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“Occhio incantato”: Pittori e poeti a “PontediLegnoPoesia”

L’Occhio al Cesaris

Se la poesia è arte e l’arte è poesia, la mostra “Occhio incantato-tra immagine e parola”, ospitata da MirellaCultura nell’ambito delle manifestazioni collaterali all’ottava edizione di PontedilegnoPoesia, ne è la felice sintesi.
Opere di sette pittori e scultori (tutte rigorosamente di dimensioni contenute) e poesie di 24 autori sono collocate accanto una all’altra, in un incontro apparentemente senza una connessione diretta ma con il solo scopo di stimolare il visitatore attraverso la potenza dell’immagine e della parola, come recita il sottotitolo.
La mostra è ospitata nel foyer del Centro Congressi Mirella. Resterà aperta (ingresso libero) fino al 20 agosto, giornata conclusiva di PontedilegnoPoesia 2017.

I pittori:

G.Bornancini-M.Carantani-G.De Palos-G.Maesano-E.Palumbo-S.Presta-V.Tartarini.
I poeti: A.Anelli-L.Angiuli-M.C.Baroni-M.Brecciaroli-M.Capalbi-L.Cannillo-D.Cara-G.Colletti-F.Cruciani-A.Di Mineo-G.Langella-A.Magherini-G.Mastropasqua-D.Muti-E.Niada-A.Paganardi-A.Passarello-P.Pezzaglia-F.Piscitello-M.Rondi-P.Rossi-L.Sella-A.Simeone-A.Vaccaro.

 

 

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“ON FAI L’OS”: Lettera ai conigli, il lascito poetico di Gino Commissari

aoldani-e-anelli-a-tavazzanoNel quarto e ultimo appuntamento del Piccolo presidio poetico 2016, Amedeo Anelli e Guido Oldani hanno presentato alla biblioteca di Tavazzano Lettera ai conigli. Poesie scelte, volume di polettera-ai-conigli-commissari-2esie dedicato a Luigi Commissari (teologo, poeta, traduttore e collaboratore fin dalla prima ora della rivista di poesia e filosofia Kamen’). Il libro, pubblicato dalla Libreria Ticinum Editore, è curato dallo stesso Anelli e contiene  due saggi di Giancarlo Buzzi e Guido Oldani.

***

Di Commissari poeta si è sempre saputo poco e niente. Note conosciute erano solo le sue frequentazioni dell’ambiente reboriano, l’amicizia con Padre Turoldo e l’interesse – questo sì perché dichiarato – per la poesia di pensiero e di contenuto, mentre è sempre rimasta nascosto l’esercizio poetico. Si poteva certo immaginarlo, visti gli ampi interessi per le materie letterarie e come traduttore di testi biblici, da lui restituiti alle tradizioni poetiche ( Cantico dei Cantici, Salmi, ecc.). Ma se sussistevano dubbi sulla sua naturale riluttanza alla scena e a pubblicare, il lascito, di cui hanno parlato Amedeo Anelli e Guido Oldani a “On fa l’os”, all’Autunno culturale tavazzanese ne è una eloquente dimostrazione.
Come poeta Luigi Clettera-ai-conigli-copertinaommissari non si concede alcuna velleità né come linguaggio né come direzione. La sua poesia sta tra il frammento e l’autobiografia. Ha per scelta intensità descrittiva e narrativa, epistolare e diaristica. Come mostra “Lettera ai conigli” è evidente il suo radicamento ai luoghi e alla fede. Commissari non rincorre l’avventura e l’estasi, al contrario sfuma con eleganza e abbondanza nell’etica.
La tecnica è quella del verso libero. Giusta per indugiare in disgressioni e particolari, marcare il ritmo, rendere appena percepibili le variazioni di tono o d’umore. Amedeo Anelli gli riconosce “ finezza psicologica”, “sensibilità”, “dimestichezza coi classici”, la padronanza di “un linguaggio che riapre, nel discorso, il cammino verso la realtà e nel contempo verso la comunità”.
Il tessuto dei fatti, anche quando questi tendono ad annullarsi, rivela un poeta orientato all’ umano, che sa guardare al proprio limite ultimo e alle sue estreme e sa rinnovare per questo l’abbraccio con l’anima. Le sue non sono composizioni nate dal vuoto o da intuizioni mentali o intellettuali o musicali. Escludono persino quel pizzico di visionarietà che ai poeti è sempre permessa. La metafora e le poche allusioni e suggestioni sono tenute sotto controllo. Trovano, invece, slancio i richiami ai luoghi amati e frequentati. ma senza scelte di puro realismo. La realtà è “ascoltata” per coglierne i messaggi. Ed essere poi ridotta al minimo spreco nel gioco poetico fra significante e significato.

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Poesia e fotografia: Anelli e Tomassini al castello Carlo V di Monopoli

TOMASSINI Scan_Pic0021C’è qualcosa di non semplicemente teorico o estetico, che può far “incontrare” poesia e fotografia? All’interrogativo cerca di dare risposta l’iniziativa di “fotoletteratura” promossa dalla rivista “Incroci” (ediz. Adda, anno XVII), condiretta dal poeta, scrittore, saggista Lino Angiuli, al quale Kamen’ ha dedicato una intera sezione di poesia ( n. 42, gennaio 2013). “Scatti di poesia”, la mostra curata dallo stesso Angiuli e da Giuseppe Pavone del Centro Ricerche per la Fotografia contemporanea, si poggia su un progetto della Quorum Italia inteso a dare corpo a un “laboratorio di ricerca per la produzione di immagini originali e creative”. L’inaugurazione della mostra è prevista per il prossimo 29 luglio nelle splendide sale del castello Carlo V di Monopoli dove andrà avanti fino all’11 settembre p.v.
Dodici fotografi italiani documenteranno aspetti e caratteri di grande interesse naturalistico, paesaggistico e culturale del territorio pugliese, ricco di testimonianze romane, bizantine, longobarde, normanne, spagnole. Tra gli invitati Gianfranco Tomassini, noto ai lodigiani per alcune personali a Codogno e a Casale e per diverse sue presenze a “Semina Verbi”,  dove si è fatto apprezzare per l’attenzione dimostrata al rapporto tra fotografia, simbolismo e alchimia. Con lui si potranno ammirare gli scatti di Matteo Basilé , tra i primi in Italia ad avere sperimentato le potenzialità della computer grafica e praticato una fotografia onirica e surreale; di Vladimir Asmirko, dedito alla “geografia sacra”; del sudmilanese Daniele De Lonti, collaboratore (a suo tempo) di Luigi Ghirri con un proprio percorso creativo e assistente dell’Archivio della Provincia di Milano; di Fernando Bevilacqua, gradito per la linea “etnodemologica”, eccetera.
I loro “scatti” interagiranno con le composizioni in lingua italiana e in dialetto di dodici poeti, tra i quali il lodigiano Amedeo Anelli, e i noti Rita Pacilio, Antonio Verri, Giuseppe Langella, docente di letteratura contemporanea alla Cattolica di Milano e promotore con Guido Oldani del “realismo terminale”, Gabriella Montanari, direttrice della WhiteFlay Press, eccetera, autori di una trama viva di adiacenze e richiami, presente con forza nel canone contemporaneo.
In tale occasione è destinata a farsi distinguere la collaborazione tra il lodigiano Anelli e il perugino Tomassini, autori di un canto e di una fotografia che raggiunge un’unità convincente, non mistica ma fisica e formale, dialogica e percettiva.
La poesia del lodigiano si impernia tra una visione naturale del paesaggio pugliese, punteggiata di echi espliciti e l’enigma dialettico dell’ ordine fisico cosmologico. Il richiamo finale all’ Europa “che sogna”, accentua la versatilità e la polivalenza poetica, mescolando con ritmo nella rappresentazione gli elementi naturali presenti nel paesaggio, in primo luogo l’ulivo, albero ricco di simbologie e miti, dall’Anelli riassunti con “tutti i colori e i moti”.
La foto trattata di Tomassini contribuisce, per così dire, adeguatamente alla percezione poetica. Oltre che per qualità formale e suggestione visiva è una immagine di “condivisione”, che altresì rivela il rapporto di razionalità con lo strumento e la sensibilità estetica dell’autore.

 

Fra gli olivi a Monopoli

Scruta l’orto come in un breviario
il cappero, il pomodoro, la zucchina e l’ulivo
la foglia che si apre, la terra
che si screpola e il cielo che promette acqua.
L’aria corre tra la balaustra e il monte
e il mare in viso dalle fronde
ma come lontano vede di lato
la bianca città
dalla terra e il mondo che scruta
alla terra per ironia ricondotto
è il peso che si fa aria e moto

e al moto ritorna
e l’ulivo ha tutti i colori e i moti
è dall’Europa che sogna, guarda il mondo.
                                               Amedeo Anelli

 

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Pericle Stromillo poeta (1917-1990), nostalgia del lirismo

stromilloE’ stato lo stesso Pericle Stromillo (1917-1990), nella contro copertina a Pensieri, meditazioni”(1987), a rivendicare la propria vocazione allo scrivere versi, contro i tanti che si ostinavano a considerarlo solo un pittore di suggestioni e nostalgie testardamente partenopee, trascurando un’altra tendenza del suo temperamento: l’immersione nella sfera archetipa della filosofia ritmata ch’egli considerava addirittura il suo vero “biglietto da visita”.
Membro della Accademia dei Nuovi Illuministi di Venezia e poeta “tra i classici e i contemporanei” (Guglielmo Gigli), libero docente di filosofia e critico idealista, lettore assiduo e raccolto di Benedetto Croce al quale dedicò il saggio “L’Idealismo di Platone e il Realismo di Aristotele”, un testo che mise in luce la passione, l’intelligenza e l’amore della bellezza dell’artista napoletano, lodigiano d’adozione dal dopoguerra.
Pensieri, meditazioni è una raccolta di liriche composte in un decennio particolare, in un periodo tormentoso per il poeta, colpito da una malattia agli occhi che lo costrinse a lasciare la pittura e a dedicarsi a periodi lirici, in cui entra in un orizzonte di ricordi e melanconie accarezzate, e risuonano con nitore, a soggiogarne l’anima. le memorie, gli affetti, i rapimenti, le meditazioni costanti sui pochi sentimenti che reggono davvero la vita.
Rileggerla oggi nei suoi toni di grazia fugaci, di intimità, di sincerità indivisibilmente unita con una certa teatralità languida, appassionata e drammatica; priva cioè delle divagazioni estrose della poesia del periodo contemporaneo, introdotte con contaminazione dei codici e nuovi modi lirici, dove l’io poetico può esibire parole finte, estranee al vissuto e veicolare la percezione di un linguaggio distaccato dal senso, la poesia di Stromillo può apparire cerimoniosa, livellata su una istituzione linguistica disusata, che risponde a esigenze personali (dell’io), dissonante dalla realtà e dall’interpretazione del mondo. Ma pur mancando in essa la scarnificata visione dell’attualità, le linee vincenti dei modi sintattici presenti, la passione ideologica e l’ impegno col reale – che spiegano la scarsa fortuna che ebbe Stromillo poeta -, le venticinque composizioni di Pensieri e meditazioni, rivelano una vibrazione metafisica e religiosa e un interesse verso l’uomo di tipo psicologico e intimistico che aiuta a chiarire l’ ingorgo amoroso e sentimentale nei suoi versi. (Abbandono, 1980; A sera, 1980, la tematica autobiografica di uno scrivere come “storia dell’anima” (ho solo la malinconia/ che non mi riconcilia con la vita,) con cui da voce narrativa a un ardito confronto cogli angosciosi enigmi del destino umano.

 

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INDICE DEI NOMI E DELLE IDEE ( 2016, 2015, 2014, 2013 )

ARCHIVIO Forme 70

 (Anno 2016)

imagesB697DGYOMOSTRE – ARTISTI- AUTORI:
AMORIELLO Elena, †ARCHINTI Ettore (2, †AUSTONI Angelo , BENZONI Caterina, BORSOTTI Francesco (3), BOZZANI  G. Carlo, †BEONIO BROCCHIERI Vittorio (pittore, letterato), BRUTTOMESSO Vanda, †CARRERA Gino (2), CHINOSI Angelo (fotografo),  COLIN G. Luigi, COMIZZOLI Fabrizio(fotografo), COTUGNO Teodoro (2), CURTI Pierpaolo,  DELLA TORRE Enrico, DE LORENZI Loredana (2), DIEGOLI Mario, ‍†ESPOSTI Umberto , FEDI  Fernanda, †FRANCHI Gino, GAGLIARDI Pino (fotografo), GOLDIN Nan, †MAFFI Ugo(4), MARCHESI Franco,  MARCHITELLI Antonio (fotografo), MAZZA Antonio(fotografo) , †MARZAGALLI Paolo, †MENARDO Roberto(fotografo) , MONTICO Gigi, MORANA Simone (fotografo), MORI Paola, NINZOTTI Corrado (fotografo), †NOVELLO Beppe (pittore, scrittore) ORSINI Giuseppe (fotografo), PEDRINAZZI Maurizio (fotografo), POLONIOLI Marco (2) (fotografo), PALAZZINI Angelo, RAPETTI MOGOL Alfredo, RAZZINI Franco (fotografo) (3), ROSSONI Adriano, RUBINI Elia, TENCONI Sandra, TERZINI Pietro, VOLPI Luigi, ZOCCHI Ettore
FOTOGRAFI (Scheda segnaletica)::  BERTO Paolo (2), COLIN G. Luigi, CHINOSI Angelo, COMIZZOLI Fabrizio, GAGLIARDI Pino, GOLDIN Nan, MAZZA Antonio, MENARDO Roberto, MARCHITELLI Antonio, NINZOTTI Corrado, ORSINI Giuseppe, PEDRINAZZI Maurizio, POLONIOLI Marco 2) , RAIMONDI Antonio, †STROMILLO Pericle (poeta, pittore), †VANELLI Felice
EVENTI & COLLETTIVE:
Festival della Fotografia Etica (Lodi), Museo della Stampa e della Stampa d’Arte (Lodi), Giorni in Versi (Tavazzano), Cesaris per le Arti visive (Casalpusterlengo), Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Pavese (San Donato Milanese), Prismi – coll., Cesaris (, Casalpusterlengo);
LIBRI RIVISTE-RECENSIONI:
I POETI E LA CRISI ( Amedeo Anelli e Guido Oldani), †ECO Umberto (ricordo), LUCIDO E BELLO (Cesaretti Gino), BUONGIORNO ADDIO (Mennillo Francesco), PERIMETRI E distanze (Riccioni Alessandro), KAMEN’ n.48 (Ursula Le Guin, BIBLIOTECHE E ARCHIVI LODIGIANI (Mazza Antonio) LA FARAONA RIPIENA ( Oldani Guido), REALISMO TERMINALE (Oldani Guido)minale), SALOTTO LETTERARIO, (Antologia 2016), LOCUS SALARANI i n.3), IL BRADIPO,
L’OPINIONE:
La critica, inutile nascondersi, Mostre e marketing, Mostre e Blockbuster, Cinque anni di Forme 70

(Anno 2015)

CriticaMOSTRE-ARTISTI-AUTORI : ABBOZZO Edgardo, ANELLI Amedeo (3) (poeta, critico), ANGELINI Alessandra, AGNELLO Antonella, ARGENTIERO Margherita, ANSELMI Monica, AZZI Emma, BARLETTANI Massimo, BAJ Enrico, BASSI Bassano, BASSI Giacomo Massimo, BELLINI Marisa, †BAZZARELLI Eridano, BENEDETTI Arrigo ( letterato),   BERTO Paolo, BIANCHI Guido (fotografo), BIANCHI Federico (fotografo),  BELLINI Maria, BIANCHINI Luigi, BIANCHINI Pietro, BOCCARDI Sandro (poeta, musicologo), BOCCHIOLI Angelo (fotografo) BOFFI Luca (Alberonero), BONALDI Pietro, BONOMI Giancarlo,  BOSONI Angelo, BRACCHI Tino, BRUNELLI G. Piero, BRUSON Francesco (fotografo), BUTTABONI Riccardo,  CALIA Tindaro (2), CARRA’ Luca (fotografo), CARTIER-BRESSON Henry (fotografo), CASORATI Felice, CAZZULANI Cesare, CERRATO Annita (narratrice), CERRETTI Mino,  CHARTA (casa editrice), CHINOSI Angelo (fotografo), CITERNI Liliana  CONFALONIERI Franco (fotografo), COTUGNO Teodoro (3), †ESPOSTI Umberto,  EX-LIBRIS, DE LORENZI Loredana, DE SIMONE Antonio (fotografo) DE ZAN Guido, DI BENEDETTO Tina, FRANZINI Carlo, FARAONE Giuseppe, FERRARI Agostino, FERRI Oliviero (fotografo), FONTALBA Luisa, FORMAGGIO Dino, GALLOTTA Bruno (2), †GIARELLI Francesco, GIRARDINI Annarosa (narratrice), GIPPONI Tino (critico, collezionista, scrittore),  GNOCCHI Alberigo, GORLA Daniela, GUERCILENA Mariolina, HOKUSAI Katsuhika,  KALOSF, KAMEN’ n. 48, KIKOKO, LECCA Sandro (Fotografo), LODIGIANI Francesco M.,  LOI Franco (poeta), LONGARETTI Trento, MACADAN Eliza (poetessa), MAIETTI Andrea (scrittore), MAESTRONI Paola, †MANZONI Piero (2), MARCHESCHI Daniela (2), MARCHESI Franco, †MAIORCA Giulio, MAROTTA Maurizio, MARTINELLI Giò,  †MARZAGALLI Paolo, †MAURI Giuliano (2), MAZZA Antonio (fotografo), MENARDO Roberto (fotografo), MENNILLO Francesco (poeta), MONTEMEZZANI Liviana, MONTICO Gigi (2), MORANA Simone,  M†ORANTE Elsa (scrittrice), MORI Paola, MOROSINI Anna, MULAS Maria (fotografa), MUNARI Cinzia, NEGRI Tonino, NEGRI Stefania (poetessa),NOORDA Bob, NOVELLO Giuseppe, (2), OCCHIATO Simone, OLDANI Guido, ORSINI Giuseppe (fotografo), PALAZZINI Angelo, PANELLI Marilena (3), PIN Li, PIZARNIK Alejandra ( poetessa), POLETTI Luigi, PRAVETTONI Davide (fotografo), PRINELLI Gabriele (scrittore), PENTAGRAMMATICI, RAZZINI Franco (fotografo), RICCIONI Alessandro (poeta), PERUGIA Franco, PETRO’ Paolo, PRUONTO Dario, PEZZOTTI Gianluigi, PICCINNI Serena, PISATI Angelo,  †REBORA Clemente (poeta), REDONDI Pietro (fotografo), REGAZZONI Domenica, RIMI Margherita (poetessa), ROSSETTI Brigitta,  ROSSON Adriano, SBARUFFATI Simone, SCAMUZZA Gabriele (scrittore, critico), †SCIARDELLI Franco (stampatore), SECCHI Pino (fotografo), SERNAGLIA Rino, SCHROED David ( fotografo), STEINER Albe, TONELLI Antonio (2), †TREGAMBE Girolamo, TORUN Yener (fotografo), VAILATI Gabriele (2), VALENTINAKI,  †VERTIBILE Enzo, †VIGANO’ Silvia, ZANONI Paolo (fotografo).
LIBRI-RIVISTE- RECENSIONI: KAMEN’ n.46, KAMEN n,47, HOKUSAI (Gallotta Bruno), ERA FARSI ( Margherita Rimi), IL NOVECENTO vol. primo (Amedeo Anelli e Guido Oldani ), LA VERIDICA STORIA DI M. COSWAY (Tino Gipponi), BUONGIORNO ADDIO (Francesco Mennillo), BIBLIOTECHE E ARCHIVI LODIGIANI (Antonio Mazza), PERIMETRI e DISTANZE (Alessandro Riccioni), LA GUERRA E’ BELLA MA… (Paolo Monelli e Beppe Novello), LA FOLLIA DI DELIA  (Annarosa Girardini), IL SAMMARTINO (Anita Cerrato), 42 VOCI PER LA PACE (Sandro Boccardi, Amedeo Anelli), IL SALOTTO LETTERARIO DI LODI (Antologia n.3); POETI PORTOGHESI E LUSOFONI (Kamen’), LA VERIDICA STORIA DI MARIA COSWAY (Tino Gipponi),  MILANO CITTA’ EFFIMERA ( Pietro Redondi e Franco Confalonieri), ANESTESIA DELLE NEVI (Eliza Macadan), HO IL TEATRO NEL CUORE (Federico Leone Bonfanti), CONFIDENZE SUL FAR DELLA SERA (Andrea Maietti), MANIFESTO PER IL FUTURISMO STATICO (Enrico Baj). OSCILLAZIONI (Negri Stefania). IL DESIDERIO DELLA PAROLA (Alejandra Pizarnik), IL MISTERO DI MARIGNANO (Gabriele Prinelli), DUE DIMENSIONI (Albe Steiner).
L’OPINIONE : La scatola nera delle stronzate; Condizione giovanile, le parole che contano e le parole che mancano; Leggere la crisi della ceramica lodigiana; Contro la comunicazione nella critica d’arte; Un catalogo senza sale; Menomale c’era il precario di Soncino; Contro il terrorismo e la libertà di stampa; Formesettanta:4 anni di approfondimenti in rete.

(Anno 2014)

ARTE CRITICA imagesARTISTI, AUTORI, MOSTRE:  AAArt (collettivo), †ABBOZZO Edgardo (4), ALFANO Roberto (3),  AMMANNITI Nicolò (narratore), ANELLI Amedeo (5), ANGELINI Alessandra, ANSELMI Monica (3), ARGENTIERO Margherira (2), ARMIGERO Luca (2), BACIOCCHI Maura, BAJ Enrico(2), BALDI Andrea, BALDI Mattia, †BELLINZONI Giovanni (gallerista), BELO’ Flavia (2) ,  BELOLI Marco, BERNAZZANI Ornella (scultrice), BERTONI Davide, BESTIARIO DI ABERDEEM (collettiva), BIANCHI Guido (2) (fotografo), BIANCHINI Luigi (2), †BIGNAMI Osvaldo, BOCCARDI Sandro (poeta), BOFFI Luca,  BONAFINI Marco, BONI Aldo, BORGONOVO Angelo, BRACCHITTA Sandro, †BRAMBILLA Federico,  CALABRO’ Vico ( srittore),   CALIA Tindaro, CAOTICA (collettiva), CARTE D’ARTE (XVI), CARTELLA per un amico (VIII),  CASALI Giorgio (fotografo), CAVALLO Luigi, CESARI Andrea (3), CIUSANI Valentino, CORNALBA Luisa, CORVI Lele (illustratore), COSTA Goffredo,  COTUGNO Teodoro (6). DALLARA Tony, DE BERNARDI Franco (2), DE LORENZI Loredana  DELLA CHIESA Giovanni, †DELLA CHIESA Matteo, ELLIOT Hervitt (fotografo), , ESPOSTI Umberto, FAYER Carlo, FEDI Fernanda (2),  FERRARI G. Mario, FRATTI Carlo, “GALLERIA LA CORNICE”, GASPAROTTO Carlos Marcos, GIACCHERI Paolo Francesco, GIANOTTI Franco, GINI Gino (2),  GIOVANNINI Romeo (poeta),  GORLA Daniela, GRIGNANI Roberto (fotografo), HONCKNEY David, II CONCORSO DI XILOGRAFIA LODI, IV CONVEGNO INT. STUDI SULL’UMORISMO, IV PREMIO NAZ. GINO CARRERA,   †LANZANI, † LEGNANINO, “LIFE”, collettiva, LODIFACERAMICA IX EDIZIONE collettiva, “IN HOC SIGNO…” (collettiva), MANGIONE Domenico (2), MARCHITELLI Antonio (fotografo),  MUGGERI Albero (fotografo), MULAS Maria (fotografa),  KIKOTO,  MADDALENA Sandro (fotografo),MAECART Expo 2014 (collettiva),  †MAFFI Ugo (2), MARCHESCHI Daniela (critico, scrittrice),  †MARCHINI Vitaliano (scultore), MARICONTI Andrea, MARINI Claudia (2),   MARTINENGHI Alberto (fotografo), MARUBBI Mario,  †MARZAGALLI Paolo, MENARDO Roberto (fotografo), MILANESI Aldo (scrittore), MINETTI Giovanni (ceramista),  MINOJA Oreste, MONTEMEZZANI Mattia, MONTICO Gigi, †MORENA Alberico, MUGGIAINA Davide,   NEGRI Paolo (fotografo),  OCCARI Carolina Marita, NEGRI Tonino (ceramista), “NUOVE GENERAZIONI DI ARTISTI LODIGIANI”,  “OLDRADO DA PONTE “, ORNAGHI Clara, PAGLIA Canille (critica), PALADINO Mimmo, PALAZZINI Angelo, PALLAVERA Ferruccio (storico, scrittore), PASSERINI  PERMANENTE (la) cerca il rilancio,   PERONI Miriam, PEZZOTTI Giangi,  PICCOLO MUSEO DELLA POESIA, PISATI Angelo (ceramista) (2),  †PODINI GARBELLI Gabriella, POLONIOLI Marco (Fotografo), †PONTIGGIA Giuseppe (scrittore), PRAVETTONI Davide (fotografo), PRINA Alberto (fotografo), RAZZINI Franco ( fotografo), RISSET Jacqueline (fotografa),  “PREMIO NOVELLO” (2), KIKOTO, ), PUGLIA Domenico (fotografo), RAZZINI Franco (fotografo), ROSSONI Adriano, SAMBUSIDA Giuseppe (architetto),  †SASSU Aligi, SATOLLI Emanuele (fotografo), SECCHI Giuseppe (fotografo) (2), †SCURI Enrico, SILVA Giov anna (fotografa), SIMONETTA Marcello (4), SUZZANI Enrico (2),  STAGNO CHICCO Maria,  †TARQUINIO, Sergio, , TELLI Laura (fotografa), TERZINI Pietro (2), TBR 6326 (collettiva), TIMONCINI Luigi, UGGE’ Marco  †UGGERI Mario (illustratore), UPIGLIO Giorgio (stampatore), †VACCARINI Bassano, VACCARO Vito, VAILATI Vittorio, VANELLI Felice (2), VANELLI Sirio (fotografo),  VARALLI Olga (scultrice), VERNA Gianni, VOLPE Daniele (fotografo), WAEHOL Andy, WORL REPORT AWARD IV,  PREMIO (XXVIII)  POESIA MONTANO, GIORNATA (10a) DEL CONTEMPORANEO, †SCAPIN Giancarlo (ceramista),  †SEGALINI Piero, †VOLPI Luigi, XERRA William, ZANONI Paolo (fotografo), L’OPINIONE: FORMESETTANA, tre anni di approfondimenti; Tutti giù per terra, , Come rieducare al gusto i ragazzi; Repetita iuvant. A proposito di marchette e stroncature;
LIBRI RIVISTE RECENSIONI: ♦IL DUOMO DI LODI DAL BAROCCO AL ROMANICO  (Ferruccio Pallavera)
 ; ♦LODI, PIAZZA MAGGIORE E DUOMO (Teodoro Cotugno); ♦UN CATALOGO CHE RIMETTE IN FORMA (Rino Sernaglia), ♦123 POESIE ( Pietro Terzini  ), ♦SANT-ALBERTO VESCOVO  (Igino Passerini), ♦PSICOLOGIA INVOLUTIVA (Roberto Alfano), ♦I MIRACOLI DELL’INCORONATA (Antonio Mazza), ♦LA CATTEDRALE DI LODI (Giuseppe Sambusida), ♦ABDUA COERULUS (Mario Marubbi), ♦KAMEN’ n.45 Sez. Poesia, (Giuseppe Pontiggia), ♦ANTEREM n.88, DIARI PARALLELI (Luigi Cavallo Luigi, Marcello  Simonetta),  ♦SEDUCENTI IMMAGINI ( Camille Paglia), ♦GRAFICA D’ARTE n.96, ♦UN GUERRIERO IN FILIGRANA (Edgardo Abbozzo), ♦STORIA DE CASAL e ♦COLGO L’OCCASIONE… (Aldo Milanesi).

(Anno 2013)

CriticartARTISTI-AUTORI-MOSTRE : ABATE Claudi (fotografo), ANELLI Amedeo (5), AMORIELLO Elena, ARTE CORTINA (collettiva), ARTE PSICHICA, ARTIST’S Book (collettiva), ASTI Giuseppe (art.ferro), ANGELINI Alessandra, BAGNOLI Riccardo (fotografo), BARBIERI Federico, †BASILICO Gabriele (fotografo) (2), BELLANI Giovanni Giuseppe, BELLINI Maria, BELLOCCHIO Daniele ( reporter), BELO’ Flavia, BENZONI Caterina (ceramista) (2), †BERTARELLI Achille (collezionista), BERTONI Davide,  BESTIARIO – 15 italiani a Venezia (collettiva), BEVILACQUA Elisabetta, BIANCHESSI Peppo,  BIANCHI Guido (fotografo), BIANCHINI Luigi, BIDOLI Alessio (musicista), BIENNALE Venezia, 55a (2), BIENNALE d’arte Lodi, 4a (3)  †BO Carlo (letterato) , BOCCHIOLI Angelo (fotografo), BODONI Giambattista, †BONALUMI Agostino, BORELLA Pasqualino (fotografo), BOSSAGLIA Rossana (critico), BOTTONI Angelo, BRAGA Alessandro (scrittore), BRUTTOMESSO Vanda, CALABRESE Adamo, CAMPO GRAFICO (collettiva), CARELLI Roberto (fotografo),   †CARRERA Flavio (3),  †CARRERA Gino (2), CASAIDEA Tavazzano, CESANA Carlo Ottavio (fotografo), CHANDRINKAEGO (fotografa), CHAR René, CINQUANTA Adam (2), CIRIELLO Raffaele, COTUGNO Teodoro (4), CORTINA Renzo (collettiva), COVER STORY (collettiva), †CRIPPA Roberto, CROCE Ivan, CUNEAZ Giuliana, †DEGAS Edgard, ECO Umberto (massmediologo),  †ELENA Giuseppe, FAVARO Giovanni, FEDI Fernanda (2), FERRARI Gian Mario, FERRI Oliviero ( fotografo), FESTIVAL FOTOGRAFIA ETICA (collettiva), FIORI Salvatore (scultore), FOTOGRAFIA ASTRATTA in Italia, †FRANCHI Gino (ceramista, scultore), GANDINI Nadia, GATTI Vincenzo, ,  GHILARDI Elena (2), GIPPONI Tino (critico), GLASS HUS (collettiva),  GRECCHI Gabriele, GONG (collettiva), GRUPPO OTTANTA (collettiva),  HANNOND Robib (fotografo), HANSEN Fritz (architetto), HOCHSCHEID Oda( musicista), ISTANTANEA (L’), XX (collettiva), KAMEN’ n.43, LIUTERIA ROMANTICA CASAIDEA,  LODIGIANI XXI SECOLO (collettiva), LONGARETTI Trento, MAFFI Ugo (2), MALOBERTI Marcello, MANCA Pier Antonio (2), MANZONI Piero, MARCHESCHI Daniela (2),  MARCHETTI Paolo (fotografo), MARCHITELLI Antonio (fotografo) (3), MARICONTI Andrea, MILAN IMAGE ART FAIR (collettiva) MATTIONI Sabrina, MISSIERI Bruno, †MONICO Angelo, MONTICO Gigi, MIZU Tomoko, MOLTENI ZANESSI Barbara (fotografa), NATURARTE 2013, NEGRI Marco, NISSEN Mads (fotografo), NOVELLO Beppe, OLDANI Guido (poeta), OLDRADO DA PONTE (collettiva), ORSINI Giuseppe (fotografo),  PADIGLIONE TIBET (collettiva), PALAZZINI Angelo, PALLAVERA Antonio (fotografo), PELIZZARI Valerio (scrittore), PENTAGRAMMATICI (collettiva),  PICCOLO PRESIDIO POETICO, PILON Valerio,  POLETTI Luigi, PONTIGGIA Giuseppe (scrittore, poeta) (2), PORCELLI Vittorio (illustratore), PINTO Roberto, PREMIO Celeste X ed., PREMIO Shanghai II ed., PREMIO CARRERA Gino Iv ed., PREMIO Brambati, REGAZZONI Domenica (3), RIMI Margherita (poetessa), ROSSON Adriano, ROTONDO Carlo (fotografo), RUBINI Ilia, SALONE DEL LIBRO, ed. XXVI, SABBADIN Elda Aida, SCAPIN Giancarlo (ceramista), SCHIAVO Leonardo, SECCHI Pino (fotografo), SERNAGLIA Rino, SEMINA VERVI X ed., SIDOLI Sante, SIMONETTA Marcello (3), SOFFIANTINI Cesare,  STISTON Brent (fotografo),SUZZANI Enrico,  SYRINX ed 3 (collettiva) ,TIMONCINI Luigi (2),    TOMASI Fulvio, TRESOLDI Franchina, TRIPLA A (collettiva), UPIGLIO Giorgio (stampatore), VALLA Riccardo (fotografo), VOLPI Luigi, VIGNETTISTI tra satira e ironia (collettiva), WEREMEENCO Bruna,

LIBRI RECENSITI 2013

♦ Mondi di Marco Negri
Il falò delle novità di Stefano Bartezzaghi
Destino a sorpresa di Daniela Marcheschi
In Battaglia. Quando l’uva è matura di Valerio Pelizzani
♦ 
Esposizione di Stefani Zaliani
♦ Quattro pittori per un poeta,  trad. Luigi Cavallo
Scritti sull’Arte di Remo Pagnanelli
♦ 100+1 libri d’artista a c. di Fernanda Fedi e Guido Guidi
Il rottamario. Quasi un anno di vignette di Alessandro Colonna
♦ Chiese e oratori di campagna a Tavazzano di Gabriele Prinelli
Arie da concerto di Alberto Raimondi
Storia delle abbazie tra Chiaravalle e il Po lungo l’Adda di Antonio Mazzi e Ferruccio Pallavera.

 

L’OPINIONE / Interventi:

Politica culturale e territorio; Il ruolo delle mostre oggi; XXVI Salone del Libro di Torino: Il rapporto arte-impresa; ; Lettera ai lettori di Formesettanta; L’obbligo di stare al gioco; Dove va l’arte attualista?; Umberto Eco: lezioni di bibliofilia; Fiere dell’arte e la dimensione commerciale; Artigianato artistico, risorsa dimenticata; La cultura e la veduta corta degli enti locali; La crisi del libro e della lettura; La Biennale d’Arte di Lodi; Cataloghi d’arte, un ponte tra l’artista e il fruitore?; Il ruolo della cultura e i menestrelli dei mercati culturali;La ricetta delle mostre collettive;Teatri e vita teatrale a Lodi

 

 

 

 

 

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“Oltre il Novecento”: un saggio teorico di Amedeo Anelli sul “Realismo terminale” di Guido Oldani

 oldani cop 2 “Oltre il Novecento” è l’ultima fatica di Amedeo Anelli, direttore della rivista di poesia e filosofia Kamen’. Raccoglie un testo teorico sul Realismo Terminale di Guido Oldani, sei poesie inedite dell’autore di Melegnano ed una lunga intervista con lo stesso. Il volume sarà in uscita intorno il 10 maggio prossimo da Ticinum Editore, la casa editrice che ora edita Kamen’, dove si è aperta una collana – “Quaderni di Kamen’ ” – dedicata ai suoi autori.
Il titolo del libro vuol significare il superamento da parte della koinè di Oldani dei caratteri generali della lingua poetica del Novecento e dei suoi modelli, e più esattamente l’ allontanamento da certe sue categorie e suggerimenti (parecchi attivi) che, portati direttamente all’interno del “cursus” dai linguaggi, dai canoni, dai principi teorici e di metodo del Novecento, lo hanno sottoposto a un moto centrifugo e disgregante di forme e contenuti.
Gli “storici” più cavillosi, che sono anche i più noiosi, probabilmente non rinunceranno ad appuntare che l’oltre – il più in là -, s’è già dimostrato, che il Novecento è già stato valicato dai modelli pragmatici, espansivi, dilaganti innescati dal post-theory (attualismo), in cui convive tutto e il contrario di tutto comprese le “forme senza forme”, da rendere eccedente una delimitazione di quadro strutturale. Non curandosi, come dovrebbero,  quel che il critico lodigiano sostiene nella sua incisiva analisi: che la poetica di Oldani è “di quelle che si muovono sulla linea dantesca della poesia europea”, con la quale ha un rapporto “privilegiato e profondo”, fatto di peculiarità etiche, di costume e di saperi. Non solo. Nei testi di Oldani, Anelli non esita a reperire le “istanze” quotidiane che attivano l’attenzione su una società irresponsabile, in fuga da se stessa, e a respingere il tentativo di ridurle a “rispecchiamento mimetico”, che altro non sarebbe che ridurne l’incisività a “categoria della particolarità” (Lukacs), a figura retorica di quell’ analisi hegelo-marxiana, che pensava alla emancipazione delle masse. Mentre nell’Oldani, il loro dire preme sulla pagina per tradursi in fare e nella “faraona cucinata” mette in sintesi le conseguenze di un ripieno dato dal “maggior numero di oggetti possibili” introitati.
Senza negare che – in merito alla poesia del Novecento – sussiste una differenza tra le ultime o ultimissime generazioni novecentesche e quelle dei loro nonni o padri e i figli e fratelli e che i concetti di cultura vengono oggi riformulati dagli esperti in modo diverso, a proposito della poetica perseguita da Oldani, Anelli non esita a sostenere con consapevolezza quel che a suo dire rappresenta: “una coupure” – un taglio – con la poesia italiana del Novecento, non solo perché[…] è una poesia di pensiero e a fondazione etica, ma perché intrattiene forti radici corporee e ha una visione della Letteratura, nonché dell’evoluzione del reale in cui si inserisce”. Nella nostra poesia contemporanea è dunque “una delle poche scritture poetiche architettoniche, memorabili e riconoscibili”.
Oltre il Novecento è un libro particolare nella struttura, non un libercolo o un pamphlet ideologico, ma un saggio di agile dimensione anche se non mancano in esso pagine di non sempre facile fruizione. Pensato per diffondere la conoscenza della poetica di Oldani e delle idee che l’arricchiscono, interpretando il territorio testuale ed esplorano il circostante pensiero critico e la memoria storica. Costituisce un saggio in cui non si concede nulla alla liturgia pedagogica, comunicativa o pubblicitaria. Che semplicemente informa e indaga dentro e fuori la poesia, senza preoccuparsi di risultare in certe sue parti un po’ “faticoso” per il lettore poco addentro al linguaggio della critica e della poesia, rivolto più a “esperti” a cui è facile e istintivo accomodarsi dentro gli scenari complessi. Ma pure un libro che grazie alla accuratezza dell’analisi, aiuta a riconoscere i problemi della rivoluzione novecentesca, le declinazioni, contaminazioni, capovolgimenti.
Da tempo Oldani si muove nella consapevolezza anche sociale della poesia. Dopo l’impervio Stilnostro (CENS, 1985), è stata l’ efficacia immediata e diretta ad avere caratterizzato le raccolte Sapone (Kamen’, 2001) e La betoniera (LietoColle, 2005). Il poeta che dapprima aveva praticato un linguaggio fatto di compressioni e densità semantiche, ha successivamente infiorato procedimenti e partiture della coscienza del presente, denunciando un paesaggio di rovine: “ della cultura, della spiritualità, del vivere quotidiano” (Amedeo Anelli).
Con Cielo di Lardo (Mursia, 2008) e le successive produzioni, la scelta si è precisata e incanalata, fatta Manifesto, finché con “La faraona ripiena”(2010) ha preso tessuto. L’ironia è una delle facce con cui Oldani arriva alla sostanza, alla polpa della realtà, fissa e libera le sue riflessioni, da ad esse un tono diverso: mordace, allusivo, pensoso, ammonitore, satirico, moralistico, correttivo, reprimente.
Dopo la scoperta (anceschiana) che lo infilò nella nuova “linea lombarda”, chiuso il conto con il “fracasso” delle “formule compressive” che ne avevano preso il posto, Oldani s’è messo a punteggiare l’assoluto delle cose che si trasformano, gli oggetti materiali che prendono il sopravvento sull’uomo sino ad annullarlo, mettendosi a “trapanare” una “umanità sgangherata, svuotata, incosciente di sé, stupidamente ferina, senza prospettive e grandezze”.
Dalla rigorosa lettura teorica e critica e dalla intervista che la segue (una prima parte comparsa sul sito di Furio Detti, la seconda inedita raccolta da Anelli) viene fuori, in chiave di interpretazione, quanto il poeta mette alla base del suo comporre attuale, l’ inveramento del paradigma della vita attraverso fondamentali etici e morali.
L’ultimo Oldani , si colloca tra le voci più libere, spontanee e rigorose insieme, del nostro panorama poetico. Può far richiamare il Rebora, poeta che respingeva la soggettività per accentuare l’urgenza del messaggio, ma ancor più fa riandare al lessico di un Betocchi (assimilato in profondità da giovane), del quale sembra recuperare ed estendere segnali di avvertimento e di sottile ironia.

IL LIBRO: Amedeo Anelli : “Oltre il Novecento. Guido Oldani e il realismo esistenziale – Sei poesie inedite e un’intervista a Oldani – Libreria Ticinum Editore, Voghera, 2016, pagg.70 € 10,00

 

 

 

 

 

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KAMEN’ / La regola di Ursula K. Le Guin per le arti: combattere la mercificazione capitalistica

 

La scrittrice Ursula Le Guin

La scrittrice Ursula Le Guin

Col quarantanovesimo numero (n. 48 gennaio 2016) la rivista «Kamen’» è entrata nel venticinquesimo anno di vita cambiando editore: dallo storico Vicolo del Pavone di Piacenza, alla Libreria Ticinum di Voghera.
Il nuovo numero della rivista, diretta sempre dal lodigiano Amedeo Anelli, è impostato su tre sezioni: Letteratura e Giornalismo, Poesia e Materiali. Quest’ultima è stata curata, per l’occasione, da Elisabetta Stacchiotti Binni (umanista, anglista, traduttrice di autori russi e, con il marito editore-curatrice della “Piccola Biblioteca Marchigiana”) ed è interamente dedicata alla scrittrice statunitense Ursula K. Le Guin vincitrice, di cinque Premi Hugo e di sei premi Nebula, i più importanti riconoscimenti della letteratura fantastica.
Le Guin è considerata una delle maggiori autrici di fantascienza per l’attualità dei suoi temi, che spaziano dal femminismo all’utopia, al pacifismo, all’anticapitalismo e che hanno reso i suoi romanzi letti anche da lettori non di genere. Tra i suoi lavori sono da ricordare in particolare “La mano sinistra delle tenebre” e “I reietti dell’altro pianeta” . Il nuovo numero di Kamen’ contiene, bilingue inglese e italiano, il suo Discorso di ringraziamento in occasione del conferimento del National Book Awards e un saggio di Darko Suvin, anch’esso in inglese ed italiano, nonché una nota su Ursula K. Le Guin sulla sua Dichiarazione di Indipendenza delle Arti dal Capitalismo.
Poeta, saggista e romanziera, la scrittrice si dedica soprattutto ai generi di fantascienza, fantasy, letteratura per bambini e/o “giovani adulti”; scrive saggi , ma ha all’attivo anche una decina di raccolte di versi.
Autrice controcorrente, anarchica, anticapitalista, femminista la Guin è nota per avere indagato in saggi e interventi il rapporto tra l’arte e la società nell’epoca capitalistica valutando il fondamentale mutamento prodotto nei rapporti tra l’artista e il corpo sociale nel suo complesso, e in particolare tra i produttori e i consumatori d’arte, la trasformazione delle forme di artigianato artistico in forme d’industria, nonché tutti quegli aspetti che equivalgono a una degradazione dell’opera e alla sua sottomissione ai meccanismi del mercato. In sintesi, l’’arte che vuole mantenersi tale, cioè libera, secondo la scrittrice di Portland non può che essere un’arte contro il capitalismo esistente, contraria all’ideologia di un sistema, che non produce per la classe dominante e rifiuta la dipendenza dai rapporti mercantilistici.
Copertina Kamen' 48Il padre di Le Guin, Alfred L. Kroeber, fu un famoso antropologo e teorico della cultura, professore all’ Università della California, e sua madre, Theodora Cracaw, una scrittrice. Ursula Kroeber conseguì un B.A. al Radcliffe College (Università di Harvard) nel 1951 e un M.A. in Letteratura francese ed italiana presso la Columbia University  nel 1952. Mentre si recava a Parigi, incontrò lo storico Charles Le Guin, che sposò e con cui si stabilì a Portland in Oregon, dove tuttora vive. Tra i numerosi romanzi fantascientifici sono The Left Hand of Darkness (London, Orbit, 1969); La mano sinistra delle tenebre, Bologna, Libra, 1971) e The Dispossessed (New York, Taplinger, 1974; I reietti dell’altro pianeta, Milano, Editrice Nord, 1976). Il romanzo più complesso è Always Coming Home (Oakland, University of California Press, 1985; Sempre la valle, Milano, Mondadori, 1986). All’attivo ha inoltre un gran numero di short stories. Le sue incursioni nella Fantasy Fiction raggiungono il loro apice nel ciclo di Earthsea, pubblicato per una parte tra il 1968 ed il 1972, e, per l’altra, tra il 1990 e il 2001.

 

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Museo della Stampa Schiavi: due nuovi quaderni con due “chicche” di Teodoro Cotugno

 MONICO Quaderno Museo StampaRaramente, ma succede, che nel dare notizia delle numerose iniziative che arricchiscono la cultura locale si finisca per dimenticare realizzazioni di qualità, di quelle che tengono insieme con accuratezza gusto e contenuto. Finiscono così per essere dimenticate pubblicazioni di vero artigianato librario, in cui si rispecchiano tesi critiche, elementi biografici e testi di poeti e scrittori che hanno ognuno una propria riconoscibile voce e una propria riconoscibile intonazione di stile e qualità. Sono spesso anche realizzazioni dai contenuti che aiutano a conferire autorità a un discorso, a riprendere e a offrire una sintesi che semplifica ed esprime con chiarezza idee e giudizi, che corrispondono allo scrupolo di verificare precedenti posizioni e di riportare l’attenzione con intelligente, generoso e amabile sforzo su autorevoli personaggi del sistema locale che il tempo tende a far dimenticare o a marginalizzare. E’ il caso di un pittore dalla COTUGNO Omaggio a MOnicoScan_Pic0025personalità piegata alla solitudine esistenziale, Angelo Monico, a cui è riservato il X numero delle collana del Museo della Stampa e stampa d’arte a Lodi. Curato da Tino Gipponi, offre una ricostruzione di carattere personale dell’artista ma anche critica e ambientale del maestro, insegnante per una  quarantina d’anni di discipline e artista maldisposto a esporre e a vendere le sue opere. O, in altri casi, come Ada Negri, un altro quaderno – il IX della collana promossa dal Museo della Stampa –  dedicato alla poetessa lodigiana ma che s’impone innanzitutto per le peculiarità tipografiche: la qualità della stampa, i caratteri mobili utilizzati, la composizione a mano, le spaziosità e altri requisiti che appagano l’occhio di un piacere che investe contenuto e contenitore. Oltre che per le liriche selezionate (Ponte di Lodi, Piazza di San Francesco, Campane, La Campanella, La Voce…) la  realizzazione si fa NEGRI A Museo Stampaapprezzare per la composizione manuale, l’uso di caratteri Bodoni (neretto, tondo e corsivo) e Life e la stampa su carta Antalis bianca vergata con filigrana. Insomma per l’ars typographica, per quel quid che fa dell’opera stampata qualcosa di più di un semplice “prodotto” ben fatto, frutto di un artigianato che regge sulla profonda conoscenza dei mezzi tecnici, delle carte, dei caratteri oltre che su una cultura umanistica. La raffinatezza di queste pubblicazioni del Museo è garantita da una “architettura” in cui c’è tutto uno studio di equilibri fra le dimensioni del foglio, il “corpo” del segno, , la “grazia” del segno stesso, cioè il rapporto fra il “magro” e “grasso” della linea che deve comporlo fino a farne un “optimum”. In definitiva tutto ciò che costituisce un lavoro laborioso, qualitativamente alla ricerca della perfezione tipografica, che permette agli emisferi che compongono l’opera di riflettere e rivelare complementarietà e COTUGNO Omaggio a A Negrirelazioni speculari e renderla attraente e desiderabile in quanto genere di classe in grado di impreziosire la propria  biblioteca o raccolta.
IX e X Quaderno sono arricchiti da due acqueforti di Teodoro Cotugno: 40 copie raffiguranti il Ponte di Lodi e 50 esemplari in omaggio a Monico che rappresentano un Interno tratto da un’opera dell’artista. Due stampe originali d’arte che sono vere e proprie chicche, autentici contributi di poesia e calcografia da conferire pregio e raffinatezza ai due quaderni, a loro volta esempi di costruzione tipografica e di cultura. Nell’apparente semplicità le due piccole calcografie di Cotugno rivelano una sapiente sintesi di segno e di immediatezza raffigurativa. Può sembrare una modalità espressiva facile e accattivante, ma anche questi piccoli lavori rispondono all’impulso della volontà creativa del maestro calcografo lodigiano, sono frutto di una costante energia concettuale prima che manuale, ch’egli fedele alla propria consuetudine riflessiva e operativa converte in segni, gesti, incavi, in valori grafici e quindi in immagine.

(Nota pubblicata su “il Cittadino” quotiidiano del Lodigiano e del Sudmilano il 29 dicembre 2015)

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MARGHERITA RIMI, VOCE UNICA NEL PANORAMA DELLA POESIA CONTEMPORANEA

Parole, ritmo, misura, messaggio. RIMI Margherita
Dai bambini con patologie disabili.
Sul prossimo numero di Kamen’

Sui due piedi la parola “poesia” risulta indefinibile, se la definizione deve segnare con chiarezza i confini di pertinenza e di valore. Poi, a pensarci sopra, di declinazioni ne vengono alla mente a decine, coniate da grandi (o anche solo bravi) poeti e filosofi: Aristotele, Calvino, Breton, Caproni, Sereni, Rebora, Pavese, Weil, Wolf, Schiller, Valery, Ovidio, Pascoli, Schiller,, Majakovskij, Lorca, Pound… Ma una poesia che intreccia la sua declinabilità con il mondo particolare dei bambini disabili, l’handicap e la neuropsichiatria non è una poesia di tutti i giorni. Non perché si tratta di una esperienza bizzarra, di pensieri mai pensati e di parole che non sono state ancora dette. Ma perché la poesia si afferra là  dove la vita appare e scompare., provoca effetti di dissonanza, di distanza, di shock L’attenzione, la sensibilità, la ricerca dei poeti contemporanei non sempre è sostenuta dall’arditezza dei temi e dalla peculiarità di linguaggi originali.
RIMI La civiltà dei bambiniLo confermano raccolte, antologie, saggi che escono come fiumi in piena, da costituire un mercato parallelo a quello eccessivamente striminzito dell’editoria ufficiale, da mettere in campo certamente una vitalità produttiva libera, che costringe a navigare in un disordine in cui è difficile individuare voci autenticamente nuove e originali. Tra queste è senz’altro Margherita Rimi, poetessa di accento marcatamente lirico che distilla forme ragionate e pensanti alla quale “Kamen’ ”, diretta da Amedeo Anelli, dedicherà nel prossimo quaderno (n.48) la sezione di poesia. Il lettore risulterà colpito dalla esperienza e dalla testimonianza di questa voce poetica, unica nel panorama della poesia italiana contemporanea. Non per un problema di stile (verso breve, unità ritmiche, sequenze veloci, accenti, percussioni insistenti, linguaggio semplice, un incedere per levare, costruzioni e percorsi, ripetizioni, sonorità siciliane, rallentamenti, soste, tono mai patetico e strappalacrime ecc.). Ma soprattutto per quel mettere in canto il “pensiero divergente” dei bambini con patologia. Una bellezza che non va in ogni caso confusa con una forma di estetizzazione della poesia, e che la poetessa siciliana tiene ben separate.
Nata in provincia di Agrigento, Margherita Rimi è medico e neuropsichiatra infantile, da anni in prima linea nelle battaglie per la cura e la tutela dell’infanzia. Come poetessa fa vivere la sua vocazione in versi in cui i bambini sono il tema più evidente, non l’unico. Nelle sue composizioni c’è l’infanzia, ma ci sono anche gli ideali, i sentimenti, una disciplina del linguaggio semplice e chiara, una attenzione nel raccogliere e sviluppare i materiali raccolti e nel dare armonia agli elementi. Tra questi, naturalmente, le parole dei bambini, innervate in percorsi fondamentali, che ne valorizzano la sofferenza.
RIMI era_farsi-63c1b”Una lingua che parla/un vocabolario che corrisponde”: “La civiltà dei bambini” è una lunga intervista a Margherita Rimi di Alessandro Viti , riprende nel titolo un’opera poco conosciuta di Tolstoj (“La saggezza dei bambini”). L’intervista è’ stata registrata alla Libreria del Forte di Forte dei Marmi in occasione della presentazione di “Era farsi Auto-antologia 1974-2011”, con prefazione di Daniela Marcheschi e pubblicata a cura del Centro Internazionale di Studi Europei Siro Giannini ( Libreria Ticinum Editore, Voghera, pp 85, 2015, €12). Tra domande e risposte l’ invito è a pensare, a scoprire cosa c’è dietro alle apparenze. Sintetizza informazioni sul percorso di vita e di scrittura e sul loro interagire, chiarisce il linguaggio poetico, mette a confronto la realtà degli adulti e gli ”ingrandimenti” dei bambini, fa capire come la lingua infantile entra in rapporto col linguaggio poetico, ne ”asciuga” lo stile, lo preserva dai contenutismi e lo salvaguardi da altri eccessi.
Di formazione scientifica, la Rimi è stata incoraggiata da Daniela Marcheschi e da Amedeo Anelli ad andare avanti nella scrittura. Oggi non ha dubbi sul ruolo e l’efficacia della poesia: “In un mondo popolato da “bocche” piene di parole talvolta inutili, causa delle squalifica e della perdita della parola stessa, dei linguaggi, del significato del parlare e paradossalmente anche del silenzio, la poesia deve appropriarsi del ruolo di sostenere, dare responsabilità e valore etico e artistico alla parola e al linguaggio”.

ERA FARSI  (a Ignazio mio gemello)

Ai piedi del letto il tempo non passava
Era farsi grande raccontare una storia
E la storia non era più una storia
era farsi padre.

Il suo disegno non era farsi grande
non era orizzonte la sua mano

Il dolore era farsi carta
farsi carta i troppi desideri
Il suo mondo era grande ed impreciso
la forma del suo cranio
una farfalla.

Tra le sue raccolte di versi, sono da segnalare: Per non inventarmi (Premio Cesare Pavese sez.Associazione Medici Scrittori Italiani), La cura degli assenti (LietoColle, 2007), Era farsi.Autoantologia 1974-2011 ( Marsilio, 2012).

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ENRICA SAVARE’, COMBINE PAINTING NEL SEGNO DELLA NATURALEZZA

L'artista E. Savaré mentre dispone le proprie opere al Caffè Letterario

L’artista E.  Savaré  mentre dispone le proprie opere al Caffè Letterario

Si è aperta sabato, nel segno della naturalezza, al Caffé Letterario della Biblioteca Laudense (via Fanfulla 3, Lodi), una seducente esposizione di collages e disegni di Enrica Savaré, artista lodigiana nota al grande pubblico per un’arte dalle mille sfumature, sorridente e gioiosa – aggiungiamoci pure giovanile -, di regola affidata all’utilizzo di fiori “trattati”. In questa occasione, invece, l’autrice ( una trentina gli esemplari esposti) privilegia le foglie di bambù, a cui viene donato il soffio del colore, abilmente integrato coi percorsi e lasciti segnici delle prove d’artista eseguite del figlio (Marco Uggé). Nei lavori esposti al piano superiore del Caffé Letterario, assume evidenza la perfetta rappresentazione sensibile, e, con la conferma della la istintiva capacità costruttiva e d’assemblaggio – abilità che nella Savaré è arricchita da tonalità di colore – l’autrice raggiunge una compiutezza espressiva che accompagna con piacere scelte di gusto e di poesia.
E SAVARE' 3  AL CLLa finezza decorativa offre ben più che sensazioni retiniche, traendone profitto di ricchezza non solo l’occhio, ma il sentimento della natura, espresso e illuminato dalle scelte artistiche. Perché non v’è dubbio, e non c’è bisogno di scomodare Oscar Wilde che diceva di resistere a tutto con eccezione delle seduzioni dell’arte, che la Savaré artista lo è: per sensibilità, qualità del mezzo, capacità di dare espressione agli accordi, modificare l’espressione che può venire da un’inezia, conferire l’eloquenza della pittura a forme prese naturali e arrivare a una diretta trasmissione di emozioni con reale efficacia di successo.
La mostra è una vera boccata d’aria e di poesia. Per l’equilibrio formale, l’accuratezza di rappresentazione, la narrazione visiva. Rivela un mondo che è difficile chiamare per nome, di indefinita poesia, ma che si godono nella sospensione la ricchezza delle formule. “Foglie di bambù” fanno ritrovare al visitatore un ordine, un criterio nella complessità del reale. L’uso dell’elemento (le foglie, appunto) non è concepito come riproduzione assoluta e fedele di una presenza al naturale. Vera è, invece, la tendenza a intendere la mimesi come processo di elaborazione. La colorazione, il disegno, il ricorso della Savaré a prove di impressione da lastre trattate da un’altra mano, indicano che l’artista, pur rimanendo in un campo d’espressione consolidato, ipotizza sempre un’arte correlata alla natura ma che, come processo di elaborazione o come mediazione, muove verso modelli più complessi, verso una produttività opposta al concetto di pura rappresentazione, verso un’arte pronta a contaminarsi con altre forme, a dare vita a una immagine diversa, sia nella mente dell’artista che dell’osservatore, privilegiando, come nelle forme, il ritmo, il linguaggio, l’armonia, la poesia.

E. SAVARE': particolare della mostra lodigiana

E. SAVARE’: particolare della mostra lodigiana

Quella inaugurata è, dunque, una personale che ne rivela non solo risvolti di creatività artigiana ma artistici; che ha il sapore della scoperta e sviluppa, avvalendosi di una tecnica iniziata nel primo Novecento da Braque e Piacasso, il binomio mano-mente in un rapporto di gioco e di voluta ambiguità, dove le gradazioni di tono e i pochi colori consentono innumerevoli effetti di piacevolezza e riflessione.

Foglie di bambù – Personale di Enrica Savaré – Caffè Letterario, via Fanfulla n.3 Lodi – tel. 339.7792184 – Fino al 27 marzo – Orari: dalle ore 08,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle19.00

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