GESTO, MATERIA E OLTRE L’INFORMALE: Due antologiche di Franco Debernardi a Padova e nel Ragusano






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Fermato (si spera) Covid-19, e riattizzato un po’ di quel fuocherello di curiosità e di interesse che i lockdown e i contagi hanno ridotto a residuo cenerino, ora anche le gallerie d’arte si stanno risistemando per rilanciare l’offerta, e riprendere quello che prima dello sconvolgimento era considerato un “requisito” di promozione che dava: visibilità e riscontro a opere e ad artisti che il brutale finimondo avrebbe poi rassegnato alla segregazione.

Franco Debernardi, uno degli artisti lodigiani di maggior spessore, ha saputo fare muro all’infestante proliferazione virale implementando la propria ricerca tra gesto e materia oltre l’informale. Ora ha anche risolto di cercaew “visibilità” e di  misurarsi su un fronte più largo dell’alaudense. Fuori dalle cosiddette “gabbie” che il “sistema” lascia immaginare – da sempre accorto a restare lontano dalle vetrine pubblicitarie – ha messo in camtere due  mostre nazionali: la prima alla Maison d’Arte di Padova, presso la sede del Circolo associativo di via Santa Sofia, 92, affidandola alla presentazione di Carla d’’Aquino Mineo; l’altra, in funzione integrativa del primo pervorso e allestita a Movic Spazio a Sicli in Sicilia, cittadina della Val di Noto patrimonio Unesco e nota per le storie del  commissario Montalbano.

Le due iniziative mirano a un aggiornamento della crtitica dell’artista, pittore che ruota alla esplorazione delle potenzialità del soggetto-materia, e che ricorre a un uso bidesionale delle colle, da lasciare tracce segniche sulle ardesie e sui  fondi procurati attraverso plastiline e le tecniche miste. ll risultato è consegnato da  una “calligrafia” che pur passando da un supporto all’altro. da una tessitura di pura sensibilità a scelte dai richiami naturalistico-materici,  non rinuncia mai al proprio stile.

Nel quadro riassuntivo delle due esibizioni annunciate non potrè in ogni caso  escludersi qualche discostamento procurato dalle procedure e dalle tecniche d’uso dei materiali percettivi e connotativi. De Bernardi è  un pittore che però ha sempre saputo mantenere coerenza, dal garantire efficacia alla meraviglia delle immaginazioni quando tesse trame del mondo, sia quando coglie sensibilità endogene. Da dare forza di costruzione e di comunicazione a un disegno vario e autoespressivo, dove l’anima vive nel gioco delle sensazioni, del reperimento del senso esprimendosi in austera solitudine.

Aldo Caserini

Maison d’Art:  Antologica di Franco Debernardi: L’ultima avanguardia tra il reale e l’immaginario, dal 14  giugno all’11 ottobre – Padova, via S.Sofia n.22 –  Dal lunedì al venerdì

Movic Spazio : Antologica di Franco Debernardi: Oltre le avanguardie storiche. Il dinamismo visivo di F.D  –  Scicla (Ragusa), via Alemanni, 21 – Dal 16 ottobre al 1 novembre, dal lunedì al sabato

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