LA VISIONE NATURALE IN UN BOOK DI TEODORO COTUGNO


Nella vasta nebulosa delle tipologie narrative, di genere e non, la letteratura sembra mettere alla prova anche i lodigiani, attraverso una produzione che specchia l’integrazione e l’intercambiabilità diffuse nell’immaginario e nei contenuti. E’ una koiné che di fatto sostituisce la matrice liceale e universitaria che nel Novecento era stata terreno d’incontro tra lettore e scrittore e all’arricchimento dei discorsi paralleli di letteratura e pittura e viceversa. Affinità ora indebolite, per non dire sparite, con l’affermarsi di una nuova koiné ad opera di scrittori d’esordio, che chiedono visibilità ai media per fronteggiare la loro carente tenuta e limitata profondità.

In questo panorama si inserisce, senza vantare particolari doti affabulatorie, Teodoro Cotugno, artista noto come grafico d’arte e ora autore di Tra alberi e sentieri d’acqua, un piccolo book costruito senza filtro sui sentimenti, come nucleo difensivo contro la confusione procurata dallo sviluppo, con una ispirazione naturalistica, che ad alcuni potrà sembrare antistorica, i cui contenuti e la semplicità sono il frutto di un’acuta consapevolezza del mutamento epocale in atto contro il pianeta da richiedere una responsabilità individuale.

Tra alberi e sentieri d’acqua è il prodotto dell’osservazione di ambienti e vedute agresti, semplici, costruite senza abbellimenti, sottratte alle dinamiche miopi dei luoghi comuni.

Silenzioso e schivo per natura l’artista si era già fatto notare per il raccontato tascabile, “L’uomo che salvava gli alberi”, al quale ora ha unito questo racconto di sostanza poetica e umana in cui si mostra narratore di forte sentimento, senza ridondanze, di rigore etico, che privilegiata l’umiltà di fronte alla vita e alla natura. Dopo la presentazione dell’ottobre scorso alla biblioteca comunale di Saleranno sul Lambro, il volume viene ora presentato venerdì 10 gennaio, alle 21 al Comune di Cerro al Lambro con un intervento di Mario Chiesa, direttore generale del Consorzio Bonifica Muzza Bassa. Questo risveglio di interesse e d’attenzione dipende in senso lato dal contenuto. Non scopre una rockstar. La narrazione di Cotugno muove dalla camminata solitaria lungo il canale Muzza di un uomo dedito a proteggere alberi che tra il fogliame rimosso scopre un nido con tre piccole uova e s’impegna a trovargli nuova sistemazione permettendo alla madre merla accorsa disperata di ritrovarlo e completare il percorso alla vita.

E’ un racconto che viene dal fondo della campagna: scorrevole, leggero, senza contorsioni formali, di pensiero né astrazioni. Che si colloca ben lontano dalla quotidianità spesso mondana che affronta i problemi in modo soffocante e omogeneizzato. Punta all’essenzialità, alla verità attraverso una forma svelta e qualitativamente accettabile da porsi in sintonia coi temi delle proprie immagini, fatte di segni, di punti, di barbe, di luci e ombre.

“Tra alberi e sentieri d’acqua” è un book di piccoli momenti e ricche sensazioni. In poche paginette il lettore si trova calato in una nuova consapevolezza da cui estrapolare quel rispetto alla natura che in questi tempi moderni ed “evoluti” non si è sviluppato nell’umanità,

La pubblicazione del volumetto è stata resa possibile dal Comune di Saleranno al Lambro per le feste patronati d’ottobre Stampato dalla Sollecitudo di Lodi in caratteri Garamond su carta Old Mill Fedrigoni, arricchisce con un’ acqueforte originale, numerata e firmata dall’autore.

Aldo Caserini.

 

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