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“Le città impossibili” di Paola Mori

Paola Mori si è già fatta notare dal pubblico lodigiano e sudmilanese: prima come interprete delle favole di Calvino, poi come curatrice (con altri) di una documentazione di architetture, infine come pittrice, ottenendo a Paullo e a Lodi incoraggianti riscontri.L’attuale mostra al Caffé dell’ Albarola, dove già si era esibita con successo qualche anno fa, non necessità di speciali richiami. Richiama. nel titolo, le città di Calvino.
Architetto progettista da una quindicina d’anni, come artista coltiva preferibilmente una pittura di fantasia, che facilita la comunicazione. Superati i “gradini” della fase così detta sperimentale, attualmente pratica un linguaggio espressivo in cui mescola con mestiere disegno e acquerello. Il risultato è una pittura che esclude i colori violenti, congegnata in modo attento e curioso, senza troppi ammiccamenti all’illustrazione e a certa pittura corrente. Insomma, figurativa ma senza esercizio di luci e ombre. I lavori proposti risultano di illuminazione diffusa, affidati al disegno e ai colori ad acqua utilizzati con tecnica e accenti di musicalità.
Non sono le atmosfere, gli effetti o i rilievi chiaroscurali, le intensità cromatiche o gli attenuamenti a catturare l’attenzione. Bensì il garbato bilanciamento tra forme grafiche e colori, in cui l’artista esalta la propria sensibilità per la natura e le architetture, confermando l’inclinazione a unirle insieme al disegno progettuale.
Il riassunto è una composizione vivace e descrittiva cui non mancano elementi decorativi, introdotti con sicuro equilibrio visivo.
Alle pareti del Caffé dell’Albarola sono soggetti di appeal leggero. Tutti o quasi recenti, creati con proporzione ed eleganza, legati al mestiere di architetto, ma anche al sogno e al bisogno di raccontare. Non spostano i termini dei precedenti racconti: l’ attenzione resta orientata sulla natura, raggiunta dal fantastico e dalle architetture.
In ultima analisi quella di Mori è una pittura figurativa piacevole e riposante. Ogni suo disegno si profila come racconto immaginario, frutto di una interpretazione accumulata in una prospettiva fatta d’invenzioni e di attimi di poesia.

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Paola Mori / La semplicità veicolo di poesia

 

Paola MOri 3La complessità, ci dicono chi frequenta le scienze sociali e la sociologia dell’arte, è caratteristica del mondo contemporaneo, la si trova dentro in ogni manifestazione, quindi anche nella ricerca e nel fare espressivo. Meno male che a questi incroci di fattori e testimonianze, ed anche di dubbi atroci che investono la tecnica e il linguaggio pittorico attualista, c’è ancora chi è allergico (pochi) e vi si sottrae (pochissimi). Paola Mori si è già fatta notare dal pubblico lodigiano più desideroso di conoscere e di sapere: prima come illustratrice delle favole di Calvino, poi come curatrice (insieme altri) di una mostra di architettura, infine come pittrice debuttante con un paio di “avvii” a Lodi e Paullo, dove ha raccolto sorprendenti attenzioni e apprezzabili riscontri critici. Non ha quindi bisogno d’ affidarsi alla parola e di particolari introduzioni in vista della sua prossima personale al Caffé Letterario. Figlia d’arte, architetto progettista da una decina d’anni con studio professionale proprio, illustratrice e pittrice a tempo “perso” (si fa per dire), è una che in arte semplifica, favorisce e agevola la comprensione. La sua è un’ arte ancora in fase sperimentale, ma funziona, senza furbizie e senza proposte che consumano i nervi. La pittura praticata è fresca e veloce, esclude i colori violenti di matrice espressionista, sapientemente mescola disegno, pastelli e colore acrilico in modo attento e curioso, evitando di ammiccare a destra e a sinistra nel mondo dell’illustrazione o in quello della pittura in uso, dell’iconografia tradizionale o della pittura “d’analisi”.

Paola Mori. Paesaggio urbano

Paola Mori. Paesaggio urbano

Naturalmente figurativa, non esercita un genere fatto di luci e ombre, ma di illuminazione diffusa, affidandosi al pigmento che utilizza con tecnica moderna e accenti di musicalità. Di lei non sono le atmosfere, gli effetti prospettici, i rilievi chiaroscurali, le intensità cromatiche o gli attenuamenti di colore a catturare. A creare suggestione sono il bilanciamento garbato di forme e colori, il concentrato di sensibilità e di architetture che libera un’inclinazione personale a coniugare insieme il disegno, l’illustrazione, un po’ di pop, di linearità progettuale, di design e persino un tocco di art street. Il risultato è una composizione descrittivamente vivace, piena di rispetto formale e di approfondimento, a volte anche di elementi decorativi, fisicamente illustrativi, sempre di sicuro equilibrio visivo.
Quella della Mori è una pittura di immaginazione e fantasia, di appeal leggero, fatta con gusto, proporzione ed eleganza, legata ai ricordi, al sogno, al bisogno di raccontare qualcosa di sé. La mostra al Caffé Letterario della Biblioteca Laudense che si inaugura a giorni, non sposterà granché i termini dei precedenti racconti, semmai li amplierà. Nelle opere dell’artista s’incontreranno poche figure umane, solo rare volte gli oggetti. L’attenzione è più orientata sulla natura raggiunta dal fantastico e dalle architetture, voglia sottrarre la pittura alla terminologia che la sta affliggendo.
Figurativa, la sua arte non ha nulla di eclatante, ma salta agli occhi senza ingombrare lo sguardo. Lo accarezza. Suggerisce qualcosa di piacevole, di riposante, di fantastico. Nell’immaginario si coglie il bisogno di avventura. Ogni disegno della Mori è un racconto immaginario, non un sopralluogo rivelatore, ma una illustrazione accumulata in una prospettiva magica, fatta di residui onirici, di abbandoni, di attimi che hanno l’impronta indelebile della poesia. Non è davvero poco.

MORI Paola Disegni, acquerelli, acrilici – Caffè Letterario, via Fanfulla n.3 – Inaugurazione 6 febbraio ore 19 – Fino al 15 febbraio.

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PAOLA MORI, PAESAGGI E ARCHITETTURE TRA FANTASIA E REALTA’

PAOLA MORI

PAOLA MORI
“Teiera”, acrilico

Il bello del fantastico è che il fantastico non esiste, tutto è reale”, diceva André Breton. Vale per Paola Mori, architetto progettista lodigiano che dopo essersi cimentata nelle illustrazioni del Barone rampante di Calvino, si propone come pittrice del fantastico allo “Studio artistico di via Matteotti 8 a Paullo, dove da sabato esporrà una serie di lavori ( acrilici, matite e acquerelli) in cui i “richiami” architettonici reali si mescolano a una pittura decisamente comunicativa, con forte prevalenza dell’immagine fantastica.
Quella dell’esordiente Mori non è una pittura di luci e ombre, ma di illuminazione diffusa affidata alle caratteristiche dei pigmenti acrilici, utilizzati con tecnica moderna e accenti di musicalità. Non è l’atmosfera (gli effetti prospettici, i rilievi chiaroscurali, le intensità cromatiche o gli attenuamenti dei colori) a creare emozioni, ma il bilanciamento delle forme e dei colori in un sistema che rivela la personale inclinazione verso le impronte lasciate dall’arte contemporanea. Tiene insieme alla perfezione l’illustrazione, un po’ di pop, di linearità progettuale, di design e art street.

PAOLA MORI Genoa, il Matitone acrilico

PAOLA MORI
Genoa, il Matitone
acrilico

Combinandosi in modo stretto, colore e disegno mostrano nei lavori della Mori una particolare forza, che rende la composizione descrittivamente vivace, ricca di elementi formali e di approfondimenti, a volte anche decorativi, fisicamente illustrativi, sempre di sicuro equilibrio visivo.
I sui fogli rivelano un concentrato di sensibilità e di architetture ( Assisi, Padova, Gubbio, Normandia, Sicilia, Genova, Stromboli, Heaven ecc.) che l’artista ricompone con sicurezza dopo averle scomposte, rivelando un metodo geometrico che permette una informazione visiva varia e dinamica.
In questa pittura c’è gusto, armonia, proporzione, eleganza, una ricettività agli orientamenti artistici del nostro tempo e un bagaglio di contenuti visivi personali che hanno continuità di linea e coerenza formale Cosa l’ha spinta, gli chiediamo, ad affrontare la pittura? “La passione per il disegno e la pittura. Nati per me nell’infanzia, tra i colori dei dipinti di mio padre, le fiabe e i libri di mia madre. La pittura, l’immaginazione e la fantasia sono legate ai miei primi ricordi. Disegno e dipingo perchè ne ho bisogno, per sognare, per raccontare qualcosa di me, per trasformare quello che vedo, immergendolo nel mio mondo.

PAOLA MORI Villa Palladiana Acrilico

PAOLA MORI
Villa Palladiana
Acrilico


Perché il titolo “Paesaggi e architetture tra fantasia e realtà”? “ Ho scelto questo titolo perchè sono sempre partita da un luogo o da un oggetto reale (luoghi che ho visitato nei viaggi per l’Italia e l’Europa e oggetti noti di design) per trasfigurarlo attraverso la mia fantasia. I miei dipinti e disegni semplificano la realtà; contemporaneamente io tento di amplificarla creando un’atmosfera irreale, immergendo la realtà in un mondo fantastico”.
In breve, la pittura della Mori non si annuncia come il solito prodotto.

Paola Mori – Paesaggi e architetture tra fantasia e realtà – Spazio aritico, via Matteotti, 8 – Paullo – Inaug. Sabato 23 maggio ore18 – Dal 23 al 30 maggio – Orari: dalle 16 alle 19 , sabato e domenica dalle 10 alle 12,30. Una selezione delle opere verrà successivamente presentata alla Caffettera dell’Albarola, via Martiri del Lavoro 11, Lodi (info 0371.4317059

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