“GIOCHI D’ACQUA” E LA PITTURA “LIQUIDA” DI ROBERTA TIBERI


tiberi-2

ROBERTA TIBERI: Giochi d'acqua: Deviazione 1 (acquerello)

 

Il percorso che ha portato Roberta Tiberi, a una pratica di artifici significativi rispetto le precedenti correlazioni con il campo vasto del sistema figurale, condensati come “giochi d’acqua, merita qualche esplorazione aggiuntiva per il significato (o supposizione) e la diversa relazione tra segno e cosa che tali artifici introducono.
Tiberi si era fatta conoscere tre anni fa con una attività fondata essenzialmente sulla figura e sui simboli. A far tempo dalle “uscite” al Convivio De Lemene, galleria Oldrado, Centro Cornici La Bottega fino alla Fondazione Bipielle (dove ha esibito però manufatti di taglio decorativo) ha marchiato, per attribuzione di referenti, le proprie scelte come intese a “rendere pensabile” l’uomo contemporaneo. Nella mostra in corso al “Bizzò”, insieme agli elementi tradizionali, presenta lavori di varietà formale che fanno immaginare il possibile strutturarsi nel sistema semantico di diversificazioni da poter rompere (o superare) la precedente unità culturale figurativa, tali da suggerire attenzione benché l’artista dichiari la propria preferenza per la narrazione figurale.
Negli acquerelli al “Bizzò”, i ritratti sovrastano per impulso e unità figurativa la serie di quelli disegnati con linee e visioni optical che ruotano attorno al concetto di percezione e trasformazione. La scelta, può sorprendere, anzi, ha sorpreso. La decisione di tenere sotto uno stessa titolazione (“giochi d’acqua”) visual design di invenzione fantastica e ottica e lavori tradizionali, offre, con la grazia del gioco, di immaginare illimitati significati ed emozioni, fa pensare a un orientamento in divenire, a un’arte “liquida” che affida a uno spazio mentale infinite possibilità di visioni. E’ dubbio, comunque, almeno per ora, che la pittrice di Tavazzano proceda su un percorso di superamento del figurativo. La compresenza di figurativo e non-figurativo è più espressione di “qualcosa” che spinge il suo senso di libertà artistica a straripare da regole, modelli e tradizioni, da ciò che è la rappresentazione e il prodotto di circostanziati procedimenti formali. Iconismo e aniconismo sono sempre stati coltivati dalla Tiberi, che, soprattutto nelle “installazioni” ha mostrato di saperli ben controllare e dirigere. Resta da vedere fin dove, in futuro, le scelte figurative lasceranno definitivamente spazio ai processi collegati ai gesti e all’intenzione, cioè a un arte intesa come luogo di sperimentazioni percettive e dinamiche, o se invece la cultura tradizionale non ritroverà un recupero di riflessioni attraverso il linguaggio figurale.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , ,

Lascia un Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: