Archivi categoria: Poesia e letteratura

“PIOGGIA LONTANO”/Il libro della moldava Eliza Macadan a “Contrappunti Autunno”

Scrivere  di poesia, è noto, mette sempre un po’ a disagio: i poeti sono un esercito, la loro produzione troppo complicata o troppo elementare, le pubblicazioni selezionate quasi sempre limitate a un ristretto numero di personalità dominanti, le interpretazioni anche, benché negli ultimi tempi qualcosa sembra cambiare.

Pioggia lontano ( Quaderni di poesia “La città ideale”, editrice Archinto, 2017, € 12) della scrittrice-traduttrice moldava Eliza Macadan può far credere già nel titolo a una svista o inesattezza. E’ una “disunione”  precisa in premessa Amedeo Anelli. Inevitabile dal momento che la raccolta esce da una realtà  prismatica di rifrazioni e riflessi,  fatta di schegge e pezzi di accadimenti e di esperienze, di cose e di fatti che fanno immaginare “una esigenza insoddisfatta di risposte” che sbarrano una comunicazione unitaria di senso.

Conosciuta per composizioni in italiano, rumeno e francese la Macadan ha raccolto un discreto interesse dalla critica con “Passi passati”(Jocker, 2016), “Anestesia delle nevi” (La Vita felice, 2015), “Il cane borghese” (La Vita felice, 2013) e trovato risalto sulla rivista Kamen’ di Amedeo Anelli e sul blog di Rai New.

Al suo mondo non si accede se non percorrendo lo spazio che le parole dispiegano attorno a sé nella forma della prossimità o della distanza delle cose, nella Bucarest del post comunismo emblema di indigenza e di decadimento.  Anelli indaga questo dis-locare, raggiungendo un orientamento e una direzione. Il valore simbolico in cui è racchiudo il senso è rintracciato nella localizzazione puntuale della soggettività dell’ordine sensoriale e di quello razionale, sorgente dei “versi secchi e taglienti” e della modalità particolare di comunicare un  “senso corroso”  trattenuto “alla superficie delle cose e degli atti”.

Quella della Marcadan non è una “poesia di lamento”, di “disillusione” o “smarrimento”, bensì di richiami; raccoglie una proliferazione di immagini che esprimono ansia di pienezza e di vita. Nella nota critica a Pioggia lontano il modenese Alberto Bertoni, docente di Letteratura italiana contemporanea all’università di Bologna – anche lui come Anelli poeta -, coglie dell’opera la significativa “autonomia”: una capacità di creare metafore e modi di dire “del tutto nuovi” in uno stile tutto proprio, “non apparentabile”, con cui “architetta perfettamente immagine e percezione”, liberando il canto dall’imperialismo del significante lasciando libere le parole.

Pioggia lontano, sarà il prossimo novembre presentata, con l’intervento dell’autrice, a Contrappunti d’Autunno a Tavazzano con Villavesco, grazie agli Amici del Nebiolo. Amedeo Anelli, coordinatore del programma di ON FA L’OS” – piccolo presidio poetico, intratterrà l’uditorio sulla “ricchezza di richiami”, gli anfratti e i nascondimenti della Macadan, una poetessa che non teme di mettere nell’ incipit di uno dei suoi versi: “Corro da sola / la maratona della poesia”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Kamen n.51 : Paolo Febbraro, dignità intellettuale e disciplina critica

L’ultimo numero di Kamen’ – il 51° della serie iniziata più di un quarto di secolo fa – intitola la sezione poesia a Paolo Febbraro, cinquantenne poeta romano tra i più seguiti e allo stesso tempo apprezzato critico letterario, autore di accurate monografie e compilatore di affidabili antologie che aggiornano sui caratteri della poesia, sulle sue debolezze e sui suoi punti forza.
Gli interventi di Simone Zafferani e Caterina Arcangelo che la rivista di Amedeo Anelli destina a “partiture” e al “cantabile inquieto” di Febbraro, e ancor prima i “crediti” attribuiti da Daniela Marcheschi nel profilo su L’Antologia di poeti contemporanei. Tradizioni e innovazioni in Italia”(Mursia, 2016, pp.309-316), oltre orientare nelle architetture dei versi, spingono a incuriosirsi della sua figura di critico dotato di una narrazione in cui creatività poetica e invenzione critica si combinano.
Se i componimenti (editi e inediti) su Kamen’ danno rilievo alla personalità del poeta, giudizi e valutazioni degli apparati chiamano in causa la dimensione intellettuale e di critico. I suoi libri e gli articoli su “Domenica” del “Sole24Ore” e “Il Manifesto”, offrono “un quadro sinottico ancorché parziale di quando si viene scrivendo in versi nell’Italia di oggi”. Individuano percorsi di “navigazione”, delineano caratteristiche e strategie del linguaggio, concentrano l’attenzione sul genere poetico, sottolineano l’importanza del contesto e delle figure retoriche che insieme all’argomentazione razionale e all’ inventiva contribuiscono a rafforzare l’intento espressivo, a far uscire ogni autore dalla fitta solitudine.
La critica quasi mai è grammaticale (o troppo attenta alla proprietà delle parole o alle regole della prosodia e simili), né strettamente storica ( da verificare insistentemente fonti e allusioni), ma diligente nel cogliere “curvature” e “dinamiche” con sguardo al futuro. Spinge ed estende i confini in tensione cognitiva, a l’interrogarsi sulla “responsabilità del fare poesia”. Con larghe campate anche di “internazionalità” scopre relazioni e parentele svelandone la forza e la varietà: i “legami” della lingua alla composizione, dell’esistenza all’esperienza, del convenzionale all’innovativo, del pensiero al sentimento, della contemplazione alla verifica, a tutto ciò che nella poesia prende corpo incatenato dalle parole.
Le parole sono colte senza concetti accessori, con impegno a dare evidenza ai segni significativi di distinzione. Esempio: in Oldani ai versi “esatti come sentenze” e al “compassionevole umorismo”; in Anelli al “nulla affoga nell’Io”; nella Marcheschi al “materialismo femminile”, all’ ”accordare la lingua all’oggetto e il corpo ai corpi”.

KAMEN N.51 : Il giornalismo d’arte di Dino Terra

Personalmente ho conosciuto Armando Simonetti (alias Dino Terra) alla redazione milanese dell’Avanti, quando aveva ormai brillantemente valicato i settanta ed io ero poco più che un trentenne. Terra era salito da Lucca per incontrare Aldo Lualdi, antifascista, storico e scrittore come lui, che come lui coltivava interessi per l’arte ed era, dell’edizione milanese, redattore oltre  far parte del Consiglio dell’Ordine Giornalisti della Lombardia. Nel dopoguerra Terra aveva ri-fondato l’Avanti e con Lualdi aveva in agenda d’incontrare “da Renzo” Franco Passoni (critico del giornale). Renzo era il gallerista di piazza Cavour, figura carismatica nel mondo artistico milanese.
Ho goduto per conto mio che Kamen’ (n.51, giugno 2017) lo abbia “ripescato”  riaccendendo l’attenzione sui suoi meriti dopo oltre una ventina d’anni dalla morte del 1995; introdotto da una nota di Amedeo Anelli che ne rileva la chiarezza di scrittura in arte (e non solo ) è documentato grazie un gruppo di articoli ripresi dal quotidiani romano “Il Tevere” nato sulle ceneri del Corriere italiano, chiuso dopo il delitto Matteotti,  che danno luce al raggiunto “punto di equilibrio fra descrizione e argomentazione” e alla sua “ messa in comune di significati, di valori, di pensieri” eccetera.
Terra fu scrittore, drammaturgo, critico d’arte e pittore egli stesso. Intellettuale dinamico si votò presto all’idea di “una nuova cultura”; fu amico di Chiaromonte e Moravia e, prima ancora di Paladini, Levi, De Chirico e Gramsci. Equipaggiato di estro e cultura si impose ancor giovane all’attenzione mettendo al centro di molti suoi lavori letterari le inquietudini e le contraddizioni dell’uomo moderno davanti a sé stesso e alla storia. Come peraltro documentano i molti interventi di Daniela Marcheschi, pilastro della redazione di Kamen’, che in questi anni ha scritto parecchio su di lui, e in particolare: “Letteratura e giornalismo” (Marsilio, Venezia, 2017), prefando “Ioni” e ”La figura e le opere di Dino Terra nel panorama letterario e artistico del ‘900”.
Il numero di Kamen’ fresco di stampa riprende di Terra Esposizione d’Arte italiana a Ginevra;Visita a De Pisis; Mostra di Arturo Martini a Milano; Un architetto romano. Piacentini sulla bilancia. Sono articoli che suggeriscono a Anelli spunti valutativi per rimarcare la preparazione culturale e intellettuale dell’autore, definito “uomo enciclopedico, con cognizioni di prima mano dei maggiori fermenti della cultura nazionale ed europea”, dotato di “robusta conoscenza della letteratura e delle arti oltre che delle scienze dell’uomo, dalla medicina all’antropologia ai sorgenti movimenti psicoanalitici”.
Nel fare prosa d’arte, Terra “informa e allo stesso momento “educa e discrimina valorialmente”, argomenta e impronta; mette al servizio un unicum” che oggi ha pochi conseguenti nel giornalismo, da cui “è quasi sparito un approfondito dibattito di idee, di concezioni e competenze”.

 

 

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KAMEN 51: QUELL’ ISTRIONE di PAOLO POLI

E’ un anno e più che Paolo Poli, il grande attore comico italiano, se n’è andato. Kamen’, la rivista di poesia e filosofia diretta da Amedeo Anelli, lo ricorda nel numero 51 appena uscito riservandogli una cinquantina di pagine della sezione “Materiali”, con un devoto saggio di Mariapia Frigerio e un gruppo di deliziosi “libretti di sala” (pubblicazioni informative con note critiche) opera della maniacale gusto per la letteratura dello stesso Poli: La Nemica; Carolina Invernizio!; La Vispa Teresa; L’Uomo nero; Giallo!!!; Femminilità!!!; Apocalisse!!! Inoltre, l’Introduzione a STO (Sergio Tofano), Una linea di sorriso), alcuni dei quali scritti in collaborazione con la scrittrice Ida Omboni.
Per sessant’anni Poli ha intrattenuto le platee con interpretazioni civili e intelligenti, contro la banalità e il conformismo ideologico, in cui era mescolata letteratura, critica, canzonatura e satira. Ha contribuito a dare slancio a quel particolare “momento” rappresentato dalla “idea comica”, che segnò in Italia la corrispondenza tra piacere estetico e risata.
Protagonista di un corpo coloratissimo di soggetti rappresentò un caso raffinato di buonumore e poesia mordace da costituire un riscatto qualitativo e offrire uno sguardo culturalmente rilevante sui risvolti della storia, del costume, delle usanze e credenze, contribuendo alla dissolvenza dei modelli che imperavano.
Nel saggio di Mariapia Frigerio, ricco di resoconti di incontri, amicizie, di ragguagli e scelte, Poli è colto nel suo incessante muoversi tra letteratura alta e generi meno importanti. Quello della scrittrice lucchese è un autentico “frugare” nella persona e nel linguaggio. Con una ricerca ad ampio spettro intreccia, distingue e ritaglia di Poli esperienze, sodalizi, ruoli e influenze. Dimostra un unicum nel mondo teatrale italiano.
Fra le maggiori prove da regista e principale attore di Poli sono da ricordare Rita da Cascia (1966), La Nemica di Dario Niccodemi (1968), Il Coturno e la ciabatta (1990), La Leggenda di San Gregorio (1992), L’Asino d’oro (1994), I Viaggi di Gulliver (1997), Caterina De’ Medici (1999), Aldino mi cali un filino (2001). Rita da Cascia, lettura irriverente della storia della santa, che sollevò polemiche, e l’allora deputato Oscar Luigi Scalfaro giunse a presentare un’interrogazione parlamentare. Sono anche da ricordare Sillabari, 2008 ( tratto dall’omonimo libro di Goffredo Parise; Il mare, 2010 (ispirato da Anna Maria Ortese) e Aquiloni, 2012 (rivisitazione antiscolastica di Pascoli) Dopo la monografia Paolo Poli di Rodolfo di Giammarco (Roma, Gremese, 1985), sono usciti volumi con sue notevoli interviste: Siamo tutte delle gran bugiarde (conversazione con Giovanni Pannacci, Roma, Perrone, 2009), Sempre fiori mai un fioraio ( ricordi a tavola con Pino Strabioli, Milano, Rizzoli, 2013( e Alfabeto Poli ( a cura di Luca Scarlini, Torino, Einaudi, 2013).

 

 

 

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“La gravidanza della terra”, antologia di poesia rurale

Le antologie vanno di moda. Soprattutto quelle che rendono conto delle esperienze che riguardano la poesia contemporanea e i suoi autori. Recentemente ha visto la luce, per le edizioni Olio Officina di Milano, La gravidanza della terra. Antologizza in un centinaio di pagine una quarantina di autori lombardi (lodigiani, milanesi, varesotti, bergamaschi, pavesi) e di altre parti d’Italia ma anche stranieri (croati, francesi, portoghesi, rumeni, svedesi e svizzeri), accomunati da “tronchi di un medesimo legno”, da una riflessione comune legata alla terra. Da qui il titolo secondario dato dalla curatrice, la lucchese Daniela Marcheschi, di inediti “di poesia rurale”. La raccolta a tema – forse la prima del genere in Italia – mette a contatto voci diverse attorno a una realtà che influenza il percorso e l’attenzione oggi riservata al mondo naturale e alle sue varie relazioni. Il tentativo è indirizzato a far vedere meglio “le molte sfaccettature di una realtà problematica” attraverso le idee poetiche che traboccano dalla natura e dal mondo campestre e rurale. Senza che ne risulti in qualche modo disattesa l’energia e la tensione del canto.
Il grande beneficio della poesia, diceva Goethe, è “che essa insegna a intendere la condizione dell’uomo” e innalza l’individuale all’universalmente umano. L’antologia è anche prova (velleitaria?) rivolta a incoraggiare la cultura poetica a una nuova stagione, dove la magia poetica scaturisce dalla fusione di fantasia e forza di pensiero e offre una corrispondenza chiara con le problematiche del vivere contemporaneo, specificatamente quelle di richiamo “rurale”, una realtà con tutte le sue interconnessioni simboliche e oggettive, dialogiche e plurali.
La raccolta costruita dalla Marcheschi è, in un certo senso, “condotta” dal parmense Pier Luigi Bacchini, poeta fra i maggiori del nostro contemporaneo, morto nel 2014, autore di “Poeta di campagna”; dalla narratrice e critico svedese Ida Andersen che presenta Jorden; dalla romana Biancamaria Frabotta (Vendite allo scoperto), dalla neuropsichiatra siciliana, fatta conoscere da Kamen’, Margherita Rimi (Granatu); dal patron del Museo della Poesia di Piacenza Massimo Silvotti, presente in rassegna con L’infedeltà del presente; dalla lucchese Daniela Marcheschi autrice di Storia della campagna.

La silloge da inoltre rilievo a tre poeti di casa nostra: Sandro Boccardi, autore di Terra-Madre, poeta umilmente canonico ma di vitalità poetica alta; Guido Oldani (Il sole dei cibi), autore che attinge con ironia a verità profonde colte negli immediati dintorni della quaotidinaità, tra consumismi spiccioli e derive modaiole; e Amedeo Anelli (Sonatina, monotematica e bipartita), che assomma narrazione e struttura, con proprietà vincenti, ritmo poetico e montaggio immaginativo.

Il LIBRO: La gravidanta della terra- Antologia di poesia rurale – a c. di Daniela Marcheschi – Olioofficina, Milano, 2017, € 12

“ON FAI L’OS”: Lettera ai conigli, il lascito poetico di Gino Commissari

aoldani-e-anelli-a-tavazzanoNel quarto e ultimo appuntamento del Piccolo presidio poetico 2016, Amedeo Anelli e Guido Oldani hanno presentato alla biblioteca di Tavazzano Lettera ai conigli. Poesie scelte, volume di polettera-ai-conigli-commissari-2esie dedicato a Luigi Commissari (teologo, poeta, traduttore e collaboratore fin dalla prima ora della rivista di poesia e filosofia Kamen’). Il libro, pubblicato dalla Libreria Ticinum Editore, è curato dallo stesso Anelli e contiene  due saggi di Giancarlo Buzzi e Guido Oldani.

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Di Commissari poeta si è sempre saputo poco e niente. Note conosciute erano solo le sue frequentazioni dell’ambiente reboriano, l’amicizia con Padre Turoldo e l’interesse – questo sì perché dichiarato – per la poesia di pensiero e di contenuto, mentre è sempre rimasta nascosto l’esercizio poetico. Si poteva certo immaginarlo, visti gli ampi interessi per le materie letterarie e come traduttore di testi biblici, da lui restituiti alle tradizioni poetiche ( Cantico dei Cantici, Salmi, ecc.). Ma se sussistevano dubbi sulla sua naturale riluttanza alla scena e a pubblicare, il lascito, di cui hanno parlato Amedeo Anelli e Guido Oldani a “On fa l’os”, all’Autunno culturale tavazzanese ne è una eloquente dimostrazione.
Come poeta Luigi Clettera-ai-conigli-copertinaommissari non si concede alcuna velleità né come linguaggio né come direzione. La sua poesia sta tra il frammento e l’autobiografia. Ha per scelta intensità descrittiva e narrativa, epistolare e diaristica. Come mostra “Lettera ai conigli” è evidente il suo radicamento ai luoghi e alla fede. Commissari non rincorre l’avventura e l’estasi, al contrario sfuma con eleganza e abbondanza nell’etica.
La tecnica è quella del verso libero. Giusta per indugiare in disgressioni e particolari, marcare il ritmo, rendere appena percepibili le variazioni di tono o d’umore. Amedeo Anelli gli riconosce “ finezza psicologica”, “sensibilità”, “dimestichezza coi classici”, la padronanza di “un linguaggio che riapre, nel discorso, il cammino verso la realtà e nel contempo verso la comunità”.
Il tessuto dei fatti, anche quando questi tendono ad annullarsi, rivela un poeta orientato all’ umano, che sa guardare al proprio limite ultimo e alle sue estreme e sa rinnovare per questo l’abbraccio con l’anima. Le sue non sono composizioni nate dal vuoto o da intuizioni mentali o intellettuali o musicali. Escludono persino quel pizzico di visionarietà che ai poeti è sempre permessa. La metafora e le poche allusioni e suggestioni sono tenute sotto controllo. Trovano, invece, slancio i richiami ai luoghi amati e frequentati. ma senza scelte di puro realismo. La realtà è “ascoltata” per coglierne i messaggi. Ed essere poi ridotta al minimo spreco nel gioco poetico fra significante e significato.

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“POESIA D’OGGI”: Anelli, Oldani, Marcheschi in una antologia di poeti contemporanei curata da Paolo Febbraro

poesia-doggiPoesia, poeta sono parole che molti ritengono vecchie. Alcuni addirittura perdute, appartenute a una civiltà creativa uscita di mente. Atteggiamento curioso ma non singolare, da spingere spesso a far propria la domanda: “Che ne è della poesia oggi?”.
Nella premessa a Poesia d’oggi, una antologia di sessanta poeti italiani realizzata dal poeta e saggista romano Paolo Febbraro, il filosofo Armando Massarenti che dirige il supplemento la “Domenica del Sole 24 Ore”, riconosce alla poesia “una forma particolarissima e insostituibile di conoscenza”, nel cui territorio si intessono le mutazioni e le interazioni dell’io e della storia. Convinzione che irrompe nella stessa visione sinottica e parziale delle sessanta poesie, distinte e singolari della raccolta, accompagnate da note biografiche e critiche che ne mostrano varietà e stili.
Nell’introduzione al volume (edito da Lit Edizioni nella collana “Poesia”, diretta da Giorgio Manacorda ) Paolo Febbraro chiarisce i propositi del suo impegno: rappresentare non “uno stato” di quanto si viene scrivendo in versi nell’Italia di oggi, ma rispondere alla sfida del sistema: oggi la poesia “è semi-annegata nel grigio dell’incertezza sui valori, è poco letta dai critici letterari, raramente viene chiamata per nome e cognome”. Le considerazioni di Febbraro sono diverse e articolate, puntano a far “considerare le diverse possibilità umane che l’arte della poesia sviluppa in chi la coltiva o l’affronta”.
La Poesia – rimarca l’autore – dipende dai poeti, ma i poeti dipendono dalla Poesia: è un insieme “di competenze e dispositivi, che vanno conosciuti nella loro profonda necessità e piegati a sé, al proprio tempo”. Perciò, i poeti hanno capacità di sguardo critico, una lingua riformata, sono intellettuali che possono far contrasto al flusso della storia. Febbraro dice di non credere al solipsismo:” quando un poeta scrive è un ispirato, ma quando pubblica è un intellettuale”.
La raccolta ripropone le poesie pubblicate sul supplemento culturale del “Sole 24 Ore”, disegna un percorso che va dal poeta lucreziano parmense Luigi Bacchini al dialettale milanese Franco Loi, a un gruppo di giovani anni Ottanta (Ulbar, Carabba, Marchesini), aiuta per questo a vedere la poesia come un film, un flusso che unifica il paesaggio contemporaneo e suggerisce “i sensi” che la poesia conduce “con se”. Coi poeti di accertato riferimento (Bandini, Pecora, Monacorda, Zeichen, De Angelis, Donati, eccetera.) figurano a pieno titolo poeti che hanno seguito sul nostro territorio: Daniela Marcheschi, redattrice della rivista Kamen’, compositrice di meditate malinconie femminili in “Gravità delle gravità”; Amedeo Anelli che in “Posture del silenzio” richiama traslazioni e fluttuazioni suggerite dalla neve; l’ironico Guido Oldani che ne “Il conto” non manca il confronto col mondo attuale. Tre poeti che perlustrano l’io o la realtà, la natura o altre cose ancora.

Paolo Febbraro: Poesia d’oggi. Un’antologia italiana – Ed. Elliot , Roma, 2016, €18,50

A Piacenza: “25 ore di poesia” davanti al Duomo.

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L’iniziativa promossa
dal “Piccolo Museo della Poesia”
Tra i poeti:  Oldani, Boccardi,
Anelli, Marcheschi, Abbozzo.
Tra i dicitori: Ottobelli, Lisetti e Vaghi

 

Ci saranno Guido Oldani, Sandro Boccardi, Amedeo Anelli, Daniela Marcheschi, Margherita Rimi, Edgardo Abbozzo e altri nomi della rivista “Kamen’”, Isabella Ottobelli, Enrica Vaghi, Gianluigi Lisetti di “On fa l’os” tra i poeti e i fini dicitori che in piazza Duomo a Piacenza, dalle 21 di sabato 15 ottobre alle 22 della domenica, contribuiranno (leggendo proprie composizioni o di altri) alla “25 ore di letture di poesie ininterrotte. Omaggio alla poesia italiana dal ‘900 ad oggi”, ideata da Massimo Silvotti e organizzata dal “Piccolo Museo della Poesia Incolmabili Fenditure di Piacenza”.
Alla fine saranno oltre 100 i poeti letti e interpretati, in gran parte del secolo passato, con l’aggiunta di un gruppo di contemporanei che leggeranno se stessi. La kermesse è rivolta a scongiurare la chiusura del Piccolo Museo della Poesia di Piacenza, unico museo della poesia attualmente esistente in Europa. L’istituzione, privata, non ha scopi di lucro e la sua preziosa collezione è prevalentemente centrata sulla poesia italiana. L’obiettivo della “25 Ore” è farne conoscere l’importanza, oltre naturalmente le difficoltà che incontra, nonché promuovere l’attenzione sulla la grande poesia italiana, intersecando le diverse poetiche contemporanee, che spesso non si conoscono o non si parlano.
Al “Piccolo Museo della Poesia” si accompagna la Galleria d’Arte – Spazialismo poetico, presenza operante nell’arte e nella poesia coeva che interloquisce con le intelligenze della nostra contemporaneità, mettendo in comunicazione memoria e rivolgimento.
Della “rappresentativa” di Kamen’ leggeranno personalmente le proprie opere in piazza Duomo Sandro Boccardi, Guido Oldani e Amedeo Anelli, mentre nel ruolo di dicitori si esibiranno Isabella Ottobelli nella lettura dei versi di Elio Pecora, Enrica Vaghi in quelli della lucchese Daniela Marcheschi e Gianluigi Lisetti proporrà i ritmi di Edgardo Abbozzo. L’attore Luca Bassi Andreasi interpreterà a sua volta i versi di Margherita Rimi, poeta e neuropsichiatra infantile recentemente pubblicata dai Quaderni di Kamen’ editi dalla Ticinum e presentata da Anelli agli “Amici del Nebiolo” di Tavazzano.
Ai poeti di oggi agiranno da controcanto le esibizioni dedicate a grandi maestri del passato e del passato recente, Marinetti, Soffici, Rebora, Marin, Ungaretti, Turoldo, Luzi, Caproni, Sereni, Noventa, Montale, Gatto, Sinisgalli. Roversi, Pavese, Bigongiari, Orelli, Bertolucci, Pasolini, Cristina Campo, Pagnanelli, Saba, Gozzano, Cardarelli, Sbarbaro eccetera.

Aldo Caserini

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“ON FA L’OS”: I sentieri della poesia all’Autunno Culturale Tavazzanese

Luogo di incontri quasi informali tra artisti, scrittori e pubblico il VII Apoesia-a-tavazzanoutunno Culturale Tavazzanese su progetto dell’Associazione Culturale Amici del Nebiolo si annuncia ricco di novità: pieno di appuntamenti e di attività, alcune forse staccate, ma sempre sorprendenti da richiamare il pubblico sudmilanese e lodigiano. Nel programma troveranno espressione jazz, musica classica, libri, pittura, fotografia, incontri con gli autori. Aspetto importante destinato a contraddistinguere l’edizione è l’attenzione rivolta a gettare ponti tra nuovi generazioni e poesia, a imprimere nell’interlocuzione con il pubblico il marchio della necessità della poesia.
Gli incontri saranno condotti da Amedeo Anelli, direttore di Kamen’ e prenderanno il via il 20 ottobre alla biblioteca comunale di Tavazzano con la presentazione di “Oltre il Novecento”. Guido Oldani e il realismo terminale”. L’incontro-intervista con Oldani non mancherà di evidenziare la consapevolezza anche sociale della poesia del melegnanese.
Dopo l’impervio Stilnostro (CENS, 1985), l’ efficacia diretta di Sapone (Kamen’, 2001) e La betoniera (LietoColle, 2005) suggerì a Oldani di lasciare un linguaggio ch’era fatto di compressioni e densità semantiche e di infiorare procedimenti e partiture con paesaggi di rovine: “della cultura, della spiritualità, del vivere quotidiano”. Cielo di Lardo (Mursia, 2008) e le successive produzioni hanno precisato le scelte, finché, con “La faraona ripiena”(2010) la poesia è diventata “manifesto”. L’ironia è una delle facce con cui Oldani arriva alla sostanza. Oggi la sua poesia azzanna la polpa della realtà, ha un tono mordace, allusivo, pensoso, ammonitore, satirico, moralistico.
Dopo Anelli-Oldani l’attenzione sarà catturata dallo scrittore parmense Guido Conti che presenterà in anteprima “Poesie per il nuovo millennio gastronomico” scritte dal “Frusta”, alias Pietro Gramigna, “poeta improbabile” che si incontra in un suo romanzo di una decina d’anni fa, Il tramonto sulla pianura, ambientato nella cornice di una casa di riposo di campagna. All’incontro faranno seguito le presentazioni di due libri: “Antologia di poeti contemporanei. Tradizione e innovazione in Italia”, pubblicato da Mursia, in cui trovano risalto le voci di Oldani, Anelli e Marcheschi; e “Poesie scelte di Luigi Commissari, raccolta di testi rapsodici e religiosi. La poesia religiosa di Commissari, è già stata fatta conoscere da Kamen’, è una poesia abitata da tematiche teologiche e di fede, in cui il significato della parola prevale su ogni amplificazione e invenzione. Commissari ha scavato insistente dentro le pieghe recondite dell’animo umano, trasferendo nelle parole il respiro del Vangelo, che diventa carne nelle vicende degli uomini.

 

ON FA L’OS
ottobre-novembre 2016
Incontri con i poeti e la poesia in Biblioteca
Ideati e condotti da Amedeo Anelli

Oltre il Novecento
Incontro con Guido Oldani Presentazione del libro di Amedeo Anelli Oltre il Novecento. Guido Oldani e il realismo terminale” giovedì 20/10 alle 21, Biblioteca Comunale di Tavazzano
Nuovissimi sonetti del Frusta Incontro con Guido Conti. Presenterà in anteprima “Poesie per il nuovo millennio gastronomico” di Pietro Gramigna detto Frusta
venerdì 11/11 alle 21, Biblioteca Comunale di Tavazzano
Dal Secondo Novecento al nuovo Secolo
Presentazione della “Antologia di poeti contemporanei” curata da Daniela Marcheschi per l’editore Mursia domenica 20/11 alle 17, Biblioteca Comunale di Tavazzano
Nuovi esiti della poesia religiosa in Italia
Il lascito di Luigi Commissari Presentazione di “Poesie scelte” di Luigi Commissari, a cura di Anelli con saggi di Giancarlo Buzzi e Guido Oldani martedì 29/11 alle 21, Biblioteca Comunale di Tavazzano

 

 

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Daniela Marcheschi: Antologia di poeti contemporanei /Tradizione e innovazione

Antologia di PoetiNel mare magnum della scrittura in versi, raramente le antologie aiutano il lettore a leggere la poesia, a sgarbugliarsi tra i bagliori di sintassi e di ritmi, di sentimenti e di eventi, a non farsi trascinare da consumismi spiccioli e derive modaiole.
Non tutti i curatori sostengono sempre l’indagine, fan la tara al populistico poetese; spesso, anzi, prendono dalla “sottoboschività”. “Inclusività” ed “esclusività” sono sempre un passaggio opinabile, difficile ed estremo.
Noto critico esperto di strumenti linguistici, Daniela Marcheschi, muove invece, com’è sua convinzione e abitudine, controcorrente. Nella collana “Argani” dell’editore Mursia fornisce una raccolta di 21 poeti italiani giudicati “variamente rappresentativi”, vagliati validi da “molteplici posizioni”, fornendo di tutti un profilo critico fondamentale per comprenderne genesi ed evoluzione dei linguaggi.
Oltre fornire una selezione di testi interessanti, la Marcheschi mette in mano dei lettori e dei critici strumenti perfezionati.
Non sfugge come un contributo importante è dato dalla presenza di un nucleo di voci conosciute sul nostro territorio, grazie agli interventi di Kamen’, che ne ha messo in luce l’indipendenza immaginativa e la varietà intonativa, e a una serie di incontri con gli autori (Poesia al Castello di Melegnano, “On fai l’os” degli Amici del Nebiolo di Tavazzano, Piccolo Museo della Poesia di Piacenza, La Casa della Poesia di Milano): Maurizio Cucchi, Giampiero Neri, Franco Loi, poeta dialettale intriso di forme cittadine, Guido Oldani, Amedeo Anelli, Daniela Marcheschi, Margherita Rimi, Lino Angiuli, Elio Pecora.
L’antologia raccoglie 13 poeti e 8 poetesse identificati dalla Marcheschi secondo specificità e non una sincronia cristallizzata, unendo ai testi creativi una preziosa galleria di profilo bio-bibliografico e critico che fornisce una rete di qualità e tensione elevata e da giusto risalto alle generazioni entrate sulla scena contemporanea nella seconda metà degli anni Cinquanta, senza trascurare autori che il gusto del pubblico residuo della poesia considera canonici. Tutti gli autori sono oggetto di attenzione critica diffusa, con un numero congruo di pubblicazioni, alcuni defunti, come la potentina Assunta Finiguerra, poetessa di percezione ampliata che il “militante” Franco Loi volle nei Nuovi Poeti Italiani e il dialettale Fernando Bandini, vicentino, poeta “della lingua archeologica” e dalla metafora straordinariamente efficace.
Senz’altro da segnalare a parte il gruppo di poetesse “anni quaranta”, una categoria interpretativa che non rimanda a nuclei immediatamente riconoscibili o differenziabili e opta per una varietà di forme e di generi espressivi, con ottimi standard d’invenzione e di scrittura: la pistoiese, autrice di teatro Maura Del Serra, evocativa di presenze che spaziano dall’ellenismo alla contemporaneità; la romana Anna Casella Lucani, nota oltre che per i suoi testi per le collaborazioni con l’incisore Beuchat e le numerose plachette realizzate con il Pulcino Elefante di Alberto Casiraghy; l’aretina Cristina Annino, che trasferitasi un paio di anni fa a Milano, ha pubblicato di recente da Donzelli Anatomia in fuga; il premio Viareggio Jolanda Insana, romana, scoperta da Giovanni Raboni, scrittrice e traduttrice che pubblica spesso da Garzanti; Margherita Rimi, palermitana, neuropsichiatra infantile della quale hanno scritto Kamen’, Amedeo Anelli (Nomi di persona) e Daniela Marcheschi (Era farsi. Autoantologia); Bianca Maria Frabotta, romana, già ordinaria di letteratura italiana contemporanea alla Sapienza, critico, saggista, poetessa discreta con tre raccolte pubblicate da Donzelli.
Non solo orientate su di sé, offrono un rapidissimo interessante affresco della poesia femminile italiana del nostro tempo.

 

Il libro: Daniela Marcheschi: Antologia di poeti contemporanei-Tradizioni e innovazione in Italia – Mursia – Coll. Argani – 2016, € 22,00

 

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