“Persistenze”: I cinque di Milano per i 20 anni di Naturarte


“I cinque di Milano”: (Renato Galbusera, Maria Jainnelli, Antonio Miano, Pino Di Gennaro, Claudio Zanini) in una foto storica.

Nel suo percorso ultraventennale, Naturarte ha conosciuto saliscendi qualitativi che rendono difficile far quadrare i conti. Una cosa sola è certa: nella sua camminata ritmata dal paesaggio, non sono mancate prove di artisti con la cultura del tempo, che hanno aiutato la lettura della cronistoria del contemporaneo. Tra queste sono senz’altro quelle di Renato Galbusera e di Maria Jannelli, due veterani di Naturarte, presenti in quasi tutte le edizioni con mostre tematiche personali, sia di gruppo (con Pino Di Gennaro, Antonio Miano e Claudio Zanini ), sia all’interno di formazioni collettive, che con la consapevolezza delle loro scelte hanno stimolato la riflessione contro certa panoplia extra-artistica diffusa.
Galbusera e Jannelli si presentano ora con i tre colleghi di “Atelier” (operativo dal 1982 con la mostra “5 di cinque” a Cascina Roma a San Donato Milanese e successivamente a Milano, ma protagonista anche di una esposizione di successo all’ex-Soave di Codogno e alll’ex-chiesa di San Cristoforo a Lodi) allo Spazio Bpm Tiziano Zalli in via Polenghi Lombardo, in una esposizione curata da Mario Quadraroli: tre sale “introduttive”, che raccontano lavori di un ventennio; una sezione di grafica e una istallazione sul tema della natura dedicata ai 20 anni di Naturarte; cinque box esclusivi riservati ai singoli autori (“il segno e la materia nelle opere di Pino Di Gennaro, il racconto e la memoria nelle carte di Renato Galbusera, il reale e l’immaginario nelle opere di Maria Jannelli, il volto della Storia nei ritratti di Antonio Miano, la forma poetica del colore nelle opere di Claudio Zanini”) e una sezione collettiva dedicata agli animali. Dopo trentacinque anni di attività “Atelier” è un gruppo che ha ancora molto da dire, formato da artisti consapevoli della tradizione cui appartengono, ma anche fieri di far udire la propria voce esclusiva e attuale; che dispongono tutti di capacità di approfondimento, di sguardo critico e di un linguaggio riformato; intellettuali che come tali aspirano a un ruolo “politico” e, col loro mettersi insieme, propongono una forma di “resistenza” rispetto al flusso delle mode e del mercato.
Attento ai percorsi della storia, Galbusera elabora una pittura di spessore, colta, di memorie intessute da vicende. Conferma quel che si conosce già di lui: una conoscenza pittorica importante, tradotta con tecnica mista su carta intelata, tela e mixaggi di pittura e fotografia…Vi si ritrovano con il disegno regola base della tecnica espressiva, esperienza, conoscenza, scelta e mestiere. La mostra conferma un autore coerente, realista, controcorrente, consegnato a un chiaroscuro moderno in cui si coglie la novità compositiva e insieme l’eco della tradizione.
Su una linea poetica muove la moglie, la Jannelli, con forme figurative diverse per sensibilità tematica. I suoi dipinti muovono da ragioni formali confidenziali e private. Ne risulta una immagine calda, femminile nelle attenzioni, meticolosa, ma di intensità fantastica. Le rifiniture a matita, il dettaglio, aiutano la Jannelli a non cedere alla tentazione della pittura-oggetto. Nel ritratto diretto o frontale, come nelle decontestualizzazioni, opacità e realismo essenziale proiettano in dimensione simbolico-allegorica, in cui libertà e forma contribuiscono a evocare l’uomo, la vita e la natura.
Il quadro espositivo è partecipato in modo non da “fingitore” (per usare un termine di Pessoa riservato ai poeti), dallo scultore Pino Di Gennaro. Presenta una serie storica di lavori di grande manipolazione e raffinatezza, in cui sono mescolate materie diverse. I pensieri sottili suggeriti riportano a problemi di impegno deciso, attraverso avvicendamenti che traducono relazione e interpretazione
L’esposizione trova compimento infine con una serie di ritratti dipinti da Antonio Miano, autore di segno scattante che coglie con sguardo controllato e sensibilità espressionista. Miano ha sempre coniugato ricerca artistica e impegno sociale, occupandosi anche di illustrazione. Il che da spiegazione a certe soluzioni, anche se nella sua opera di ritrattista la critica più attenta ha saputo vedervi segni di “mitologia contemporanea”. A sua volta, il triestino Claudio Zanini è autore di suggestive trasparenze, fatte di chiarezza e luminosità, che sembrano volerci far entrare in “mondi possibili”, dove geometrismo e costruttivismo costituiscono una sorta di “resistenza” rispetto al flusso dell’arte attualista.

 

PERSISTENZE, 21 giugno/15 luglio 2018 Bipielle Arte Via Polenghi Lombardo-Spazio Tiziano Zalli – Lodi

da martedi a venerdi dalle ore 16,00 alle 19,00; sabato, domenica e festivi dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle ore 16,00 alle 19,00; Info: http://www.bipiellearte.itbipiellearte@fondazionebipielle.it – tel. 0371 580351

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