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Marchitelli, Polonioli / “Piccole storie di biodiversità”

0002_lycaena_dispar_20140201_1983652139Piccole storie di biodiversità di Antonio Marchitelli e Marco Polonioli, che Fabrizio Comizzoli ha “rivestito” per le Edizioni Gruppo Gerundo di un editing contenutistico e grafico di prim’ordine che vede ora la luce per i tipi della Arti Grafiche Sollecitudo è un libro di fotografie accurate, che accompagnano con scrupolo un saggio frutto di preparazione e di creatività, da corrispondere a sfere d’interessi vari e diversi.
La pubblicazione esibisce una capacità di visualizzare e interpretare luoghi, ambienti, scorci, piante, fiori e uccelli del territorio che va al di la delle pure ipotesi informative per fornire fermenti culturali e al tempo stesso intensificare l’idea di fotografia come linguaggio, da dare una mano a sentirsi parte di un mondo naturale non preso a prestito o imitato, tantomeno imposto.
Sia nella parte “letteraria” che in quella fotografica il libro offre una rappresentazione molto vasta. Come un grande edificio musicale è costruito con intelligenza e disciplina, convincente nella narrazione dell’ambiente, essenziale nel cogliere un patrimonio immenso in cui la varietà di significati ad esso attribuiti da ecologi, entomologi, filosofi, politici, naturalisti, gente comune, rischia persino di far dimenticare i confini tracciati dall’ambiente. Marchitelli, autore della parte descrittiva, riporta, attraverso una stesura precisa, di definizioni rigide, dentro a quei “confini”, rendendo un tessuto espositivo fatto di sensazioni profonde, dove l’emozione scientifica, quella naturale e quella artistica si fondono nell’attenzione alle piccole cose, cogliendo interrelazioni, modellazioni fisiologiche, evolutive, comportamentali. Un contributo prezioso, didattico, perciò di valore, che fa sperare che l’intelligenza umana possa mutare e spostarsi su un nuovo corso.
Il progetto grafico del banino Comizzoli, pure lui fotografo naturalista, lo convalida “impaginatore” estroso e inventivo, dotato di tecnica e chiarezza grafica, capace di procurare impressioni non monotone e di durata.
Il risultato è un libro ricco di immagini fotografiche scattate con arte da Marchitelli e Polonioli, due pilastri del Gruppo photonaturalista Il Gerundo. L’attenzione e l’interesse che l’immenso edificio cattura è una attenzione “distesa”, che aiuta a cogliere nel calmo movimento l’ammirazione di tutto quanto esiste in natura.
In Piccole storie di biodiversità si può distinguere tra il duo Marchitelli- Polonioli, fotografi che praticano un linguaggio non sperimentale e che fa uso di una fotografia diretta e il duo Marchitelli-Polonioli ‘poeti’, termine improprio ma il solo che possa dare l’idea di un suo sentimento della natura, di un suo pathos della conoscenza e del mistero della vita; si può riconoscere tra il Marchitelli e il Polonioli compilatori di una sorta di “schedario” ispirato alla fertilità degli equilibri tra società umana, paesaggio e quadro generale della biodiversità in natura col suo substrato vegetale e animale, dal quale traggono alimento gli uomini ma anche altre creature, gli uccelli, gli insetti, l’ eterna e sacra e armoniosa aviflora, e il Marchitelli e il Polonioli che nei relativi linguaggi fotografici mettono atmosfere di tanti particolari che danno ricchezza di contenuto alle rispettive immagini.
Corredando la rispettiva pratica con sistematicità, l’uno e l’altro conferiscono alle immagini una forma di “filosofia”, anche se, pare ovvio, le rispettive personali ricerche nascono entrambe dall’ individuare all’interno di una impresa cumulativa di soggetti straordinari che ampliano la conoscenza e stimolano idee. Osservatori diligenti, l’uno e l’altro colgono con bravura ed esperienza aspetti di un mondo “non turistico”, serbatoio di altre immagini, di paesaggi minacciati nella loro integrità e tuttavia pieni di poesia, dove l’uomo cerca nella natura una atmosfera di equilibrio e di rispetto senza prevaricazione.

 

Lodi, dicembre 2016

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Gruppo Photonatura il Gerundo / I fiori spontanei protagonisti

fiori-spontanei-parco-adda-sudA parte i furori dei novissimi neonaturalisti, i quali vorrebbero farci scoprire ciò che già si sa dalle storie naturali di Plinio, sono molti i segnali di attualità che ripropongono oggi il discorso sul ruolo e il valore dei fiori. Lo dimostrano i contributi che si sono venuti moltiplicando ad opera di precise ricerche nei campo della agricoltura, della botanica, delle coltivazioni erbacee, dell’impollinatura e dell’equilibrio ecologico.
I fiori hanno diversi contesti significativi che variano a seconda dell’uso che se ne fa, allo stesso tempo è un termine in grado di spiegare e distinguere, di comunicare e aggettivare e accompagnare idee e visioni, progetti e azioni, entusiasmi e creatività. Come mostrano i tanti interventi di studiosi scientifici,fotografi e documentaristi, pittori e poeti che invitano a calarci in questo mondo di forme e di colori, a riconoscere e in parte a decifrarne la presenza e le ragioni vitali. In un certo senso un invito a superare l’attenzione di spirito individuale nettamente lirico e ad approcciarsi a una visione più problematica, ad accedere a una conoscenza del rapporto dei fiori con le altre forme di vita e dell’ecosistema.
“Fiori spontanei”, il volume di 300 pagine, 200 voci e altrettante fotografie editato dal Parco Adda Sud con il contributo della Associazione Popolare Crema per il territorio, ci attacca del suo. E’ un’opera ricca di scoperte, accurata nella veste grafica, scritto da Antonio Marchitelli e Graziano Guiotto, che introduce alla conoscenza dei fiori spontanei nei vari ambienti attraverso una serie di schede che consentono l’identificazione di centinaia di specie con i loro caratteri morfologici, gli habitat e la loro diffusione. Il prezioso volume in italiano e in inglese (nella traduzione di Bernardo Ruggero) è introdotto da Silverio Gori, Luca Bertoni e Riccardo Groppali; si è valso della consulenza scientifica di Giorgio Coppali del Gruppo Botanico Milanese e di due consumati ricercatori scientifici: Agostino Pe e Riccardo Groppali. Nel progetto grafico di Fabrizio Comizzoli entrano una serie di acquerelli di Bruna Guiotto e alcuni versi di Aurora Altieri. L’opera affronta aspetti della Pianura Padana e avvicenda le trecento pagine con fotografie del Gruppo Photonatura Il Gerundo, scattate da Paolo Berto, Angelo Chinosi, Fabrizio Comizzoli, Pino Gagliardi, Antonio Marchitelli, Roberto Musumeci, Maurizio Pedrinazzi, Marco Polonioli e Antonio Raimondi. Sono immagini che fanno capire quanto i fiori siano importanti all’ecosistema, alimentano la ricchezza dell’immaginario individuale, creano idee, fanno conoscere la realtà di un territorio in modo nuovo e diverso.
Fiori spontanei” è un libro che si legge e si guarda con assoluto interesse. Non è il solito florario, è un testo che interpreta, approfondisce, traccia la storia, chiarisce classi, sottoclassi, ordini, famiglie, generi eccetera. Le affascinanti fotografie documentano l’ambiente e l’alleanza tra le piante e gli insetti e la loro funzione nell’ambiente. Fa apprezzare, alla fine, i fiori spontanei per la sola bellezza, ma sopratutto per la loro indispensabilità alla vita dell’ecosistema.

Antonio M assimo Marchitelli e Graziano Guiotto: “fiori spontanei”. Fotografie del Gruppo Photonatura Il Gerundo – , Ed. a cura del Parco Adda Sud con il contr. dell’ Ass. Popolare Crema per il territorio, volume rilegato, pagg.300, 2016, s.i.p.

Il Circolo Fotografico San Donato Milanese a “Sepulcrum 2016”

foto-manifestazione

Il Circolo Fotografico di San Donato Milanese prenderà parte domenica 2 ottobre a un’uscita fotografica di gruppo a San Felice sul Panaro (MO) in occasione dell’ evento fotografico “Sepulcrum 2016”, organizzato dal locale Photoclub Eyes BFI.  Gli appassionati sandonatesi   del “clic” si cimenteranno con quelli di altri circoli provenienti da tutta Italia, in una vera full immersion fotografica di cultura horror fantasy, che prevede l’ esposizione delle foto scattate e la creazione di un audiovisivo. La nuova manifestazione fotografica al prato della Rocca di San Felice sul Panaro, porterà per la prima volta ad esibirsi nella bassa modenese i celebri Zombie Walk bolognesi che, con la collaborazione di gruppi quali “Effettoemezzo” , “Zombie Inside” e “SPFantasy” , invaderanno le vie del paese con un corteo funereo e sanguinolento, capace di trasformare il borgo in un enorme teatro horror a cielo aperto dove ogni cosa si tingerà di rosso sangue ad opera di morti viventi e vampiri, terrorizzando il centro storico, assediati dai cacciatori. E, naturalmente, dai fotografi alla ricerca dello scatto migliore!

VI edizione del World. Report Award / Documenting Humanity

 

VERDETTI UNANIMI PER DANIELS, COMELLO, SOURI, ARCENIlLAS

 

foto-festival-fotografia-eticaIl Gruppo Fotografico Progetto immagine ha reso pubblici i vincitori della VI edizione del World. Report Award | Documenting Humanity e le relative motivazioni. Il premio ha riscosso uno straordinario successo di partecipazione: 720 lavori di altrettanti fotografi provenienti da 58 nazioni. Al giudizio finale dei Master Award, Spot Light Award e Short Story Award si sono espressi in qualità di giurati Francis Kohn (AFP), Patrick Di Nola (Getty Images), Ruth Eichhorn (GEO), Aldo Mendichi e Alberto Prina (coordinatori del Festival della Fotografia Etica), mentre l’ European Photographers Award | Spain 2016 è stato giudicato da Tania Castro (PhotON Festival), Aldo Mendichi e Alberto Prina (del Festival della Fotografia Etica).
A conclusione di un lungo e accurato lavoro con giudizio unanime sono stati decretati vincitori della VI edizione del World. Report Award | Documenting Humanity 

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[ ] William Daniels autore del reportage “C.A.R”, Premio Master Award, con la seguente motivazione:” E’ Il racconto di una nazione con scatti sintetici, giornalistici, precisi e asciutti come solo una grande tradizione fotogiornalistica: una nazione spesso simbolo di un intero continente. Uomini, guerre, distruzione e speranza sono davanti a noi coerenti, unite da un filo sottile, fatto di colori e forme. Al contempo le fotografie e i testi nel suo svolgersi ci legano alla storia come solo il fotogiornalismo ai suoi massimi livelli riesce a fare. Fotogiornalismo che racconta ma non aggredisce lo spettatore, che parla alle coscienze ma non urla, che raccoglie dati e fatti senza spettacolarizzazione. Questo lavoro, puro grande reportage, porta lo spettatore davanti a milioni  di vite e dipinge un affresco di un intero paese.”  

comello-03-low-300x196[ ] Francesco Comello autore del reportage “Isle of Salavtion”, Premio Spot Light Award, con la seguente motivazione:
“”Nel lavoro di Francesco Comello questi elementi sono espressi ai massimi livelli: la poesia degli sguardi, dei costumi e del ritmo lento di questa comunità diventano immagine visiva, intercettando la luce e le forme con una sintesi forte e potente; Il tempo assume un connotato diverso, come anche il tempo della storia e dei mutamenti che rimangono “fuori dalla porta” in attesa quasi magica; la composizione dell’immagine, alla base del linguaggio fotografico, supportata e amplificata da un bianco e nero maturo e intenso, connette contenuto e forma ad un livello superiore che porta a stupore e incanto”. 

[ ] waiting-girls_01_low-res-300x195Sadegh Souri , autore del reportage ”Waiting Girls”,Premio Short Story Award, con la seguente motivazione:
“”Waiting Girls” rappresenta uno straordinario connubio tra la forza di una storia dall’elevatissimo valore giornalistico e una qualità fotografica di livello superiore.
L’autore, raccontando un mondo, quello della segregazione carceraria femminile in Iran, ha creato un documento di altissimo valore civile, affrontando una tematica “scomoda” ed entrando in un contesto difficilissimo da raccontare. Tuttavia lo ha fatto con “delicatezza” e rispetto nei confronti dei soggetti ritratti, rispettandone la dignità e restituendoci, attraverso il suo stile fotografico, anche momenti di intimità e poesia.
Di notevole spessore è anche “la trama narrativa” presentata che restituisce, senza mai interromperla, una sensazione di “sospensione” delle vite delle persone fotografate”” 

 [ ] Javier Arcenillas autore del reportage “Latidoamerica”, premio European Photographer Award | Spain 2016 con la seguente motivazione:
“” L’autore con il reportage “Latidoame-rica” restituisce allo spettatore la visione di una società, quella Honduregna, nella quale la violenza è presente in ogni aspetto della vita quotidiana. Lo stile fotografico e di racconto è perfettamente coerente con questa visione della società e non lascia “respiro”, creando un’ossessiva ripetizione di situazioni estreme che generano pathos e sgomento.La violenza quotidiana, appunto, in ogni sua forma. La giuria riconosce all’autore la capacità di averla saputa raccontare, affrontando situazioni in cui la sua stessa incolumità è stata di continuo messa in gioco; un fotogiornalismo in “presa diretta”, che fa del coraggio la base per la testimonianza di fenomeni sociali così estremi.””

 ( a c.) Aldo Caserini

 

 

 

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“NATURALIA”, una fotografia diversa a Spazio Bipielle

dsc03042Naturalia allo Spazio Arte Bipielle non è solo la dimostrazione della abilità di un gruppo di fotografi naturalisti che coglie l’enfasi o la folgorazione dell’istante, ma uno stupendo arabesco di sequenze motorie e di spinte vitali fornite dalle comunità ornitiche stanziali e migratorie, dai fiori spontanei, stagni, insetti e quanto costituisce l’ampio capitolo dell’ ecosistema del Parco Regionale Adda Sud e di quello che sta in località italiane ed europee. Le immagini, ordinate dal Gruppo Gerundo, registrano il sistema dei popolamenti vegetali e delle specie di uccelli e danno un profilo relazionale-ecologico di forme consociative strutturali e funzionali all’interno del Parco abduano. Il quadro generale risulta da “visioni” di sicura perizia fotografica, colte con agilità ed eleganza, rinforzate da tracciati espressamente didattici, di poesia e grafica, altre con ritorni a immagini di lucida iperevidenza.
Marchitelli, Polonioli, Chinosi, Berto, Raimondi, Comizzoli, Guiotto, Pedrinazzi, Gagliardi Musumeci hanno presente la potenza immaginativa delle immagini. Scattano con macchine e obiettivi diversi e danno il polso al gruppo wildlifer photografe perdendosi nel macrocosmo dell’avifauna e degli incolti ai margini dei sentieri. Non rinunciano a documentare, ma superano l’ ovvio e lo scontato. Nelle porzioni di mestiere mostrano analisi, fantasia, intelligenza, distinguono quel che vale e quello che non vale trasmettere. Nelle duecento immagini (esattamente 201) si va oltre ai risultati di tipo semplicemente controllato e deliberato. Il criterio fondamentale è rigidamente “collettivo”, nasconde il nome dell’ autore in calce alle opere. Il che non sbarra il passo a chi conosce un po’ gli autori di accertare dei più noti il contributo: l’ “impressionismo”, l’intensità di riflessione, l’efficacia di esperienza e d’interpretazione nel gruppo di stampe maestre di Antonio Marchitelli; l’impegno e la passione, ma anche la personalità e il carattere che Marco Polonioli proietta nelle immagini; le suggestive interdipendenze grafiche nei percorsi di Paolo Berto; il piacere dell’osservare e dello spaziare di Fabrizio Comizzoli; le varietà di elementi tecnici ed estetici garantiti da Angelo Chinosi; il valore educativo nelle immagini di Roberto Musumeci, Pino Gagliardi e degli altri. In tutti un comune assillo: capire perché gli uomini osteggiano il territorio e la natura anziché proteggerli nella loro organicità e integrità.
Senz’altro rara e da non perdere, la mostra resa possibile da Fondazione Banca Popolare e Parco Adda Sud allontana dai sentieri affollati del puro diletto scacciapensieri. Induce a riflettere sull’unica “grande tavolozza della biodiversità”

NATURALIA. Dal fiume Adda alle bellezze naturalistiche d’Europa – Dieci fotografi raccontano la biodiversità a Spazio Arte Bipielle – via Polenghi Lombardo, Lodi – Fino al 25 settembre.

 

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“Un fotografo al mese”: Federico Zovadelli ad Acquanegra Cremonese

FEDERICO ZOVADELLI

FEDERICO ZOVADELLI

Dei fotografi oggi si dice di tutto e di più. Anche a sproposito. Ce ne sono di illustri, onorati, celebrati. Ce ne sono di strapagati. Appartengono a coloro che agiscono in nome di un principio o di una qualche avanguardia. Poi ci sono quelli che praticano per vocazione, fanno esercizio di libertà e aiutano a decodificare gli attimi di una realtà, che scattano e riflettono. Rivelano forme del linguaggio. Forme d’espressione. Forniscono vie d’accesso alla realtà. Hanno potere imbattibile nel determinare ciò che ricordiamo di un volto, di un evento, di una competizione, di un viaggio, di una condizione sociale, eccetera. La modernità è fatta di frammenti.
“Un fotografo al mese”, iniziativa che si svolge alla Biblioteca di Acquanegra per iniziativa dell’assessorato alla cultura, si muove su quest’ultimo giacimento. Mette insieme frammenti di realtà. Offre una forma di viaggio che amplia i momenti di conoscenza.
La proposta di Federico Zovadelli è appunto rivolta a far conoscere un professionista stimato e di solida fama. Non

Una foto di Zovadedlli

Una foto di Zovadedlli

una “scoperta”, nemmeno una celebrità. Ma un fotografo con molte note a suo credito da attirare l’attenzione della critica e del pubblico. La presentazione che l’artista fa di sé, riassume bene la sua personalità:”…viaggiatore per vocazione, curioso per natura, esterofilo per carattere, cestista per attitudine, compagno e padre per amore” In primo piano mette la passione per i viaggi. A inculcargliela i genitori, che l’hanno portato in giro a “curiosare”, a osservare il mondo “in ogni sfaccettatura”, alimentandone il gusto della scoperta. Combinata presto col piacere di riportare a casa ciò che vedeva e viveva da viaggiatore.
La decisione risolutiva una decina di anni fa: Zovadelli decide di “trasformare l’emozione in professione”. Lascia la geologia e si dedica interamente alla macchina fotografica. Inizia a comunicare per immagini. “Prende” soggetti nei modi diversi: attraverso il reportage, la ritrattistica, lo sport, soprattutto basket, altra passione della sua vita.
Oggi è fotografo a “La Provincia” e segue per l’agenzia Ciamillo-Castoria il campionato di serie A di basket, oltre ad essere il fotografo ufficiale del Ponchielli di Cremona. Pubblica i suoi servizi sul quotidiano locale e arricchisce le cronache di ‘Piu’, Gazzetta dello Sport, Tuttosport, Corriere dello Sport, il Giorno, Corriere della Sera, la Nazione, il Mattino di Napoli e di altre testate. Sue immagini sono note anche per apparire su ‘Venerdi’ di Repubblica, ‘Sette’ del Corriere della Sera, Sportweek, Gente, Oggi…Un curriculum insomma ricco, dotato di scatti consegnati da una tecnica moderna e aggiornata, che rivelano una concezione nitida, chiara e sensibile, di accentuata intensità per il valore simbolico, la trasfigurazione dei luoghi in atmosfere, l’abilità nell’afferrare momenti decisivi e particolari nello sport, esemplare nel mettere in luce valori plastici.

Federico ZovadelliComune di Acquanegra – Biblioteca comunale – Un fotografo al mese –Orari dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 13,00, sabato dalle 9,00 alle 12,00 – Dal 3 settembre. Al 29 settembre

 

 

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NATURALIA ALLA BIPIELLE: IN DIECI RACCONTANO LA BIODIVERSITA’

MARCO POLONIOLI La morta a Comazzo

MARCO POLONIOLI
La morta a Comazzo

Bipielle Arte si appresta a dare visibilità alla fotografia naturalistica, coinvolgendo nel proprio programma espositivo il Gruppo Fotonaturalistico Il Gerundo. Al riavvio della stagione espositiva le sale di via Polenghi Lombardo ospiteranno dal 9 settembre una collettiva di immagini d’appostamento e macro di Paolo Berto, Angelo Chinosi, Fabrizio Comizzoli, Pino Gagliardi, Antonio Marchitelli, Roberto Musumeci, Maurizio Pedrinazzi, Marco Polonioli Antonio Raimondi, dieci fotografi in grado comporre coi propri scatti un mosaico delle biodiversità del Parco Regionale Adda Sud e di ampliare lo sguardo ad altre tipologie italiane e europee, da Comacchio alla Slovenia, dall’Isola di La Cona in Friuli all’Islanda, dal Veneto alle Marche, dalla Finlandia alla Svizzera eccetera.
La fotografia naturalistica è una goccia nel sistema dei generi fotografici oggi diffusi. La sua pratica, ha vinto solo recentemente i pregiudizi di chi la considerava un genere marginale. Le stampe non enfatizzano (mai o quasi mai) più del necessario la macchina, la tecnica e l’attrezzatura (la versatilità dei grandangolari, il tuttofare dello zoom standard, le ottiche del teleobiettivo ecc.). Una conferma è offerta dalle immagini di Marchitelli, Polonioli, Berto, DSC01872 copiaChinosi che, insieme agli altri del gruppo hanno raccolto ai Musei di Storia Naturale di Milano e di Cremona e alla galleria di Cascina Roma a San Donato Milanese ampi apprezzamenti per la qualità delle loro fotografie, una “qualità” fatta di tecnica, indicata dal gusto e dal ragionamento.
Come è noto, la fotografia naturalistica esige un approccio creativo specifico. Non si affida soltanto alla capacità del fotografo di osservare. Gli richiede analisi, fantasia, intelligenza di trasfigurare. Reclama insomma bagaglio specialistico certo e insieme disponibilità e cultura orientata in tal senso; una sensibilità poetica e un pizzico di sapienza da distinguere quel che vale e quello che non vale trasmettere negli istanti irripetibili
DSC04095 copiaI dieci del Gerundo sono autori che vanno oltre agli accorgimenti che permettono risultati di tipo semplicemente controllato e deliberato. Nelle stampe dei Marchitelli, dei Polonioli, dei Berto e del gruppo sembra presente una comune ossessione: arrivare a capire perché gli uomini osteggiano il territorio e la natura anziché proteggerli nella loro organicità e integrità. Le immagini – una lanca, un fiume, un uccello, un fiore, un albero – segnalano insieme alle caratteristiche visive una decisa capacità di interpretare.
Nelle scelte per lo Spazio Bipielle gli autori (dei quali dovrebbe uscire a metà settembre un prezioso volume documentario a cura del Parco Adda Sud) non si limitano a fermare il tempo. Espandono il discorso, riducono o allargano lo spazio, danno personale interpretazione della biodiversità del territorio, si sottraggono alla semplice rappresentazione, orientando il discorso fotografico su aspetti che le problematiche più attuali suggeriscono. In ultima analisi, riaffermano come la cultura di chi fotografa e quella di chi guarda sono fondamentali per capire l’importanza della biodiversità ai fini della sostenibilità del nostro futuro.

NATURALIA. Dal fiume Adda alle bellezze naturalistiche d’Europa – Dieci fotografi raccontano la biodiversità a Bipielle Arte – via Polenghi Lombardo, Lodi – Dal 9 settembre al 25 settembre.

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PERSONALE DEL FOTOGRAFO MATTIA LANZI AD ACQUANEGRA CREMONESE

Mattia LanziMattia Lanzi, proposto alla rassegna “Un fotografo al mese” non è una rivelazione. Del giovane fotografo, questi giorni in mostra ad Acquanegra, si può dire che mostra impegno, passione e una perizia  nel saper cogliere immagini di vita quotidiana. Col “click”  ha un rapporto simbiotico, che coltiva  dalle prime esperienze sedicenni e che ha consolidato dopo aver frequentato la Raw Academy a Cremona. Un arco di tempo breve, appena quinquennale, che gli assicura tuttavia abilità e disposizione nel strappare alla fugacità dell’attimo frammenti di realtà.
La sua  fotografia ispirata è dal quotidiano, che coglie  con inquadrature di immediato impatto, giocate sui contrasti e al di la del puro intento cronachistico, con un occhio alle suggestioni emotive.
Lanzi sviluppa racconti per immagini. Sono montaggi di momenti reali, ma anche simbolici, mai teatrali, mai esagerati o enfatici, “fermati” nel corso di viaggi e escursioni, in cui riflette la propria concezione visuale. Documentano momenti concreti e attimi che si allontanano. La realtà di Lanzi è fatta di istanti effettivi, consistenti, e di sentimenti e sensazioni. Fanno entrare nell’orizzonte del fotografo e ne fanno cogliere variazioni e mutamenti simbolici. Un campionario si può apprezzare da sabato a Villa Anselmi ad Acquanegra, borgo a pochi chilometri tra Codogno, Maleo e Pizzighettone. La mostra appartiene a un percorso espositivo, pensato e realizzato, fuori da schemi tradizionali da Gilla Stagno assessore alla cultura,  offre un excursus di interesse tecnico, e, senza retorica, di linguaggi poco convenzionali.
In Lanzi la tecnica ha un ruolo contenuto. Il giovane fotografo pare non volersi perdere dietro allo strumento-macchina, né dietro a regole e a procedure; punta alla sperimentazione, alla conoscenza e all’ esperienza. La visione (visi, ritratti, scorci, luoghi, paesaggi naturali) non è indisciplinata né  rilassante, ma meditativa. La narrazione rivela una sensibilità diretta, composita, diciamo “barattata”, ricca di istanti espressivi, linguistici, segnici che spiegano e motivano la capacità di visualizzare l’ immagine anche attraverso particolari.

 

Mattia Lanzi – Comune di Acquanegra – Biblioteca comunale – Un fotografo al mese –Orari dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 13,00, sabato dalle 9,00 alle 12,00 – fino al 1 settembre.

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Festival della fotografia etica 2016: CALDON, LELTSCHUK, ANDUJAR,

Foto di Claudia Andujar

Foto di Claudia Andujar

Una immagine di Dmitrij Leitschuk

Una immagine di Dmitrij Leitschuk

Foto della milanese Laura Aggio Caldon

Foto della milanese Laura Aggio Caldon

Dalla prima edizione “Festival della fotografia etica” si distingue per il sostegno a coloro che in tutto il mondo sono impegnati sul fronte dei diritti umani, della difesa delle minoranze, della tutela della salute, dell’istru-zione agli ultimi e della salvaguardia del pianeta.
Al termine di una vasta selezione, gli organizzatori hanno scelto di arricchire i programmi del Festival di quest’anno  dando visibilità a tre importanti progetti promossi da “Unicef Libano”, “Greenpeace Germania” e “Survival International Italia”.
Avvalendosi delle fotografie di Laura Aggio Caldon – una documentarista della provincia milanese diplomata all’Isfci di Roma, nota in particolare per il suo approccio ai temi sociali – Unicef Libano illustrerà “Factory Boys”, un progetto che denuncia la piaga in Libano del lavoro minorile che coinvolge un numero spropositato di bambini siriani rifugiati.
Da parte sua Greenpeace Germania, proporrà “To the last drop,  attraverso la documentazione fotografica delbielorusso, Dmitrij Leltschuk,  noto freelance, laureato all’Università di Amburgo in tecnologie multimediali e autore di numerosi libri di fotografia. Le sue immagini richiamano l’attenzione sugli stili di vita delle popolazioni che vivono nelle zone remote dell’Artide raggiunte dalle aziende petrolifere, che rappresentano spesso l’unica fonte di sostentamento,  ma comportano una serie di problemi di carattere etico, umanitario e ecologico, spesso ignorati dalle popolazioni delle aree ricche.  A sua volta Survival International Italia, con “Custodi della foresta”,  richiamerà l’attenzione sulla lotta delle popolazioni indigene dell’Amazzonia, in cui l’associazione è impegnata sin dagli anni ’70. La reportistica è quella della fotografa di origine svizzera Claudia Andujar, nota a livello mondiale per avere legato il proprio nome  agli Yanomani. L’osservazione del modo di vita e delle tradizioni di questo popolo è il filo conduttore della sua attività di fotografo e della ricca reportistica realizzata a partire dal 1970 sul Rio delle Amazzoni.

 

 

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Poesia e fotografia: Anelli e Tomassini al castello Carlo V di Monopoli

TOMASSINI Scan_Pic0021C’è qualcosa di non semplicemente teorico o estetico, che può far “incontrare” poesia e fotografia? All’interrogativo cerca di dare risposta l’iniziativa di “fotoletteratura” promossa dalla rivista “Incroci” (ediz. Adda, anno XVII), condiretta dal poeta, scrittore, saggista Lino Angiuli, al quale Kamen’ ha dedicato una intera sezione di poesia ( n. 42, gennaio 2013). “Scatti di poesia”, la mostra curata dallo stesso Angiuli e da Giuseppe Pavone del Centro Ricerche per la Fotografia contemporanea, si poggia su un progetto della Quorum Italia inteso a dare corpo a un “laboratorio di ricerca per la produzione di immagini originali e creative”. L’inaugurazione della mostra è prevista per il prossimo 29 luglio nelle splendide sale del castello Carlo V di Monopoli dove andrà avanti fino all’11 settembre p.v.
Dodici fotografi italiani documenteranno aspetti e caratteri di grande interesse naturalistico, paesaggistico e culturale del territorio pugliese, ricco di testimonianze romane, bizantine, longobarde, normanne, spagnole. Tra gli invitati Gianfranco Tomassini, noto ai lodigiani per alcune personali a Codogno e a Casale e per diverse sue presenze a “Semina Verbi”,  dove si è fatto apprezzare per l’attenzione dimostrata al rapporto tra fotografia, simbolismo e alchimia. Con lui si potranno ammirare gli scatti di Matteo Basilé , tra i primi in Italia ad avere sperimentato le potenzialità della computer grafica e praticato una fotografia onirica e surreale; di Vladimir Asmirko, dedito alla “geografia sacra”; del sudmilanese Daniele De Lonti, collaboratore (a suo tempo) di Luigi Ghirri con un proprio percorso creativo e assistente dell’Archivio della Provincia di Milano; di Fernando Bevilacqua, gradito per la linea “etnodemologica”, eccetera.
I loro “scatti” interagiranno con le composizioni in lingua italiana e in dialetto di dodici poeti, tra i quali il lodigiano Amedeo Anelli, e i noti Rita Pacilio, Antonio Verri, Giuseppe Langella, docente di letteratura contemporanea alla Cattolica di Milano e promotore con Guido Oldani del “realismo terminale”, Gabriella Montanari, direttrice della WhiteFlay Press, eccetera, autori di una trama viva di adiacenze e richiami, presente con forza nel canone contemporaneo.
In tale occasione è destinata a farsi distinguere la collaborazione tra il lodigiano Anelli e il perugino Tomassini, autori di un canto e di una fotografia che raggiunge un’unità convincente, non mistica ma fisica e formale, dialogica e percettiva.
La poesia del lodigiano si impernia tra una visione naturale del paesaggio pugliese, punteggiata di echi espliciti e l’enigma dialettico dell’ ordine fisico cosmologico. Il richiamo finale all’ Europa “che sogna”, accentua la versatilità e la polivalenza poetica, mescolando con ritmo nella rappresentazione gli elementi naturali presenti nel paesaggio, in primo luogo l’ulivo, albero ricco di simbologie e miti, dall’Anelli riassunti con “tutti i colori e i moti”.
La foto trattata di Tomassini contribuisce, per così dire, adeguatamente alla percezione poetica. Oltre che per qualità formale e suggestione visiva è una immagine di “condivisione”, che altresì rivela il rapporto di razionalità con lo strumento e la sensibilità estetica dell’autore.

 

Fra gli olivi a Monopoli

Scruta l’orto come in un breviario
il cappero, il pomodoro, la zucchina e l’ulivo
la foglia che si apre, la terra
che si screpola e il cielo che promette acqua.
L’aria corre tra la balaustra e il monte
e il mare in viso dalle fronde
ma come lontano vede di lato
la bianca città
dalla terra e il mondo che scruta
alla terra per ironia ricondotto
è il peso che si fa aria e moto

e al moto ritorna
e l’ulivo ha tutti i colori e i moti
è dall’Europa che sogna, guarda il mondo.
                                               Amedeo Anelli

 

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