“KHALAT”di GIULIA PEZZATO (PEX), FOTOGRAFA E ILLUSTRATRICE FREE-LANCE


Parafrasando Umberto Eco, che l’argomento lo affrontò nel ‘65 in una conferenza su Apocalittici e Integrati al Museo dQuesta immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è khalat_giulia-pex_hoppipolla-640x853-1.jpgi Lodi o Dino Buzzati che lo tratta in Poema a fumetti  potremmo iniziare con la convinzione, che è di molti altri, e cioè che  disegnare, dipingere e scrivere sono, in fondo, la stessa cosa. Aderiscono allo stesso compito: quello di rivisitare o raccontare storie, fatti, avvenimenti; persone e sentimenti;  scavare nella memoria o portare nel futuro; esercitare l’immaginazione e la bravura; esprimere linguaggi e personalità; mettere in campo laboriosità e libertà.

Tutto sommato ,”fare” arte attraverso la grafica (fumetto, striscia, illustrazione,  disegno, immagini fotografiche ecc.) è  una definizione di campo. La disponibilità che essa offre è  ampia. Pure se da noi (intendiamo dire sul territorio) la Graphic pare conoscere una evidenza scarsa, nonostante siano stati di casa antesignani illustri: il vignettista Beppe Novello e Mario Uggeri  fondatore con Sergio Bonelli di Tex Willer.

In giro, richiamano attenzione e sanno sorprendere,  i risultati di tanti giovani che si avvalgono dei diversi piani espressivi e narrativi per dire cose importanti. Facciamo un nome: Giulia Pex, all’anagrafe Giulia Pezzato. Free-lance, uscita venticinquenne dalla Scuola del Fumetto di Milano, fattasi subito notare con Kalat, adattando per Hoppipòlla Editore l’ intervista fatta da Davide Coltri a una ragazza curdo-siriana. Le sue immagini, pubblicate recentemente da La Lettura, l’inserto culturale del Corriere della Sera, sono una sorta di dichiarazione di “poetica” affidata al disegno. a “desideri” e a “dettagli” da cui vien fuori quella che potremmo definire  una “filosofia del fare”. Disegnare “piccole cose”: silenzi e osservazioni notturne, particolari e solitudini in città , nature, incontri, panni stesi, animaletti, vicini di casa, sogni, eccetera. Un modo, forse, “per essere sereni”. Ai giorni nostri “una tecnica per stare a galla”, immaginandosi un domani più leggero.

Diceva un celebre filosofo cinese a C.: “Un disegno vale mille parole”. La grafica fumetto di Giulia Pex non lascia indifferenti. La qualità tecnica costringe ad andare più in la con la riflessione. Si ammira la sua innocenza, ma impone uno sguardo nuovo sulla realtà, una lettura a cui  siamo poco allenati. (Aldo Caserini)

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