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GIANCARLO SCAPIN, ricordo di un grande ceramista della forma

Scapin E’ morto Giancarlo Scapin, un grande maestro della ceramica artistica contemporanea. Di Schio, ha fatto conoscere i suoi lavori a mezza Europa, compresi ITS Cesaris e Villa Vistarini, dove lo ricordano perfettamente per la sua didattica, per come ha appassionato gli studenti dell’istituto con una dimostrazione di sapienza e di mestiere, interessandoli al significato dell’ operare e ai contenuti: soggetto, genere, iconologia, gusto, elementi culturali, sociali, rituali, eccetera.
A noi spetta ricordarlo non per la circostanza, ma perché lo teniamo presente come uno degli  artisti  impegnati a rendere chiare le leggi di combinazione, di costruzione e gli aspetti di occasionalità che sono in ogni fare artistico. Nel produrre oggetti d’arte non c’è alcun intervento “divino” o “superiore”, amava dire, togliendo di dosso all’artista quella patina di muffa che i secoli gli avevano appiccicato.
Nella pratica aveva caratteristiche tutto personali: sapeva mettere in sintesi dinamica gli elementi e muovere le strutture dell’immaginario. I lodigiani hanno visto in lui un creativo coinvolgente, un grande artigiano di professata chiarezza  intellettuale. Ma anche l’autore di opere di grande appagamento estetico.
Scapin era un cultore non solo della materia-terra, ma dei suoi collegamenti rituali e antropologici. Non era, per dirla in breve, un semplice sostenitore dell’emozione e della regola.
Colpiva la sua energia, la vitalità, la manualità, la forza delle idee con cui sosteneva l’importanza del lavoro umano. Metteva grande impegno nel darne dimostrazione. Nel manifestare padronanza e continuità di rapporto tra la mano e la mente.
La sua produzione è connotata di valori, ricerca, poesia, sensibilità umana. Di lui in vita,  molti han detto era un creatore di emozioni. E’ stato un vero artigiano di mestiere, un maestro della forma. Che rifiutava la neutralità. Nella forma – in essa e con essa – egli cercava il valore. Il valore intimo, il valore plastico, l’accordo “musicale”.  Era un conoscitore straordinario di materiali e della loro applicazione. “Sono elementi importanti”, diceva.”Si inseriscono e muovono i processi creativi”.  Congiunti alle motivazioni. Saldati all’alta professionalità. Insieme alle variabili: mistiche, idealistiche, corporee, fatturali e sentimentali. Tutte cose a cui Giancarlo Scapin credeva e con cui aiutava a “gustare” i risultati. Coinvolgendo sul fronte ampio della cultura.

 

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