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“NEVE PENSATA” di AMEDEO ANELLI. Autoritratto del naturale

I grigiori del cielo, le nebbie, le foglie e le guazze rugiadose, le piogge intense e minute, la neve – la neve che si scioglie, la neve sognata e la neve pensata-, le brezze, il gelo – il nutrimento di una terra coltivata, forte di stagioni -: e poi i silenzi, il paesaggio, il tempo, la memoria, sono solo alcuni flash con cui interagiscono le proposizioni di “Neve pensata, agile volumetto di Amedeo Anelli (Mursia, Milano, ottobre 2017, pagg. 68)  che da molteplici angolazioni munisce genesi a una quarantina di sillogi alcune antologizzate da Daniela Marcheschi (Antologia di poeti contemporanei, Mursia, Milano, 2016).Neve pensata è la quinta delle raccolte di poesie di Amedeo Anelli, avviate il 1987 con Quaderno per Marynka, proseguite con Acolouthia I, Acolouthia II e Contrapunctus e ora entrata a far parte di “Argani”, la collana diretta da Guido Oldani per Mursia, dove figurano le firme di Finiguerra, Koskel, Loi, Marcheschi, Joseph Conrad, Oldani, Rossi e dei poeti del Realismo terminale. Neve pensata è un ondeggiare calmo tra fiocchi di stupore, sogno e silenzio – “i nutrimenti della terra viva di stagioni e di corpi vivi” – in cui senza difetto né timidezza compaiono gatti (Tone, Mimì, Guido, il Gatto-pera, il tigrato grigio Catullo, attenti ma fermi nella luce imperscrutabile degli occhi ) e lasciano graffiti destinati a perdersi passeri, pettirossi, corvi, falchi, api, lucciole, farfalle… mentre nel paesaggio complessivo le dedicazioni (a Daniela Cremona, Daniela Marcheschi, Gino Gini, Gianluigi Lisetti, Sandro Boccardi, Edgardo Abbozzo, Assunta Finiguerra, Fernanda Fedi, Vannetta Cavallotti) trasmettono particolare curvatura ai versi illimpidendoli di affetto e simpatia.
In tre capitoli monotematici e monocromatici, ritmicamente contrappuntati (Invernale, In memoriam, Tessuto i corpi) le composizioni offrono “un autoritratto del naturale”. Non riassumono nodi ossessivi ma hanno il proprio centro motore in quell’impegno nel quale il poeta trova da tempo le motivazioni per cimentarsi nella risonanza delle parole: l’ambiente, le stagioni, la natura, la volontà, la capacità continua, dinamica del comporre poesia.
Le preposizioni fondamentali come quelle della natura, delle stagioni, dei nutrimenti della terra, creano il perenne confronto dell’uomo con le pagine della vita, con la storia e i suoi valori, con il presente e il passato avvalendosi di una rete di intuizioni affidate alla parola per cui la poesia diviene il terreno di confluenza e di proiezione del dialogo, della ricerca e della vita oltre che di motivi e percezioni puramente soggettivamente autobiografici. Le ricerche iniziali attorno al linguaggio hanno lasciato campo a nuove funzioni ritmiche, a nuove tessiture dove accostamenti, appropriazioni, contrappunti valorizzano con “ampliamenti metrici, verbali, frasici” le composizioni, fanno scorrere col chiarore delle idee il tempo e gli istanti, le cose e i viventi, gli affetti e le attese. Attraverso l’interagire di frammenti – residui del fatto quotidiano o dell’accumulo dei sentimenti -, Anelli mette in linea una poesia pensata ricca del deposito di materiali e di idee il cui senso non è sempre determinabile. “Tutto va all’indietro/ come il treno il paesaggio,/ se cambi posto fugge tutto in avanti”.

Il libro: Amedeo Anelli: Neve pensata – Ed. Mursia, Milano, pagg.82, novembre 2017, € 15

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A Piacenza: “25 ore di poesia” davanti al Duomo.

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L’iniziativa promossa
dal “Piccolo Museo della Poesia”
Tra i poeti:  Oldani, Boccardi,
Anelli, Marcheschi, Abbozzo.
Tra i dicitori: Ottobelli, Lisetti e Vaghi

 

Ci saranno Guido Oldani, Sandro Boccardi, Amedeo Anelli, Daniela Marcheschi, Margherita Rimi, Edgardo Abbozzo e altri nomi della rivista “Kamen’”, Isabella Ottobelli, Enrica Vaghi, Gianluigi Lisetti di “On fa l’os” tra i poeti e i fini dicitori che in piazza Duomo a Piacenza, dalle 21 di sabato 15 ottobre alle 22 della domenica, contribuiranno (leggendo proprie composizioni o di altri) alla “25 ore di letture di poesie ininterrotte. Omaggio alla poesia italiana dal ‘900 ad oggi”, ideata da Massimo Silvotti e organizzata dal “Piccolo Museo della Poesia Incolmabili Fenditure di Piacenza”.
Alla fine saranno oltre 100 i poeti letti e interpretati, in gran parte del secolo passato, con l’aggiunta di un gruppo di contemporanei che leggeranno se stessi. La kermesse è rivolta a scongiurare la chiusura del Piccolo Museo della Poesia di Piacenza, unico museo della poesia attualmente esistente in Europa. L’istituzione, privata, non ha scopi di lucro e la sua preziosa collezione è prevalentemente centrata sulla poesia italiana. L’obiettivo della “25 Ore” è farne conoscere l’importanza, oltre naturalmente le difficoltà che incontra, nonché promuovere l’attenzione sulla la grande poesia italiana, intersecando le diverse poetiche contemporanee, che spesso non si conoscono o non si parlano.
Al “Piccolo Museo della Poesia” si accompagna la Galleria d’Arte – Spazialismo poetico, presenza operante nell’arte e nella poesia coeva che interloquisce con le intelligenze della nostra contemporaneità, mettendo in comunicazione memoria e rivolgimento.
Della “rappresentativa” di Kamen’ leggeranno personalmente le proprie opere in piazza Duomo Sandro Boccardi, Guido Oldani e Amedeo Anelli, mentre nel ruolo di dicitori si esibiranno Isabella Ottobelli nella lettura dei versi di Elio Pecora, Enrica Vaghi in quelli della lucchese Daniela Marcheschi e Gianluigi Lisetti proporrà i ritmi di Edgardo Abbozzo. L’attore Luca Bassi Andreasi interpreterà a sua volta i versi di Margherita Rimi, poeta e neuropsichiatra infantile recentemente pubblicata dai Quaderni di Kamen’ editi dalla Ticinum e presentata da Anelli agli “Amici del Nebiolo” di Tavazzano.
Ai poeti di oggi agiranno da controcanto le esibizioni dedicate a grandi maestri del passato e del passato recente, Marinetti, Soffici, Rebora, Marin, Ungaretti, Turoldo, Luzi, Caproni, Sereni, Noventa, Montale, Gatto, Sinisgalli. Roversi, Pavese, Bigongiari, Orelli, Bertolucci, Pasolini, Cristina Campo, Pagnanelli, Saba, Gozzano, Cardarelli, Sbarbaro eccetera.

Aldo Caserini

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Tavazzano, un piccolo presidio poetico tra l’Adda e il Lambro

Amedeo Anelli

Amedeo Anelli

Dedicare spazio, tempo e interesse alla poesia d’oggi, ci vuole coraggio. Un bel po’ di coraggio. Non perché manchi alla gente il bisogno concreto di poesia, ma perché la sua fruizione è oggettivamente ostacolata da una serie di difficoltà: dai linguaggi poetici da un lato e dall’altro dalla situazione perigliosa nella quale versano il libro e la lettura; oltre al fatto, e non è un mistero, che la maggior parte dei soggetti-massa che praticano la poesia in Italia tende a limitarla a un campionario spesso fatto di narcisismi e a esibizioni di gusto artificioso. In questo imbarazzante corollario (sociologico) è difficile trovare chi è disposto davvero a leggere un libro di poesia contemporanea (secondo le statistiche circa tremila contro qualche centinaia di migliaia, se non addirittura un milione e oltre),  e in chi scrive versi di praticare una ricerca informata agli stili e alle modalità espressive della fase storica. Ha una sua responsabilità anche la scuola, che non insegna più né a leggere né a scrivere la poesia, procurando non solo una generale mancanza di lessico, ma di artigianato poetico. Non sorprende che questo contesto abbia generato l’idea chiusa di poesia, oggi prevalente; l’idea di una operazione segreta, misticheggiante, limitata a una setta di “eletti”, autoreferenziale, sacra in quanto “poetica”. Sorprendente è invece che l’Autunno Culturale Tavazzanese abbia deciso di eleggere Tavazzano con Villavesco presidio poetico, con l’intento di fornire un canone ideale per quanti vogliono conoscere la poesia del nostro tempo. “On fa l’os” è affidato al coordinamento del poeta e critico lodigiano Amedeo Anelli, direttore di Kamen’, al quale toccherà nella serata introduttiva di martedì 29 ottobre, alla Biblioteca Comunale, lanciare uno sguardo sulla situazione viva e concreta, sulle voci e le riuscite prove  della poesia d’oggi, mettendo a confronto opposte o unificanti direzioni dei suoi protagonisti, e fornire quindi qualche strumento per avvicinarla. L’iniziativa, è senz’altro un tentativo apprezzabile rivolto a rimuovere gli ostacoli alla fruizione della poesia come messaggio e a far superare il così detto rifiuto istintivo della complessità difficile, i limiti personali e psicologici di orecchio, di concentrazione e di curiosità da cui siamo affetti in molti. Il presidio affidato alla custodia/tutela di Anelli parte dalla consapevolezza che se non c’è lettore non c’è poeta: e viceversa. E dalla constatazione che la scuola non offre canoni ideali e condivisi. Per cui è indispensabile che ogni lettore/poeta, trovi motivo e occasione di incontrarsi/confrontarsi, sia pure sporadicamente, con la pluralità mobile e senza gerarchie della poesia, navigando a vista dentro un arcipelago di isole che possono affiorare o in bissarsi senza preavvisi. Il presidio si avvarrà anche della collaborazione di Guido Oldani che venerdì 8 novembre affronterà con Anelli il tema della poesia di Clemente e Roberto Rebora, alla luce della poetica oldaniana del Realismo terminale. Sabato 23 allo Spazio dell’ex-Chiesetta del Viandante, messa a disposizione da Casa Idea, la serata sarà dedicata alle “Voci del contemporaneo” in onore di Laura Pietrantoni. Alle letture poetiche di Amedeo Anelli si accompagneranno le esecuzioni del Piero Bassini Trio (Piero Bassini, pf; Stefano Moresu, cb; Luca Mezzadri, batt)..
In conclusione, una iniziativa che potrebbe alla fine sorprendere tutti e rivelare come la poesia goda tutto sommato di una pulsante vitalità se non ci si limita a considerarne il contesto comunicativo, editoriale e recettivo, ma i risultati di qualche decina di autori e di autrici viventi che posseggono ottimi standard d’invenzione e di scrittura.

                                                      

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