Cotugno “trasloca” lo studio e mette in vetrina nuovi lavori


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Teodoro Cotugno, ha deciso di cambiare il proprio studio di pittore senza spostarsi troppo da piazza Maggiore a Saleranno al Lambro dove continua ad abitare. Il nuovo habitat, che inaugura domenica 3 febbraio in via S. Antonio 30 con una mostra personale, è prossimo al Castello Vistarini, dov’era solito allestire ogni anno una propria esposizione di oli e incisioni chiamando a raccolta amici, collezionisti, ammiratori e semplici aficionados. L’ iniziativa partita anni fa in occasione della Festa della Candelora si ripete dunque anche quest’anno sotto il simpatico segno del “ritrovarsi” ed è rivolta a fornire un aggiornamento dell’attività artistica più recente, e a visitare i nuovi ambienti di lavoro dove il pittore opera al cavalletto e tira le proprie incisioni al vecchio torchio a mano. I visitatori, che anche in questa occasione si prevedono numerosi, potranno riconoscere nei nuovi ambienti-studio le proprietà congeniali di inclinazione e gusto del padrone di casa. Oltre trovare alle pareti ordinati oli e acqueforti potranno cogliere le non poche novità a cominciare dal flusso di immagini fuse di luoghi, campagne, corsi d’acqua, monumenti, colori, natura, e avvertire di più il linguaggio come fatto semantico e la poesia come pensiero.
L’arte è oggi affidata a “un oceano di parole e un deserto di idee”. La frase è di Stendhal, ma ha una sua attualità. Quella di Cotugno, artista vivace e curioso, non vi si mescola o confonde. La sua resta una pittura sempre di tradizione, fatta di immagini vive, dove le sfumature e i particolari son tutto e le tante piccole cose si sposano con il gioco cromatico e con una forma che risulta oggi più mossa e libera e appassionata, in aggiunta a una grafica in cui carte, inchiostri, acidi, morsure e neri vellutati o sfumati, che svelano l’amore alla stampa, alla bottega, al mestiere e sottolineano il vitale rapporto della poesia con l’uomo.
Fedele al concetto che pittura e grafica si imparano “standoci sopra”, migliorando passo a passo le tecniche, affinando la sensibilità per la materia e per il segno, coltivando l’attenzione e studiando chi è capace di farla, cioè “ i grandi”, Cotugno non si stanca di andar per mostre (una pratica che molti dei suoi colleghi ha abbandonato) ricavandone spunti, stimoli e lezioni importanti che lo tengono lontano dal rischio ben noto “della provincia”.
La mano già allenata s’è addestrata al racconto grazie al sapiente tirocinio di stagioni; riveste le immagini di intensità lirica, ma è l’occhio a descrivere con concretezza ciò che percepisce, la rappresentazioni dell’attimo luminoso e delle ombre colorate.

 

 

La mostra: Teodoro Cotugno – Opere –Studio di via S. Antonio, 30, Saleranno sul Lambro. Inaugurazione. Domenica 3 febbraio. Orario dalle 14,00 alle 19,00.
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