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Alessandro Colonna graphic designer: La storia sportiva in nuvole d’inchiostro

Per natura, il fumetto deambula sempre sul bordo dell’interesse e del gusto che incontra: “disegno da una parte, testo dall’altra, trattenimento da una parte, impegno dall’altra”. Noi ci mettiamo anche il divertimento da una parte e la responsabilità dall’altra, l’estro da una parte e il rigore dall’altra… Sono confini che molti graphic designer dotati di spirito critico e creatività, che realizzano disegni e illustrazioni per comunicare, scavalcano sistematicamente.

E’ così che il fumetto si è trasformato negli ultimi decenni in graphic novel o graphic journalis o graphic biography o in qualcos’altro della stessa famiglia.

Oggi, il grafico scopre spesso lo stimolo a raccontare, a fare giornalismo o biografia o narrazione a fumetti. C’è un’enciclopedia di nomi che si potrebbero citare, a noi interessa Alessandro Colonna di Secugnago, autore di prodotti noti, che in collaborazione col collega del Cittadino, Francesco Dionigi di Casalpusterlengo, si è messo a risalire precise memorie storiche e sportive di illustri alaudensi e a illustrare dettagli delle loro avventure di sport e delle loro esistenze.

Si è scoperto, senza audaci scorribande, un graphic novelist che riempie nuvole d’inchiostro e contribuisce a far conoscere il fumetto quale occasione di ricerca, recuperando per certe figure il destino di una vittoria, di un’ironia o di una tragedia e altro. Così è avvenuto per Castellotti, Campari, Agello, Agosti, Morandi e altri, che alla fine hanno legato Colonna inseparabilmente al mondo dello sport, delle due ruote e dei motori.

Metti insieme alla tecnica disegnativa cronaca, racconto, reportage, storia, memoria e trovi come attraverso le contaminazioni il risultato può aver modificato gli orientamenti e le preferenze del disegnatore di Secugnago dopo Rottamario, fornendogli terreno fertile al suo disegno con L’uomo più veloce del mondo (Francesco Agello), La saetta della pista (Angelo Morandi) e che, di recente con il libro a fumetti Castellotti, ha coronando un impegno non facile, che ha richiesto aggiornamento di linguaggio e di stile. “Realizzare un fumetto biografico – dice oggi Colonna – risulta spesso più impegnativo rispetto ad un fumetto di fantasia. E’ necessaria una fase di documentazione, che richiede un impegno di diversi mesi…”

Come può allora essere considerato il medio sincretico che muove le suggestioni plurali (del disegnatore, del giornalista, del ricercatore ecc.) che ri-loca il recente Colonna?

Si può ancora parlare di fumettista quando sullo stesso piano sono soggetto, racconto, disegno, invenzione, stile. e i risultati scoprono spazi non sconosciuti all’arte?

Il graphic novel si distingue dal fumetto. Esibisce una narrativa e una complessità nuove ai comics. In Colonna segnala l’ incontro tra ricerca, giornalismo, storitelling, disegno. Il suo disegno non descrive, al contrario muove e insieme alla parola catalizza l’emozione.

 

Aldo Caserini

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