“L’attenzione” all’identità femminile di Ada Nori


ADA NORI: “Geometrie imperfette”, acrilico su tela, 70×100, 2017

Nell’offerta di iniziative che sempre prima delle ferie estive fioriscono attorno alle arti visuali sul territorio, le opere della milanese Ada Nori al Calicantus bistrot dell’O.M. di Lodi si distinguono senz’altro per la raffinata elaborazione e l’invenzione iconografica, da meritare una lieta attenzione. Diplomata da solo un triennio alla Scuola superiore d’arte dello Sforzesco di Milano, l’artista con studio in corso di Porta Romana a Milano, si è già fatta notare per rispecchiare nella ricerca determinazioni espressive di Sergio Vatta, pittore, grafico e decoratore triestino, conosciuto per la sua adesione alla Wiener Sucession.
Da meno di un decennio la Nori ha impostato la propria pittura su un ceppo culturale unitario d’ambito figurativo, rivelandosi più che una scommessa per il percorso intrapreso, sospeso tra fantasia e razionalità, intuizione e introspezione; per porre al centro la figura femminile, colta nelle forme e nei modi più vari della quotidianità e dell’intimità, dello spazio e delle relazioni con se e con “l’altro di sé”, per dirla con la Wolf, una delle principali figure europee del XX secolo.
Esplicita una pittura che guarda dentro all’animo femminile, l’osserva e l’approfondisce, richiamando posizioni teorico-letterarie – come quelle appunto della citata scrittrice londinese – che ripensano all’immagine della donna nei suoi diversi rapporti esistenziali e di vita. Suggestiona con una pittura “intuitiva”. Scelta “a pelle”. Cognitivamente, non la si può definire in modo diverso, univoco e definitivo.
Di essa colpisce l’applicazione sperimentale, anche se la tentazione potrebbe avvicinarla, per alcuni particolari espressivi, a quella tratta dalle tensioni del quotidiano, da certo realismo esistenziale (es. Giuseppe Banchieri).
Scriveva, Bachelard, una delle maggiori figure della cultura francese nei suoi studi sull’immaginario: “una intuizione non si può dimostrare, si sperimenta”. Niente di più rasente alle attuali immagini della Nori, in cui l’intuizione e lo sdoppiamento geometrico ha molto a che fare con la memoria visiva e la percezione. L’esposizione conferma quanto già premi e presenze (Wab Women Art di Bra, Donne in Rinascita, Premio internazionale Iside, Premio Celeste, Mostra del Tigullio, Radar ecc., e nel lodigiano alla galleria Oldrado da Ponte e a San Fiorano), avevano messo in evidenza: una pratica che scopre la particolare sensibilità a riflettere sull’identità femminile, aiutando l’osservatore ad avvicinare lo sguardo e farsi coinvolgere dal chiaro legame con il processo creativo.
I risultati presentano possibilità interpretative e assonanze nel passaggio tra una rappresentazione e l’altra, dove la tecnica della pittura – a volte immobile o legata – si lascia andare al momento dell’ispirazione e dell’idea. O dell’intuizione.

 

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