Archivi tag: grafica d’arte

Dario Delpin prossimamente a Carte d’Arte

La XX edizione di Carte d’Arte, la nota iniziativa di grafica promossa dalla Associazione Monsignor Quartieri collegata alle Stanze della Grafica d’Arte, che ha quest’anno in programma, a cura di Gianmaria Bellocchio, un omaggio all’editore e stampatore Franco Sciardelli (1913-2015), fermerà l’interesse oltre che su uno dei maggiori stampatori italiani e stranieri, sui tanti fogli “tirati” a mano da Dario Delpin, un artista friulano che vanta in curriculum la collaborazione con poeti e scrittori isontini-friulani (Marin, Macor, Bartolini), rivelandosi abilissimo in un’arte di lontana tradizione, fatta di luce, di abili segni e di buoni sentimenti.
Autore di circa seicento tra incisioni dirette (bulino, punta secca, maniera nera) e indirette (acqueforti, acquetinte, matite o vernice molle), Delpin ha scoperto la grafica negli anni ’80 rivelandosi, cammin facendo, autore di non comune energia e consuetudine riflessiva da conferire al segno una carica espressiva individuale, in particolare nella rappresentazione di ritratti, paesaggi friulani, momenti vita contadina, mestieri e tradizioni perdute. Figlio d’arte, dopo avere esplorato caratteri umani, angolature veneziane e tranquilli scorci di paese che indussero Paolo Bellini, docente di Storia del Disegno e della Arti Grafiche alla Cattolica di Milano a domandarsi in prima battuta a chi poteva “interessare un’arte che non grida… opere che non contengono alcuna forma di provocazione?, Delpin è sempre passato per un incisore normale, sottratto alle facilonerie critiche che non esitavano a vedere in ogni incisore friulano un rapporto o dipendenza coi vari Barbisan, Bianchi Barriviera, Tramontin, Un “autodidatta”.
Sono parole sue: “Non ho mai avuto un modello da seguire, non ho mai aderito a correnti o mode. Un po’ per il mio carattere riservato, un po’ per scelta, ho sempre costruito in tutta indipendenza e libertà il mio percorso artistico, con i miei tempi, i miei limiti, le mie conoscenze, le mie emozioni. Ho fatto sempre ciò che mi piaceva fare, ciò che mi sentivo di fare in quel momento senza alcun tipo di costrizione e, forse, anche po’ controcorrente”.
Il cammino dalla giovinezza alla maturità lo hanno portato a parlare attraverso oggetti latori di messaggi. Nelle sue opere c’è il richiamo del tempo, il richiamo della povertà che nelle sue terre fu profonda e dura, l’anima di una storia sofferta e nello stesso tempo affrontata con dignità, mai con rassegnazione, forse velata di malinconia.”
Per ciò, da più parti, è stato definito un artista “fuori dal suo tempo”. Uno dei pochi che cercano di arricchire il discorso della grafica con la nitezza del disegno, trasferendo in un segno descrittivo sensazioni raffinate e familiari, preziose. Delpin trasmette con la sua arte ritmi tranquilli, che dispiegano liricamente la memoria.
Il suo è un raccontare semplice il respiro della vita. Il tono è forse un po’ sentimentale, meditativo, lontano dalla fretta della società contemporanea che si affida al virtuale (quando va bene) e non sa riconoscere le emozioni della poesia. Nelle sue immagini tutto è fermo. Anni fa, poco prima di morire Franco Solmi, allora direttore della Galleria d’arte moderna di Bologna colse nella sua grafica “una strana magia allucinatoria” . Il legame col territorio friulano, il paesaggio e le cose, la civiltà contadina ne hanno fatto un artista lontano dalla retorica del presente.

 

Nota apparsa sul quotidiano “Il Cittadino”

Annunci
Contrassegnato da tag , , ,

“Le stanze della grafica d’arte” / Viaggio nella grafica italiana

LUIGI BARTOLINI

LUIGI BARTOLINI

Cambia denominazione Carte d’Arte: da quest’anno sarà Le Stanze della Grafica d’Arte. Insieme modifica la tradizionale struttura compendiando nella organizzazione tre sezioni espositive: una dedicata a incisori e litografi attivi nel mondo della stampa d’arte (Carte d’Arte); una seconda (Protagonisti e Maestri), intesa a ricordare artisti di particolare importanza e valore e risonanza; una terza (Attività), a far conoscere istituzioni, stampatori, editori, circoli collegati al mondo della stampa d’arte.
L’ampliamento introdotto dall’Associazione Mons. Quartieri presieduta da Gian Maria Bellocchio è rivolto a dare un quadro dei collegamenti che accompagnano le stampe d’arte dal momento dell’invenzione del soggetto alla fruizione finale. Proprio nella dimensione di un’attenzione più ampia al mondo della grafica originale d’arte è da leggere la scelta dell’associazione che da una ventina d’anni è impegnata sul piano di un consolidato programma espositivo di ricerca e valorizzazione delle testimonianze più eloquenti della cultura grafica nazionale.
L’ “offerta” di quest’anno, curata da Patrizia Foglia, nota studiosa esperta di storia, indirizzi e contributi di una certa originalità, e da Gianmaria Bellocchio, si incentrerà su un “omaggio” a Luigi Bartolini, senza dubbio uno dei più quotati maestri dell’incisione italiana, autore di esemplari unici o rari. L’nconetano, autore di 1400 opere incise, è considerato artista raro e sanguigno che “urtava”, come lui stesso riconobbe,contro tutti e contro tutto”, una delle “eccellenze” del ‘900 italiano vissuta costantemente con grande intensità poetica.
Una seconda sezione sarà riservata a far conoscere Ermes Bajoni di Bagnocavallo, autore di formazione autentica improntata a soggetti umani e a racconti che sfruttano il dato “quotidiano”. Vincitore del XIV Premio Sciascia organizzato dall’’associazione degli Amici di Sciascia con i Musei Civici di Milano, saranno con lui il vicentino Ivo Mosele, curatore dell’archivio del maestro della tradizione veneta Tono Zancanaro, e autore di personaggi immersi nel quotidiano che di volta in volta svelano tracce di svelamento e di nascondimento, il magentino Ernesto Saracchi, autore di racconti per immagini costruite sulla memoria, la piacentina di Carpaneto Roberta Boveri, allieva di Bruno Missieri autrice di trasparenze e luce avvalendosi di tecniche diverse e sperimentali.

Nota pubblicata dal quotidiano IL CITTADINO sabato 3 settembre 2016

TEODORO COTUGNO FLAVIA BELO' il critico PATRIZIA FOGLIA

TEODORO COTUGNO
FLAVIA BELO’
il critico PATRIZIA FOGLIA

Una terza sezione è invece dedicata ai 40 Anni del Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande, diretto da Gabriella Casarico. Quarant’anni possono essere o sembrare molti o pochi, a seconda di come li si viva. Quelli del centro ospite di palazzo Galloni a Milano hanno convertito la vita artistica sul Naviglio. Tra gli artisti di casa nostra che sono transitati si richiamano: Sara Montani, Teodoro Cotugno, Flavia Belò, Paola Maestroni, Luigi Poletti, Vittorio Vailati e Franchina Tresoldi.
Al fine di non perdersi tra le cinquanta e oltre stampe d’arte che saranno alle pareti di via Polenghi, segnaliamo da ora: l’acquaforte-bulino “Verwirrug” di Eva Aulmann, artista straordinaria per carattere e visionarietà; la sequenza in 4 lastre lavorate a puntasecca e a maniera nera “Crepuscolo” di Mario Cattaneo; l’omaggio al “Liocorno” in chiave di atmosfera surreale di Angela Colombo e quello di gusto lirico di Flavia Belò; l’ acqueforte di Teodoro Cotugno che restituisce corposità poetica a un “Sentiero d’inverno; l’“Albero delle stagioni” che conferma le convinzioni grafiche di Umberto Faini. Segnaliamo ancora: le “Scritture arcaiche” di Fernanda Fedi e quelle a “Prova di volo” di Gino Gini; la puntasecca e acquatinta di un Calisto Gritti; l’acquaforte, puntasecca, acquatinta al sale “Rain forest 1” di Silvana Martignoni; “Melograni”, acquaforte acquatinta su tre lastre di Roberto Rampinelli; “Albero prigioniero” di Girolamo Tregambe, esemplare maestro bresciano, scomparso da poco.

Le Stanze della Grafica d’Arte – Spazio Arte Bipielle, via Polenghi Lombardo a cura Associazione Monsignor Quartieri, Mostra collettiva di grafica originale d’arte – Inaugurazione 1 ottobre p.v.

 

 

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

DEDICATO ALLA XILOGRAFIA IL N.96 DI”GRAFICA D’ARTE”

La copertina di "grafica d'arte" dedicata alla silografia

La copertina di “grafica d’arte” dedicata alla silografia

 Il n.96 di grafica d’arte, la rivista dell’incisione antica e moderna e storia del disegno fondata e diretta da Paolo Bellini, pubblicata dalla Edi.Art e inserita in B.H.A (Bibliographay of the History of Art) è interamente dedicato alla silografia italiana del XIX secolo con fitti contributi di specialisti: Giuliano Basilico ( Thomas Bewick e l’incisione su legno di testa), Daniele Vasta (Le riviste illustrate italiane del XIX secolo), Francesca Mariano (La silografia italiana nel periodo dell’Ottocento: storia, tecnica e protagonisti), Barbara Germani (Ernesto Mancastroppa ), Francesco Parisi (L’illustrazione sul legno di testa, dal bel taglio alla silografia originale ), Matteo Chiarelli ( Le”gemme d’Arti Italiane”), Alberto Milano ( Giovanni Antonio Meda: Un “incisore in legno ed in qualsivoglia metallo” ), Giovani donne nelle xilografie del XIX secolo. Alle varietà delle proposte, non avrebbe stonato l’aggiunta di una scheda per ricordare Clelia Alberici e Giorgio Lise, per molti anni direttrice e conservatore della Civica Raccolta delle Stampe Bertarelli, raccoglitore e autore di importanti cataloghi sulle stampe popolari lombarde ed anche Luigi Servolini, grande studioso di storia dell’incisione e fondatore a Carpi del primo museo italiano della xilografia, citati in ogni caso nelle ricche note  che accompagnano i singoli saggi .
La silografia o xilografia o xilo  rispetto alle altre procedure grafiche presenta indizi tecnici caratteristici: la pressione, lo spessore dell’inchiostro, le micro sbavature, le irregolarità naturali del legno, tarlo, fenditure, nodi, venatura che a volte sono utilizzati dagli artisti come elementi espressivi. Non sempre, anzi ormai molto facilmente, tutte cose che non si ritrovano nelle xilo di autori recenti. All’uso faticoso del legno essi hanno sostituito materiali alternativi, come il linoleum (più facile da lavorare perché senza venature), PVC, plexiglas, sughero, compensato, gesso, eccetera.
A seconda delle procedure si ottengono risultato di diversa forza e caratteristiche, tali da suggerire l’esplicitazione della “fisicità” del materiale utilizzato. Per dirla con Dino Formaggio (Fenomenologia della tecnica artistica), nella “pienezza multilaterale della loro implicita funzionalità artistica” i materiali contribuiscono alla sapidità e gustosità del risultato artistica. Anche se poi sono sempre l’invenzione e la creatività a procurare l’apprezzamento pubblico, al di là della classificazione tecnica.

Il numero 96  di “grafica d’arte” è completato da una ricca sezione di recensioni dei seguenti volumi: P.Bellini, L’opera incisa di Giovanni Francesco Grimaldi (a c. di Daniela Vasta); B.Barnes, Michelangelo in Print (di Giorgia Marini), T.Ketelsen – O. Halin – P.Kuhlmann – Hodich, Gli olandesi a Dresda: metodologia per lo studio del disegno nordico del Cinquecento ( di Willem te Slaa e Giorgio Marini); Z.Zavoli , La raccolta di stampe Angelo Davoli ( di Chiara Panizzi) C. Morganti (a c.) Henry de Groux (di Stefani Allegrati); S. Aloisi – E. Boreau (a c.), Henry de Groux – Le Visage de la Victoire (di Benedetta Spadaccini); F. Parisi, Carlo Romagnoli. Gli anni della scuola libera del nudo (di Giorgio Marini); Premio Acqui, Biennale internazionale per l’Incisione (di Francesca Mariano); M. Fiori – M. Dall’Acqua (a c.) Annuario 2013 Associazione Liberi Incisori Bologna (di Carol Morganti).

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Annunci