Archivi tag: Recensioni

“ART ON PAPER” ALLA PONTE ROSSO con Novello, Cotugno, Longaretti, De Amicis

Le mostre di arte figurale riflettono impudicamente non solo lo stato del mercato, ma lo stato dell’esperienza e della vita culturale di una città, di un territorio o di un paese. E’ un po’ come guardarsi allo specchio e riconoscere le tendenze, le assenze, i gusti, gli inganni, gli interessi, le frodi ai quali spesso noi contemporanei ci abbandoniamo  Nei quadri come nei libri, acquistano forma e significato le cose più segrete: le fantasie, i linguaggi, la poesia, l’impegno, l’immaginazione, i contenuti, la cultura e altre (tante) cose ancora. Oggi, per esempio, è diffusa una generale disappetenza per l’arte su carta e più specificatamente per l’arte del disegno (abbozzo, schizzo, macchia, disegno classico, non-finito, eccetera). Si ignorano le testimonianze teoriche e critiche intorno ad essa e più generalmente all’arte su carta, condotta con tecniche diverse: matite, inchiostri, acquerellati, pastelli, acquerelli, tempere, tecniche miste, grafica (incisioni, litografie) e riproduzioni (stampe/posters e cartoline). Contro tale inclinazione, muove la mostra attualmente in corso alla galleria Ponte Rosso di Milano fino al 7 maggio prossimo. Si tratta di una collettiva di lavori su carta, ricca di aperture, che nelle diverse forme grafiche, mette in luce significati e sviluppi strutturali. Insieme alle capacità e alle diverse soluzioni dei singoli artisti esibisce il divenire di un processo espressivo da offrire al visitatore manifestazioni grafiche poeticamente valide nonché la conoscenza dell’abito di utilizzazione estremamente vasto che ne facevano i maestri del Novecento.
Il significato dell’esposizione non è solo di riportare l’attenzione sulle singole “scritture”, ma sulla “qualità” tecnica dei risultati e sulla originalità delle rappresentazioni visive. I lavori esposti dalla galleria di via Brera sono pieni di informazioni circa i temi e i soggetti riprodotti, frutto di una “abilità” manuale non semplicemente accademica. In maestri quali Beltrame, Della Zorza, Consadori, De Amicis, Pellini eccetera, si scopre quasi sempre la presenza nel processo operativo del processo mentale.
Citare tutti i presenti che si distinguono per l’apertura al nuovo e la fiducia nel raccontare o rivelano nel disegno un sentimento poetico umanamente e civilmente partecipe, richiederebbe colonne intere. Non possiamo in ogni caso dimenticare di segnalare la presenza dei lodigiani: di Novello, Longaretti, Cotugno, Brambati autori che nella tradizione si misurano con scelte di grande rispetto di natura estetica. Chiariscono le qualità formali della loro ampia produzione figurale in pittura e rivelano con orgoglio la forza della rappresentazione, dell’impaginazione e del disegno mescolando nelle forme compiute conoscenza, memoria, carattere e fantasia. Un esempio suggestivo e sorprendente che conferisce complessi significati espressivi ai rispettivi interventi.

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Marchitelli, Polonioli / “Piccole storie di biodiversità”

0002_lycaena_dispar_20140201_1983652139Piccole storie di biodiversità di Antonio Marchitelli e Marco Polonioli, che Fabrizio Comizzoli ha “rivestito” per le Edizioni Gruppo Gerundo di un editing contenutistico e grafico di prim’ordine che vede ora la luce per i tipi della Arti Grafiche Sollecitudo è un libro di fotografie accurate, che accompagnano con scrupolo un saggio frutto di preparazione e di creatività, da corrispondere a sfere d’interessi vari e diversi.
La pubblicazione esibisce una capacità di visualizzare e interpretare luoghi, ambienti, scorci, piante, fiori e uccelli del territorio che va al di la delle pure ipotesi informative per fornire fermenti culturali e al tempo stesso intensificare l’idea di fotografia come linguaggio, da dare una mano a sentirsi parte di un mondo naturale non preso a prestito o imitato, tantomeno imposto.
Sia nella parte “letteraria” che in quella fotografica il libro offre una rappresentazione molto vasta. Come un grande edificio musicale è costruito con intelligenza e disciplina, convincente nella narrazione dell’ambiente, essenziale nel cogliere un patrimonio immenso in cui la varietà di significati ad esso attribuiti da ecologi, entomologi, filosofi, politici, naturalisti, gente comune, rischia persino di far dimenticare i confini tracciati dall’ambiente. Marchitelli, autore della parte descrittiva, riporta, attraverso una stesura precisa, di definizioni rigide, dentro a quei “confini”, rendendo un tessuto espositivo fatto di sensazioni profonde, dove l’emozione scientifica, quella naturale e quella artistica si fondono nell’attenzione alle piccole cose, cogliendo interrelazioni, modellazioni fisiologiche, evolutive, comportamentali. Un contributo prezioso, didattico, perciò di valore, che fa sperare che l’intelligenza umana possa mutare e spostarsi su un nuovo corso.
Il progetto grafico del banino Comizzoli, pure lui fotografo naturalista, lo convalida “impaginatore” estroso e inventivo, dotato di tecnica e chiarezza grafica, capace di procurare impressioni non monotone e di durata.
Il risultato è un libro ricco di immagini fotografiche scattate con arte da Marchitelli e Polonioli, due pilastri del Gruppo photonaturalista Il Gerundo. L’attenzione e l’interesse che l’immenso edificio cattura è una attenzione “distesa”, che aiuta a cogliere nel calmo movimento l’ammirazione di tutto quanto esiste in natura.
In Piccole storie di biodiversità si può distinguere tra il duo Marchitelli- Polonioli, fotografi che praticano un linguaggio non sperimentale e che fa uso di una fotografia diretta e il duo Marchitelli-Polonioli ‘poeti’, termine improprio ma il solo che possa dare l’idea di un suo sentimento della natura, di un suo pathos della conoscenza e del mistero della vita; si può riconoscere tra il Marchitelli e il Polonioli compilatori di una sorta di “schedario” ispirato alla fertilità degli equilibri tra società umana, paesaggio e quadro generale della biodiversità in natura col suo substrato vegetale e animale, dal quale traggono alimento gli uomini ma anche altre creature, gli uccelli, gli insetti, l’ eterna e sacra e armoniosa aviflora, e il Marchitelli e il Polonioli che nei relativi linguaggi fotografici mettono atmosfere di tanti particolari che danno ricchezza di contenuto alle rispettive immagini.
Corredando la rispettiva pratica con sistematicità, l’uno e l’altro conferiscono alle immagini una forma di “filosofia”, anche se, pare ovvio, le rispettive personali ricerche nascono entrambe dall’ individuare all’interno di una impresa cumulativa di soggetti straordinari che ampliano la conoscenza e stimolano idee. Osservatori diligenti, l’uno e l’altro colgono con bravura ed esperienza aspetti di un mondo “non turistico”, serbatoio di altre immagini, di paesaggi minacciati nella loro integrità e tuttavia pieni di poesia, dove l’uomo cerca nella natura una atmosfera di equilibrio e di rispetto senza prevaricazione.

 

Lodi, dicembre 2016

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“ON FAI L’OS”: Lettera ai conigli, il lascito poetico di Gino Commissari

aoldani-e-anelli-a-tavazzanoNel quarto e ultimo appuntamento del Piccolo presidio poetico 2016, Amedeo Anelli e Guido Oldani hanno presentato alla biblioteca di Tavazzano Lettera ai conigli. Poesie scelte, volume di polettera-ai-conigli-commissari-2esie dedicato a Luigi Commissari (teologo, poeta, traduttore e collaboratore fin dalla prima ora della rivista di poesia e filosofia Kamen’). Il libro, pubblicato dalla Libreria Ticinum Editore, è curato dallo stesso Anelli e contiene  due saggi di Giancarlo Buzzi e Guido Oldani.

***

Di Commissari poeta si è sempre saputo poco e niente. Note conosciute erano solo le sue frequentazioni dell’ambiente reboriano, l’amicizia con Padre Turoldo e l’interesse – questo sì perché dichiarato – per la poesia di pensiero e di contenuto, mentre è sempre rimasta nascosto l’esercizio poetico. Si poteva certo immaginarlo, visti gli ampi interessi per le materie letterarie e come traduttore di testi biblici, da lui restituiti alle tradizioni poetiche ( Cantico dei Cantici, Salmi, ecc.). Ma se sussistevano dubbi sulla sua naturale riluttanza alla scena e a pubblicare, il lascito, di cui hanno parlato Amedeo Anelli e Guido Oldani a “On fa l’os”, all’Autunno culturale tavazzanese ne è una eloquente dimostrazione.
Come poeta Luigi Clettera-ai-conigli-copertinaommissari non si concede alcuna velleità né come linguaggio né come direzione. La sua poesia sta tra il frammento e l’autobiografia. Ha per scelta intensità descrittiva e narrativa, epistolare e diaristica. Come mostra “Lettera ai conigli” è evidente il suo radicamento ai luoghi e alla fede. Commissari non rincorre l’avventura e l’estasi, al contrario sfuma con eleganza e abbondanza nell’etica.
La tecnica è quella del verso libero. Giusta per indugiare in disgressioni e particolari, marcare il ritmo, rendere appena percepibili le variazioni di tono o d’umore. Amedeo Anelli gli riconosce “ finezza psicologica”, “sensibilità”, “dimestichezza coi classici”, la padronanza di “un linguaggio che riapre, nel discorso, il cammino verso la realtà e nel contempo verso la comunità”.
Il tessuto dei fatti, anche quando questi tendono ad annullarsi, rivela un poeta orientato all’ umano, che sa guardare al proprio limite ultimo e alle sue estreme e sa rinnovare per questo l’abbraccio con l’anima. Le sue non sono composizioni nate dal vuoto o da intuizioni mentali o intellettuali o musicali. Escludono persino quel pizzico di visionarietà che ai poeti è sempre permessa. La metafora e le poche allusioni e suggestioni sono tenute sotto controllo. Trovano, invece, slancio i richiami ai luoghi amati e frequentati. ma senza scelte di puro realismo. La realtà è “ascoltata” per coglierne i messaggi. Ed essere poi ridotta al minimo spreco nel gioco poetico fra significante e significato.

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INDICE DEI NOMI E DELLE IDEE ( 2016, 2015, 2014, 2013 )

ARCHIVIO Forme 70

 (Anno 2016)

imagesB697DGYOMOSTRE – ARTISTI- AUTORI:
AMORIELLO Elena, †ARCHINTI Ettore (2, †AUSTONI Angelo , BENZONI Caterina, BORSOTTI Francesco (3), BOZZANI  G. Carlo, †BEONIO BROCCHIERI Vittorio (pittore, letterato), BRUTTOMESSO Vanda, †CARRERA Gino (2), CHINOSI Angelo (fotografo),  COLIN G. Luigi, COMIZZOLI Fabrizio(fotografo), COTUGNO Teodoro (2), CURTI Pierpaolo,  DELLA TORRE Enrico, DE LORENZI Loredana (2), DIEGOLI Mario, ‍†ESPOSTI Umberto , FEDI  Fernanda, †FRANCHI Gino, GAGLIARDI Pino (fotografo), GOLDIN Nan, †MAFFI Ugo(4), MARCHESI Franco,  MARCHITELLI Antonio (fotografo), MAZZA Antonio(fotografo) , †MARZAGALLI Paolo, †MENARDO Roberto(fotografo) , MONTICO Gigi, MORANA Simone (fotografo), MORI Paola, NINZOTTI Corrado (fotografo), †NOVELLO Beppe (pittore, scrittore) ORSINI Giuseppe (fotografo), PEDRINAZZI Maurizio (fotografo), POLONIOLI Marco (2) (fotografo), PALAZZINI Angelo, RAPETTI MOGOL Alfredo, RAZZINI Franco (fotografo) (3), ROSSONI Adriano, RUBINI Elia, TENCONI Sandra, TERZINI Pietro, VOLPI Luigi, ZOCCHI Ettore
FOTOGRAFI (Scheda segnaletica)::  BERTO Paolo (2), COLIN G. Luigi, CHINOSI Angelo, COMIZZOLI Fabrizio, GAGLIARDI Pino, GOLDIN Nan, MAZZA Antonio, MENARDO Roberto, MARCHITELLI Antonio, NINZOTTI Corrado, ORSINI Giuseppe, PEDRINAZZI Maurizio, POLONIOLI Marco 2) , RAIMONDI Antonio, †STROMILLO Pericle (poeta, pittore), †VANELLI Felice
EVENTI & COLLETTIVE:
Festival della Fotografia Etica (Lodi), Museo della Stampa e della Stampa d’Arte (Lodi), Giorni in Versi (Tavazzano), Cesaris per le Arti visive (Casalpusterlengo), Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Pavese (San Donato Milanese), Prismi – coll., Cesaris (, Casalpusterlengo);
LIBRI RIVISTE-RECENSIONI:
I POETI E LA CRISI ( Amedeo Anelli e Guido Oldani), †ECO Umberto (ricordo), LUCIDO E BELLO (Cesaretti Gino), BUONGIORNO ADDIO (Mennillo Francesco), PERIMETRI E distanze (Riccioni Alessandro), KAMEN’ n.48 (Ursula Le Guin, BIBLIOTECHE E ARCHIVI LODIGIANI (Mazza Antonio) LA FARAONA RIPIENA ( Oldani Guido), REALISMO TERMINALE (Oldani Guido)minale), SALOTTO LETTERARIO, (Antologia 2016), LOCUS SALARANI i n.3), IL BRADIPO,
L’OPINIONE:
La critica, inutile nascondersi, Mostre e marketing, Mostre e Blockbuster, Cinque anni di Forme 70

(Anno 2015)

CriticaMOSTRE-ARTISTI-AUTORI : ABBOZZO Edgardo, ANELLI Amedeo (3) (poeta, critico), ANGELINI Alessandra, AGNELLO Antonella, ARGENTIERO Margherita, ANSELMI Monica, AZZI Emma, BARLETTANI Massimo, BAJ Enrico, BASSI Bassano, BASSI Giacomo Massimo, BELLINI Marisa, †BAZZARELLI Eridano, BENEDETTI Arrigo ( letterato),   BERTO Paolo, BIANCHI Guido (fotografo), BIANCHI Federico (fotografo),  BELLINI Maria, BIANCHINI Luigi, BIANCHINI Pietro, BOCCARDI Sandro (poeta, musicologo), BOCCHIOLI Angelo (fotografo) BOFFI Luca (Alberonero), BONALDI Pietro, BONOMI Giancarlo,  BOSONI Angelo, BRACCHI Tino, BRUNELLI G. Piero, BRUSON Francesco (fotografo), BUTTABONI Riccardo,  CALIA Tindaro (2), CARRA’ Luca (fotografo), CARTIER-BRESSON Henry (fotografo), CASORATI Felice, CAZZULANI Cesare, CERRATO Annita (narratrice), CERRETTI Mino,  CHARTA (casa editrice), CHINOSI Angelo (fotografo), CITERNI Liliana  CONFALONIERI Franco (fotografo), COTUGNO Teodoro (3), †ESPOSTI Umberto,  EX-LIBRIS, DE LORENZI Loredana, DE SIMONE Antonio (fotografo) DE ZAN Guido, DI BENEDETTO Tina, FRANZINI Carlo, FARAONE Giuseppe, FERRARI Agostino, FERRI Oliviero (fotografo), FONTALBA Luisa, FORMAGGIO Dino, GALLOTTA Bruno (2), †GIARELLI Francesco, GIRARDINI Annarosa (narratrice), GIPPONI Tino (critico, collezionista, scrittore),  GNOCCHI Alberigo, GORLA Daniela, GUERCILENA Mariolina, HOKUSAI Katsuhika,  KALOSF, KAMEN’ n. 48, KIKOKO, LECCA Sandro (Fotografo), LODIGIANI Francesco M.,  LOI Franco (poeta), LONGARETTI Trento, MACADAN Eliza (poetessa), MAIETTI Andrea (scrittore), MAESTRONI Paola, †MANZONI Piero (2), MARCHESCHI Daniela (2), MARCHESI Franco, †MAIORCA Giulio, MAROTTA Maurizio, MARTINELLI Giò,  †MARZAGALLI Paolo, †MAURI Giuliano (2), MAZZA Antonio (fotografo), MENARDO Roberto (fotografo), MENNILLO Francesco (poeta), MONTEMEZZANI Liviana, MONTICO Gigi (2), MORANA Simone,  M†ORANTE Elsa (scrittrice), MORI Paola, MOROSINI Anna, MULAS Maria (fotografa), MUNARI Cinzia, NEGRI Tonino, NEGRI Stefania (poetessa),NOORDA Bob, NOVELLO Giuseppe, (2), OCCHIATO Simone, OLDANI Guido, ORSINI Giuseppe (fotografo), PALAZZINI Angelo, PANELLI Marilena (3), PIN Li, PIZARNIK Alejandra ( poetessa), POLETTI Luigi, PRAVETTONI Davide (fotografo), PRINELLI Gabriele (scrittore), PENTAGRAMMATICI, RAZZINI Franco (fotografo), RICCIONI Alessandro (poeta), PERUGIA Franco, PETRO’ Paolo, PRUONTO Dario, PEZZOTTI Gianluigi, PICCINNI Serena, PISATI Angelo,  †REBORA Clemente (poeta), REDONDI Pietro (fotografo), REGAZZONI Domenica, RIMI Margherita (poetessa), ROSSETTI Brigitta,  ROSSON Adriano, SBARUFFATI Simone, SCAMUZZA Gabriele (scrittore, critico), †SCIARDELLI Franco (stampatore), SECCHI Pino (fotografo), SERNAGLIA Rino, SCHROED David ( fotografo), STEINER Albe, TONELLI Antonio (2), †TREGAMBE Girolamo, TORUN Yener (fotografo), VAILATI Gabriele (2), VALENTINAKI,  †VERTIBILE Enzo, †VIGANO’ Silvia, ZANONI Paolo (fotografo).
LIBRI-RIVISTE- RECENSIONI: KAMEN’ n.46, KAMEN n,47, HOKUSAI (Gallotta Bruno), ERA FARSI ( Margherita Rimi), IL NOVECENTO vol. primo (Amedeo Anelli e Guido Oldani ), LA VERIDICA STORIA DI M. COSWAY (Tino Gipponi), BUONGIORNO ADDIO (Francesco Mennillo), BIBLIOTECHE E ARCHIVI LODIGIANI (Antonio Mazza), PERIMETRI e DISTANZE (Alessandro Riccioni), LA GUERRA E’ BELLA MA… (Paolo Monelli e Beppe Novello), LA FOLLIA DI DELIA  (Annarosa Girardini), IL SAMMARTINO (Anita Cerrato), 42 VOCI PER LA PACE (Sandro Boccardi, Amedeo Anelli), IL SALOTTO LETTERARIO DI LODI (Antologia n.3); POETI PORTOGHESI E LUSOFONI (Kamen’), LA VERIDICA STORIA DI MARIA COSWAY (Tino Gipponi),  MILANO CITTA’ EFFIMERA ( Pietro Redondi e Franco Confalonieri), ANESTESIA DELLE NEVI (Eliza Macadan), HO IL TEATRO NEL CUORE (Federico Leone Bonfanti), CONFIDENZE SUL FAR DELLA SERA (Andrea Maietti), MANIFESTO PER IL FUTURISMO STATICO (Enrico Baj). OSCILLAZIONI (Negri Stefania). IL DESIDERIO DELLA PAROLA (Alejandra Pizarnik), IL MISTERO DI MARIGNANO (Gabriele Prinelli), DUE DIMENSIONI (Albe Steiner).
L’OPINIONE : La scatola nera delle stronzate; Condizione giovanile, le parole che contano e le parole che mancano; Leggere la crisi della ceramica lodigiana; Contro la comunicazione nella critica d’arte; Un catalogo senza sale; Menomale c’era il precario di Soncino; Contro il terrorismo e la libertà di stampa; Formesettanta:4 anni di approfondimenti in rete.

(Anno 2014)

ARTE CRITICA imagesARTISTI, AUTORI, MOSTRE:  AAArt (collettivo), †ABBOZZO Edgardo (4), ALFANO Roberto (3),  AMMANNITI Nicolò (narratore), ANELLI Amedeo (5), ANGELINI Alessandra, ANSELMI Monica (3), ARGENTIERO Margherira (2), ARMIGERO Luca (2), BACIOCCHI Maura, BAJ Enrico(2), BALDI Andrea, BALDI Mattia, †BELLINZONI Giovanni (gallerista), BELO’ Flavia (2) ,  BELOLI Marco, BERNAZZANI Ornella (scultrice), BERTONI Davide, BESTIARIO DI ABERDEEM (collettiva), BIANCHI Guido (2) (fotografo), BIANCHINI Luigi (2), †BIGNAMI Osvaldo, BOCCARDI Sandro (poeta), BOFFI Luca,  BONAFINI Marco, BONI Aldo, BORGONOVO Angelo, BRACCHITTA Sandro, †BRAMBILLA Federico,  CALABRO’ Vico ( srittore),   CALIA Tindaro, CAOTICA (collettiva), CARTE D’ARTE (XVI), CARTELLA per un amico (VIII),  CASALI Giorgio (fotografo), CAVALLO Luigi, CESARI Andrea (3), CIUSANI Valentino, CORNALBA Luisa, CORVI Lele (illustratore), COSTA Goffredo,  COTUGNO Teodoro (6). DALLARA Tony, DE BERNARDI Franco (2), DE LORENZI Loredana  DELLA CHIESA Giovanni, †DELLA CHIESA Matteo, ELLIOT Hervitt (fotografo), , ESPOSTI Umberto, FAYER Carlo, FEDI Fernanda (2),  FERRARI G. Mario, FRATTI Carlo, “GALLERIA LA CORNICE”, GASPAROTTO Carlos Marcos, GIACCHERI Paolo Francesco, GIANOTTI Franco, GINI Gino (2),  GIOVANNINI Romeo (poeta),  GORLA Daniela, GRIGNANI Roberto (fotografo), HONCKNEY David, II CONCORSO DI XILOGRAFIA LODI, IV CONVEGNO INT. STUDI SULL’UMORISMO, IV PREMIO NAZ. GINO CARRERA,   †LANZANI, † LEGNANINO, “LIFE”, collettiva, LODIFACERAMICA IX EDIZIONE collettiva, “IN HOC SIGNO…” (collettiva), MANGIONE Domenico (2), MARCHITELLI Antonio (fotografo),  MUGGERI Albero (fotografo), MULAS Maria (fotografa),  KIKOTO,  MADDALENA Sandro (fotografo),MAECART Expo 2014 (collettiva),  †MAFFI Ugo (2), MARCHESCHI Daniela (critico, scrittrice),  †MARCHINI Vitaliano (scultore), MARICONTI Andrea, MARINI Claudia (2),   MARTINENGHI Alberto (fotografo), MARUBBI Mario,  †MARZAGALLI Paolo, MENARDO Roberto (fotografo), MILANESI Aldo (scrittore), MINETTI Giovanni (ceramista),  MINOJA Oreste, MONTEMEZZANI Mattia, MONTICO Gigi, †MORENA Alberico, MUGGIAINA Davide,   NEGRI Paolo (fotografo),  OCCARI Carolina Marita, NEGRI Tonino (ceramista), “NUOVE GENERAZIONI DI ARTISTI LODIGIANI”,  “OLDRADO DA PONTE “, ORNAGHI Clara, PAGLIA Canille (critica), PALADINO Mimmo, PALAZZINI Angelo, PALLAVERA Ferruccio (storico, scrittore), PASSERINI  PERMANENTE (la) cerca il rilancio,   PERONI Miriam, PEZZOTTI Giangi,  PICCOLO MUSEO DELLA POESIA, PISATI Angelo (ceramista) (2),  †PODINI GARBELLI Gabriella, POLONIOLI Marco (Fotografo), †PONTIGGIA Giuseppe (scrittore), PRAVETTONI Davide (fotografo), PRINA Alberto (fotografo), RAZZINI Franco ( fotografo), RISSET Jacqueline (fotografa),  “PREMIO NOVELLO” (2), KIKOTO, ), PUGLIA Domenico (fotografo), RAZZINI Franco (fotografo), ROSSONI Adriano, SAMBUSIDA Giuseppe (architetto),  †SASSU Aligi, SATOLLI Emanuele (fotografo), SECCHI Giuseppe (fotografo) (2), †SCURI Enrico, SILVA Giov anna (fotografa), SIMONETTA Marcello (4), SUZZANI Enrico (2),  STAGNO CHICCO Maria,  †TARQUINIO, Sergio, , TELLI Laura (fotografa), TERZINI Pietro (2), TBR 6326 (collettiva), TIMONCINI Luigi, UGGE’ Marco  †UGGERI Mario (illustratore), UPIGLIO Giorgio (stampatore), †VACCARINI Bassano, VACCARO Vito, VAILATI Vittorio, VANELLI Felice (2), VANELLI Sirio (fotografo),  VARALLI Olga (scultrice), VERNA Gianni, VOLPE Daniele (fotografo), WAEHOL Andy, WORL REPORT AWARD IV,  PREMIO (XXVIII)  POESIA MONTANO, GIORNATA (10a) DEL CONTEMPORANEO, †SCAPIN Giancarlo (ceramista),  †SEGALINI Piero, †VOLPI Luigi, XERRA William, ZANONI Paolo (fotografo), L’OPINIONE: FORMESETTANA, tre anni di approfondimenti; Tutti giù per terra, , Come rieducare al gusto i ragazzi; Repetita iuvant. A proposito di marchette e stroncature;
LIBRI RIVISTE RECENSIONI: ♦IL DUOMO DI LODI DAL BAROCCO AL ROMANICO  (Ferruccio Pallavera)
 ; ♦LODI, PIAZZA MAGGIORE E DUOMO (Teodoro Cotugno); ♦UN CATALOGO CHE RIMETTE IN FORMA (Rino Sernaglia), ♦123 POESIE ( Pietro Terzini  ), ♦SANT-ALBERTO VESCOVO  (Igino Passerini), ♦PSICOLOGIA INVOLUTIVA (Roberto Alfano), ♦I MIRACOLI DELL’INCORONATA (Antonio Mazza), ♦LA CATTEDRALE DI LODI (Giuseppe Sambusida), ♦ABDUA COERULUS (Mario Marubbi), ♦KAMEN’ n.45 Sez. Poesia, (Giuseppe Pontiggia), ♦ANTEREM n.88, DIARI PARALLELI (Luigi Cavallo Luigi, Marcello  Simonetta),  ♦SEDUCENTI IMMAGINI ( Camille Paglia), ♦GRAFICA D’ARTE n.96, ♦UN GUERRIERO IN FILIGRANA (Edgardo Abbozzo), ♦STORIA DE CASAL e ♦COLGO L’OCCASIONE… (Aldo Milanesi).

(Anno 2013)

CriticartARTISTI-AUTORI-MOSTRE : ABATE Claudi (fotografo), ANELLI Amedeo (5), AMORIELLO Elena, ARTE CORTINA (collettiva), ARTE PSICHICA, ARTIST’S Book (collettiva), ASTI Giuseppe (art.ferro), ANGELINI Alessandra, BAGNOLI Riccardo (fotografo), BARBIERI Federico, †BASILICO Gabriele (fotografo) (2), BELLANI Giovanni Giuseppe, BELLINI Maria, BELLOCCHIO Daniele ( reporter), BELO’ Flavia, BENZONI Caterina (ceramista) (2), †BERTARELLI Achille (collezionista), BERTONI Davide,  BESTIARIO – 15 italiani a Venezia (collettiva), BEVILACQUA Elisabetta, BIANCHESSI Peppo,  BIANCHI Guido (fotografo), BIANCHINI Luigi, BIDOLI Alessio (musicista), BIENNALE Venezia, 55a (2), BIENNALE d’arte Lodi, 4a (3)  †BO Carlo (letterato) , BOCCHIOLI Angelo (fotografo), BODONI Giambattista, †BONALUMI Agostino, BORELLA Pasqualino (fotografo), BOSSAGLIA Rossana (critico), BOTTONI Angelo, BRAGA Alessandro (scrittore), BRUTTOMESSO Vanda, CALABRESE Adamo, CAMPO GRAFICO (collettiva), CARELLI Roberto (fotografo),   †CARRERA Flavio (3),  †CARRERA Gino (2), CASAIDEA Tavazzano, CESANA Carlo Ottavio (fotografo), CHANDRINKAEGO (fotografa), CHAR René, CINQUANTA Adam (2), CIRIELLO Raffaele, COTUGNO Teodoro (4), CORTINA Renzo (collettiva), COVER STORY (collettiva), †CRIPPA Roberto, CROCE Ivan, CUNEAZ Giuliana, †DEGAS Edgard, ECO Umberto (massmediologo),  †ELENA Giuseppe, FAVARO Giovanni, FEDI Fernanda (2), FERRARI Gian Mario, FERRI Oliviero ( fotografo), FESTIVAL FOTOGRAFIA ETICA (collettiva), FIORI Salvatore (scultore), FOTOGRAFIA ASTRATTA in Italia, †FRANCHI Gino (ceramista, scultore), GANDINI Nadia, GATTI Vincenzo, ,  GHILARDI Elena (2), GIPPONI Tino (critico), GLASS HUS (collettiva),  GRECCHI Gabriele, GONG (collettiva), GRUPPO OTTANTA (collettiva),  HANNOND Robib (fotografo), HANSEN Fritz (architetto), HOCHSCHEID Oda( musicista), ISTANTANEA (L’), XX (collettiva), KAMEN’ n.43, LIUTERIA ROMANTICA CASAIDEA,  LODIGIANI XXI SECOLO (collettiva), LONGARETTI Trento, MAFFI Ugo (2), MALOBERTI Marcello, MANCA Pier Antonio (2), MANZONI Piero, MARCHESCHI Daniela (2),  MARCHETTI Paolo (fotografo), MARCHITELLI Antonio (fotografo) (3), MARICONTI Andrea, MILAN IMAGE ART FAIR (collettiva) MATTIONI Sabrina, MISSIERI Bruno, †MONICO Angelo, MONTICO Gigi, MIZU Tomoko, MOLTENI ZANESSI Barbara (fotografa), NATURARTE 2013, NEGRI Marco, NISSEN Mads (fotografo), NOVELLO Beppe, OLDANI Guido (poeta), OLDRADO DA PONTE (collettiva), ORSINI Giuseppe (fotografo),  PADIGLIONE TIBET (collettiva), PALAZZINI Angelo, PALLAVERA Antonio (fotografo), PELIZZARI Valerio (scrittore), PENTAGRAMMATICI (collettiva),  PICCOLO PRESIDIO POETICO, PILON Valerio,  POLETTI Luigi, PONTIGGIA Giuseppe (scrittore, poeta) (2), PORCELLI Vittorio (illustratore), PINTO Roberto, PREMIO Celeste X ed., PREMIO Shanghai II ed., PREMIO CARRERA Gino Iv ed., PREMIO Brambati, REGAZZONI Domenica (3), RIMI Margherita (poetessa), ROSSON Adriano, ROTONDO Carlo (fotografo), RUBINI Ilia, SALONE DEL LIBRO, ed. XXVI, SABBADIN Elda Aida, SCAPIN Giancarlo (ceramista), SCHIAVO Leonardo, SECCHI Pino (fotografo), SERNAGLIA Rino, SEMINA VERVI X ed., SIDOLI Sante, SIMONETTA Marcello (3), SOFFIANTINI Cesare,  STISTON Brent (fotografo),SUZZANI Enrico,  SYRINX ed 3 (collettiva) ,TIMONCINI Luigi (2),    TOMASI Fulvio, TRESOLDI Franchina, TRIPLA A (collettiva), UPIGLIO Giorgio (stampatore), VALLA Riccardo (fotografo), VOLPI Luigi, VIGNETTISTI tra satira e ironia (collettiva), WEREMEENCO Bruna,

LIBRI RECENSITI 2013

♦ Mondi di Marco Negri
Il falò delle novità di Stefano Bartezzaghi
Destino a sorpresa di Daniela Marcheschi
In Battaglia. Quando l’uva è matura di Valerio Pelizzani
♦ 
Esposizione di Stefani Zaliani
♦ Quattro pittori per un poeta,  trad. Luigi Cavallo
Scritti sull’Arte di Remo Pagnanelli
♦ 100+1 libri d’artista a c. di Fernanda Fedi e Guido Guidi
Il rottamario. Quasi un anno di vignette di Alessandro Colonna
♦ Chiese e oratori di campagna a Tavazzano di Gabriele Prinelli
Arie da concerto di Alberto Raimondi
Storia delle abbazie tra Chiaravalle e il Po lungo l’Adda di Antonio Mazzi e Ferruccio Pallavera.

 

L’OPINIONE / Interventi:

Politica culturale e territorio; Il ruolo delle mostre oggi; XXVI Salone del Libro di Torino: Il rapporto arte-impresa; ; Lettera ai lettori di Formesettanta; L’obbligo di stare al gioco; Dove va l’arte attualista?; Umberto Eco: lezioni di bibliofilia; Fiere dell’arte e la dimensione commerciale; Artigianato artistico, risorsa dimenticata; La cultura e la veduta corta degli enti locali; La crisi del libro e della lettura; La Biennale d’Arte di Lodi; Cataloghi d’arte, un ponte tra l’artista e il fruitore?; Il ruolo della cultura e i menestrelli dei mercati culturali;La ricetta delle mostre collettive;Teatri e vita teatrale a Lodi

 

 

 

 

 

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Franco Corradini: Le ultime parole di Cristo sulla croce tra teologia e pittura

CORRADINI: "Pater, in manus tua commendo spiritum meum" Lc 23,46 - Tecnica mista su tela e tavola, cm280x540 (2011)FRANCO CORRADINI: LE SETTE ULTIME PAROLE DI CRISTO SULLA CROCE I quattro Vangeli narrano, ognuno a suo modo, la morte di Gesù e le frasi ultime da lui pronunciate. A seconda dei riferimenti che la forma cronologica prevede delle Sette parole, ci si può avvicinare con approssimazione al mistero della crocifissione. Da qui anche le differenti immagini narrative che sono state offerte da pittori moderni (Gauguin, Fontana, Bacon, Malevic, Chagall, Dalì, Rouault, Nolde ecc.), da artisti contemporanei (Fontana, Cassinari, Kokoska, Manzù, Minguzzi, Fazzini,, Vangi, ecc.), e, naturalmente, da pittori delle epoche trascorse ma anche da musicisti e compositori (Haydin, Schutz, Gounod, Franck) che hanno interpretato nella loro opera il dramma del Dio crocefisso e le parole da lui lasciate prima che accadesse. Ci prova, ci ha provato, anche Franco Corradini, artista di Borgonovo Val Tidone (Pc) che con una serie di lavori dall’accento ambiguamente figurale ordinate nella ex-chiesa di San Cristoforo, invita non solo ad osservare con meraviglia il Calvario e le “contraddizioni” che prendono forma attraverso la materia, il colore e la luce cogliendo orizzonti estetici ai quali ci eravamo da lungo tempo disabituati. Di Corradini, che aveva presentato lo stesso ciclo pittorico nei chiostri della Basilica di S. Antonino di Piacenza, i lodigiani conoscono poco. La sua presenza sul territorio alaudense si riduce a un paio di occasioni, due collettive, una all’ex-Soave di Codogno, l’altra di grafica all’ex-chiesa dell’Angelo in compagnia di Maffi, Grmas e Petringa. Il piacentino è artista che da sempre indaga con la ricerca espressiva il sacro e che da sempre mette in rapporto il linguaggio artistico con la qualità spirituale dei sensi, le forme con la “Parola”. La mostra lodigiana, promossa dalla Associazione Monsignor Quartieri è una riprova della adattabilità e riattualizzazione della sua arte alle tematiche che celebrano il Mistero, interpretato nelle diverse forme: di sofferenza umanissima e tragica, di simbolo e progetto di salvezza, di giustizia e amore per l’umanità. I sette trittici sviluppano con originalità espressiva e coerenza compositiva le ultime parole di nostro Signore: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”; “In verità ti dico: Oggi sarai con me in Paradiso”; “Donna, ecco tuo figlio”; “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”; “Ho sete”;”Tutto è compiuto”; “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”, aggiungendo alla lettura che ne danno teologi, biblisti, liturgisti, ebraisti una interpretazione figurale drammatica capace di coinvolgere con una coloritura violenta ed emotiva il visitatore da obbligarlo quasi a una sorta di pelustrazione dei simboli distribuiti nelle tele, a penetrare nei frammenti per darsi ragione della sconfitta dell’umano. Dotato di inventiva, Corradini abbozza, disegna, ridisegna, utilizza carte, frammenti, materia, mescola la figura all’informale, l’oscurità alla luce, la quiete alla tenebra, il gemito al mistico, il Crocefisso all’umano. Conferma capacità di fare sintesi dei mezzi espressivi, non solo, ma dei concetti che danno contenuto, senza farsi tentare dalla spettacolarizzazione. Intreccia con autodisciplina e incalzanti rimandi le forme alle parole, alla teologia, al rapporto col trascendentale e con la storia. E’ come volesse far ritrovare il concetto di sacro all’arte del nostro tempo che se non lo ha proprio smarrito, lo ha sicuramente molto stemperato. Da pittore lo fa imprimendo tensione al gesto e alla materia, mettendo in gioco tracce di energia spirituale, riscrivendo il rapporto con Cristo, che esiste comunque, lasciando al fruitore la percezione che la sua sofferenza che affiora dall’impronta materica, incarna la sofferenza dell’uomo.

CORRADINI: “Pater, in manus tua commendo spiritum meum” Lc 23,46 – Tecnica mista su tela e tavola, cm280x540 (2011)

I quattro Vangeli narrano, ognuno a suo modo, la morte di Gesù e le frasi ultime da lui pronunciate. A seconda dei riferimenti che la forma cronologica prevede delle Sette parole, ci si può avvicinare con approssimazione al mistero della crocifissione. Da qui anche le differenti immagini narrative che sono state offerte da pittori moderni (Gauguin, Fontana, Bacon, Malevic, Chagall, Dalì, Rouault, Nolde ecc.), da artisti contemporanei (Fontana, Cassinari, Kokoska, Manzù, Minguzzi, Fazzini,, Vangi, ecc.), e, naturalmente, da pittori delle epoche trascorse ma anche da musicisti e compositori (Haydin, Schutz, Gounod, Franck) che hanno interpretato nella loro opera il dramma del Dio crocefisso e le parole da lui lasciate prima che accadesse.
Ci prova, ci ha provato, anche Franco Corradini, artista di Borgonovo Val Tidone (Pc) che con una serie di lavori dall’accento ambiguamente figurale ordinate nella ex-chiesa di San Cristoforo, invita non solo ad osservare con meraviglia il Calvario e le “contraddizioni” che prendono forma attraverso la materia, il colore e la luce cogliendo orizzonti estetici ai quali ci eravamo da lungo tempo disabituati.
Di Corradini, che aveva presentato lo stesso ciclo pittorico nei chiostri della Basilica di S. Antonino di Piacenza, i lodigiani conoscono poco. La sua presenza sul territorio alaudense si riduce a un paio di occasioni, due collettive, una all’ex-Soave di Codogno, l’altra di grafica all’ex-chiesa dell’Angelo in compagnia di Maffi, Grmas e Petringa. Il piacentino è artista che da sempre indaga con la ricerca espressiva il sacro e che da sempre mette in rapporto il linguaggio artistico con la qualità spirituale dei sensi, le forme con la “Parola”. La mostra lodigiana, promossa dalla Associazione Monsignor Quartieri è una riprova della adattabilità e riattualizzazione della sua arte alle tematiche che celebrano il Mistero, interpretato nelle diverse forme: di sofferenza umanissima e tragica, di simbolo e progetto di salvezza, di giustizia e amore per l’umanità.
I sette trittici sviluppano con originalità espressiva e coerenza compositiva le ultime parole di nostro Signore: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”; “In verità ti dico: Oggi sarai con me in Paradiso”; “Donna, ecco tuo figlio”; “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”; “Ho sete”;”Tutto è compiuto”; “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”, aggiungendo alla lettura che ne danno teologi, biblisti, liturgisti, ebraisti una interpretazione figurale drammatica capace di coinvolgere con una coloritura violenta ed emotiva il visitatore da obbligarlo quasi a una sorta di pelustrazione dei simboli distribuiti nelle tele, a penetrare nei frammenti per darsi ragione della sconfitta dell’umano.
Dotato di inventiva, Corradini abbozza, disegna, ridisegna, utilizza carte, frammenti, materia, mescola la figura all’informale, l’oscurità alla luce, la quiete alla tenebra, il gemito al mistico, il Crocefisso all’umano. Conferma capacità di fare sintesi dei mezzi espressivi, non solo, ma dei concetti che danno contenuto, senza farsi tentare dalla spettacolarizzazione. Intreccia con autodisciplina e incalzanti rimandi le forme alle parole, alla teologia, al rapporto col trascendentale e con la storia. E’ come volesse far ritrovare il concetto di sacro all’arte del nostro tempo che se non lo ha proprio smarrito, lo ha sicuramente molto stemperato. Da pittore lo fa imprimendo tensione al gesto e alla materia, mettendo in gioco tracce di energia spirituale, riscrivendo il rapporto con Cristo, che esiste comunque, lasciando al fruitore la percezione che la sua sofferenza che affiora dall’impronta materica, incarna la sofferenza dell’uomo.

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Un feulleton dell’800 lodigiano illustrato da Teodoro Cotugno. E’ quasi graphic nouvel

beltrami Scan_Pic0004Quando eravamo giovani era facile dividersi in partiti: quelli che portavano Marco Polo e quelli De Amicis, quelli che preferivano Salgari e quelli che parteggiavano per Verne, quelli che stimavano Kipling e quelli per lo scrittore cavalleresco Miguel de Cervantes. Più grandicelli, cambiavamo con le letture anche i partiti: c’era chi dopo essersi schierato per il Manzoni maestro di letteratura morale e civile, preferiva mettere in formazione Moravia, Verga, Svevo, Bontempelli, Palazzeschi, Tozzi.
E i Maestri Dante, Macchiavelli, Boccaccio, Petrarca. Tasso, Parini, Alfieri? In panchina. Per non misurare distanze l’ accortezza era non farli scendere in competizione. Non si leggevano, se non in classe, fuori si rispettavano per l’estensione nazionale del loro linguaggio. Meglio il partito dei bugiardi, detto anche della “transazione” (Pirandello, Dannunzio, Panzini, Landolfi Alvaro) o, – una questione di date ? -, di Levi, Brancati, Gadda, Delfini, Savinio, Berto. Più tardi l’interesse si misurerà per orizzonti verticali: gli “americani” (Hemingway, Fizgerarld, Faulkner, Pessoa), gli “europei” (Goethe, Kafka, Proust, Brecht, Mann), i “russi” (Dostoevskij, Pasternak, Adamovic) gli italiani (Vittorini, Calvino, Pavese, Bassani, D’Arrigo, Malerba). E poi i francesi, i tedeschi, gli spagnoli, i latino-americani, i nordici. Una volta la scrittura rispettava la sua storia, le cotugno Scan_Pic0005alternanze culturali di cui essa era espressione e accanto al nucleo tradizionale accoglieva spostamenti anche importanti che stimavano tracce della vita passata. Oggi, in cui solo una minoranza indugia al piacere di entrare in libreria, chiedersi se la scoperta di un romanzo popolare di intrattenimento leggero, sia bene o non riveda la luce può nascondere un vuoto, un abisso. L’inconsapevolezza che a furia di girare vorticosamente attorno all’attualità e all’effimero brucia la storia. La scrittura di ogni tempo non può rinunciare alle contiguità con il passato storico e alla sua interpretazione per capirne il senso. Anche la narrativa migliore ha in germe l’esperienza del passato.
Allora lo diciamo, così ci leviamo di torno il problema: quanto vale “Stella Vistarini” di Giuseppe Vitali, racconto storico scoperto da Attilio Beltrami sulle pagine della Gazzetta della Provincia i Lodi e Crema? L’italiano narrativo, dopo quasi due secoli, non può che essere “vetusto”, come dice lo stesso curatore. Ma la vetustà, che è una “nobile vecchiezza”, in questo caso fa parte della cultura popolare del secolo succeduto a un’epoca fertile e a un’Italia che appena unificata si diversificò rivendicando tra le varie identità anche quella dello scrivere. Il risultato è una immersione in un mondo ancora elementare, in cui scrivere, dopo tanti impedimenti, è un modo di seminare aggettivi, ma soprattutto di gettare semi di verità. “Vitali non era un Manzoni” è certo, “ma sicuramente un persona colta” assicura Beltrami. Ciò gli ha permesso di seminare frammenti di storia che l’indagine del curatore di “locus Salarani”, da storico, sottolinea, individuando gli aspetti decorativi attorno a un nucleo tradizionale stabile.COTUGNO-2
Le novità che accompagnano “Stella Vistarini” sono i disegni realizzati dal saleranino Teodoro Cotugno che illustrano passaggi importanti del “racconto”. Per la prima volta si vede un Cotugno approcciarsi alla figura umana, dando al disegno un segno curioso e professionale, che mette insieme libertà, intreccio e la natura dello spirito dell’incidere. Il suo si potrebbe definire un racconto per immagini nel racconto scritto. Il segno, in procedura mista, richiama nell’esibizione la punta del bulino in incisione; si impone sul piano visivo, ma non svapora nella poesia, integra l’io narrante e, a volte, ne sviluppa la forza verbale. Nelle 225 pagine del libro sono una ottantina i disegni, un modo di fare (di tradurre) in immagini difficilmente etichettabili, che a volte possono sembrare tirate su dai viscere. Libro in mano, tutti si chiederanno che cos’è questo contributo artistico? Un apporto complementare? Sussidiario? Poesia visiva? Un lungo fumetto di 80 e passa tavole? Pur mantenendo carattere artistico al proprio segno, Cotugno sembra orientarsi a una mutazione del linguaggio verso l’ illustrativo, a disporsi verso un alfabeto diverso dall’abituale, a un “mescolo” di figurazioni e sentimenti che conferiscono qualità al linguaggio. Il libro risulta arricchito nella forza espressiva e nella narrazione. L’artista dimostra di saper interpretare il tempo semplice ed elementare della narrazione, ma per altri aspetti anche complesso, dinamico e inquieto, per cui la contaminazione del generi significa anche capacità poetica di ascoltare e raccontare. Stella Vistarini è quel che dice Beltrami, “un feuilleton ottocentesco, con tutte le caratteristiche del romanzo d’appendice”, un genere peraltro che a metà dell’Ottocento andava molto di moda, ma le immagini di Cotugno gli conferiscono frammenti da reportage, da rappresentare un punto di identità e affermazione che unisce due modi di raccontare.

 

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ANNAROSA GIRARDINI, “La follia di Delia”

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C’è chi tiene la propria intelligenza nascosta. E chi la porta con giudizio. Chi la indossa con disagio. E chi la fa svettare. Tale e quale per la sessualità. E tutto quello che può generare: vizio, oscenità, lascivia, depravazione… Forse è qui che dovremmo indagare perché tanti scrittori ci danno dentro con spregiudicatezza e affidano il puzzle narrativo al sesso. Illudersi però che il piacere della lettura si possa coltivare con una divorante seduta sul lettino del dottor Freud, non aggiunge interesse all’esegesi scritturale.
coverBenché la storia non escluda altri argomenti, La follia di Delia di Annarosa Gilardini, mette subito la protagonista sul lettino di uno psicanalista a confessare sogni erotici. Incapace di vedere dentro di sé, Delia chiede al medico di chiarirle cosa si nasconde nella sua testa e lui, con una manovra poco ortodossa, le apre la porta. Senza esitare, il personaggio si getta in incontri dove fantasie e fantasmi hanno sopravvento. Incontrerà amici, farà molto sesso e riuscirà persino a dire di no, senza che nessuno possa dire di no a lei.
L’e-book della Girardini raccoglie una storia leggera che trasforma gli intrecci in una alterità del tempo e in una nuova avventura con la materia sensibile e reattiva della parola. Connessioni e aspetti disaggreganti gettano luce sulla condizione femminile, danno conto di una questione storiografica e di un’ “alfabeto” che riunisce stili di vita, stereotipi e versatilità.
L’autrice è una bresciana di Leno non ancora quarantenne, che da una ventina d’anni, dopo la laurea in Storia contemporanea ( tesi su “L’editoria storica elettronica”), lavora tra Milano e Torino si dedica alla letteratura creativa. Componente del gruppo di scrittura collettiva “Scribacchini di Traenenburg”, nato dall’incontro di studenti appassionati di scrittura “a più mani”, ha collaborato a una antologia per Kult Virtual Press.
La follia di Delia non è una storia banale è una storia leggera, che richiama nel flusso, nel timbro, nella cadenza, nell’impulso ritmico un po’ certi fumetti. Coerentemente con l’attività di narrative designer dell’autrice.

 

La follia di Delia – ebook di Annarosa Girardini – genere fantasy – edit. Eroscultura – € 4,99, dim.356,0 kb, anno 2015-08-31

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ANITA CERRATO : “Il Sammartino”

ilsammartinoMilanese di nascita, lodigiana d’adozione, Anita Cerrato non nasconde il suo ambizioso progetto: ricercare lo spirito di quella “quotidianità” quando vivere significava lo “stretto necessario”. “Ma va, della roba si diventa schiavi. Sai che tensioni ha il conte per far fruttare la terra e mantenere tutto? Io devo solo pensare ad avere un tozzo di pane e un goccio di vino… e quei quattro amici che ho, so che sono amici perché mi vogliono bene”, dice il nonno, vero protagonista del libro. In queste parole c’è una filosofia di vita. Il che vorrebbe dire oggi molte cose, visto che siamo in una società malata del denaro, delle tecnologie, del finanzcapitalismo e dell’effimero e molti sarebbero gli elementi mancanti per capovolgere i modelli verso quelli ideali. Quel che non manca sono le modalità di soggettivazione: la facoltà di ricordare, il rimpianto degli affetti, i rinforzi della nostalgia, il potere della poesia.
Per inseguire il suo sogno (o fantasia) la Cerrato ha fatto una scelta lecita e coraggiosa, si è messa a scrivere. Diciamo subito che gli riesce simpaticamente bene. Lo ha fatto prima di tutto per parlare con sé stessa, chiarirsi le idee, fermare la memoria, capire qualcosa di sé e del mondo. La scrittura è prima di tutto un piacere della mente, un bisogno del profondo.
“ Ciò che soprattutto spinge a scrivere è la necessità di mettere ordine nei propri pensieri, di ricordare episodi particolari della propria vita, di dare sfogo a una fantasia esuberante. Il bisogno, insomma, di riversare su carta tutto ciò che si sente. Organizzare un racconto o inventare una storia sono passi successivi.”
“Il Sammartino” è il suo primo libro. A parte qualche enfasi che premia la responsabilità con cui affronta con ritmo singolare le parole che suggeriscono riflessioni e visioni originali, attraverso diversità di accenti e cromatismi ma sempre intelligenti e profondi, il suo è un libro di testimonianza ideale e di sentimenti, che ingaggia, forse senza neppure desiderarlo, un rapporto conflittuale con la società del nostro tempo. L’autrice non si fa influenzare dalle brutte sceneggiature televisive o dal gergo della pubblicità e dei media. Riposiziona appena appena l’orecchio alle vecchie letture, da Dostoevskij, suo “grande amore dell’adolescenza” a Pirandello, a Virginia Woolf…
“Il Sammartino”ha filo conduttore il riscatto, la rivincita. Lo sguardo che la Cerrato getta su tanti momenti non è zuccheroso, come si potrebbe pensare, possiede al contrario una sottile e penetrante ironia da mettere sotto lente d’ingrandimento aspetti paradossali del vivere.
Con evidente esperienza di lettura la scrittrice distilla attraverso i ricordi di famiglia pagine di lucide riflessioni, plasmandole con raffinata formalizzazione poetica. Sono pagine ricche di lievissimi passaggi e paesaggi, ben lavorati nel ritmo e nello slancio, fascinosi nelle allusioni e nelle sintesi liriche.
In copertina il libro è arricchito da un disegno di Ilia Rubini, amica dell’autrice.
“”Ho scritto questi racconti per un reale attaccamento ai miei nonni .La mia stessa vita è un inno a loro, un modo per di tenere viva la loro memoria attraverso i ricordi. Questo lavoro vuole essere il riscatto del nonno. In lui era forte il sangue nobile da non tollerare d’essere stato rifiutato da suo padre. Ed è anche il mio memento perché in esso ho raccolto i ricordi più significativi e dolci di una vita”. Così l’autrice di Cavacurta, in una dichiarazione priva di ogni retorica.

 Il Libro: Il Sammartino di Enrica Cerrato, Edizioni StilNovo, pp158, 2015, €12,90

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