Gigi Pedroli, fantastico, immaginario, persino chimerico


Dopo sbornie ideologiche, decostruzioni ermeneutiche, infatuazioni varie comprese quelle mercatistiche, dove va l’arte del nostro tempo? La risposta che dà Gigi Pedroli alla Galleria Guidi di San Donato Milanese, dove sabato ha inaugurato una esposizione di oli, sculture e disegni, è quella di un ritorno alla figura. Sia pure a una figura non tradizionale, non strettamente accademica, la cui sorgente creativa è fatta di vene e zampilli diversi, esemplari in rappresentazioni e allegorie ricche di sensazioni e fantasie affrancate dai vincoli formali e concettualistici , da offrire un vero e libero gioco d’immaginazione.
La mostra di Cascina Roma muove su un filo di continuità, lega con le diverse “uscite” recenti e non dell’artista milanese, delinea sentori di una situazione volta a scavalcare la mode rétro presente nelle forme attualiste. Ottant’anni superati,l’artista si avventura in un dialogo tra due sdoppiamenti di sé: il sostanziale e il fantastico; evade dal destino revivalista; evita, attraverso l’invenzione, l’ ironia e il divertimento, il ripetersi di situazioni espressivamente scontate; congeda le figure in pose e situazioni attorte e a volte rigide (alla Tadini); con espressività abbozzata e senza interposizioni. Nei suoi sviluppi, il racconto risulta alla fine gremito e vivace, da condurre il visitatore all’esplorare. Pedroli spinge lo sguardo a indagare cosa stia dietro a quel mondo immaginario, se stesso e la propria natura; a scoprire la cesura tra mondo esterno e mondo interno, al gusto ironico-formale, alle sue proiezioni.
Consegna agli occhi del visitatore un’arte irrobustita negli elementi di tecnica e linguaggio, gradevolmente rallegrante, a volte interrogativa e problematica, a volte asseverativa o definitoria, che recupera il dato quotidiano e delle cose.
Oli, sculture, disegni approcciano a un’arte di gusto, sottile, beffarda e allo stesso tempo malinconica, che recupera a tratti il senso dell’essere e mette in discussione condizioni, regole invalse, occasioni ecc., riflettendo su un mondo segnato dalla contraddizione e dalle mode.
A Cascina Roma offre un carnet di immagini affrontate e risolte pragmaticamente, con maestria. Disegnatore fantastico, immaginario e persino chimerico, l’artista affida al segno un proprio ritmo mentale, una fondamentale espressione comunicativa e metaforica. Pungola il fruitore a individuare ciò che sta dietro agli sguardi e ai modi di fare e agli atteggiamenti umani: le conformità o le discordanza con la natura umana, le tradizioni, le politiche, gli orientamenti sociali, le rotte ideologiche, radicali, offrendo allo stesso tempo una sorta di autoritratto o di confessione implicita di se stesso.

IL PALCOSCENICO: Dipinti – Sculture – Disegni d8 GIGI PEDROLI – Galleria D’arte Contemporanea Virgilio Guidi – Cascina Roma – Piazza Delle Arti – San Donato Milanese –-La mostra resterà aperta fino al 26 giugno 2017 – Orario da lunedì a sabato dalle ore 9.30-12.30 /14.30-18.30; domenica 10.30-12.30/16.30-19 – Informazioni tel. 0252772409 – cultura@comune.sandonatomilanese.mi.it
 

 

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