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Teodoro Cotugno e Agostino Zaliani: 100 incisioni allo Studio Bolzani a Milano

zaliani-e-cotugnoLa scelta dello Studio Bolzani, storica galleria milanese (ora in Galleria Strasburgo 3, in piazza San Babila) di presentare insieme 100 incisioni di Teodoro Cotugno e di Agostino Zaliani , due acquafortisti di tecnica diamantina, non può che definirsi una scelta coraggiosa, sia dal punto propositivo che da quello artistico. I tempi, si sa, sono quello che sono. Si scrivono pagine e pagine artisticamente “antagoniste”, dove per virtù paradossale, “vale tutto” e a prevalere, da tempo, è il compiacimento (o autocompiacimento o narcisismo) d’infrangere le “regole” della koiné, del far bene, a regola d’arte. Un anticonformismo che nelle arti visive è dilagato a dismisura sotto l’etichetta della “ricerca”, ma che in effetti è solo una pratica di maniera, destinata a stomaci forti, in cui l’ostentazione ossessiva dell’ originalità raccoglie consensi spesso imbarazzanti.
Cotugno e Zaliani (spentosi a Milano nel dicembre 2014) sono acquafortisti di formazione diversa, dotati di grande consapevolezza dei mezzi tecnici, da esprimere con chiarezza sensazioni prevalentemente ricevute dal paesaggio, dalla natura e dai luoghi. In tanti anni di attività, nella loro produzione calcografica si coglie non solo la realtà insieme al vero, ma anche il sentimento, che altrimenti il risultato rischierebbe di essere scarsamente eloquente. Nelle immagini la loro poesia non è sbrigativa, ideologica o letteraria: più di slancio quella dell’ex-geometra dell’aem di Milano, assiduo frequentatore di modelli espressivi canonizzati, ma insieme artista e poeta autentico, ha immerso le proprie sapienze e osservazioni in figurazioni folgoranti, in forme ricche che sottendono allusioni e spessori, forze ed energie che trascendono. Zaliani attirò l’attenzione, tra i primi, del critico lodigiano Tino Gipponi e si fece conoscere dai lodigiani attraverso “Carte d’Arte”, rivelando in ogni immagine il coraggio del proprio linguaggio, delle proprie padronanze tecniche fatte di esattezze e sentimento e l’azzardo della poesia naturalista. Varia, limpida e solare la produzione di Cotugno, in cui non c’è la ripetizione di un rito segnico, ma attenzione a ciò che si vede e si coglie, ai segni dell’esperienza e dell’emozione interiore, ma anche a ciò che non si vede, ai moti appena percettibili, alle spinte inconsce in cui l’immagine di volta in volta acquisisce lontananze e profondità, connessioni e distinzioni. A spiare le sue predilezioni figurative si scoprono sempre risultati ulteriori: la varietà sapiente del segno, il miglioramento di quel che già esse possedevano, la capacità di renderle varie e sincere. Ogni suo lavoro è pensato, elaborato, composto, riempito di energia. Dietro al velo di poesia si intuisce com’egli ormai segua una filosofia propria, in grado di trasferire nelle composizioni tranquillità, serenità, una certa disciplina e una fattura intessuta di mistero, che le sottraggono alla chiacchiera e alla letteratura. Le sue stampe convincono non tanto per la scelta dei soggetti o per i motivi, quanto per la fattura, la capacità di suscitare sensazioni nella sensibilità del fruitore.
La mostra delle opere dei due maestri lombardi allo studio Bolzani è un’occasione per dimenticare, sia pure per un attivo solo, i bulimilici schemi offerti da tanta arte d’intrattenimento attualista e ritrovare un’arte che apre alla poesia e alla riflessione, risultato di una ricerca dura sul linguaggio attraverso la concentrazione e il dialogo e una elaborazione affermatasi nell’arco di quattro e più decenni.

Teodoro Cotugno, Agostino Zaliani – Studio d’arte Bolzani – Cento incisioni in mostra Galleria Strasburgo, 3 Milano Inaugurazione giovedì 9 febbraio fino al 25 febbraio – orari: 9,30-12,30, 14,30-19, domenica e lunedì chiuso – info: studiobolzani@libero.it – tel 02.760.14221

 

 

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40° DEL CENTRO DELL’INCISIONE DI MILANO

 40-anni-e-oltre

 Compie quaranta anni il Centro dell’ Incisione Alzaia Naviglio Grande sorto nel 1975 a Milano. Lo ricorda una mostra inaugurata in questi giorni di quaranta incisori, a testimonianza della sua vitalità e volontà di andare avanti. Quarant’anni di mostre – forse trecento personali in tutto (neppure Gabriella Cesarico ne tiene più il conto), senza contare le collettive, almeno un centinaio. In locandina l’attivissima Cesarico ha voluto quaranta incisori, molti dei quali dieci anni fa festeggiarono il trentennale e un buon numero quelli che venti anni il ventennale di questo centro la cui storia è più un racconto poetico, un luogo che custodisce esperienze, ricordi di amicizia e di fedeltà.
Tra i quaranta espositori della mostra celebrativa solo due i lodigiani, gli impareggiabili Teodoro Cotugno e Flavia Belò, due inimitabili acquafortisti che già l’anno scorso al Centro avevano rinverdito il successo di calcografi facendosi apprezzare per le convinzioni e le qualità grafiche che oggi confermano in rassegna. Parecchi sono però coloro che in questi anni si sono fatti apprezzare nel Sudmilano e nel Lodigiano grazie anche all’ attività meritoria degli Amici della Grafica di Casalpusterlengo, dell’Associazione Mons. Quartieri, dell’Associazione Oltre il Ponte e alle iniziative espositive di Cascina Roma a San Donato Milanese e Semina Verbi a Casalpusterlengo: Pietro Diana, Angela Colombo, Togo, Girolamo Tregambe, Eva Aulmann. Michele Cannaò, Gioxe De Micheli, Gino Gini, Fernanda Fedi, Calisto Gritti, Giancarlo Pozzi, Roberto Rampinelli Gigi Petroli, Agostino Zaliani, Umberto Faini…
Dai loro fogli risulta una sicura professionalità che li distingue anche tra di loro in modo specifico, per le diverse caratteristiche di segno e di tecnica; l’impegno del mestiere e la naturalezza degli approcci oltre che per i contenuti e i luoghi raffigurati, a conferma, se proprio se ne avvertisse il bisogno, della resistente congruenza del figurativo con la pratica incisoria. Anche se però – e questo la mostra celebrativa si fa carico di evidenziarlo senza esprimere preferenze e graduatorie – non mancano autori di figurazioni surreali, libere, alcune dai tratti onirici, altre favolose, grottesche, allegoriche come quelle Anny Ferraio, Tomasi, Italia, Colombo, Trolese, Diana e autori al passo con i nuovi linguaggi espressivi come Gino Gini e Fernanda Fedi.
Un figurativo variegato dunque, che al Centro dell’Incisione ha sempre trovato nei quarant’anni di attività, il solco di una scelta culturale ed estetica, espressa con fedeltà e perizia dai maestri e dai giovani artisti.

Centro dell’Incisione Milano – 40 anni e oltre – 40 artisti in mostra – Alzaia Naviglio Grande 66, Milano – info 02.58112621 – Fino al 25 ottobre 2015 – Orari: da martedì a sabato dalle 16 alle 19 e durante tutte le manifestazioni sul Naviglio Grande dalle 9 alle 19.

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