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Gigi Montico al Caffè Letterario: prosegue l’avventura ludica

L’interesse di Pierluigi Monticane (alias Gigi Montico) per la matrice surreale e qualche attrazione dada è nota, ma questa volta non confonde molto della sua esperienza coi mentori delle fasi surrealiste; e meno ancora con coloro che hanno impresso un timbro a esperienze posteriori e susseguenti: astrattisti, informali, suprematisti, costruttivisti, produttivisti, naturalisti (accademici e non), alchimisti, azionisti. “bad” e tutte le altre classificazioni procurate dal turbinio della pittura degli ultimi cento anni. Nelle tante presentazioni sul territorio che si possono ricordare (Postino, Casalpusterlengo, Dovera, Lodi, Melegnano ecc.) e che lo hanno consacrato artista abile, scaltro, spregiudicato, audace, di padronanza del mestiere, di ogni tendenza, che gli permette di fare, quel che fa, quel che più vuole e piace, imbevuto della nostra epoca. Quelle dell’artista di Dovera sono sempre rappresentazioni dai connotati molto personali, che lo hanno reso in parte atipico nel nostro panorama. In occasione delle ultime uscite lodigiane aveva offerto una sintesi definitoria che può valere per la nuova esibizione al Caffè Letterario in programma dal 25 agosto prossimo: faccio pittura ludica : “Il valore che do alle mie opere sono nella simbologia che portano in sé o in quella che il pubblico intende riconoscervi”.

Gigi Montico: Mare Nostro 1

Montico trae spunto e trova motivi nella comunione dell’uomo con la natura, in una sorta di rivalutazione non intellettualistica del rapporto con il vivere, preso anche a simbolo di quel desiderio che è radicato nella condizione umana e che esprime la tensione dell’uomo verso l’equilibrio e non alle lacerazioni. Natura poliedrica ricongiunge strade diverse: l’uso del colore, del segno, del gesto, dei materiali e della materia, designandoli a stimolatori della fantasia. Non è tuttavia la “poetica” a richiamare attenzione su di lui e sulla sua produzione artistica. Interessa più il risultato che scaturisce da questa posizione: una pittura senza insolenze, in cui la chiave “liberatoria” è nella affermazione più che nella negazione; costruita con una espressività attenta non alle nevrosi o all’ubriachezza tematica, ma alla poesia., spesso assecondata da una tendenza al “recupero” o al “richiamo” di una ricerca di rapporti meno convenzionali con la realtà.Montico non inventa, elabora. Nelle invenzioni compositive convergono le modalità di una lunga esperienza e una serie di elementi e dati originali con cui l’autore infervora le sue rappresentazioni, raggiungendo con inedite sospensioni temporali una visionarietà in cui è possibile rintracciare finanche allegorie, deliziate da fantasia e dense di pathos.

GIGI MONTICO: Caffè Letterario Biblioteca Laudense, via Fanfulla – La bohéme de Paris – Dal 25 agosto al 10 settembre – Inaugurazione venerd’ 25 agosto ore 18.
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GIGI MONTICO, ACQUERELLI BRASILIANI

MONTICO 3Nuova mostra di Gigi Montico, artista di Dovera con studio anche a Lodi dove è insegnante ai corsi della Bottega degli Artisti. Si inaugura venerdì 5 febbraio all’I.I.S. “Cesaris” all’interno della XIV edizione del ciclo “Cesaris per le Arti Visive”, a cura di Amedeo Anelli dove verrà proposta una serie di Acquerelli brasiliani frutto del suo recente viaggio nel paese sudamericano.
Di Gigi Montico, la cui produzione si è potuta vedere di recente al Caffè Letterario, si è detto e scritto molto negli ultimi tempi, che riesce quasi difficile aggiungere qualcosa di nuovo. Creatività ed estrosità sono già state messe in evidenza con dovizia, negli ultimi cinque anni Montico è stato presente sul territorio a Semina verbi, al Museo Arte Sacra Casalpusterlengo, a “Syrix II. Aspetti dell’Arte nel Lodigiano nel secondo Novecento”, con una personale – “Trasmutazioni” curata da Amedeo Anelli – al “Cesaris” Casalpusterlengo, ha partecipato a “10 anni di Cesaris per le arti visive” oltre che alla collettiva “Ciò che unisce”, tenutasi a Caselle Landi, ha partecipato alle edizioni di Naturalia al Castello di Fombio, a Gong I e II e a varie mostre itineranti.
Nell’arte di Montico convivono qualità di volta in volta diverse: intuizione e casualità, materia e manualità, estrosità e rigore, e alcuni dei tanti “ismi” che fanno sintesi attualista. Nella sua molteplice e complessa produzione c’è di tutto, dagli oggetti ai materiali di recupero, sottratti alla dissoluzione dandogli una dimensione artistica, psicologica, anche politica. Le opere sono spesso gremite di lacerti e frammenti, adottati con stupore, pietà, nostalgia; trasformati con gioco arguto e struggente, carico di volta in volta di memoria, desiderio, sogno, beffa. Anche di progettualità razionale, regolata da buone abitudini e buona coscienza. Negli acquerelli di prossima presentazione al Cesaris pare invece avere ritrovato una carica emotiva, tradotta in poesia espressiva libera, veloce e ottica.montico 2
Sono lavori che si possono vedere in tanti modi. L’artista punta molto sull’emozione, che afferma con un alto potenziale di fantasia da stimolare l’approccio del pubblico verso forme espressive non nuove e comunque sempre suggestive.
Nelle invenzioni convergono modalità di una lunga esperienza artistica e una serie di dati originali con cui il pittore accende le rappresentazioni, raggiungendo una visionarietà deliziata dal segno, dal gesto, dai ritmi e dal folclore. Di sicuro mestiere, virtuoso e intrigante, Montico tira fuori soluzioni intelligenti in cui mette insieme un po’ di avanguardie francesi e tedesche ricollegando il tutto con soluzioni personali originali che non possono non catturare l’interesse dei visitatori.

 

Gigi Montico : Acquerelli brasiliani – I.I.S. “Cesaris” di Casalpusterlengo, in via Cadorna – Orari apertura: da lunedì a venerdì ore 8,00 – 17, 30; sabato ore 8,00 – 14,00. Festività escluse. Inaugurazione venerdì 5 febbraio

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L’AVVENTURA DI GIGI MONTICO NUOVAMENTE AL CAFFE’ LETTERARIO

Arte povera impegnata con la contingenza, i materiali, i procedimenti,
le sperimentazioni e l’uomo reale

Il pittore cremasco GIGI MONTICO

Il pittore cremasco GIGI MONTICO

Artista dalle connotazioni multiple, che affronta temi e tecniche della società dei consumi: “poverista”, surrealista, concettuale e altri richiami ma sempre dalle connotazioni molto personali, abilissimo nel cogliere e rendere effetti e cambiamenti attraverso calibrate imprimiture, tamponature e velature, usando cartoni ondulati, polistiroli sgocciolati ecc., Gigi Montico vive il clima effervescente della contemporaneità da autonomo protagonista, con opere di particolari potenzialità simboliche e plastiche.
Da sabato è tornato a riproporsi al Caffé Letterario (via Fanfulla, 3, Lodi), raccogliendo subito interesse per l’originalità delle soluzioni, Che non sono solo negli acquerelli realizzati durante la recente permanenza a Parigi o nelle soluzioni post-cubiste dei cartoni raccattati nelle periferie di San Paulo, che rendono la mostra è una sorta di “controrilievi” in cui gli acquerelli coniugano l’allontanamento della superfice piana dagli altorilievi in materiali diversi, e in particolare dai cartoni ondulati che conferiscono effetti illusionistici e tridimensionali. Ma anche negli oli – la Torre di Montparnasse e le luci colte su un boulevard – in cui l’ artista lascia la casualità ricercata per una composizione motivata alla francese.
A differenza di tanti Montico trova i motivi nella comunione dell’uomo con la natura, in una sorta di rivalutazione del rapporto con il vivere, preso anche a simbolo di quella tensione dell’uomo a ritrovare l’equilibrio. Per arrivarvi ricongiunge strade diverse: recupera materiali di uso comune abbandonati dall’uomo, non designandoli a divinazione ma a stimolatori della fantasia.
Non ancora sessantenne l’artista, nato a Malnate, vive a Dovera, ma ha avuto studio anche a Lodi. Ha seguito i corsi allo Sforzesco di Milano e a Brera e risulta tra i fondatori dell’Accademia del sole e dell’Accademia del sale, oltre che del Gruppo P.4. Segni, anche questi, di vitalità culturale e di attiva partecipazione sul piano delle idee alla pittura come fatto culturale. La sua arte spiega il rapporto abbastanza stretto con l’estero, con la Francia, la Germania, la Finlandia, paesi che rappresentano il grande palcoscenico della sua figurazione. Non è la “poetica” che richiama attenzione su di lui. Ma l’elaborazione: i materiali, i procedimenti, le sperimentazioni. Nella sua arte c’è sempre molta energia. Montico lavora ad una sorta di bricolage che nel processo creativo salva diversi elementi comunicativi. Negli acquerelli, nei collage, negli oli presentati al Caffé Letterario si riconoscono molto mestiere e libertà di filiare col sovradeterminato. Cosa che mette a profitto senza nascondimenti, così come rifugge dalle eccedenze, dalle boutade concettualistiche, dalle interrogazione dell’inconscio. Il risultato è un’arte di intensità espressiva, fortemente motivata, senza gli eccessi lasciati da tanta pittura del secolo scorso e da coloro che hanno impresso un timbro alle recenti esperienze.

Aldo Caserini

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