DIONISIO URBAN e BRUNA WEREMEENCO allo Spazio Arte Bipielle Lodi


DIONISIO URBAN: Ritratto di Vincenzino Scali (pastelli, tempera su cartone), 1988

DIONISIO URBAN:
Ritratto di Vincenzino Scali
(pastelli, tempera su cartone), 1988

In vita, Dionisio Urban era considerato uno “fuori del comune”, un eccentrico, uno “strampalato” che metteva insieme il musicista, il compositore, il verseggiatore, l’iconista, il pittore con l’impronta del protagonismo. Pochi, in città, forse con la sola eccezione di “Vicenzino” Scali, l’hanno conosciuto veramente, fintanto che una quarantina d’anni fa il gallerista Giovanni Bellinzoni prima e l’arredatore Ravera poi non cedettero all’ardire di proporre in mostra i suoi “amalgami” fatti di candore ingenuo e di esuberanze, di colori e fantasie, di atavismi e fantasmi corporei. Di lui don Quartieri scrisse: “Giudicato asociale, con l’arte ritrova la gioia della libertà”.
A venticinque anni dalla scomparsa l’Associazione monsignor Quartieri lo fa ora “riscoprire” con una retrospettiva allo Spazio Bipielle Arte affidata alle cure di Marina Arensi e Beppe Cremaschi; la mostra in parte integra quella dell’Angelo del 1995 a cura di Maria Maisano Moro e le precedenti esibizioni personali degli anni Ottanta al Museo Civico e al Centro Culturale Vanoni.
Su progetto di Gianmaria e Matteo Bellocchio l’esposizione da forma e contenuto a un repertorio dominato da ritratti, in prevalenza di soggetti femminili (vestali, bambole, veneri, cantanti, dive, odalische), bloccate nell’allucinante flash di una visione mitizzata, lontana dalle fonti pittoriche allora in voga. Un insieme che permette di accertare come riferimenti culturali e certe invenzioni simboliche di figure, tengono Urban lontano dai repertori futurista e da quello psicologico surrealista, sono frutto di strutture totalmente autonome. L’attività creativa di Dionisio è fatta di tecnica personale e materiali vari tra cui l’uso della stagnola; intessuta di figure umane, regge sulla corrispondenza dell’essere e dell’esistere, attraverso il rapporto complesso e controverso di realtà e memoria, sogno e poesia, libertà e convenzione.
Nelle pagine poetiche come negli spartiti musicali e nei quadri, l’artista fa convivere fenomeni dell’esperienza e della reminiscenza, le cose viste e quelle fantasticate. Forse c’è anche una dimensione “filosofica”, di astrazione personificata, materializzata in elementi sensibili dell’esperienza umana. Ma l’autore non “analizza”, semplicemente “rappresenta” con sincerità quello che è il proprio mondo intimo, porta in evidenza aspetti di sogno, “immaginari”. Più che per ogni altro popolo d’Europa, il sogno è per i russi un dato stabile della vita quotidiana. Se Freud lo interpretò per entrare nell’inconscio, gli artisti lo affrontarono in modo sottile, libero, beffardo.
Carte, cartoni, compensati; tempere, inchiostri, pastelli, tecniche miste, stagnole; segni, simboli, note musicali, icone, figure; aiutano a ricavare dall’imaginerie ingenua o popolare di Dionisio Urban un mondo di pensieri ed emozioni. La stesura disegnativa e quella cromatica evitano ogni suggestione naturalistica o concettuale o accademica o infantile. La figura è come se venisse “pensata fuori” dalla realtà pittorica, fuori dalle norme della convenzione espressiva tradizionale. Nei quadri condensa interventi grafici, modulazioni fluenti, ondose, comprime balenanti passaggi di luce, di colori astratti. La deformazione o contaminazione degli elementi veristici va di pari passo con l’orchestrazione inventiva. Apparenze e apparizioni introducono alla dimensione poetica.
La seconda sezione della mostra è dedicata Bruna Weremeenco, figlia della sorella di Dionisio, la cantante

Bruna Weremeenco e Aldo Caserini in occasione della personale dell'artista (1967)

Bruna Weremeenco e Aldo Caserini in occasione della personale dell’artista (1967)

Bronislova. Tra i due non c’è reciprocità di orizzonti espressivi. In Weremeenco ritratti, nudi, figure umane, religiose, cavalli, paesaggi, composizioni floreali, nature morte appartengono a una esperienza portata avanti dall’artista dai tempi di Brera dove fu allieva di Cristoforo De Amicis ed ebbe maestri gli stessi direttori dell’accademia, Aldo Carpi e Pompeo Borra ( al quale deve, forse, il senso del movimento) e Domenico Cantatore ( dal quale ha ricevuto il gusto per le accensioni di colore). Sin dalla prima personale del 1968 alla Laus, i suoi soggetti sono gli stessi, oggi però offrono una “narrazione” più varia, che va oltre la pura descrizione. Si ritrovano in essi espressività novecentesche, atmosfere di realismo magico, memorie, scomposizioni post-cubiste; i nutrimenti sono rappresentati dal sogno, dai sentimenti, dai ricordi, dalle inquietudini, dalla costante della psicologia ( base dell’indagine artistica e poetica proprie delle culture slave e mitteleuropee).
Estranea alla sperimentazione tout court Wereemenco conferma le linee forza della sua pittura così come si sono affermate negli anni: intensità di colori, toni timbrici, volumetrie, ritmi ellissoidali, geometrizzazioni, plasticismo, decorazione. Senza dichiarazione di poetica, dietro alla eleganza formale, insorge lo sforzo di dare risposta al mistero e all’angoscia nel normale colloquio col mondo e con sé stessi.

 

Nota apparsa sul CITTADINO, quotidiano lodigiano e sudmilanese 28.11.2016

 

 

Advertisements
Contrassegnato da tag , , ,

One thought on “DIONISIO URBAN e BRUNA WEREMEENCO allo Spazio Arte Bipielle Lodi

  1. Fabio ha detto:

    Artisti VERI e FANTASTICI!!! Entrambi un valore aggiunto per la Città di Lodi!!!

Lascia un Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: