Renzo Paris: “La banda Apollinaire”


Anche se non tutti i lodigiani sono i lettori che ci piacerebbe avere per colleghi di letture e lo scrittore Renzo Paris, autore di una trentina di titoli, è poco richiesto nelle librerie cittadine, il suo libro, uscito una decina di anni fa e dedicato a Apollinaire (pseudonimo di Wilhelm Albert Włodzimierz Apollinaris de Wąż-Kostrowicki), uno dei grandi poeti europei, è di quei gustosi “ritratti” biografici che meritano segnalazione, un po’ per le novità di percorso e contenuto proposti dalla vita del poeta e portati in luce  dall’ autore, un po’ per tutti quegli elementi e fatti che loanno intrecciato agli altri compagni di viaggio e d’avventure, un po’ perché  la prodiga e sfavillante Parigi  è uno specchio seducente dei tanti mutamenti che hanno proliferato e intessuto il secolo passato nel campo delle arti visive, della produzione letteraria e poetica, della musica, dello spettacolo, dei generi popolari, incoronando numerosissime pagine individuali, ma anche di storia e i criteri d’interpretazione.
Allievo di Asor Rosa a Roma, Paris è stato a sua volta docente di letteratura in università italiane e collaboratore di diverse testate quotidiane (il manifesto”,”Liberazione”, “il Corriere della Sera) e del settimanale “L’espresso  oltre che autore di  importanti  saggi biografici).
La banda Apollinaire  è una vera passeggiata a ritroso nella Parigi  del Novecento tra le avanguardie moderniste dei letterati, poeti, pittori ostili alla cultura borghese allora dominante. Seguendo le tracce di Apollinaire l’affresco che Paris traccia con grande maestria narrativa ricostruisce il quadro di una generazione  attraverso la vita vissuta. Dominata dalle avventure della giovinezza e insieme gli impeti dell’elaborazione intellettuale e culturale di una compagnia di ingegnosi di cui facevano parte tra gli altri Picasso, Max Jacob, Breton. Cocteau,André Derain, Vlaminck, André Salmon, Alfred Jarry, André Billy, Henry Rousseau,. E soprattutto lui Guillaume Apollinaire. Tutti fatti sfilare con naturale chiarezza dallo scrittore abruzzese coi loro amori: Annie Playden, la pittrice Marie Laurencin, la nobildonna Lou, Jacqueline Kolb. Una vera e propria escursione letteraria di cui il lettore avverte la ricchezza e insieme la malinconia per un tempo perduto e irripetibile.
Poeta, romanziere e critico, dell’ampia produzione di Paris ci piace  segnalare a chi ci segue oltre  La banda Apollinaire  le poesie raccolte in Album di famiglia, Il fumo bianco e Il mattino di domani, i romanzi Cani sciolti, Frecce avvelenate, La casa in comune, La croce tatuata, La vita personale e le biografie  di  Alberto Moravia, Ignazio Silone ( Elliot 2014) e Pier Paolo Pasolini (Elliot 2015) e il suo penultimo romanzo Bambole e schiavi( Elliot 018).

Aldo Caserini

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