Giuseppe Secchi, la fotografia tra presente e richiamo del passato


 “FRAMMENTI” DA CUBA  DELLA COMPAGNIADI BALLO DI CAMAGUEY

 

Può apparire anche strano che un fotografo, Giuseppe Secchi, noto per l’impegno dedicato alla fotografia creativa, ritrovi richiamo e poesia in “scatti” di inclinazione esaurita, è segno di quanto un certo linguaggio visivo sia stato dimenticato. Secchi l’ha recuperato con un numero scatti e stampe in “fine art” su pvc di formato quadrato 80×80 con ottimi risultati qualitativi, senza perderne le caratteristiche. Riprendono momenti delle prove del Corpo di Ballo di Camaguey a Cuba in preparazione dell’opera Carmen di Bizet.
Contrariamente ai precedenti lavori egli è tornato a quello che ( normalmente ) s’intendeva per fotografia: captare “l’attimo”. Che uno specialista dopo essersi avventurato nella ricognizione di modelli contemporanei, riscopra il richiamo e la suggestione del linguaggio originario, recuperi il piacere del bianco e nero per “narrare” figurazioni cariche di enigma e di pathos come quelle del balletto può sorprendere non più di tanto conoscendo la sensibilità con cui Pino Secchi si è sempre mosso sin dai tempi delle prime uscite pubbliche da Giovanni Bellinzoni al “Gelso”.
Nelle ultime immagini egli prova a ricavare indicazioni di genere letterario da un altro linguaggio artistico – il ballo, appunto- cementandosi nella rapidità dello scatto sino a sedurre passando dalla prima alla terza persona, conferendo altri sentimenti e racconti. Per farlo se ne è andato a Cuba a ritrovare nuovamente la forza e la febbrile autorità del momento – dell’istante, del tempo, del batter d’occhio – dove ha ritrovato insieme il gusto per il bianco e nero, l’invenzione della narrazione.
In una serie di istantanee   include e associa immagini con appassionata agilità e un temperamento orientato a dare senso e interpretazione al proprio modo di vedere. Vale a dire quel che diceva Susan Sontag: “La fotografia è, innanzitutto, un modo di vedere. Non di farlo”.
Nel servizio Secchi raccoglie “frammenti”. Accumula barlumi. Non ferma novità, ma l’indomita autonomia del dettaglio. Niente di provocatorio o di trasgressivo, nelle immagini c’è l’istante fermato, ovvero quel qualcosa che tende ad ampliare il mondo del ballo, a registrarne le forme, ma anche l’ apparenza, il confine dal reale. E’ un modo di vedere, che consiste di vedere per framment, che trovano il momento unificatore nella luce dei bianchi e nello scuro del nero, nella loro incisività profonda su ciò che siamo abituati a cercare nella fotografia.
In un momento in cui essere contemporanei vuole dire essenzialmente essere omogeneizzati, standardizzati Secchi, ritornando al b/n rompe con certa comunicazione di massa, di intrattenimento standardizzato.
Magari, in tutti gli scatti non è convincente, ma che da tale scelta si possa ricavare un diverso piacere e una qualche illuminazione è innegabile.

 

 

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , ,

Lascia un Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: