Domenica Regazzoni a Bologna. Omaggio a 4 mani a Lucio Dalla


Si inaugura sabato 28 febbraio alla Sala d’Ercole a Palazzo Accursio, organizzata dal Comune di Bologna con il patrocinio della Fondazione Lucio Dalla la mostra “Domenica Regazzoni & Lucio Dalla a 4 mani”.

Quello dell’artista sudmilanese, residente a Peschiera Borromeo, è il quarto ritorno a Bologna in dieci anni. C’era stata con una mostra alla Galleria Forni (Domenica Regazzoni. Musica e Silenzio). ma precedentemente aveva raccolto consensi con l’esposizione in due spazi pubblici: Regazzoni e Dalla all’ex chiesa di S. Mattia (nel 2001), ispirata alla musica e alla poesia di Lucio Dalla e anni più tardi con Scolpire la musica al Museo Internazionale e Biblioteca della Musica (nel 2008) che videro convolto anche il fratello Cesare musicista.

Il connubio arte e musica è sempre stato uno dei fili conduttori dell’opera della Regazzoni: il padre Dante, celebre liutaio, il fratello Cesare noto compositore-arrangiatore ed editore, dagli anni novanta a Paullo ), il figlio Alessio eccellente violinista concertista, lo zio Antonio organista nella chiesa del paese natio in Valsassina. Concludendo, arte e musica malattia di famiglia.

Lucio Dalla e la Regazzoni si conobbero a un concerto parecchi anni fa grazie alla presentazione di un domenicano amico e consigliere spirituale del cantautore e l’incontrò macinò subito una collaborazione sfociata in mostra.

Ma se la fonte d’ispirazione di Domenica Regazzoni si può legare in parte ad alcune delle più belle e poetiche canzoni di Dalla, l’artista è comunque lontana dal tentare interpretazioni visive; nei suoi lavori intende invece trovare un punto d’incontro tra pittura, musica e poesia, che favorisca le affinità che legano colore, suono e parola e permetta un nuovo linguaggio espressivo.

Il primo incontro tra Dalla e la Regazzoni verrà ricordato dal cantautore bolognese in una intervista:«Sinceramente, dapprima Domenica mi ha incuriosito, poi ho capito che aggiungeva qualcosa al mio lavoro. Così oggi mi sento un po’ il coautore dei suoi quadri. Li trovo sorprendenti, svelano delle sfumature delle mie canzoni che non conoscevo. Vi aggiungono significati, le completano

Nell’opera della Regazzoni la qualità è il risultato di una tessitura che rende visibile il suo impegno nel tempo, l’aspirazione, la laboriosità, le difficoltà superate da essere oggi indicata ad esempio per diventare figura rappresentativa autentica e non perdersi nella nomadica umanità dei cacciatori-raccoglitori che celebrano clichè.

Nel gran bazar del contemporaneo – dove oramai c’è un po’ di tutto e di più, certo l’intelligenza e ‘originalità, ma spesso la noia o qualcosa di peggio, l’arte della Regazzoni, fatta di attitudini individuali e di salti intuitivi è al tempo stesso ricca di valenze espressive, di forme, scansioni e armonie musicali.

Di maestria consolidata, l’artista di Peschiera Borromeo si presenta a Bologna con opere che si distinguono per la qualità mai stanca, tanto meno sfibrata. Potranno anche sembrare un omaggio che il pragmatismo tributa all’esperienza, ma restano un risultato scintillante negli effetti, di comprensibile immediatezza e cultura, da richiamare il “progetto” con cui si presentò a Lucio Dalla: affermare e sostenere il convincimento che le espressioni artistiche non possono più essere divise: che la poesia è musica, la musica è colore, il colore è musica e poesia.

Aldo Caserini

 

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