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Marchitelli, Polonioli / “Piccole storie di biodiversità”

0002_lycaena_dispar_20140201_1983652139Piccole storie di biodiversità di Antonio Marchitelli e Marco Polonioli, che Fabrizio Comizzoli ha “rivestito” per le Edizioni Gruppo Gerundo di un editing contenutistico e grafico di prim’ordine che vede ora la luce per i tipi della Arti Grafiche Sollecitudo è un libro di fotografie accurate, che accompagnano con scrupolo un saggio frutto di preparazione e di creatività, da corrispondere a sfere d’interessi vari e diversi.
La pubblicazione esibisce una capacità di visualizzare e interpretare luoghi, ambienti, scorci, piante, fiori e uccelli del territorio che va al di la delle pure ipotesi informative per fornire fermenti culturali e al tempo stesso intensificare l’idea di fotografia come linguaggio, da dare una mano a sentirsi parte di un mondo naturale non preso a prestito o imitato, tantomeno imposto.
Sia nella parte “letteraria” che in quella fotografica il libro offre una rappresentazione molto vasta. Come un grande edificio musicale è costruito con intelligenza e disciplina, convincente nella narrazione dell’ambiente, essenziale nel cogliere un patrimonio immenso in cui la varietà di significati ad esso attribuiti da ecologi, entomologi, filosofi, politici, naturalisti, gente comune, rischia persino di far dimenticare i confini tracciati dall’ambiente. Marchitelli, autore della parte descrittiva, riporta, attraverso una stesura precisa, di definizioni rigide, dentro a quei “confini”, rendendo un tessuto espositivo fatto di sensazioni profonde, dove l’emozione scientifica, quella naturale e quella artistica si fondono nell’attenzione alle piccole cose, cogliendo interrelazioni, modellazioni fisiologiche, evolutive, comportamentali. Un contributo prezioso, didattico, perciò di valore, che fa sperare che l’intelligenza umana possa mutare e spostarsi su un nuovo corso.
Il progetto grafico del banino Comizzoli, pure lui fotografo naturalista, lo convalida “impaginatore” estroso e inventivo, dotato di tecnica e chiarezza grafica, capace di procurare impressioni non monotone e di durata.
Il risultato è un libro ricco di immagini fotografiche scattate con arte da Marchitelli e Polonioli, due pilastri del Gruppo photonaturalista Il Gerundo. L’attenzione e l’interesse che l’immenso edificio cattura è una attenzione “distesa”, che aiuta a cogliere nel calmo movimento l’ammirazione di tutto quanto esiste in natura.
In Piccole storie di biodiversità si può distinguere tra il duo Marchitelli- Polonioli, fotografi che praticano un linguaggio non sperimentale e che fa uso di una fotografia diretta e il duo Marchitelli-Polonioli ‘poeti’, termine improprio ma il solo che possa dare l’idea di un suo sentimento della natura, di un suo pathos della conoscenza e del mistero della vita; si può riconoscere tra il Marchitelli e il Polonioli compilatori di una sorta di “schedario” ispirato alla fertilità degli equilibri tra società umana, paesaggio e quadro generale della biodiversità in natura col suo substrato vegetale e animale, dal quale traggono alimento gli uomini ma anche altre creature, gli uccelli, gli insetti, l’ eterna e sacra e armoniosa aviflora, e il Marchitelli e il Polonioli che nei relativi linguaggi fotografici mettono atmosfere di tanti particolari che danno ricchezza di contenuto alle rispettive immagini.
Corredando la rispettiva pratica con sistematicità, l’uno e l’altro conferiscono alle immagini una forma di “filosofia”, anche se, pare ovvio, le rispettive personali ricerche nascono entrambe dall’ individuare all’interno di una impresa cumulativa di soggetti straordinari che ampliano la conoscenza e stimolano idee. Osservatori diligenti, l’uno e l’altro colgono con bravura ed esperienza aspetti di un mondo “non turistico”, serbatoio di altre immagini, di paesaggi minacciati nella loro integrità e tuttavia pieni di poesia, dove l’uomo cerca nella natura una atmosfera di equilibrio e di rispetto senza prevaricazione.

 

Lodi, dicembre 2016

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INDICE DEI NOMI E DELLE IDEE ( 2016, 2015, 2014, 2013 )

ARCHIVIO Forme 70

 (Anno 2016)

imagesB697DGYOMOSTRE – ARTISTI- AUTORI:
AMORIELLO Elena, †ARCHINTI Ettore (2, †AUSTONI Angelo , BENZONI Caterina, BORSOTTI Francesco (3), BOZZANI  G. Carlo, †BEONIO BROCCHIERI Vittorio (pittore, letterato), BRUTTOMESSO Vanda, †CARRERA Gino (2), CHINOSI Angelo (fotografo),  COLIN G. Luigi, COMIZZOLI Fabrizio(fotografo), COTUGNO Teodoro (2), CURTI Pierpaolo,  DELLA TORRE Enrico, DE LORENZI Loredana (2), DIEGOLI Mario, ‍†ESPOSTI Umberto , FEDI  Fernanda, †FRANCHI Gino, GAGLIARDI Pino (fotografo), GOLDIN Nan, †MAFFI Ugo(4), MARCHESI Franco,  MARCHITELLI Antonio (fotografo), MAZZA Antonio(fotografo) , †MARZAGALLI Paolo, †MENARDO Roberto(fotografo) , MONTICO Gigi, MORANA Simone (fotografo), MORI Paola, NINZOTTI Corrado (fotografo), †NOVELLO Beppe (pittore, scrittore) ORSINI Giuseppe (fotografo), PEDRINAZZI Maurizio (fotografo), POLONIOLI Marco (2) (fotografo), PALAZZINI Angelo, RAPETTI MOGOL Alfredo, RAZZINI Franco (fotografo) (3), ROSSONI Adriano, RUBINI Elia, TENCONI Sandra, TERZINI Pietro, VOLPI Luigi, ZOCCHI Ettore
FOTOGRAFI (Scheda segnaletica)::  BERTO Paolo (2), COLIN G. Luigi, CHINOSI Angelo, COMIZZOLI Fabrizio, GAGLIARDI Pino, GOLDIN Nan, MAZZA Antonio, MENARDO Roberto, MARCHITELLI Antonio, NINZOTTI Corrado, ORSINI Giuseppe, PEDRINAZZI Maurizio, POLONIOLI Marco 2) , RAIMONDI Antonio, †STROMILLO Pericle (poeta, pittore), †VANELLI Felice
EVENTI & COLLETTIVE:
Festival della Fotografia Etica (Lodi), Museo della Stampa e della Stampa d’Arte (Lodi), Giorni in Versi (Tavazzano), Cesaris per le Arti visive (Casalpusterlengo), Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Pavese (San Donato Milanese), Prismi – coll., Cesaris (, Casalpusterlengo);
LIBRI RIVISTE-RECENSIONI:
I POETI E LA CRISI ( Amedeo Anelli e Guido Oldani), †ECO Umberto (ricordo), LUCIDO E BELLO (Cesaretti Gino), BUONGIORNO ADDIO (Mennillo Francesco), PERIMETRI E distanze (Riccioni Alessandro), KAMEN’ n.48 (Ursula Le Guin, BIBLIOTECHE E ARCHIVI LODIGIANI (Mazza Antonio) LA FARAONA RIPIENA ( Oldani Guido), REALISMO TERMINALE (Oldani Guido)minale), SALOTTO LETTERARIO, (Antologia 2016), LOCUS SALARANI i n.3), IL BRADIPO,
L’OPINIONE:
La critica, inutile nascondersi, Mostre e marketing, Mostre e Blockbuster, Cinque anni di Forme 70

(Anno 2015)

CriticaMOSTRE-ARTISTI-AUTORI : ABBOZZO Edgardo, ANELLI Amedeo (3) (poeta, critico), ANGELINI Alessandra, AGNELLO Antonella, ARGENTIERO Margherita, ANSELMI Monica, AZZI Emma, BARLETTANI Massimo, BAJ Enrico, BASSI Bassano, BASSI Giacomo Massimo, BELLINI Marisa, †BAZZARELLI Eridano, BENEDETTI Arrigo ( letterato),   BERTO Paolo, BIANCHI Guido (fotografo), BIANCHI Federico (fotografo),  BELLINI Maria, BIANCHINI Luigi, BIANCHINI Pietro, BOCCARDI Sandro (poeta, musicologo), BOCCHIOLI Angelo (fotografo) BOFFI Luca (Alberonero), BONALDI Pietro, BONOMI Giancarlo,  BOSONI Angelo, BRACCHI Tino, BRUNELLI G. Piero, BRUSON Francesco (fotografo), BUTTABONI Riccardo,  CALIA Tindaro (2), CARRA’ Luca (fotografo), CARTIER-BRESSON Henry (fotografo), CASORATI Felice, CAZZULANI Cesare, CERRATO Annita (narratrice), CERRETTI Mino,  CHARTA (casa editrice), CHINOSI Angelo (fotografo), CITERNI Liliana  CONFALONIERI Franco (fotografo), COTUGNO Teodoro (3), †ESPOSTI Umberto,  EX-LIBRIS, DE LORENZI Loredana, DE SIMONE Antonio (fotografo) DE ZAN Guido, DI BENEDETTO Tina, FRANZINI Carlo, FARAONE Giuseppe, FERRARI Agostino, FERRI Oliviero (fotografo), FONTALBA Luisa, FORMAGGIO Dino, GALLOTTA Bruno (2), †GIARELLI Francesco, GIRARDINI Annarosa (narratrice), GIPPONI Tino (critico, collezionista, scrittore),  GNOCCHI Alberigo, GORLA Daniela, GUERCILENA Mariolina, HOKUSAI Katsuhika,  KALOSF, KAMEN’ n. 48, KIKOKO, LECCA Sandro (Fotografo), LODIGIANI Francesco M.,  LOI Franco (poeta), LONGARETTI Trento, MACADAN Eliza (poetessa), MAIETTI Andrea (scrittore), MAESTRONI Paola, †MANZONI Piero (2), MARCHESCHI Daniela (2), MARCHESI Franco, †MAIORCA Giulio, MAROTTA Maurizio, MARTINELLI Giò,  †MARZAGALLI Paolo, †MAURI Giuliano (2), MAZZA Antonio (fotografo), MENARDO Roberto (fotografo), MENNILLO Francesco (poeta), MONTEMEZZANI Liviana, MONTICO Gigi (2), MORANA Simone,  M†ORANTE Elsa (scrittrice), MORI Paola, MOROSINI Anna, MULAS Maria (fotografa), MUNARI Cinzia, NEGRI Tonino, NEGRI Stefania (poetessa),NOORDA Bob, NOVELLO Giuseppe, (2), OCCHIATO Simone, OLDANI Guido, ORSINI Giuseppe (fotografo), PALAZZINI Angelo, PANELLI Marilena (3), PIN Li, PIZARNIK Alejandra ( poetessa), POLETTI Luigi, PRAVETTONI Davide (fotografo), PRINELLI Gabriele (scrittore), PENTAGRAMMATICI, RAZZINI Franco (fotografo), RICCIONI Alessandro (poeta), PERUGIA Franco, PETRO’ Paolo, PRUONTO Dario, PEZZOTTI Gianluigi, PICCINNI Serena, PISATI Angelo,  †REBORA Clemente (poeta), REDONDI Pietro (fotografo), REGAZZONI Domenica, RIMI Margherita (poetessa), ROSSETTI Brigitta,  ROSSON Adriano, SBARUFFATI Simone, SCAMUZZA Gabriele (scrittore, critico), †SCIARDELLI Franco (stampatore), SECCHI Pino (fotografo), SERNAGLIA Rino, SCHROED David ( fotografo), STEINER Albe, TONELLI Antonio (2), †TREGAMBE Girolamo, TORUN Yener (fotografo), VAILATI Gabriele (2), VALENTINAKI,  †VERTIBILE Enzo, †VIGANO’ Silvia, ZANONI Paolo (fotografo).
LIBRI-RIVISTE- RECENSIONI: KAMEN’ n.46, KAMEN n,47, HOKUSAI (Gallotta Bruno), ERA FARSI ( Margherita Rimi), IL NOVECENTO vol. primo (Amedeo Anelli e Guido Oldani ), LA VERIDICA STORIA DI M. COSWAY (Tino Gipponi), BUONGIORNO ADDIO (Francesco Mennillo), BIBLIOTECHE E ARCHIVI LODIGIANI (Antonio Mazza), PERIMETRI e DISTANZE (Alessandro Riccioni), LA GUERRA E’ BELLA MA… (Paolo Monelli e Beppe Novello), LA FOLLIA DI DELIA  (Annarosa Girardini), IL SAMMARTINO (Anita Cerrato), 42 VOCI PER LA PACE (Sandro Boccardi, Amedeo Anelli), IL SALOTTO LETTERARIO DI LODI (Antologia n.3); POETI PORTOGHESI E LUSOFONI (Kamen’), LA VERIDICA STORIA DI MARIA COSWAY (Tino Gipponi),  MILANO CITTA’ EFFIMERA ( Pietro Redondi e Franco Confalonieri), ANESTESIA DELLE NEVI (Eliza Macadan), HO IL TEATRO NEL CUORE (Federico Leone Bonfanti), CONFIDENZE SUL FAR DELLA SERA (Andrea Maietti), MANIFESTO PER IL FUTURISMO STATICO (Enrico Baj). OSCILLAZIONI (Negri Stefania). IL DESIDERIO DELLA PAROLA (Alejandra Pizarnik), IL MISTERO DI MARIGNANO (Gabriele Prinelli), DUE DIMENSIONI (Albe Steiner).
L’OPINIONE : La scatola nera delle stronzate; Condizione giovanile, le parole che contano e le parole che mancano; Leggere la crisi della ceramica lodigiana; Contro la comunicazione nella critica d’arte; Un catalogo senza sale; Menomale c’era il precario di Soncino; Contro il terrorismo e la libertà di stampa; Formesettanta:4 anni di approfondimenti in rete.

(Anno 2014)

ARTE CRITICA imagesARTISTI, AUTORI, MOSTRE:  AAArt (collettivo), †ABBOZZO Edgardo (4), ALFANO Roberto (3),  AMMANNITI Nicolò (narratore), ANELLI Amedeo (5), ANGELINI Alessandra, ANSELMI Monica (3), ARGENTIERO Margherira (2), ARMIGERO Luca (2), BACIOCCHI Maura, BAJ Enrico(2), BALDI Andrea, BALDI Mattia, †BELLINZONI Giovanni (gallerista), BELO’ Flavia (2) ,  BELOLI Marco, BERNAZZANI Ornella (scultrice), BERTONI Davide, BESTIARIO DI ABERDEEM (collettiva), BIANCHI Guido (2) (fotografo), BIANCHINI Luigi (2), †BIGNAMI Osvaldo, BOCCARDI Sandro (poeta), BOFFI Luca,  BONAFINI Marco, BONI Aldo, BORGONOVO Angelo, BRACCHITTA Sandro, †BRAMBILLA Federico,  CALABRO’ Vico ( srittore),   CALIA Tindaro, CAOTICA (collettiva), CARTE D’ARTE (XVI), CARTELLA per un amico (VIII),  CASALI Giorgio (fotografo), CAVALLO Luigi, CESARI Andrea (3), CIUSANI Valentino, CORNALBA Luisa, CORVI Lele (illustratore), COSTA Goffredo,  COTUGNO Teodoro (6). DALLARA Tony, DE BERNARDI Franco (2), DE LORENZI Loredana  DELLA CHIESA Giovanni, †DELLA CHIESA Matteo, ELLIOT Hervitt (fotografo), , ESPOSTI Umberto, FAYER Carlo, FEDI Fernanda (2),  FERRARI G. Mario, FRATTI Carlo, “GALLERIA LA CORNICE”, GASPAROTTO Carlos Marcos, GIACCHERI Paolo Francesco, GIANOTTI Franco, GINI Gino (2),  GIOVANNINI Romeo (poeta),  GORLA Daniela, GRIGNANI Roberto (fotografo), HONCKNEY David, II CONCORSO DI XILOGRAFIA LODI, IV CONVEGNO INT. STUDI SULL’UMORISMO, IV PREMIO NAZ. GINO CARRERA,   †LANZANI, † LEGNANINO, “LIFE”, collettiva, LODIFACERAMICA IX EDIZIONE collettiva, “IN HOC SIGNO…” (collettiva), MANGIONE Domenico (2), MARCHITELLI Antonio (fotografo),  MUGGERI Albero (fotografo), MULAS Maria (fotografa),  KIKOTO,  MADDALENA Sandro (fotografo),MAECART Expo 2014 (collettiva),  †MAFFI Ugo (2), MARCHESCHI Daniela (critico, scrittrice),  †MARCHINI Vitaliano (scultore), MARICONTI Andrea, MARINI Claudia (2),   MARTINENGHI Alberto (fotografo), MARUBBI Mario,  †MARZAGALLI Paolo, MENARDO Roberto (fotografo), MILANESI Aldo (scrittore), MINETTI Giovanni (ceramista),  MINOJA Oreste, MONTEMEZZANI Mattia, MONTICO Gigi, †MORENA Alberico, MUGGIAINA Davide,   NEGRI Paolo (fotografo),  OCCARI Carolina Marita, NEGRI Tonino (ceramista), “NUOVE GENERAZIONI DI ARTISTI LODIGIANI”,  “OLDRADO DA PONTE “, ORNAGHI Clara, PAGLIA Canille (critica), PALADINO Mimmo, PALAZZINI Angelo, PALLAVERA Ferruccio (storico, scrittore), PASSERINI  PERMANENTE (la) cerca il rilancio,   PERONI Miriam, PEZZOTTI Giangi,  PICCOLO MUSEO DELLA POESIA, PISATI Angelo (ceramista) (2),  †PODINI GARBELLI Gabriella, POLONIOLI Marco (Fotografo), †PONTIGGIA Giuseppe (scrittore), PRAVETTONI Davide (fotografo), PRINA Alberto (fotografo), RAZZINI Franco ( fotografo), RISSET Jacqueline (fotografa),  “PREMIO NOVELLO” (2), KIKOTO, ), PUGLIA Domenico (fotografo), RAZZINI Franco (fotografo), ROSSONI Adriano, SAMBUSIDA Giuseppe (architetto),  †SASSU Aligi, SATOLLI Emanuele (fotografo), SECCHI Giuseppe (fotografo) (2), †SCURI Enrico, SILVA Giov anna (fotografa), SIMONETTA Marcello (4), SUZZANI Enrico (2),  STAGNO CHICCO Maria,  †TARQUINIO, Sergio, , TELLI Laura (fotografa), TERZINI Pietro (2), TBR 6326 (collettiva), TIMONCINI Luigi, UGGE’ Marco  †UGGERI Mario (illustratore), UPIGLIO Giorgio (stampatore), †VACCARINI Bassano, VACCARO Vito, VAILATI Vittorio, VANELLI Felice (2), VANELLI Sirio (fotografo),  VARALLI Olga (scultrice), VERNA Gianni, VOLPE Daniele (fotografo), WAEHOL Andy, WORL REPORT AWARD IV,  PREMIO (XXVIII)  POESIA MONTANO, GIORNATA (10a) DEL CONTEMPORANEO, †SCAPIN Giancarlo (ceramista),  †SEGALINI Piero, †VOLPI Luigi, XERRA William, ZANONI Paolo (fotografo), L’OPINIONE: FORMESETTANA, tre anni di approfondimenti; Tutti giù per terra, , Come rieducare al gusto i ragazzi; Repetita iuvant. A proposito di marchette e stroncature;
LIBRI RIVISTE RECENSIONI: ♦IL DUOMO DI LODI DAL BAROCCO AL ROMANICO  (Ferruccio Pallavera)
 ; ♦LODI, PIAZZA MAGGIORE E DUOMO (Teodoro Cotugno); ♦UN CATALOGO CHE RIMETTE IN FORMA (Rino Sernaglia), ♦123 POESIE ( Pietro Terzini  ), ♦SANT-ALBERTO VESCOVO  (Igino Passerini), ♦PSICOLOGIA INVOLUTIVA (Roberto Alfano), ♦I MIRACOLI DELL’INCORONATA (Antonio Mazza), ♦LA CATTEDRALE DI LODI (Giuseppe Sambusida), ♦ABDUA COERULUS (Mario Marubbi), ♦KAMEN’ n.45 Sez. Poesia, (Giuseppe Pontiggia), ♦ANTEREM n.88, DIARI PARALLELI (Luigi Cavallo Luigi, Marcello  Simonetta),  ♦SEDUCENTI IMMAGINI ( Camille Paglia), ♦GRAFICA D’ARTE n.96, ♦UN GUERRIERO IN FILIGRANA (Edgardo Abbozzo), ♦STORIA DE CASAL e ♦COLGO L’OCCASIONE… (Aldo Milanesi).

(Anno 2013)

CriticartARTISTI-AUTORI-MOSTRE : ABATE Claudi (fotografo), ANELLI Amedeo (5), AMORIELLO Elena, ARTE CORTINA (collettiva), ARTE PSICHICA, ARTIST’S Book (collettiva), ASTI Giuseppe (art.ferro), ANGELINI Alessandra, BAGNOLI Riccardo (fotografo), BARBIERI Federico, †BASILICO Gabriele (fotografo) (2), BELLANI Giovanni Giuseppe, BELLINI Maria, BELLOCCHIO Daniele ( reporter), BELO’ Flavia, BENZONI Caterina (ceramista) (2), †BERTARELLI Achille (collezionista), BERTONI Davide,  BESTIARIO – 15 italiani a Venezia (collettiva), BEVILACQUA Elisabetta, BIANCHESSI Peppo,  BIANCHI Guido (fotografo), BIANCHINI Luigi, BIDOLI Alessio (musicista), BIENNALE Venezia, 55a (2), BIENNALE d’arte Lodi, 4a (3)  †BO Carlo (letterato) , BOCCHIOLI Angelo (fotografo), BODONI Giambattista, †BONALUMI Agostino, BORELLA Pasqualino (fotografo), BOSSAGLIA Rossana (critico), BOTTONI Angelo, BRAGA Alessandro (scrittore), BRUTTOMESSO Vanda, CALABRESE Adamo, CAMPO GRAFICO (collettiva), CARELLI Roberto (fotografo),   †CARRERA Flavio (3),  †CARRERA Gino (2), CASAIDEA Tavazzano, CESANA Carlo Ottavio (fotografo), CHANDRINKAEGO (fotografa), CHAR René, CINQUANTA Adam (2), CIRIELLO Raffaele, COTUGNO Teodoro (4), CORTINA Renzo (collettiva), COVER STORY (collettiva), †CRIPPA Roberto, CROCE Ivan, CUNEAZ Giuliana, †DEGAS Edgard, ECO Umberto (massmediologo),  †ELENA Giuseppe, FAVARO Giovanni, FEDI Fernanda (2), FERRARI Gian Mario, FERRI Oliviero ( fotografo), FESTIVAL FOTOGRAFIA ETICA (collettiva), FIORI Salvatore (scultore), FOTOGRAFIA ASTRATTA in Italia, †FRANCHI Gino (ceramista, scultore), GANDINI Nadia, GATTI Vincenzo, ,  GHILARDI Elena (2), GIPPONI Tino (critico), GLASS HUS (collettiva),  GRECCHI Gabriele, GONG (collettiva), GRUPPO OTTANTA (collettiva),  HANNOND Robib (fotografo), HANSEN Fritz (architetto), HOCHSCHEID Oda( musicista), ISTANTANEA (L’), XX (collettiva), KAMEN’ n.43, LIUTERIA ROMANTICA CASAIDEA,  LODIGIANI XXI SECOLO (collettiva), LONGARETTI Trento, MAFFI Ugo (2), MALOBERTI Marcello, MANCA Pier Antonio (2), MANZONI Piero, MARCHESCHI Daniela (2),  MARCHETTI Paolo (fotografo), MARCHITELLI Antonio (fotografo) (3), MARICONTI Andrea, MILAN IMAGE ART FAIR (collettiva) MATTIONI Sabrina, MISSIERI Bruno, †MONICO Angelo, MONTICO Gigi, MIZU Tomoko, MOLTENI ZANESSI Barbara (fotografa), NATURARTE 2013, NEGRI Marco, NISSEN Mads (fotografo), NOVELLO Beppe, OLDANI Guido (poeta), OLDRADO DA PONTE (collettiva), ORSINI Giuseppe (fotografo),  PADIGLIONE TIBET (collettiva), PALAZZINI Angelo, PALLAVERA Antonio (fotografo), PELIZZARI Valerio (scrittore), PENTAGRAMMATICI (collettiva),  PICCOLO PRESIDIO POETICO, PILON Valerio,  POLETTI Luigi, PONTIGGIA Giuseppe (scrittore, poeta) (2), PORCELLI Vittorio (illustratore), PINTO Roberto, PREMIO Celeste X ed., PREMIO Shanghai II ed., PREMIO CARRERA Gino Iv ed., PREMIO Brambati, REGAZZONI Domenica (3), RIMI Margherita (poetessa), ROSSON Adriano, ROTONDO Carlo (fotografo), RUBINI Ilia, SALONE DEL LIBRO, ed. XXVI, SABBADIN Elda Aida, SCAPIN Giancarlo (ceramista), SCHIAVO Leonardo, SECCHI Pino (fotografo), SERNAGLIA Rino, SEMINA VERVI X ed., SIDOLI Sante, SIMONETTA Marcello (3), SOFFIANTINI Cesare,  STISTON Brent (fotografo),SUZZANI Enrico,  SYRINX ed 3 (collettiva) ,TIMONCINI Luigi (2),    TOMASI Fulvio, TRESOLDI Franchina, TRIPLA A (collettiva), UPIGLIO Giorgio (stampatore), VALLA Riccardo (fotografo), VOLPI Luigi, VIGNETTISTI tra satira e ironia (collettiva), WEREMEENCO Bruna,

LIBRI RECENSITI 2013

♦ Mondi di Marco Negri
Il falò delle novità di Stefano Bartezzaghi
Destino a sorpresa di Daniela Marcheschi
In Battaglia. Quando l’uva è matura di Valerio Pelizzani
♦ 
Esposizione di Stefani Zaliani
♦ Quattro pittori per un poeta,  trad. Luigi Cavallo
Scritti sull’Arte di Remo Pagnanelli
♦ 100+1 libri d’artista a c. di Fernanda Fedi e Guido Guidi
Il rottamario. Quasi un anno di vignette di Alessandro Colonna
♦ Chiese e oratori di campagna a Tavazzano di Gabriele Prinelli
Arie da concerto di Alberto Raimondi
Storia delle abbazie tra Chiaravalle e il Po lungo l’Adda di Antonio Mazzi e Ferruccio Pallavera.

 

L’OPINIONE / Interventi:

Politica culturale e territorio; Il ruolo delle mostre oggi; XXVI Salone del Libro di Torino: Il rapporto arte-impresa; ; Lettera ai lettori di Formesettanta; L’obbligo di stare al gioco; Dove va l’arte attualista?; Umberto Eco: lezioni di bibliofilia; Fiere dell’arte e la dimensione commerciale; Artigianato artistico, risorsa dimenticata; La cultura e la veduta corta degli enti locali; La crisi del libro e della lettura; La Biennale d’Arte di Lodi; Cataloghi d’arte, un ponte tra l’artista e il fruitore?; Il ruolo della cultura e i menestrelli dei mercati culturali;La ricetta delle mostre collettive;Teatri e vita teatrale a Lodi

 

 

 

 

 

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“Oltre il Novecento”: un saggio teorico di Amedeo Anelli sul “Realismo terminale” di Guido Oldani

 oldani cop 2 “Oltre il Novecento” è l’ultima fatica di Amedeo Anelli, direttore della rivista di poesia e filosofia Kamen’. Raccoglie un testo teorico sul Realismo Terminale di Guido Oldani, sei poesie inedite dell’autore di Melegnano ed una lunga intervista con lo stesso. Il volume sarà in uscita intorno il 10 maggio prossimo da Ticinum Editore, la casa editrice che ora edita Kamen’, dove si è aperta una collana – “Quaderni di Kamen’ ” – dedicata ai suoi autori.
Il titolo del libro vuol significare il superamento da parte della koinè di Oldani dei caratteri generali della lingua poetica del Novecento e dei suoi modelli, e più esattamente l’ allontanamento da certe sue categorie e suggerimenti (parecchi attivi) che, portati direttamente all’interno del “cursus” dai linguaggi, dai canoni, dai principi teorici e di metodo del Novecento, lo hanno sottoposto a un moto centrifugo e disgregante di forme e contenuti.
Gli “storici” più cavillosi, che sono anche i più noiosi, probabilmente non rinunceranno ad appuntare che l’oltre – il più in là -, s’è già dimostrato, che il Novecento è già stato valicato dai modelli pragmatici, espansivi, dilaganti innescati dal post-theory (attualismo), in cui convive tutto e il contrario di tutto comprese le “forme senza forme”, da rendere eccedente una delimitazione di quadro strutturale. Non curandosi, come dovrebbero,  quel che il critico lodigiano sostiene nella sua incisiva analisi: che la poetica di Oldani è “di quelle che si muovono sulla linea dantesca della poesia europea”, con la quale ha un rapporto “privilegiato e profondo”, fatto di peculiarità etiche, di costume e di saperi. Non solo. Nei testi di Oldani, Anelli non esita a reperire le “istanze” quotidiane che attivano l’attenzione su una società irresponsabile, in fuga da se stessa, e a respingere il tentativo di ridurle a “rispecchiamento mimetico”, che altro non sarebbe che ridurne l’incisività a “categoria della particolarità” (Lukacs), a figura retorica di quell’ analisi hegelo-marxiana, che pensava alla emancipazione delle masse. Mentre nell’Oldani, il loro dire preme sulla pagina per tradursi in fare e nella “faraona cucinata” mette in sintesi le conseguenze di un ripieno dato dal “maggior numero di oggetti possibili” introitati.
Senza negare che – in merito alla poesia del Novecento – sussiste una differenza tra le ultime o ultimissime generazioni novecentesche e quelle dei loro nonni o padri e i figli e fratelli e che i concetti di cultura vengono oggi riformulati dagli esperti in modo diverso, a proposito della poetica perseguita da Oldani, Anelli non esita a sostenere con consapevolezza quel che a suo dire rappresenta: “una coupure” – un taglio – con la poesia italiana del Novecento, non solo perché[…] è una poesia di pensiero e a fondazione etica, ma perché intrattiene forti radici corporee e ha una visione della Letteratura, nonché dell’evoluzione del reale in cui si inserisce”. Nella nostra poesia contemporanea è dunque “una delle poche scritture poetiche architettoniche, memorabili e riconoscibili”.
Oltre il Novecento è un libro particolare nella struttura, non un libercolo o un pamphlet ideologico, ma un saggio di agile dimensione anche se non mancano in esso pagine di non sempre facile fruizione. Pensato per diffondere la conoscenza della poetica di Oldani e delle idee che l’arricchiscono, interpretando il territorio testuale ed esplorano il circostante pensiero critico e la memoria storica. Costituisce un saggio in cui non si concede nulla alla liturgia pedagogica, comunicativa o pubblicitaria. Che semplicemente informa e indaga dentro e fuori la poesia, senza preoccuparsi di risultare in certe sue parti un po’ “faticoso” per il lettore poco addentro al linguaggio della critica e della poesia, rivolto più a “esperti” a cui è facile e istintivo accomodarsi dentro gli scenari complessi. Ma pure un libro che grazie alla accuratezza dell’analisi, aiuta a riconoscere i problemi della rivoluzione novecentesca, le declinazioni, contaminazioni, capovolgimenti.
Da tempo Oldani si muove nella consapevolezza anche sociale della poesia. Dopo l’impervio Stilnostro (CENS, 1985), è stata l’ efficacia immediata e diretta ad avere caratterizzato le raccolte Sapone (Kamen’, 2001) e La betoniera (LietoColle, 2005). Il poeta che dapprima aveva praticato un linguaggio fatto di compressioni e densità semantiche, ha successivamente infiorato procedimenti e partiture della coscienza del presente, denunciando un paesaggio di rovine: “ della cultura, della spiritualità, del vivere quotidiano” (Amedeo Anelli).
Con Cielo di Lardo (Mursia, 2008) e le successive produzioni, la scelta si è precisata e incanalata, fatta Manifesto, finché con “La faraona ripiena”(2010) ha preso tessuto. L’ironia è una delle facce con cui Oldani arriva alla sostanza, alla polpa della realtà, fissa e libera le sue riflessioni, da ad esse un tono diverso: mordace, allusivo, pensoso, ammonitore, satirico, moralistico, correttivo, reprimente.
Dopo la scoperta (anceschiana) che lo infilò nella nuova “linea lombarda”, chiuso il conto con il “fracasso” delle “formule compressive” che ne avevano preso il posto, Oldani s’è messo a punteggiare l’assoluto delle cose che si trasformano, gli oggetti materiali che prendono il sopravvento sull’uomo sino ad annullarlo, mettendosi a “trapanare” una “umanità sgangherata, svuotata, incosciente di sé, stupidamente ferina, senza prospettive e grandezze”.
Dalla rigorosa lettura teorica e critica e dalla intervista che la segue (una prima parte comparsa sul sito di Furio Detti, la seconda inedita raccolta da Anelli) viene fuori, in chiave di interpretazione, quanto il poeta mette alla base del suo comporre attuale, l’ inveramento del paradigma della vita attraverso fondamentali etici e morali.
L’ultimo Oldani , si colloca tra le voci più libere, spontanee e rigorose insieme, del nostro panorama poetico. Può far richiamare il Rebora, poeta che respingeva la soggettività per accentuare l’urgenza del messaggio, ma ancor più fa riandare al lessico di un Betocchi (assimilato in profondità da giovane), del quale sembra recuperare ed estendere segnali di avvertimento e di sottile ironia.

IL LIBRO: Amedeo Anelli : “Oltre il Novecento. Guido Oldani e il realismo esistenziale – Sei poesie inedite e un’intervista a Oldani – Libreria Ticinum Editore, Voghera, 2016, pagg.70 € 10,00

 

 

 

 

 

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KAMEN’ / La regola di Ursula K. Le Guin per le arti: combattere la mercificazione capitalistica

 

La scrittrice Ursula Le Guin

La scrittrice Ursula Le Guin

Col quarantanovesimo numero (n. 48 gennaio 2016) la rivista «Kamen’» è entrata nel venticinquesimo anno di vita cambiando editore: dallo storico Vicolo del Pavone di Piacenza, alla Libreria Ticinum di Voghera.
Il nuovo numero della rivista, diretta sempre dal lodigiano Amedeo Anelli, è impostato su tre sezioni: Letteratura e Giornalismo, Poesia e Materiali. Quest’ultima è stata curata, per l’occasione, da Elisabetta Stacchiotti Binni (umanista, anglista, traduttrice di autori russi e, con il marito editore-curatrice della “Piccola Biblioteca Marchigiana”) ed è interamente dedicata alla scrittrice statunitense Ursula K. Le Guin vincitrice, di cinque Premi Hugo e di sei premi Nebula, i più importanti riconoscimenti della letteratura fantastica.
Le Guin è considerata una delle maggiori autrici di fantascienza per l’attualità dei suoi temi, che spaziano dal femminismo all’utopia, al pacifismo, all’anticapitalismo e che hanno reso i suoi romanzi letti anche da lettori non di genere. Tra i suoi lavori sono da ricordare in particolare “La mano sinistra delle tenebre” e “I reietti dell’altro pianeta” . Il nuovo numero di Kamen’ contiene, bilingue inglese e italiano, il suo Discorso di ringraziamento in occasione del conferimento del National Book Awards e un saggio di Darko Suvin, anch’esso in inglese ed italiano, nonché una nota su Ursula K. Le Guin sulla sua Dichiarazione di Indipendenza delle Arti dal Capitalismo.
Poeta, saggista e romanziera, la scrittrice si dedica soprattutto ai generi di fantascienza, fantasy, letteratura per bambini e/o “giovani adulti”; scrive saggi , ma ha all’attivo anche una decina di raccolte di versi.
Autrice controcorrente, anarchica, anticapitalista, femminista la Guin è nota per avere indagato in saggi e interventi il rapporto tra l’arte e la società nell’epoca capitalistica valutando il fondamentale mutamento prodotto nei rapporti tra l’artista e il corpo sociale nel suo complesso, e in particolare tra i produttori e i consumatori d’arte, la trasformazione delle forme di artigianato artistico in forme d’industria, nonché tutti quegli aspetti che equivalgono a una degradazione dell’opera e alla sua sottomissione ai meccanismi del mercato. In sintesi, l’’arte che vuole mantenersi tale, cioè libera, secondo la scrittrice di Portland non può che essere un’arte contro il capitalismo esistente, contraria all’ideologia di un sistema, che non produce per la classe dominante e rifiuta la dipendenza dai rapporti mercantilistici.
Copertina Kamen' 48Il padre di Le Guin, Alfred L. Kroeber, fu un famoso antropologo e teorico della cultura, professore all’ Università della California, e sua madre, Theodora Cracaw, una scrittrice. Ursula Kroeber conseguì un B.A. al Radcliffe College (Università di Harvard) nel 1951 e un M.A. in Letteratura francese ed italiana presso la Columbia University  nel 1952. Mentre si recava a Parigi, incontrò lo storico Charles Le Guin, che sposò e con cui si stabilì a Portland in Oregon, dove tuttora vive. Tra i numerosi romanzi fantascientifici sono The Left Hand of Darkness (London, Orbit, 1969); La mano sinistra delle tenebre, Bologna, Libra, 1971) e The Dispossessed (New York, Taplinger, 1974; I reietti dell’altro pianeta, Milano, Editrice Nord, 1976). Il romanzo più complesso è Always Coming Home (Oakland, University of California Press, 1985; Sempre la valle, Milano, Mondadori, 1986). All’attivo ha inoltre un gran numero di short stories. Le sue incursioni nella Fantasy Fiction raggiungono il loro apice nel ciclo di Earthsea, pubblicato per una parte tra il 1968 ed il 1972, e, per l’altra, tra il 1990 e il 2001.

 

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ALESSANDRO RICCIONI, “Perimetri e Distanze”

RICCIONI AlesPerimetri e Distanze è il titolo che il bibliotecario “di montagna” Lizzano in Belvedere (Bo) Alessandro Riccioni, classe 1956, ha dato al suo ultimo lavoro editato da La Vita Felice di Milano, ultimo di una serie partita nel 1998 con Sottopelle e andata avanti con Di quarzo e terra (2002), Chiedimi il rosso (2003), Il mare in salita (2007) Bisestile(2010), intervallati dal romanzo Nero arcobaleno e da diversi libri per bambini.
Perimetri e Distanze si compone di una cinquantina di “tessiture” – “un esercizio nuovo/decidere distanze”, “un movimento /all’angolo dell’occhio”, “un lento rovesciarsi delle cose/ come per dire “Ecco, ti sia felice il passo” –in cui l’autore setaccia memorie ed esperienze del cuore e della mente. Tra Bisestile, di cinque anni prima e la nuova raccolta, il linguaggio si è fatto colto, rodato nell’usare le parole e nel dare ragione alle cose. In cinque anni sono successe molte cose in poesia e in narrativa, in Italia e fuori. Il mondo che s’incontra è più che Riccioni-mincambiato. Non è più impostato su figure allo sbando, anche se lo sbando lo si incontra facilmente non solo nei ritratti che sintetizzano indoli particolari, inquietudini e ambiguità.. Raro ma non impossibile incontrare nelle poesie d’oggi presenze umane dalla fisionomia incisiva, si è tornati un po’ tutti alle parole, le quali possono imprimersi nella mente e diventare proverbiali, ma anche perdersi nel ritmo, nell’attualità, nell’immersione produttiva. Hanno valore emblematico a sé, non per le vicende vissute e interpretate; osservano una ricerca e una tendenza al protagonismo, disseminando una pluralità di filoni, il che non preclude affatto, è chiaro, di raggiungere risultati egregi grazie a una miscelazione accorta, a una indulgenza di comprensione.
Nel prologo a Perimetri e distanze dell’artista e filosofo fiorentino Michelangelo Tomarchio Levi, lo sforzo è rivolto a teorizzare il linguaggio e la poetica di Riccioni in chiave di “cruciverba” o di “labirinto”, dove le parole enunciano verità sminuzzate, che dicono alcune cose e ne nascondono altre.
perimetri-e-distanze-265288Compositore maturo, fedele alla vita vissuta e pensata, attento all’emozione e al senso dell’emozione, Riccioni è un poeta capace di scaricare addosso al lettore parole e ritmi carichi di energia; con una capacità nel portare avanti e indietro in maniera eccellente gli esiti di una applicazione accorta e continuata fatta di parole intelligenti, aggressive e fresche. E’ una poesia che “perimetra” parole e le impila, misurando tra l’una e l’altra la “distanza” dal senso, realizzando così una poesia scaltra che coinvolge il lettore in una sorta di dedalo, a interrogare, discernere, interpretare, ad andare al di là del suono, del ritmo e rendersi complice della distanza tra lui e il poeta.
Riccioni sembra voler tenere sullo stesso piano le parole del proprio diario e il lettore chiamato a riempire con altre unità di misura linee esterne e lontananze. E’ un registrare minuzioso, un interrogarsi e interrogare, che invita il lettore a ripercorrere e a integrare l’esperienza fatta di memorie di contorni e di stagioni.

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COLLEZIONISTI PRIVATI INTERPRETI DEL GUSTO

Non capita di frequente, anzi, non accade quasi mai, che un critico curatore di una mostra di successo, come quella che ha portato al Museo della Stampa di Lodi 60 stampe originali d’arte antica da Dürer, a Rembrandt a Goya, conceda merito pubblicamente in un catalogo, all’importanza non marginale di un collezionista, tirandolo fuori dal solito elenco dei “prestatori” corpo 6, che nessuno legge e dalle abituali “caricature”:”Un collezionista? Un maniaco inoffensivo”  Gipponi 60 maestriOppure, al contrario, “un astuto speculatore”.O, ancora, “Un signore della buona società che ha ereditato”. O a ltrimenti, “uno che fa investimenti alternativi”. Solo se la collezione è quella di una banca o di una istituzione pubblica viene presa sul serio, suscita considerazione e raccoglie meraviglia, se ne parla e scrive con grande rispetto ed enfasi. Se no, viene considerata un divertimento narcisistico e un po’ frivolo. L’idea che circola delle collezioni private e dei collezionisti è non più che marginale. Solo da quando il collezionismo privato ha iniziato a colmare le lacune del pubblico, magari perché rafforzato da disposizioni fiscali, si è cominciato a coglierne il preciso significato e l’influenza, invisibile ma importante dell’amatore di stampe. Nell’intervento che accompagna in catalogo l’esposizione, da poco terminata, dei maestri della stampa d’arte antica, che ha raccolto un significativo e selezionato successo frutto di valutazione ed elaborazione critico-culturale, e di accertata qualità, Tino Gipponi, un po’ a sorpresa, individua nella collaborazione  con il collezionista pavese Giuseppe Simoni, il merito di avere aiutato il volo dell’iniziativa. A Simoni, amatore curioso e appassionato conoscitore della storia dell’incisione e dei suoi percorsi artistici,  sono riconosciute quelle qualità che permettono di “distinguere e comparare”, non solo, ma di farlo senza rinunciare alla “saggezza del dubbio”, cosa che permette di separare i capolavori autentici dalle tirature prive di certezza, “semifalse” o tardive, differenziandosi “dal collezionismo dei non intenditori o non competenti”. “Collezionisti – ricorda Gipponi. Forse facendo mente anche a sé stesso –  non si nasce, si diventa a poco a poco con l’orizzonte della attesa per diventare vero connoisseur, con studio e comportamenti coerenti per raggiungere infine il grado di competenza cui contribuisce la sensibilità”. L’attenzione assegnata allo studioso pavese non è solo un atto dovuto a una esperto di linguaggi e di percorsi , ma ha la prerogativa di ri-orientare l’ interesse sul collezionismo privato, sul suo ruolo e preparazione, in grado di intervenire (cosa che pochi gli riconoscono) sulle trasformazioni dell’occhio a vantaggio di quei valori nuovi; intervenendo quindi con il proprio ruolo in quelle trasformazioni che coinvolgono storici dell’arte e studiosi eruditi, ma anche la moltitudine  che guarda le opere. Il collezionista privato – ricorda il polacco  Pomian, autore della voce Collezione, in Enciclopedia Einaudi, III, Torino 1978,  è un “tipo culturale”. Le idee che veicola, entrano nei cataloghi e nei libri, ispirano esposizioni temporanee, portano a far uscire dai depositi tante opere. Indirettamente, ne modificano la stessa apparenza. Non è solo lo sguardo dello spettatore che cambia, è l’arte stessa, il giudizio che di essa si dà. Fatto di cui ogni Storia deve tenere conto, nei limiti consentiti dai documenti. Anche l’arte della stampa originale non è mai fissata una volta per tutte, né nel suo aspetto di godimento, né nella sua dimensione semiotica. E questo lo ha espresso anche la grande mostra tenuta al Museo della Stampa e della Stampa d’Arte.
Bene ha fatto Gipponi a  mettere attenzione sul collezionismo. Oggi, il collezionismo rappresenta la sintesi tra diversi fattori: valore, cultura ed estetica. A questa sintesi, purtroppo, non si offre mai credito. Il collezionismo è un fatto dinamico: seleziona, scopre, favorisce nuovi modelli ed occasioni espositive, contribuisce ai processi di formazione del valore artistico, a volte anche sottraendosi ai meccanismi del mercato. Non è davvero poca cosa.

Il libro: Tino Gipponi, La stampa d’arte antica. 60 capolavori da Durer, Rembrandt a Goya – Ed. Museo della Stampa e della Stampa d’Arte – Fotografie di Giuseppe Simoni –  Tip. Sollecitudo Arti Grafiche, Lodi, pag. 115, 2015, s.i.p.

( Nota pubblicata sul quotidiano del lodigiano e del sudmilano “il Cittadino” il 1 dicembre 2015)

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PRESENTAZIONI: Giovanni Menzani, “L’odore della plastica bruciata”; Anna Tassotto, “Semi”

Lo scrittore piacentino GIOVANNI MENZANI

Lo scrittore piacentino GIOVANNI MENZANI

L’Imbuto ospita un incontro letterario negli spazi del Centro Donna di Lodi, durante il quale verrà presentato il libro “L’odore della plastica bruciata”del piacentino Giovanni Battista Menzani moderato dall’Associazione Adelante. Seguirà una lettura del racconto di Anna Costanza Tassotto Verdi, già presentato al Castello Sforzesco in occasione di Bookcity e alla Fabbrica del Vapore di Milano  durante Mediterranea 17 Young Artists Biennale, per la quale la giovane lodigiana stata selezionata come scrittrice italiana.
L’odore della plastica bruciata di Giovanni Battista Menzani narra una immensa periferia fatta di svincoli auto stradali e prefabbricati, outlet di cartapesta e cartelloni pubblicitari. Descrive un panorama desolante e spietato, popolato da persone disilluse e incattivite, apparentemente senza prospettive in un contesto sociale degradato e sfilacciato, caratterizzato dalla precarietà e da una pesa nte crisi economica. Quello di Giovanni Battista Menzani è un esordio narrativo potente in cui l’ autore, con humour spietato e preveggente, racconta le sorti del nostro tempo con una cifra stilistica disincantata, mai cinica o crudele, ma dotata di grande sensibilità e carica umana. L’odore della plastica bruciata raccoglie tredici racconti tra il surreale e il grottesco, in cui si ritrovano piccoli frammenti di una vicenda umana più ampia, assurda e commovente. Un mondo che è il nostro e allo stesso tempo un altro. Un mondo all’eccesso, in cui cose che conosciamo crescono enormemente e giganteggiano, accettate dai personaggi come normali, senza ribellioni o fughe.

La scrittrice lodigiana ANNA TASSOTTO

La scrittrice lodigiana ANNA TASSOTTO

*Semi di Anna Costanza Tassotto Verdi è invece ambientato in un futuro prossimo plausibile e per questo tanto inquietantei,  descritto sullo sfondo di un freddo mondo scandito da regole governative severe. La protagonista Amalia si muove lieve, oscillando tra il ricordo di ciò che è stato e la percezione di quanto invece è: una realtà fatta di logiche produttive rigide e senza scampo, dove chiunque perda la possibilità di sostentarsi non ha più diritto alla propria libertà. Il racconto è una piccola storia di coraggio, quel coraggio banale ma straordinario che serve per vivere una quotidianità grigia con la determinazione di portare il bello dove non c’è.

Sabato 28 novembre Centro Donna Lodi, ingresso via Carducci 7

 

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MARGHERITA RIMI, “Nomi di cosa – Nomi di persona”

 

SENZA LE PAROLE NON C’E’ LA PERSONA

 Una nuova raccolta poetica di Margherita Rimi
presentata da Amedeo Anelli

Scan_Pic0019Nomi di cosa –Nomi di persona di Margherita Rimi –  medico neuropsichiatra e poetessa alla quale ha dedicato spazio il n. 48 di  “Kamen’ -, è il nuovo titolo del Catalogo Marsilio, dove già  è presente con Era farsi. Nel risvolto di copertina – questa affidata a una suggestiva foto del quartiere Kalsa di Palermo di Letizia Battaglia, nota come “fotografa della mafia” e per  prediligere la vita quotidiana, i soggetti femminili, gli sguardi dei bambini, i quartieri, le strade e i volti del potere -, in una densa nota segnaletica Amedeo Anelli  la presenta come “una delle voci meglio individuate del panorama letterario”, riconoscendogli “ritmi e sintassi originali” in cui lingua siciliana, francese e inglese concorrono ad aumentarne la dimensione e il senso senza “coloriture”.
Suddivisa in otto sezioni, Nomi di cosa –Nomi di persona  non si discosta per lingua e vocabolario dalle precedenti raccolte. E anche nei contenuti riprende quanto affrontato nella presentazione di “La Civiltà dei bambini” prefata da Daniela Marcheschi a cura del Centro Internazionale di Studi Europei Sirio Giannini.
La Rimi compone, articola e sviluppa la sua arte poetica  tra domande e risposte. “In presa nel terreno con le radici”, come scrive Anelli.  L’invito è a pensare, a scoperchiare cosa c’è dietro alle apparenze e alle parole. Mette a raffronto la realtà degli adulti e gli ”ingrandimenti” dei bambini. Fa capire come la lingua infantile entrando in rapporto col linguaggio poetico ne ”asciughi” lo stile e lo salvaguardi dagli eccessi.
Il suo è un canto fatto di preposizioni, lemmi, contenuti “diversi” da quelli che siamo abituati a trovare nella poesia contemporanea. Intreccia la declinabilità con il mondo dei bambini,  l’handicap e la neuropsichiatria. Non è  di tutti i giorni.  E non va confusa per esperienza eccentrica, di pensieri mai pensati e di parole che non sono state ancora dette. Ma è frutto della conoscenza, che afferra là vita là dove appare e scompare, provocando effetti di dissonanza, di distanza, di shock.
La Rimi convince e appassiona non solo per lo stile (verso breve, unità ritmiche, sequenze veloci, accenti, percussionimargherita_rimi-c7fa8 insistenti, linguaggio semplice, incedere per levare, costruzioni e percorsi,  ripetizioni, sonorità siciliane, rallentamenti, soste, tono mai patetico e strappalacrime ecc.), per come sa mettere in canto il “pensiero divergente” dei bambini con patologia o non. Nelle sue composizioni ci sono però anche ideali, sentimenti, il senso del reale; c’è la disciplina del linguaggio, e prima ancora c’è l’attenzione nel raccogliere e sviluppare i materiali. Tra questi, naturalmente, i vocaboli dei bambini, innervati in percorsi fondamentali, che ne valorizzano la  sofferenza. Dalla esperienza e dalla testimonianza di questa voce poetica, unica nel panorama della poesia italiana contemporanea, il lettore non può che esserne colpito.

Nomi di cosa –Nomi di persona, poesie di Margherita Rimi, pres. Amedeo Anelli, Marsilio Editori, Venezia, 2015, pp. 150 ril., foto in copertina di Letizia Battaglia, €20,00

( Nota d’arte pubblicata sul quotidiano “il Cittadino” di Lodi il 23 novembre 2015)

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AMEDEO ANELLI E SANDRO BOCCARDI in “42 VOCI PER LA PACE”

Scan_Pic0013Sulla grande guerra 1915-’18 si sono avute testimonianze innumerevoli di poeti e scrittori durante e negli anni successivi: da Gadda a Giani e Carlo Stuparic, da Alvaro a Slataper, da Ungaretti a Saba, da Stanghellini a Monelli, da Spallini a Marianetti, per citarne alcune. Tante quante le tombe, quanto i campi di battaglia, i cimiteri di guerra meta e le occasioni di commemorazioni.
Come in ogni guerra, propaganda e censura trovano un fervore di servizio pervasivo ad opera dei governi. Il repertorio artistico incrementa: pitture, monumenti, romanzi, commedie, inni e cori vengono rivolti a rendere “onore” alla tragedia. Nel risonante labirinto non mancano pertanto i tentativi di vincere il tempo con folgorazioni liriche o poetiche, che portano l’acume della sensibilità al diapson attraverso tutti gli accordi possibili.
Ma che senso può avere oggi, sia pure nel centenario di quella Prima Guerra Mondiale, affidare alla poesia, come ha fatto Pontedilegno MirellaCultura, di ravvivare la memoria di quegli avvenimenti lontani?
Il poeta – spiega bene Eugenio Fontana nella prefazione alla raccolta “42 voci per la pace”(Nomos Edizioni, 2015, €14,90) – “non è uno storico. Non tocca lui descrivere i fatti, gli eventi, i giorni della tempesta”. A lui tocca “aprire la mente”, e il cuore aggiungiamo noi. “Varcare le frontiere del tempo e dello spazio”. E questo – va detto – tutti i poeti, noti e meno noti, inseriti nella piccola raccolta antologica resa possibile dal progetto di MirellaCultura (ispiratore Andrea Bufferetti suo presidente) e dal Comune di Ponte di Legno, vi  corrispondono con immagini vibranti – di succo, direbbe Raffaele Carrieri -, tessendo una ragnatela che combina le forme, naturalmente diverse, con un messaggio unico, da tutti augurato e santificato di Pace.
Tra le 42 voci, non c’è solo lo sguardo lanciato sul mondo dei morti del sensibilissimo Franco Loi, cantore in Se vardi el mund del tempo, della vita, della morte, dei desideri,dei colori, del vurèss ben, ma anche quello di due lodigiani, Amedeo Anelli, fondatore e direttore della rivista “Kamen’” e Sandro Boccardi, inserito da Luciano Anceschi in una sua vecchia antologia e presente nelle edizioni Scheiwiller.
Breve la silloge di Anelli: “Dal 1915”, canta la neve e il silenzio custodito: perché “Solo la neve sa trattenere la pace e il ricordo/ed i nutrimenti della terra viva di stagioni/ e di corpi vivi di terrori e di affetti”. Ricca di citazioni la composizione di Boccardi. “Pace, avventurosa Chimera”, Boccardi fa richiami, a Isaia, al Petrarca del Canzoniere e al Don Giovanni di Mozart , non trascurando un brusco passaggio, alla striscia di Gaza.
In modo unico e personale si esprimono Lino Angiuli, dei servizi culturali Rai, Alessandro Rivali, Gianni Gasparini, la dialettale Franca Grisoni, la marchigiana Marisa Berciargli, Marisa Brecciaroli, Tiziano Brogliato, Adam Vaccaio, Silvia Venuti, Alfredo Tradigo, Fabio Scotto, Fabia Squatriti, Mario Rondi, Fabio Posterla, Meeten Nasr, Matteo Munaretto, Gianpaolo Mastropasqua, ecc. 42 voci per la pace è illustrato dal pittore, scultore e grafico locale Edoardo Nonelli.

 

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Milano “città effimera”, un libro di Pietro Redondi e Franco Confalonieri

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Arte, tecnologia, esotismo all’Esposizione internazionale di Milano del 1906 nelle foto di Leone Soldati e di Vincenzo Conti

Le Edizioni Gabriele Mazzotta  hanno pubblicato un importante volume dal titolo “Città effimera. Arte, tecnologia, esotismo all’Esposizione internazionale di Milano del 1906” a cura di Pietro Redondi e Franco Confalonieri. Il libro presenta testi e fotografie inedite relative al grande evento del 1906, anno in cui Milano festeggiava l’apertura del Traforo del Sempione, la galleria ferroviaria più lunga del mondo, con l’Esposizione internazionale che coinvolgeva i maggiori Paesi del pianeta.
Il volume in bicromia è stato realizzato in collaborazione con l’Università degli studi di Milano-Bicocca, grazie al contributo della Fondazione Tronchetti Provera.
La novità del libro “Città effimera. Arte, tecnologia, esotismo all’Esposizione internazionale di Milano del 1906” è  nelle inedite immagini  scoperte tra migliaia di stampe e lastre stereoscopiche di Leone Soldati e Vincenzo Conti. Si tratta di fotografie differenti da quelle ufficiali finora note, anche se talora i soggetti si ripetono. In prevalenza sono di istantanee e reportage condotti dai due fotografi (dilettanti) milanesi, un medico e un futuro ingegnere. Grazie akke koro immagini è possibile scrutare nell’Esposizione con occhi  contemporanei.
Il volume è una vera e propria antologia. In 180 scatti (esterni e interni) ai vari padiglioni, ai monumenti e ai chioschi, accompagnati da puntuali descrizioni tratte da giornali e dalle riviste dell’epoca,  talora a firma di figure eminenti dell’industria e della cultura di allora, come Giovanbattista Pirelli o il letterato Ugo Ojetti.
Il libro è opportunamente suddiviso in sezioni: “Art Nouveau e gusto dell’esotico: le fotografie dell’Archivio Soldati”, “L’Esposizione e i suoi visitatori: fotografie dell’Archivio Conti” e “Interni e particolari – Città effimera” e si avvale di una interessante introduzione di Pietro Redondi, ordinario di Storia della Scienza dell’Università di Milano-Bicocca.
La pubblicazione è stata accompagnata da una mostra  curata dallo stesso Pietro Redondi, ideata e realizzata dall’Università degli studi di Milano-Bicocca in collaborazione con la Fondazione Tronchetti Provera, aperta dal 1 maggio in concomitanza con l’inaugurazione di EXPO.
Il volume della Mazzotta da spazio agli accadimenti del 1906 a Milano,  prima e durante lo svolgimento della grande Esposizione internazionale dedicata ai trasporti e all’innovazione in tutte le sue forme, dai mezzi di comunicazione alle arti applicate e sociali. L’evento sorgeva su due aree collegate da una ferrovia elettrica sopraelevata: il Parco Sempione da un lato e dall’altro la spianata della Piazza d’Armi, dove più tardi sarebbe nata la Fiera Campionaria.
Le sue mostre di allora spaziarono dai trasporti ferroviari ai marittimi all’aeronautica, dalle arti decorative all’igiene, dall’automobilismo all’architettura, dall’agraria alla previdenza sociale.
I padiglioni nazionali di tutti i maggiori paesi del mondo – dall’Austria alla Cina, dall’America Latina alla Russia, dal Belgio al Canada -, offrivano da soli una grande esposizione dii architettura. Così come i tantissimi chioschi di aziende e associazioni: dalla Krupp alla Società della Pace, dalla Fratelli Branca al Cinematografo Pathé, dalla Pirelli alla Società Umanitaria, dall’Eternit al Lysoform offrirono uno specchio eccezionale della società della Belle Époque.
Di tutta questo è rimasta  la sola testimonianza dell’edificio liberty dell’Acquario. Per tutto il resto  non restano che le immagini fotografiche ufficiali, pubblicate allora e più volte ripubblicate ai nostri giorni. Il libro di Pietro Redondi e Franco Confalonieri con le riprese di Leone Soldati e Vincenzo Conti costituisce perciò un documento di raro valore

Caratteristiche editoriali: formato 22 x 24 cm, 328 pagine stampate in bicromia, 180 illustrazioni a piena pagina, legatura in brossura, copertina stampata a 4 colori, plastificata. Prezzo di copertina € 45,00, ISBN 978-88-202-2013-6, disponibile in Expo presso lo Spazio Maldive del Cluster Isole, Mare e Cibo. Si può acquistare online sul sito www.mazzotta.it e nelle librerie. 

 

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