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Il bestiario di Beuys a Spazio Arte Bipielle

Una riflessione dell’ espressione artistica, nutrimento dell’arte visiva al di là della semplice imitazione del “vero”

Angela Vattese, affermata storica e critica di arte contemporanea, nata ad una cinquantina di km da Lodi, a Treviglio. Docente universitaria a Venezia, già presidente di giuria alla Biennale e direttrice della Galleria Civica di Modena, nota per numerosi saggi dedicati alle nuove tecniche dell’arte e per essere stata direttore artistico ad Arte Fiera di Bologna, eccetera.

L’ enunciato che il linguaggio possa inglobare “ogni mezzo e cosa” è divenuto oramai assioma: l’arte – è il concetto riconosciuto da molti –  può anche non fondarsi sulla mano che produce forme, ma  semplicemente su elaborazioni mentali, idee, pensieri, concetti, dichiarazioni, riflessioni, teorie, ideologie, concezioni del mondo… Da qui un’ arte oggi consegnata “alle parole” ( di storici dell’arte, letterati, critici, giornalisti, poeti…). In sostanza: un  ribaltamento o “ridefinizione” o “un ricominciare daccapo. Non distante dalla “rivoluzione” metapolitica immaginata dal tedesco Beuys (1921-1986) , l’ artista-teorico del fare arte semplicemente “piantumando un albero”, reso celebre con la sua retrospettiva al Guggenheim di N.Y., e proposto nel 2007 a Lodi da “Naturarte” nel 2007  con la piantumazione alle Caselle di una quercia.

Che quell’ “evento” nessuno lo ricordi in città, tranne forse gli organizzatori e Lucrezia De Domizio che lo patrocinò, non può cancellare ciò che Beuys è stato ed ha rappresentato: patrocinatore di un’arte intesa come-“presa di coscienza”. da “far prendere consapevolezza all’uomo delle sue possibilità creative…”. Che lo collegassero “verso il basso con la terra, la natura, le bestie; e verso l’alto con gli spiriti». Questa, detto con approssimazione, la poetica di  Beuys, celebrata a Bipielle Arte a cura della Fondazione bancaria sotto la titolazione: “Omaggio a Beuys: Il bestiario di BeuysDocumentazione fotografica, video e azioni

Il tema dell’animalità è ricorrente in numerosi percorsi di artisti. Del passato e della contemporaneità. Oggi si incontrano facilmente coloro che lo propongono, un po’ come proporre battaglie per l’ecologia e salvaguardie della natura..

Si può dire che, anche perché non costa niente, che il bestiario di Beuys e la sua “didattica”, rientrino nella complessa trama che avvolge le relazioni uomo-animale. Un percorso che da sempre è stato dominato da “visioni”, tradotte dagli artisti delle diverse avanguardia, dai militanti del realismo a quelli del naturalismo accademico, dai surrealisti tradizionali a quelli irrazionali o dagli “strani” dell’ultima ora ecc. Una conferma che qualcuno ha notato nei quaranta pittori, illustratori e grafici, che col progetto Artepassante  Renato Galbusera e Francesca Vitali Baldini hanno organizzato in una mostra /”Animalia”) a Spazio Arte Bipielle di via Polenghi a Lodi. Al nodo concettuale dell’iniziativa è stato successivamente agganciata la declinazione-omaggio a Joseph Beuys  nel centenario della sua nascita ristretto alla presenza di animalità nelle sue trame espressive. Un tentativo rivolto (si suppone) a rilanciare lo sciamanesimo dell’artista, tecnica antichissima, consistente nell’affermare la relazione dell’uomo con ogni altro essere e cosa, .umani, animali, vegetali, essere spirituali ecc. al fine di creare un sostegno attivo fra tutte le forme di vita.

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“Le Stanze della Grafica d’Arte” /2 Luigi Bartolini, l’arte sottile di un grande alla BPL

Svuotate le valige delle vacanze e tornati al tran tran quotidiano, anche l’attività espositiva, sostanzialmente ancoraBartolini connessa con il periodo precedente, presenta i primi segnali di ripresa, novità e proposte.
Carte d’Arte, tradizionale appuntamento organizzato dall’Associazione Monsignor Quartieri, dopo venti anni di eccezionali esperienze prende atto che anche il mondo della grafica d’arte spinge per uscire dalla stagnazione. Cambia quindi nome, amplia l’organizzazione, si rinnova negli spazi, offre spunti e suggerimenti di novità che sono già una prima risposta. Lascia l’esperienza a Le Stanze della Grafica d’Arte, che da subito si presenta decisa ad ampliare l’orizzonte degli interessi e delle suggestioni alla conquista di prospettive e di profondità meno tradizionali. Con questo spirito, Patrizia Foglia e Gian Maria Bellocchio hanno curato per il primo ottobre prossimo una mostra omaggio a una delle figure che hanno animato l’incisione italiana fra le due guerre, dedicando a Luigi Bartolini (1892-1963) una delle sezioni (delle “stanze”) con cui è stato ripensato lo spazio espositivo di via Polenghi Lombardo.
Per linguaggio grafico e modo stesso di interpretare l’incisione, Bartolini è oggi considerato tra i grandi della nostra storia incisoria. L’averlo scelto per una mostra è un modo intelligente per ritornare al “linguaggio” fuori dalle retoriche della contemporaneità. Nato nelle Marche , a Capramontana, Bartolini morì a Roma nel maggio del 1963 Trent’anni prima scrisse a Giovanni Scheiwiller: Si potrebbe fare a meno della autobiografia inquantoché la mia opera è autobiografica. Io non ho fatto altro – dipingendo, scrivendo, incidendo – che comandare, a me stesso, della grazia.”
Vissuto in un’epoca ancora sedotta dalla magniloquenza dannunziana e dalle retoriche del regime, Bartolini ebbe vita dura, al di la del conflitto con tutte le avanguardie attive in Italia, fu disertato dalla critica e dal pubblico che allora sembravano conoscere soprattutto l’opera incisa di Morandi, Viviani, Casorati, Delitala. La sua collocazione risultò difficile anche nel secondo dopoguerra, dovette fare i conti con il “dopo”. Le sue opere si sono dunque fatte largo da sole. Possiamo bene immaginare l’impegno di Patrizia Foglia nel recuperare gli esemplari (una ventina) per la mostra, che sono fra le cose belle e interessanti realizzate in incisione dall’artista.
La mostra allo Spazio Bipielle in un certo senso si accosta e aggiunge a quella tenuta tra febbraio e marzo allo Sforzesco di Milano, curata da Giovanna Mori, conservatore della Civica Raccolta delle Stampe Bertarelli, che presentò una selezione di fogli dell’autore di proprietà dell’Istituto e di incisioni di proprietà privata.
Fra opere compiute, abbozzi, piccole lastrine Bartolini realizzò quasi duemila incisioni. In maggioranza soggetti legati alla natura. Fanno comprendere in che modo egli l’amasse, da perfetto conoscitore del mondo animale e vegetale, attratto dalle cose umili da cogliere sottili alternanze di segni e poesia. Il linguaggio è assolutamente quello dell’incisore di razza.
Incisioni bionde o incisioni nere, com’egli le definiva, per distinguere (nell’unità del linguaggio) le opere condotte con un tratto veloce, rapido e leggero, senza indugiare al contrasto, oppure basate toni di luce e atmosfere, in cui si scopre l’ interesse ai valori di un Goya e di un Rembrandt e recupera tematiche profonde, con rimandi e sospensioni al silenzio e alla solitudine.

L’opera grafica di Luigi Bartolini . Le Stanze della Grafica d’Arte – Spazio Arte Bipielle, via Polenghi Lombardo a cura Associazione Monsignor Quartieri, Mostra collettiva di grafica originale d’arte – Inaugurazione 1 ottobre p.v.

 

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“NATURALIA”, una fotografia diversa a Spazio Bipielle

dsc03042Naturalia allo Spazio Arte Bipielle non è solo la dimostrazione della abilità di un gruppo di fotografi naturalisti che coglie l’enfasi o la folgorazione dell’istante, ma uno stupendo arabesco di sequenze motorie e di spinte vitali fornite dalle comunità ornitiche stanziali e migratorie, dai fiori spontanei, stagni, insetti e quanto costituisce l’ampio capitolo dell’ ecosistema del Parco Regionale Adda Sud e di quello che sta in località italiane ed europee. Le immagini, ordinate dal Gruppo Gerundo, registrano il sistema dei popolamenti vegetali e delle specie di uccelli e danno un profilo relazionale-ecologico di forme consociative strutturali e funzionali all’interno del Parco abduano. Il quadro generale risulta da “visioni” di sicura perizia fotografica, colte con agilità ed eleganza, rinforzate da tracciati espressamente didattici, di poesia e grafica, altre con ritorni a immagini di lucida iperevidenza.
Marchitelli, Polonioli, Chinosi, Berto, Raimondi, Comizzoli, Guiotto, Pedrinazzi, Gagliardi Musumeci hanno presente la potenza immaginativa delle immagini. Scattano con macchine e obiettivi diversi e danno il polso al gruppo wildlifer photografe perdendosi nel macrocosmo dell’avifauna e degli incolti ai margini dei sentieri. Non rinunciano a documentare, ma superano l’ ovvio e lo scontato. Nelle porzioni di mestiere mostrano analisi, fantasia, intelligenza, distinguono quel che vale e quello che non vale trasmettere. Nelle duecento immagini (esattamente 201) si va oltre ai risultati di tipo semplicemente controllato e deliberato. Il criterio fondamentale è rigidamente “collettivo”, nasconde il nome dell’ autore in calce alle opere. Il che non sbarra il passo a chi conosce un po’ gli autori di accertare dei più noti il contributo: l’ “impressionismo”, l’intensità di riflessione, l’efficacia di esperienza e d’interpretazione nel gruppo di stampe maestre di Antonio Marchitelli; l’impegno e la passione, ma anche la personalità e il carattere che Marco Polonioli proietta nelle immagini; le suggestive interdipendenze grafiche nei percorsi di Paolo Berto; il piacere dell’osservare e dello spaziare di Fabrizio Comizzoli; le varietà di elementi tecnici ed estetici garantiti da Angelo Chinosi; il valore educativo nelle immagini di Roberto Musumeci, Pino Gagliardi e degli altri. In tutti un comune assillo: capire perché gli uomini osteggiano il territorio e la natura anziché proteggerli nella loro organicità e integrità.
Senz’altro rara e da non perdere, la mostra resa possibile da Fondazione Banca Popolare e Parco Adda Sud allontana dai sentieri affollati del puro diletto scacciapensieri. Induce a riflettere sull’unica “grande tavolozza della biodiversità”

NATURALIA. Dal fiume Adda alle bellezze naturalistiche d’Europa – Dieci fotografi raccontano la biodiversità a Spazio Arte Bipielle – via Polenghi Lombardo, Lodi – Fino al 25 settembre.

 

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SERGIO TARQUINIO, L’ATTIVITA’ SILOGRAFICA

SERGIO TARQUINIO: "Lauda Antica", xilografia

SERGIO TARQUINIO: “Lauda Antica”, xilografia

SERGIO TARQUINIO: "Autoritratto"

SERGIO TARQUINIO: “Autoritratto”

Sergio Tarquinio, artista cremonese nato nel ’25 è più rinomato come disegnatore di fumetti western che come incisore, benché sia sulla breccia da almeno una sessantina d’anni e abbia donato centinaia di suoi fogli al Museo civico di Cremona. Di lui ci eravamo occupati negli anni sessanta, dopo il suo rientro dall’ America Latina, dove aveva fatto “gruppo” con i disegnatori di “Asso di Picche” e contribuito al successo del “ fumetto sudamericano di scuola italiana”.
Si può immaginare che il successo nella riparata professione di disegnatore abbia tolto un po’ di smalto, di impeto agonistico, a quello dell’ incisore (acquafortista, xilografo, litografo), almeno finché non lasciò (una quindicina di anni fa) le scene attive del western ed è tornato ai vecchi strumenti e materiali (peraltro mai abbandonati).
Di lui ci occupammo proprio in uno dei primi numeri di Formesettanta e in successive occasioni, quali le collettive stagionali organizzate dalla pittrice Suzy Green Viterbo al castello di San Colombano al Lambro e le mostre di circolo organizzate a Cremona da Elda Fezzi.
Di certo la sua abilità di fumettista ha messo un po’ in disparte il Tarquinio autore di intense figurazioni popolari, spoglie di ogni retorica e ideologia. In linea con le istanze dell’avanguardia nella ricerca di un linguaggio artistico, non soltanto descrittivo, ma di più ampie capacità comunicative.

SERGIO TARQUINIO: "i  personaggi impossibili", xilografia

SERGIO TARQUINIO: “i personaggi impossibili”, xilografia

Come calcografo l’artista cremonese ha saputo dare luce ed evidenza (prima degli eventi sessantottini) a volti e figure popolari e all’intensità dei loro ruoli in una società in rapido mutamento, mettendo negli atteggiamenti di violenza e profondità espressiva una sorta di sofferenza, sottolineata dalla successione di piani volutamente accentuati in cui le figure sono tra di loro collegate da una linea comune, caratterizzate nel nitore formale da elementiarmonicamente equilibrati oltre che da una essenzialità geometrica. Un campione di questa xilografia prodotta è presente nelle opere presentate allo Spazio Arte alla City di Enzo Piano a Lodi (org. Rotary Club Adda Lodi).
In tanta parte della sua azione c’è, decisiva, con evidenza di forme, una drammaticità priva di effetti sentimentalistici; al contrario, ricca diricercata interpretazione, di soggetti che testimoniano non solo un legame poetico con la realtà, ma l’adesione a tematiche del realismo sociale, con ampi spunti tratti dal mondo degli umili.
Nonostante le affinità con gli espressionisti, che gli possono essere attribuite, Tarquinio resta dotato di una forte personalità, che gli ha permesso di elaborare uno stile personale, sia pure vicino o che (nelle figure) richiama quello di un Lorenzo Viani (v, Lauda antica).
La sua grafica ha in parte l’ impronta un espressionismo inteso come “categoria del sentire”

SERGIO TARQUINIO: Paesaggio notturno

SERGIO TARQUINIO: Paesaggio notturno

, alternato a momenti lirici, simbolici, decorativi (vedi: Personaggi impossibili). Più che una “contraddizione” stilistica è una “derivazione” o un “convogliamento” espressivo: Tarquinio è stato, infatti, anche illustratore dotato di grande tecnica, un disegnatore di capacità e tendenza. Serve ricordare le diverse illustrazioni per la Drew & Pearson Publishers di Londra : “I Condottieri” di T.Carlyle, “Il Circolo Pickwick” di Dickens, “Ettore Fieramosca” di Dazeglio. Qualcosa nella mano e nella mente di un creativo resta sempre. Nel suo caso, dunque, non vanno dimenticate le tante esperienze decorative e illustrative. Che, comunque, non gli hanno fatto perdere un tratto saliente, rappresentato dalle figure sociali e dai tanti paesaggi urbani e di campagna, in cui convivono le nevrosi della disgregazione e affiora la consapevolezza angosciosa di significati perduti di una società che schiaccia e appiattisce.

 

Aldo Caserini

 

 

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