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Tra il “nuovo-nuovo” della materia e il “post-post” del pop(olare)

Sara Forte e Alì Hassoun a San Donato

SARA FORTE : opera in silicio

SARA FORTE :
opera in silicio

Prosegue fino a fine mese alla Galleria Guidi a Cascina Roma, in piazza delle Arti a San Donato Milanese, l’esibizione di due artisti  convinti autori di una pittura condotta in modo bipolare – chiuso-aperto, diretto-indiretta esteriore-interiore, generico-meditato e così via -; tutt’e due che scoperchiano il rebrousser chemin, il procedere a ritroso, l’una sembra aver ritrovato il gusto per la fenomenologia della materia, ma anche nel lavoro e nella tecnica, l’altro ripercorre modalità del pop(olare) di effetto attrattivo. L’esposizione sandonatese li connota favorevolmente: Sara Forte, autodidatta verbanese (etichetta sopravanzata dal ricco e rispettoso cammino) come talentosa, l’architetto libico-italiano Alì Hassoun per gli accumuli di memoria culturale. La prima ha appena concluso una personale alle Stelline di Milano dove ha incamerato successo con lavori di valenza tridimensionale (riproposti a Cascina Roma) , l’altro ha ritrovato fragranza grazie alla galleria “Guastalla” di via Senato ed è noto da un lustro per il “cencio” prodotto per il Palio di Siena. Sono due artisti destinati a ripercorrere orme di predecessori: la Forte con una attività che ultimamente s’è concentrata sulla

ALI' HASSOUN: "L'arca della salvezza", olio su tela, 2012

ALI’ HASSOUN:
“L’arca della salvezza”,
olio su tela, 2012

produzione di dischi di silicio in funzione simbolico-astratta – scelta che potrebbe anche indicarsi di ordine concettuale (il silicio è un conduttore della comunicazione moderna) se non nascondesse un certo consenso alla decorazione, peraltro consustanziale al procedere delle “avanguardie” attualiste -. Realizza invece forme essenziali, morbide e lineari nelle sculture concretizzate a Murano, che suggeriscono suggestioni “interiori”.
Soggetti e narrazioni figurative in chiave non realistica ma pop, sono proposti dall’artista di Sidone, s’avvicina a pratiche diffuse in altri continenti, naturalmente con passi diversi per procedimenti e condivisioni.
Forte e Hassoun a volte escono fuori dagli standard e dall’emulazione, recuperando mezzi di espressione linguistica, di creatività individuale. La Forte con una applicazione a piacimento dei canoni di libertà strumentale, Hassoun ibridando fette di realtà figurale folcloristica, tradizionale con altri apporti letterari convincenti (es.: gli omaggi a Guttuso, Picasso, Depero, Warhol, Lorenzetti, R. Sanzio, Delacroix, Caporossi, al futurismo, al pop, ai graffiti, alla Campelll’s Soup ecc. e le composizioni/narrazioni in cui si incontrano e contaminano Africa, Medioriente ed Europa).
Oscillano, pure. Verso forme di orgoglioso iconismo popolare Hassoun, resuscitando imperiosi scampoli di aniconismo Forte; il primo proietta immagini risorgenti dal quotidiano, dai riti e dalle culture, la seconda gioca sul minimo scarto esistente tra la cosa in sé e la sua esecuzione. Nei due si  distingue una ri-sensibilizzazione della ricerca, nella Forte soprattutto nelle sculture realizzate nelle fornaci, muranesi, in Hassoun nella intensificazione di presenza dei simboli.
Nei lavori della piemontese c’è infine una esibizione di colori e materiale con cui snocciola la propria storia fatta di spirito inventivo e di originalità di effetti; in quelli dell’architetto “milanesizzato” la monotonia di esercizio è rimediata con variazioni di montaggio e motivi presi in prestito, a scopo ludico o didattico. 

Sara Forte e Alì Hassoun :   Antologie personali –Galleria Guidi, Cascina Roma, piazza delle Arti, 2 , San Donato Milanese. Orari: dal lunedì al sabato dalle9,30 alle 12,30, dalle 14,30 alle 18,30; domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19. Fino al 29 gennaio p.v.

 

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