLE IDEE ( 2016, 2015, 2014, 2013 )

ARCHIVIO Forme 70

 (Anno 2016)

imagesB697DGYOMOSTRE – ARTISTI- AUTORI:
AMORIELLO Elena, †ARCHINTI Ettore (2, †AUSTONI Angelo , BENZONI Caterina, BORSOTTI Francesco (3), BOZZANI  G. Carlo, †BEONIO BROCCHIERI Vittorio (pittore, letterato), BRUTTOMESSO Vanda, †CARRERA Gino (2), CHINOSI Angelo (fotografo),  COLIN G. Luigi, COMIZZOLI Fabrizio(fotografo), COTUGNO Teodoro (2), CURTI Pierpaolo,  DELLA TORRE Enrico, DE LORENZI Loredana (2), DIEGOLI Mario, ‍†ESPOSTI Umberto , FEDI  Fernanda, †FRANCHI Gino, GAGLIARDI Pino (fotografo), GOLDIN Nan, †MAFFI Ugo(4), MARCHESI Franco,  MARCHITELLI Antonio (fotografo), MAZZA Antonio(fotografo) , †MARZAGALLI Paolo, †MENARDO Roberto(fotografo) , MONTICO Gigi, MORANA Simone (fotografo), MORI Paola, NINZOTTI Corrado (fotografo), †NOVELLO Beppe (pittore, scrittore) ORSINI Giuseppe (fotografo), PEDRINAZZI Maurizio (fotografo), POLONIOLI Marco (2) (fotografo), PALAZZINI Angelo, RAPETTI MOGOL Alfredo, RAZZINI Franco (fotografo) (3), ROSSONI Adriano, RUBINI Elia, TENCONI Sandra, TERZINI Pietro, VOLPI Luigi, ZOCCHI Ettore
FOTOGRAFI (Scheda segnaletica)::  BERTO Paolo (2), COLIN G. Luigi, CHINOSI Angelo, COMIZZOLI Fabrizio, GAGLIARDI Pino, GOLDIN Nan, MAZZA Antonio, MENARDO Roberto, MARCHITELLI Antonio, NINZOTTI Corrado, ORSINI Giuseppe, PEDRINAZZI Maurizio, POLONIOLI Marco 2) , RAIMONDI Antonio, †STROMILLO Pericle (poeta, pittore), †VANELLI Felice
EVENTI & COLLETTIVE:
Festival della Fotografia Etica (Lodi), Museo della Stampa e della Stampa d’Arte (Lodi), Giorni in Versi (Tavazzano), Cesaris per le Arti visive (Casalpusterlengo), Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Pavese (San Donato Milanese), Prismi – coll., Cesaris (, Casalpusterlengo);
LIBRI RIVISTE-RECENSIONI:
I POETI E LA CRISI ( Amedeo Anelli e Guido Oldani), †ECO Umberto (ricordo), LUCIDO E BELLO (Cesaretti Gino), BUONGIORNO ADDIO (Mennillo Francesco), PERIMETRI E distanze (Riccioni Alessandro), KAMEN’ n.48 (Ursula Le Guin, BIBLIOTECHE E ARCHIVI LODIGIANI (Mazza Antonio) LA FARAONA RIPIENA ( Oldani Guido), REALISMO TERMINALE (Oldani Guido)minale), SALOTTO LETTERARIO, (Antologia 2016), LOCUS SALARANI i n.3), IL BRADIPO,
L’OPINIONE:
La critica, inutile nascondersi, Mostre e marketing, Mostre e Blockbuster, Cinque anni di Forme 70

(Anno 2015)

CriticaMOSTRE-ARTISTI-AUTORI : ABBOZZO Edgardo, ANELLI Amedeo (3) (poeta, critico), ANGELINI Alessandra, AGNELLO Antonella, ARGENTIERO Margherita, ANSELMI Monica, AZZI Emma, BARLETTANI Massimo, BAJ Enrico, BASSI Bassano, BASSI Giacomo Massimo, BELLINI Marisa, †BAZZARELLI Eridano, BENEDETTI Arrigo ( letterato),   BERTO Paolo, BIANCHI Guido (fotografo), BIANCHI Federico (fotografo),  BELLINI Maria, BIANCHINI Luigi, BIANCHINI Pietro, BOCCARDI Sandro (poeta, musicologo), BOCCHIOLI Angelo (fotografo) BOFFI Luca (Alberonero), BONALDI Pietro, BONOMI Giancarlo,  BOSONI Angelo, BRACCHI Tino, BRUNELLI G. Piero, BRUSON Francesco (fotografo), BUTTABONI Riccardo,  CALIA Tindaro (2), CARRA’ Luca (fotografo), CARTIER-BRESSON Henry (fotografo), CASORATI Felice, CAZZULANI Cesare, CERRATO Annita (narratrice), CERRETTI Mino,  CHARTA (casa editrice), CHINOSI Angelo (fotografo), CITERNI Liliana  CONFALONIERI Franco (fotografo), COTUGNO Teodoro (3), †ESPOSTI Umberto,  EX-LIBRIS, DE LORENZI Loredana, DE SIMONE Antonio (fotografo) DE ZAN Guido, DI BENEDETTO Tina, FRANZINI Carlo, FARAONE Giuseppe, FERRARI Agostino, FERRI Oliviero (fotografo), FONTALBA Luisa, FORMAGGIO Dino, GALLOTTA Bruno (2), †GIARELLI Francesco, GIRARDINI Annarosa (narratrice), GIPPONI Tino (critico, collezionista, scrittore),  GNOCCHI Alberigo, GORLA Daniela, GUERCILENA Mariolina, HOKUSAI Katsuhika,  KALOSF, KAMEN’ n. 48, KIKOKO, LECCA Sandro (Fotografo), LODIGIANI Francesco M.,  LOI Franco (poeta), LONGARETTI Trento, MACADAN Eliza (poetessa), MAIETTI Andrea (scrittore), MAESTRONI Paola, †MANZONI Piero (2), MARCHESCHI Daniela (2), MARCHESI Franco, †MAIORCA Giulio, MAROTTA Maurizio, MARTINELLI Giò,  †MARZAGALLI Paolo, †MAURI Giuliano (2), MAZZA Antonio (fotografo), MENARDO Roberto (fotografo), MENNILLO Francesco (poeta), MONTEMEZZANI Liviana, MONTICO Gigi (2), MORANA Simone,  M†ORANTE Elsa (scrittrice), MORI Paola, MOROSINI Anna, MULAS Maria (fotografa), MUNARI Cinzia, NEGRI Tonino, NEGRI Stefania (poetessa),NOORDA Bob, NOVELLO Giuseppe, (2), OCCHIATO Simone, OLDANI Guido, ORSINI Giuseppe (fotografo), PALAZZINI Angelo, PANELLI Marilena (3), PIN Li, PIZARNIK Alejandra ( poetessa), POLETTI Luigi, PRAVETTONI Davide (fotografo), PRINELLI Gabriele (scrittore), PENTAGRAMMATICI, RAZZINI Franco (fotografo), RICCIONI Alessandro (poeta), PERUGIA Franco, PETRO’ Paolo, PRUONTO Dario, PEZZOTTI Gianluigi, PICCINNI Serena, PISATI Angelo,  †REBORA Clemente (poeta), REDONDI Pietro (fotografo), REGAZZONI Domenica, RIMI Margherita (poetessa), ROSSETTI Brigitta,  ROSSON Adriano, SBARUFFATI Simone, SCAMUZZA Gabriele (scrittore, critico), †SCIARDELLI Franco (stampatore), SECCHI Pino (fotografo), SERNAGLIA Rino, SCHROED David ( fotografo), STEINER Albe, TONELLI Antonio (2), †TREGAMBE Girolamo, TORUN Yener (fotografo), VAILATI Gabriele (2), VALENTINAKI,  †VERTIBILE Enzo, †VIGANO’ Silvia, ZANONI Paolo (fotografo).
LIBRI-RIVISTE- RECENSIONI: KAMEN’ n.46, KAMEN n,47, HOKUSAI (Gallotta Bruno), ERA FARSI ( Margherita Rimi), IL NOVECENTO vol. primo (Amedeo Anelli e Guido Oldani ), LA VERIDICA STORIA DI M. COSWAY (Tino Gipponi), BUONGIORNO ADDIO (Francesco Mennillo), BIBLIOTECHE E ARCHIVI LODIGIANI (Antonio Mazza), PERIMETRI e DISTANZE (Alessandro Riccioni), LA GUERRA E’ BELLA MA… (Paolo Monelli e Beppe Novello), LA FOLLIA DI DELIA  (Annarosa Girardini), IL SAMMARTINO (Anita Cerrato), 42 VOCI PER LA PACE (Sandro Boccardi, Amedeo Anelli), IL SALOTTO LETTERARIO DI LODI (Antologia n.3); POETI PORTOGHESI E LUSOFONI (Kamen’), LA VERIDICA STORIA DI MARIA COSWAY (Tino Gipponi),  MILANO CITTA’ EFFIMERA ( Pietro Redondi e Franco Confalonieri), ANESTESIA DELLE NEVI (Eliza Macadan), HO IL TEATRO NEL CUORE (Federico Leone Bonfanti), CONFIDENZE SUL FAR DELLA SERA (Andrea Maietti), MANIFESTO PER IL FUTURISMO STATICO (Enrico Baj). OSCILLAZIONI (Negri Stefania). IL DESIDERIO DELLA PAROLA (Alejandra Pizarnik), IL MISTERO DI MARIGNANO (Gabriele Prinelli), DUE DIMENSIONI (Albe Steiner).
L’OPINIONE : La scatola nera delle stronzate; Condizione giovanile, le parole che contano e le parole che mancano; Leggere la crisi della ceramica lodigiana; Contro la comunicazione nella critica d’arte; Un catalogo senza sale; Menomale c’era il precario di Soncino; Contro il terrorismo e la libertà di stampa; Formesettanta:4 anni di approfondimenti in rete.

(Anno 2014)

ARTE CRITICA imagesARTISTI, AUTORI, MOSTRE:  AAArt (collettivo), †ABBOZZO Edgardo (4), ALFANO Roberto (3),  AMMANNITI Nicolò (narratore), ANELLI Amedeo (5), ANGELINI Alessandra, ANSELMI Monica (3), ARGENTIERO Margherira (2), ARMIGERO Luca (2), BACIOCCHI Maura, BAJ Enrico(2), BALDI Andrea, BALDI Mattia, †BELLINZONI Giovanni (gallerista), BELO’ Flavia (2) ,  BELOLI Marco, BERNAZZANI Ornella (scultrice), BERTONI Davide, BESTIARIO DI ABERDEEM (collettiva), BIANCHI Guido (2) (fotografo), BIANCHINI Luigi (2), †BIGNAMI Osvaldo, BOCCARDI Sandro (poeta), BOFFI Luca,  BONAFINI Marco, BONI Aldo, BORGONOVO Angelo, BRACCHITTA Sandro, †BRAMBILLA Federico,  CALABRO’ Vico ( srittore),   CALIA Tindaro, CAOTICA (collettiva), CARTE D’ARTE (XVI), CARTELLA per un amico (VIII),  CASALI Giorgio (fotografo), CAVALLO Luigi, CESARI Andrea (3), CIUSANI Valentino, CORNALBA Luisa, CORVI Lele (illustratore), COSTA Goffredo,  COTUGNO Teodoro (6). DALLARA Tony, DE BERNARDI Franco (2), DE LORENZI Loredana  DELLA CHIESA Giovanni, †DELLA CHIESA Matteo, ELLIOT Hervitt (fotografo), , ESPOSTI Umberto, FAYER Carlo, FEDI Fernanda (2),  FERRARI G. Mario, FRATTI Carlo, “GALLERIA LA CORNICE”, GASPAROTTO Carlos Marcos, GIACCHERI Paolo Francesco, GIANOTTI Franco, GINI Gino (2),  GIOVANNINI Romeo (poeta),  GORLA Daniela, GRIGNANI Roberto (fotografo), HONCKNEY David, II CONCORSO DI XILOGRAFIA LODI, IV CONVEGNO INT. STUDI SULL’UMORISMO, IV PREMIO NAZ. GINO CARRERA,   †LANZANI, † LEGNANINO, “LIFE”, collettiva, LODIFACERAMICA IX EDIZIONE collettiva, “IN HOC SIGNO…” (collettiva), MANGIONE Domenico (2), MARCHITELLI Antonio (fotografo),  MUGGERI Albero (fotografo), MULAS Maria (fotografa),  KIKOTO,  MADDALENA Sandro (fotografo),MAECART Expo 2014 (collettiva),  †MAFFI Ugo (2), MARCHESCHI Daniela (critico, scrittrice),  †MARCHINI Vitaliano (scultore), MARICONTI Andrea, MARINI Claudia (2),   MARTINENGHI Alberto (fotografo), MARUBBI Mario,  †MARZAGALLI Paolo, MENARDO Roberto (fotografo), MILANESI Aldo (scrittore), MINETTI Giovanni (ceramista),  MINOJA Oreste, MONTEMEZZANI Mattia, MONTICO Gigi, †MORENA Alberico, MUGGIAINA Davide,   NEGRI Paolo (fotografo),  OCCARI Carolina Marita, NEGRI Tonino (ceramista), “NUOVE GENERAZIONI DI ARTISTI LODIGIANI”,  “OLDRADO DA PONTE “, ORNAGHI Clara, PAGLIA Canille (critica), PALADINO Mimmo, PALAZZINI Angelo, PALLAVERA Ferruccio (storico, scrittore), PASSERINI  PERMANENTE (la) cerca il rilancio,   PERONI Miriam, PEZZOTTI Giangi,  PICCOLO MUSEO DELLA POESIA, PISATI Angelo (ceramista) (2),  †PODINI GARBELLI Gabriella, POLONIOLI Marco (Fotografo), †PONTIGGIA Giuseppe (scrittore), PRAVETTONI Davide (fotografo), PRINA Alberto (fotografo), RAZZINI Franco ( fotografo), RISSET Jacqueline (fotografa),  “PREMIO NOVELLO” (2), KIKOTO, ), PUGLIA Domenico (fotografo), RAZZINI Franco (fotografo), ROSSONI Adriano, SAMBUSIDA Giuseppe (architetto),  †SASSU Aligi, SATOLLI Emanuele (fotografo), SECCHI Giuseppe (fotografo) (2), †SCURI Enrico, SILVA Giov anna (fotografa), SIMONETTA Marcello (4), SUZZANI Enrico (2),  STAGNO CHICCO Maria,  †TARQUINIO, Sergio, , TELLI Laura (fotografa), TERZINI Pietro (2), TBR 6326 (collettiva), TIMONCINI Luigi, UGGE’ Marco  †UGGERI Mario (illustratore), UPIGLIO Giorgio (stampatore), †VACCARINI Bassano, VACCARO Vito, VAILATI Vittorio, VANELLI Felice (2), VANELLI Sirio (fotografo),  VARALLI Olga (scultrice), VERNA Gianni, VOLPE Daniele (fotografo), WAEHOL Andy, WORL REPORT AWARD IV,  PREMIO (XXVIII)  POESIA MONTANO, GIORNATA (10a) DEL CONTEMPORANEO, †SCAPIN Giancarlo (ceramista),  †SEGALINI Piero, †VOLPI Luigi, XERRA William, ZANONI Paolo (fotografo), L’OPINIONE: FORMESETTANA, tre anni di approfondimenti; Tutti giù per terra, , Come rieducare al gusto i ragazzi; Repetita iuvant. A proposito di marchette e stroncature;
LIBRI RIVISTE RECENSIONI: ♦IL DUOMO DI LODI DAL BAROCCO AL ROMANICO  (Ferruccio Pallavera)
 ; ♦LODI, PIAZZA MAGGIORE E DUOMO (Teodoro Cotugno); ♦UN CATALOGO CHE RIMETTE IN FORMA (Rino Sernaglia), ♦123 POESIE ( Pietro Terzini  ), ♦SANT-ALBERTO VESCOVO  (Igino Passerini), ♦PSICOLOGIA INVOLUTIVA (Roberto Alfano), ♦I MIRACOLI DELL’INCORONATA (Antonio Mazza), ♦LA CATTEDRALE DI LODI (Giuseppe Sambusida), ♦ABDUA COERULUS (Mario Marubbi), ♦KAMEN’ n.45 Sez. Poesia, (Giuseppe Pontiggia), ♦ANTEREM n.88, DIARI PARALLELI (Luigi Cavallo Luigi, Marcello  Simonetta),  ♦SEDUCENTI IMMAGINI ( Camille Paglia), ♦GRAFICA D’ARTE n.96, ♦UN GUERRIERO IN FILIGRANA (Edgardo Abbozzo), ♦STORIA DE CASAL e ♦COLGO L’OCCASIONE… (Aldo Milanesi).

(Anno 2013)

CriticartARTISTI-AUTORI-MOSTRE : ABATE Claudi (fotografo), ANELLI Amedeo (5), AMORIELLO Elena, ARTE CORTINA (collettiva), ARTE PSICHICA, ARTIST’S Book (collettiva), ASTI Giuseppe (art.ferro), ANGELINI Alessandra, BAGNOLI Riccardo (fotografo), BARBIERI Federico, †BASILICO Gabriele (fotografo) (2), BELLANI Giovanni Giuseppe, BELLINI Maria, BELLOCCHIO Daniele ( reporter), BELO’ Flavia, BENZONI Caterina (ceramista) (2), †BERTARELLI Achille (collezionista), BERTONI Davide,  BESTIARIO – 15 italiani a Venezia (collettiva), BEVILACQUA Elisabetta, BIANCHESSI Peppo,  BIANCHI Guido (fotografo), BIANCHINI Luigi, BIDOLI Alessio (musicista), BIENNALE Venezia, 55a (2), BIENNALE d’arte Lodi, 4a (3)  †BO Carlo (letterato) , BOCCHIOLI Angelo (fotografo), BODONI Giambattista, †BONALUMI Agostino, BORELLA Pasqualino (fotografo), BOSSAGLIA Rossana (critico), BOTTONI Angelo, BRAGA Alessandro (scrittore), BRUTTOMESSO Vanda, CALABRESE Adamo, CAMPO GRAFICO (collettiva), CARELLI Roberto (fotografo),   †CARRERA Flavio (3),  †CARRERA Gino (2), CASAIDEA Tavazzano, CESANA Carlo Ottavio (fotografo), CHANDRINKAEGO (fotografa), CHAR René, CINQUANTA Adam (2), CIRIELLO Raffaele, COTUGNO Teodoro (4), CORTINA Renzo (collettiva), COVER STORY (collettiva), †CRIPPA Roberto, CROCE Ivan, CUNEAZ Giuliana, †DEGAS Edgard, ECO Umberto (massmediologo),  †ELENA Giuseppe, FAVARO Giovanni, FEDI Fernanda (2), FERRARI Gian Mario, FERRI Oliviero ( fotografo), FESTIVAL FOTOGRAFIA ETICA (collettiva), FIORI Salvatore (scultore), FOTOGRAFIA ASTRATTA in Italia, †FRANCHI Gino (ceramista, scultore), GANDINI Nadia, GATTI Vincenzo, ,  GHILARDI Elena (2), GIPPONI Tino (critico), GLASS HUS (collettiva),  GRECCHI Gabriele, GONG (collettiva), GRUPPO OTTANTA (collettiva),  HANNOND Robib (fotografo), HANSEN Fritz (architetto), HOCHSCHEID Oda( musicista), ISTANTANEA (L’), XX (collettiva), KAMEN’ n.43, LIUTERIA ROMANTICA CASAIDEA,  LODIGIANI XXI SECOLO (collettiva), LONGARETTI Trento, MAFFI Ugo (2), MALOBERTI Marcello, MANCA Pier Antonio (2), MANZONI Piero, MARCHESCHI Daniela (2),  MARCHETTI Paolo (fotografo), MARCHITELLI Antonio (fotografo) (3), MARICONTI Andrea, MILAN IMAGE ART FAIR (collettiva) MATTIONI Sabrina, MISSIERI Bruno, †MONICO Angelo, MONTICO Gigi, MIZU Tomoko, MOLTENI ZANESSI Barbara (fotografa), NATURARTE 2013, NEGRI Marco, NISSEN Mads (fotografo), NOVELLO Beppe, OLDANI Guido (poeta), OLDRADO DA PONTE (collettiva), ORSINI Giuseppe (fotografo),  PADIGLIONE TIBET (collettiva), PALAZZINI Angelo, PALLAVERA Antonio (fotografo), PELIZZARI Valerio (scrittore), PENTAGRAMMATICI (collettiva),  PICCOLO PRESIDIO POETICO, PILON Valerio,  POLETTI Luigi, PONTIGGIA Giuseppe (scrittore, poeta) (2), PORCELLI Vittorio (illustratore), PINTO Roberto, PREMIO Celeste X ed., PREMIO Shanghai II ed., PREMIO CARRERA Gino Iv ed., PREMIO Brambati, REGAZZONI Domenica (3), RIMI Margherita (poetessa), ROSSON Adriano, ROTONDO Carlo (fotografo), RUBINI Ilia, SALONE DEL LIBRO, ed. XXVI, SABBADIN Elda Aida, SCAPIN Giancarlo (ceramista), SCHIAVO Leonardo, SECCHI Pino (fotografo), SERNAGLIA Rino, SEMINA VERVI X ed., SIDOLI Sante, SIMONETTA Marcello (3), SOFFIANTINI Cesare,  STISTON Brent (fotografo),SUZZANI Enrico,  SYRINX ed 3 (collettiva) ,TIMONCINI Luigi (2),    TOMASI Fulvio, TRESOLDI Franchina, TRIPLA A (collettiva), UPIGLIO Giorgio (stampatore), VALLA Riccardo (fotografo), VOLPI Luigi, VIGNETTISTI tra satira e ironia (collettiva), WEREMEENCO Bruna,

LIBRI RECENSITI 2013

♦ Mondi di Marco Negri
Il falò delle novità di Stefano Bartezzaghi
Destino a sorpresa di Daniela Marcheschi
In Battaglia. Quando l’uva è matura di Valerio Pelizzani
♦ 
Esposizione di Stefani Zaliani
♦ Quattro pittori per un poeta,  trad. Luigi Cavallo
Scritti sull’Arte di Remo Pagnanelli
♦ 100+1 libri d’artista a c. di Fernanda Fedi e Guido Guidi
Il rottamario. Quasi un anno di vignette di Alessandro Colonna
♦ Chiese e oratori di campagna a Tavazzano di Gabriele Prinelli
Arie da concerto di Alberto Raimondi
Storia delle abbazie tra Chiaravalle e il Po lungo l’Adda di Antonio Mazzi e Ferruccio Pallavera.

 

L’OPINIONE / Interventi:

Politica culturale e territorio; Il ruolo delle mostre oggi; XXVI Salone del Libro di Torino: Il rapporto arte-impresa; ; Lettera ai lettori di Formesettanta; L’obbligo di stare al gioco; Dove va l’arte attualista?; Umberto Eco: lezioni di bibliofilia; Fiere dell’arte e la dimensione commerciale; Artigianato artistico, risorsa dimenticata; La cultura e la veduta corta degli enti locali; La crisi del libro e della lettura; La Biennale d’Arte di Lodi; Cataloghi d’arte, un ponte tra l’artista e il fruitore?; Il ruolo della cultura e i menestrelli dei mercati culturali;La ricetta delle mostre collettive;Teatri e vita teatrale a Lodi

 

 

 

 

 

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Il Salotto Letterario di Lodi 2008-2016

Salotto LetterarioIl quinto numero de “Il Salotto Letterario di Lodi”( Youcanprint, 2016, pagg. 165, € 14,00) è, come le precedenti raccolte degli anni 1991, 2001, 2005 e 2008, una miscellanea che abbraccia poesie, narrazioni, meditazioni, conferenze, profili d’autore presentati con discrezione e leggera scrittura da una ventina di aderenti al Circolo presieduto da Alberto Raimondi, noto pediatra lodigiano, direttore della Fondazione Danelli e non meno noto scrittore di calde ed affettuose riflessioni , autore di volumetti curiosi e simpatici, di sana intelligenza letteraria (Argomenti da salotto, 2015;, Arie da concerto, 2012; Poesie in forme musicali, 2008, Ritagli di giornali, ecc.), e che si avvale della preziosa collaborazione di Maria Filiberti Ponti, da trentacinque anni membro attivo del gruppo fondato da Elena Cazzulani e Gilberto Colletto, dedita alla pratica ceramografica artistica.
Dire di una pubblicazione che è un ricco caleidoscopio – una raccolta di idee, ricordi, sogni, riflessioni che mettono in letteratura e poesia metafore e cose vere, fantasie ed elementi di diverse realtà -, non è senza difficoltà, soprattutto perché gli autori non hanno linea comune, variano di motivazioni e interessi, anche se poi tutti si ritrovano nella “gioia di raccontare”, e, naturalmente, della gioia di stare ad ascoltare; hanno gusto per il racconto breve o per l’espressione lirica, elemento non meno importante per capire il nostro tempo, la nostra civiltà, lo spirito terrestre, laico, realistico e patetico che in tanta prosa accesa, poetica e melodiosa rivela un temerario candore insieme qualche mestizia o inquietudine.
Il nuovo numero della rivista si avvale di collaborazioni locali importanti come gli interventi di Clotilde Fino, già insegnante di lettere in istituti superiori cittadini e attualmente dedita a interventi di studi di storia locale. La Fino riserva nel modo migliore due note biografiche a ricordo di due personaggi lodigiani: Isabella Cattaneo Cornalba e Franco Prevosti: una ricostruzione sintetica in cui trovano spazio con misura curiosità e suggestioni esercitate da questi due campioni della cultura lodigiana.Nella pubblicazione trovano spazio gli interventi di Pietro Sarzana, autore di antologie, saggi e raccolte poetiche e autore dell’ intervento su “Come nasce una poesia?” in cui si sofferma su metodi formali e procedure testuali; Emilio Caperdoni, artefice di una ragnatela fittissima di raccolte di edificante moralismo (ultima La sorgente della vita, 2014) e di un libro di memorie (Un adolescente ricorda); Pietro Terzini, psicologo e psicoterapeuta, dedito alla poesia e alla pittura entrambe di tono affettuoso, autore di versi dedicati ai genitori e agli amici; Cristina Tagliaferro, esperta di Storia e letteratura dell’età moderna e contemporanea, autrice di numerosi saggi e testi critici, che affronta il tema del rapporto tra la poesia di Ada Negri e il Futurismo, già occasione, lo scorso anno, di una sua conferenza al “Salotto”; Enrico Zuccotti, ex preside di scuola media, appassionato di poesia vernacolare (Quator rob nel fasulet, 2002, Un cestin de muron muscatei, 2005), che in concomitanza con gli anniversari della prima e seconda guerra mondiale presenta un testo in prosa e tre poesie che indagano i doppifondi della storia; Gianni Sacchi, cronista di sensazioni e di esperienze prive di “atteggiamento letterario”, nei suoi componimenti sono più l’esperienza dell’esistenza a dare chiarezza all’inquietudine e a tradurreil verso in movimento. Al successo del numero contribuiscono con compiacenza di idee e radici vitali Chiara Cremonesi, la cremasca Severina Donata De Conti, Giuseppina Ferazza, Marisa Filiberti Ponti, Maria Vittoria Giambartolomei, Valerio Migliorini, Pinuccia Nervi, Alberto Raimondi, Giancarlo Sideri, Carlo Sobacchi, Enrico Zuccotti, A.Z. Linguaggio, valori individuali e collettivi costituiscono un mondo tenuto a bada nel tono e nel contenuto da un sentimento senza particolare pateticità, in cui racconto e poesia, sembrano spesso dominati da una onestà disarmata ma non priva di qualche magnetismo.

 

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Un feulleton dell’800 lodigiano illustrato da Teodoro Cotugno. E’ quasi graphic nouvel

beltrami Scan_Pic0004Quando eravamo giovani era facile dividersi in partiti: quelli che portavano Marco Polo e quelli De Amicis, quelli che preferivano Salgari e quelli che parteggiavano per Verne, quelli che stimavano Kipling e quelli per lo scrittore cavalleresco Miguel de Cervantes. Più grandicelli, cambiavamo con le letture anche i partiti: c’era chi dopo essersi schierato per il Manzoni maestro di letteratura morale e civile, preferiva mettere in formazione Moravia, Verga, Svevo, Bontempelli, Palazzeschi, Tozzi.
E i Maestri Dante, Macchiavelli, Boccaccio, Petrarca. Tasso, Parini, Alfieri? In panchina. Per non misurare distanze l’ accortezza era non farli scendere in competizione. Non si leggevano, se non in classe, fuori si rispettavano per l’estensione nazionale del loro linguaggio. Meglio il partito dei bugiardi, detto anche della “transazione” (Pirandello, Dannunzio, Panzini, Landolfi Alvaro) o, – una questione di date ? -, di Levi, Brancati, Gadda, Delfini, Savinio, Berto. Più tardi l’interesse si misurerà per orizzonti verticali: gli “americani” (Hemingway, Fizgerarld, Faulkner, Pessoa), gli “europei” (Goethe, Kafka, Proust, Brecht, Mann), i “russi” (Dostoevskij, Pasternak, Adamovic) gli italiani (Vittorini, Calvino, Pavese, Bassani, D’Arrigo, Malerba). E poi i francesi, i tedeschi, gli spagnoli, i latino-americani, i nordici. Una volta la scrittura rispettava la sua storia, le cotugno Scan_Pic0005alternanze culturali di cui essa era espressione e accanto al nucleo tradizionale accoglieva spostamenti anche importanti che stimavano tracce della vita passata. Oggi, in cui solo una minoranza indugia al piacere di entrare in libreria, chiedersi se la scoperta di un romanzo popolare di intrattenimento leggero, sia bene o non riveda la luce può nascondere un vuoto, un abisso. L’inconsapevolezza che a furia di girare vorticosamente attorno all’attualità e all’effimero brucia la storia. La scrittura di ogni tempo non può rinunciare alle contiguità con il passato storico e alla sua interpretazione per capirne il senso. Anche la narrativa migliore ha in germe l’esperienza del passato.
Allora lo diciamo, così ci leviamo di torno il problema: quanto vale “Stella Vistarini” di Giuseppe Vitali, racconto storico scoperto da Attilio Beltrami sulle pagine della Gazzetta della Provincia i Lodi e Crema? L’italiano narrativo, dopo quasi due secoli, non può che essere “vetusto”, come dice lo stesso curatore. Ma la vetustà, che è una “nobile vecchiezza”, in questo caso fa parte della cultura popolare del secolo succeduto a un’epoca fertile e a un’Italia che appena unificata si diversificò rivendicando tra le varie identità anche quella dello scrivere. Il risultato è una immersione in un mondo ancora elementare, in cui scrivere, dopo tanti impedimenti, è un modo di seminare aggettivi, ma soprattutto di gettare semi di verità. “Vitali non era un Manzoni” è certo, “ma sicuramente un persona colta” assicura Beltrami. Ciò gli ha permesso di seminare frammenti di storia che l’indagine del curatore di “locus Salarani”, da storico, sottolinea, individuando gli aspetti decorativi attorno a un nucleo tradizionale stabile.COTUGNO-2
Le novità che accompagnano “Stella Vistarini” sono i disegni realizzati dal saleranino Teodoro Cotugno che illustrano passaggi importanti del “racconto”. Per la prima volta si vede un Cotugno approcciarsi alla figura umana, dando al disegno un segno curioso e professionale, che mette insieme libertà, intreccio e la natura dello spirito dell’incidere. Il suo si potrebbe definire un racconto per immagini nel racconto scritto. Il segno, in procedura mista, richiama nell’esibizione la punta del bulino in incisione; si impone sul piano visivo, ma non svapora nella poesia, integra l’io narrante e, a volte, ne sviluppa la forza verbale. Nelle 225 pagine del libro sono una ottantina i disegni, un modo di fare (di tradurre) in immagini difficilmente etichettabili, che a volte possono sembrare tirate su dai viscere. Libro in mano, tutti si chiederanno che cos’è questo contributo artistico? Un apporto complementare? Sussidiario? Poesia visiva? Un lungo fumetto di 80 e passa tavole? Pur mantenendo carattere artistico al proprio segno, Cotugno sembra orientarsi a una mutazione del linguaggio verso l’ illustrativo, a disporsi verso un alfabeto diverso dall’abituale, a un “mescolo” di figurazioni e sentimenti che conferiscono qualità al linguaggio. Il libro risulta arricchito nella forza espressiva e nella narrazione. L’artista dimostra di saper interpretare il tempo semplice ed elementare della narrazione, ma per altri aspetti anche complesso, dinamico e inquieto, per cui la contaminazione del generi significa anche capacità poetica di ascoltare e raccontare. Stella Vistarini è quel che dice Beltrami, “un feuilleton ottocentesco, con tutte le caratteristiche del romanzo d’appendice”, un genere peraltro che a metà dell’Ottocento andava molto di moda, ma le immagini di Cotugno gli conferiscono frammenti da reportage, da rappresentare un punto di identità e affermazione che unisce due modi di raccontare.

 

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AMEDEO ANELLI E GUIDO OLDANI, POETI CONTRO LA CRISI

Anelli OLdaniMettere “la crisi” in “poesia”, che, sarà bene ricordare, è un attacco economico, finanziario, ma anche di decisione politica, di dimensione sociale e di dispersione di “valori” alla condizione dei più poveri, è una sfida quasi folle.
Le ragioni – e le parole – della crisi, esigono spessori di conoscenza tutti diversi dai precetti della poesia. Oggi, le parole della crisi non appartengono neppure all’universo dell’economia (almeno in larga misura), ma alla comunicazione di massa, la quale, da tempo, ha perso ogni riferimento concreto ma anche ideale e spirituale con la parola, da rappresentare un attacco alla “poesia”. Per dirla con Umberto Eco la comunicazione dichiara di produrre per la massa, di progettare per una educazione di massa, in realtà collaborava alla sola riduzione dei propri soggetti a massa.
Un
processo di massificazione che conoscono anche coloro che oggi si lasciano calamitare in segreto dalla poesia e che si mettono a percorrere le sue strade senza accorgersi della sua scomparsa dalla realtà.
Le analisi della crisi portano le parole usate dagli esperti per spiegarla alle più strenue contraddizioni, che alternano momenti di depressioni a momenti di esaltazione e di fiducia incontrollabili. Anche parte della poesia contemporanea, a prima vista, si presenta come enigma, nasconde il senso. Ma almeno pretende da ogni testo d’essere spiegato, non solo quello che non si capisce, anche le contraddizioni, i controsensi. La crisi come l’attuale, che dura ormai da otto anni, invece, si sottrae furbescamente alla chiarezza, prosegue dal suo insorgere nella dominanza di cumuli semantici, simbolici, scientifici, politici fondati sull’associazione di regole di sistema che vanno nella direzione della arbitrarietà e cancellano da essa ogni senso tragico e umano. Analogo rischio corrono i poeti quando diventano tecnici del linguaggio, anziché cantori liberi, i cui versi, lasciano posto a tecnicismi formali che l’orecchio fatica a distinguere.
“I poeti e la crisi”, antologia fuori commercio edita dalla Fondazione Thule Cultura di Palermo, a cura di Giovanni Dino, poeta di Villabate, noto anche al per alcune apprezzate raccolte e per condurre, insieme a Franca Alaimo, la rivista “Spiritualità e Letteratura” è un tentativo apprezzabile che rompe con certa “poesia incipriata” e “sfogatoio di lamentazioni” per rilanciare quanto sosteneva il Pascoli: “Il poeta è veramente poeta, se riesce ad essere ispiratore di buoni e civili costumi, d’amore patrio e familiare e umano”. In una parola un invito a osare, a non praticare una poesia “sganciata dal reale”, “disattenta alla res”.
All’opera concorrono 179 poeti: non tutti hanno scritto per l’occasione, ognuno affronta il tema in maniera personalissima con tecniche e riflessioni da cui non è esclusa neppure l’ironia. Il loro è “un segno di testimonianza umana e intellettuale”, riconosce il curatore, che è poi quanto procurano due poeti della nostra terra: Amedeo Anelli, autore di “Figure (A – Non A – A’)” e Guido Oldani, autore di “Salmo d’Italia”: presenti con due prove stilisticamente e contenuti diversi: la silloge del lodigiano che prende il largo dalla fiducia (“Così spero, non attendo”) e conclude rimettendo “nel silenzio intelligente la saggezza”); quella del melegnanese, è una metafora ironica e severa che mette in fila sotto il cielo sporco di Milano le autorità della nazione (“mafia con la ‘ndrangheta e camorra”) e i servitori dello stato (“li riconosci, scroccano benzina”). Se in Anelli la metafora è un frammento che il poeta riattiva nel linguaggio, in Oldani l’immagine coincide coi fatti della cronaca, ha una comunicazione aperta e una elasticità ritmica da sintetizzare in una strofa il messaggio.

 

I poeti e la crisi – Antologia poetica a cura di Giovanni Dino – Edizioni Fondazione Thule Cultura – Palermo, 2015, pagg.301 – Pubblicazione fuori commercio.

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KAMEN’ / La regola di Ursula K. Le Guin per le arti: combattere la mercificazione capitalistica

 

La scrittrice Ursula Le Guin

La scrittrice Ursula Le Guin

Col quarantanovesimo numero (n. 48 gennaio 2016) la rivista «Kamen’» è entrata nel venticinquesimo anno di vita cambiando editore: dallo storico Vicolo del Pavone di Piacenza, alla Libreria Ticinum di Voghera.
Il nuovo numero della rivista, diretta sempre dal lodigiano Amedeo Anelli, è impostato su tre sezioni: Letteratura e Giornalismo, Poesia e Materiali. Quest’ultima è stata curata, per l’occasione, da Elisabetta Stacchiotti Binni (umanista, anglista, traduttrice di autori russi e, con il marito editore-curatrice della “Piccola Biblioteca Marchigiana”) ed è interamente dedicata alla scrittrice statunitense Ursula K. Le Guin vincitrice, di cinque Premi Hugo e di sei premi Nebula, i più importanti riconoscimenti della letteratura fantastica.
Le Guin è considerata una delle maggiori autrici di fantascienza per l’attualità dei suoi temi, che spaziano dal femminismo all’utopia, al pacifismo, all’anticapitalismo e che hanno reso i suoi romanzi letti anche da lettori non di genere. Tra i suoi lavori sono da ricordare in particolare “La mano sinistra delle tenebre” e “I reietti dell’altro pianeta” . Il nuovo numero di Kamen’ contiene, bilingue inglese e italiano, il suo Discorso di ringraziamento in occasione del conferimento del National Book Awards e un saggio di Darko Suvin, anch’esso in inglese ed italiano, nonché una nota su Ursula K. Le Guin sulla sua Dichiarazione di Indipendenza delle Arti dal Capitalismo.
Poeta, saggista e romanziera, la scrittrice si dedica soprattutto ai generi di fantascienza, fantasy, letteratura per bambini e/o “giovani adulti”; scrive saggi , ma ha all’attivo anche una decina di raccolte di versi.
Autrice controcorrente, anarchica, anticapitalista, femminista la Guin è nota per avere indagato in saggi e interventi il rapporto tra l’arte e la società nell’epoca capitalistica valutando il fondamentale mutamento prodotto nei rapporti tra l’artista e il corpo sociale nel suo complesso, e in particolare tra i produttori e i consumatori d’arte, la trasformazione delle forme di artigianato artistico in forme d’industria, nonché tutti quegli aspetti che equivalgono a una degradazione dell’opera e alla sua sottomissione ai meccanismi del mercato. In sintesi, l’’arte che vuole mantenersi tale, cioè libera, secondo la scrittrice di Portland non può che essere un’arte contro il capitalismo esistente, contraria all’ideologia di un sistema, che non produce per la classe dominante e rifiuta la dipendenza dai rapporti mercantilistici.
Copertina Kamen' 48Il padre di Le Guin, Alfred L. Kroeber, fu un famoso antropologo e teorico della cultura, professore all’ Università della California, e sua madre, Theodora Cracaw, una scrittrice. Ursula Kroeber conseguì un B.A. al Radcliffe College (Università di Harvard) nel 1951 e un M.A. in Letteratura francese ed italiana presso la Columbia University  nel 1952. Mentre si recava a Parigi, incontrò lo storico Charles Le Guin, che sposò e con cui si stabilì a Portland in Oregon, dove tuttora vive. Tra i numerosi romanzi fantascientifici sono The Left Hand of Darkness (London, Orbit, 1969); La mano sinistra delle tenebre, Bologna, Libra, 1971) e The Dispossessed (New York, Taplinger, 1974; I reietti dell’altro pianeta, Milano, Editrice Nord, 1976). Il romanzo più complesso è Always Coming Home (Oakland, University of California Press, 1985; Sempre la valle, Milano, Mondadori, 1986). All’attivo ha inoltre un gran numero di short stories. Le sue incursioni nella Fantasy Fiction raggiungono il loro apice nel ciclo di Earthsea, pubblicato per una parte tra il 1968 ed il 1972, e, per l’altra, tra il 1990 e il 2001.

 

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Cambia editore la rivista Kamen’

elisabetta_balduzziQuella dell’editore, che, soprattutto quando piccolo o micro, è spesso anche stampatore e distributore, è figura poco esplorata e conosciuta dai consumatori ultimi della carta stampata. Di lui e del suo ruolo si parla solo negli ambienti dove c’è odore d’inchiostro. Eppure la sua è una figura professionale e culturale di primo interesse, al vertice di una catena di passaggi “produttivi” complessi. Si pensi solo al suo ruolo quando ci si trova a profilare i rapporti tra la galassia Gutenberg e i “poteri”, o a dover distinguere i quadri dell’editoria all’interno della storia della cultura separati da quelli puramente aziendali ed economici.
Si scrive perché si crede di saperlo fare, per impiegare il tempo, per divertire, per consumare inchiostro o toner, che fa la stessa cosa. Si edita per scelta imprenditoriale, per trasmettere conoscenza, interesse, simpatia, incoraggiamento. A volte le cose camminano bene insieme, a volte no. Per riuscirci sono necessarie altre cose. Si scrive, si stampa, si legge per tante ragioni diverse. Comune dovrebbe essere la cultura in senso lato, ma sappiamo che non è sempre così, che i compiti di una casa editrice e di uno scrittore sono diversi e diversi sono i modelli ai quali si attengono. Anche il lettore: ha da imparare a leggere il “prodotto”, ad allenare il proprio senso critico.
Scrivere può essere un “mestiere”, idem pubblicare un libro, stampare una rivista, un giornale (Valentino Bompiani ci ha scritto sopra una memoria e altre se ne potrebbero prendere in rassegna), solo le argomentazioni che esplorano presentano angolature diverse. Dall’editore può arrivare qualche suggerimento allo scrittore per scrivere in maniera efficace, da catturare e convincere il futuro lettore; dallo scrittore può partire qualche raccomandazione all’editore affinché confezioni un “prodotto” piacevole e curato da aiutare l’ immergersi nella lettura. L’editoria è un crogiuolo dove si fondono diversi saperi: modulati da un lato industrialmente, dall’altro con l’esercizio intellettuale e del linguaggio.
Cambiare editore (se non sussistono ragioni fondate come nel caso di Kamen’), è come cambiare bussola di navigazione. Tutto questo per significare l’importanza della scelta del semestrale di poesia e filosofia diretto da Amedeo Anelli di collaborare con la libraia vogherese Elisabetta Balduzzi, imprenditrice salvatasi dalla crisi con determinazione stampando libri eccellenti, di nicchia, dove stanno insieme qualità, grafica e amore, cercando “solidità economica nell’unione di due mestieri”, quelli appunto di libraia e di editore.
Da qualche tempo la Balduzzi, da oltre una ventina d’anni in attività, ha allargato lo sguardo della sua intrapresa a una collana collegata a Kamen’ di cui ha pubblicato “La civiltà dei bambini” di Margherita Rimi, “Aforismi e pensieri” di Edgardo Abbozzo, “Creare la parola, creare il mondo” di Luisa Marinho Antures, una selezione di autori e di testi proposta da Anelli con cui la Ticinum Edizioni punta a proiettarsi su un mercato più vasto. Una scelta coraggiosa, imprenditorialmente temeraria, culturalmente romantica che impegna la casa di via Giorgio Bidone a Voghera su una sorta di “binari paralleli”. A rivolgersi, come dice la titolare “sia al pubblico di casa  sia a quello di tutta la penisola”. Una operazione dalla quale anche la rivista lodigiana si propone “ritorni”: d’immagine attraverso una grafica e una stampa che garantisca elementi di finitezza e modernità da andare incontro alle esigenze dei numerosi lettori, sia una ritrovata ambizione di docere ed delectare (insegnare e piacere) che una distribuzione efficiente ed adeguata, corrispondente alla importanza raggiunta. Una reciprocità che valorizza  un modo di fare cultura senza l’aiuto di fondi pubblici.

 

Aldo Caserini

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Museo della Stampa Schiavi: due nuovi quaderni con due “chicche” di Teodoro Cotugno

 MONICO Quaderno Museo StampaRaramente, ma succede, che nel dare notizia delle numerose iniziative che arricchiscono la cultura locale si finisca per dimenticare realizzazioni di qualità, di quelle che tengono insieme con accuratezza gusto e contenuto. Finiscono così per essere dimenticate pubblicazioni di vero artigianato librario, in cui si rispecchiano tesi critiche, elementi biografici e testi di poeti e scrittori che hanno ognuno una propria riconoscibile voce e una propria riconoscibile intonazione di stile e qualità. Sono spesso anche realizzazioni dai contenuti che aiutano a conferire autorità a un discorso, a riprendere e a offrire una sintesi che semplifica ed esprime con chiarezza idee e giudizi, che corrispondono allo scrupolo di verificare precedenti posizioni e di riportare l’attenzione con intelligente, generoso e amabile sforzo su autorevoli personaggi del sistema locale che il tempo tende a far dimenticare o a marginalizzare. E’ il caso di un pittore dalla COTUGNO Omaggio a MOnicoScan_Pic0025personalità piegata alla solitudine esistenziale, Angelo Monico, a cui è riservato il X numero delle collana del Museo della Stampa e stampa d’arte a Lodi. Curato da Tino Gipponi, offre una ricostruzione di carattere personale dell’artista ma anche critica e ambientale del maestro, insegnante per una  quarantina d’anni di discipline e artista maldisposto a esporre e a vendere le sue opere. O, in altri casi, come Ada Negri, un altro quaderno – il IX della collana promossa dal Museo della Stampa –  dedicato alla poetessa lodigiana ma che s’impone innanzitutto per le peculiarità tipografiche: la qualità della stampa, i caratteri mobili utilizzati, la composizione a mano, le spaziosità e altri requisiti che appagano l’occhio di un piacere che investe contenuto e contenitore. Oltre che per le liriche selezionate (Ponte di Lodi, Piazza di San Francesco, Campane, La Campanella, La Voce…) la  realizzazione si fa NEGRI A Museo Stampaapprezzare per la composizione manuale, l’uso di caratteri Bodoni (neretto, tondo e corsivo) e Life e la stampa su carta Antalis bianca vergata con filigrana. Insomma per l’ars typographica, per quel quid che fa dell’opera stampata qualcosa di più di un semplice “prodotto” ben fatto, frutto di un artigianato che regge sulla profonda conoscenza dei mezzi tecnici, delle carte, dei caratteri oltre che su una cultura umanistica. La raffinatezza di queste pubblicazioni del Museo è garantita da una “architettura” in cui c’è tutto uno studio di equilibri fra le dimensioni del foglio, il “corpo” del segno, , la “grazia” del segno stesso, cioè il rapporto fra il “magro” e “grasso” della linea che deve comporlo fino a farne un “optimum”. In definitiva tutto ciò che costituisce un lavoro laborioso, qualitativamente alla ricerca della perfezione tipografica, che permette agli emisferi che compongono l’opera di riflettere e rivelare complementarietà e COTUGNO Omaggio a A Negrirelazioni speculari e renderla attraente e desiderabile in quanto genere di classe in grado di impreziosire la propria  biblioteca o raccolta.
IX e X Quaderno sono arricchiti da due acqueforti di Teodoro Cotugno: 40 copie raffiguranti il Ponte di Lodi e 50 esemplari in omaggio a Monico che rappresentano un Interno tratto da un’opera dell’artista. Due stampe originali d’arte che sono vere e proprie chicche, autentici contributi di poesia e calcografia da conferire pregio e raffinatezza ai due quaderni, a loro volta esempi di costruzione tipografica e di cultura. Nell’apparente semplicità le due piccole calcografie di Cotugno rivelano una sapiente sintesi di segno e di immediatezza raffigurativa. Può sembrare una modalità espressiva facile e accattivante, ma anche questi piccoli lavori rispondono all’impulso della volontà creativa del maestro calcografo lodigiano, sono frutto di una costante energia concettuale prima che manuale, ch’egli fedele alla propria consuetudine riflessiva e operativa converte in segni, gesti, incavi, in valori grafici e quindi in immagine.

(Nota pubblicata su “il Cittadino” quotiidiano del Lodigiano e del Sudmilano il 29 dicembre 2015)

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