Cesare Zocchi: dalla parte del paesaggio naturalista


Una ventina di paesaggi firmati da Cesare Zocchi, fanno da qualche giorno mostra al Bizzò di via Cavour a Lodi. Zocchi è principalmente noto per l’attività di iconista, ma, è manifesto, da sempre ha considerato il paesaggio e le figure non una scelta marginale. Nella pratica verrebbe di etichettarlo (con qualche azzardo, ovvio) un paesaggista “virgiliano”. Anche se la sua figuratività non presenta greggi, covoni di grano, lune piene e alberi carichi di frutti. Nei suoi lavori prevalgono le rappresentazioni di architetture, spazi, habitat e luoghi di attrattività bucolica o semplicemente campestri e non manca qualche excursus di richiamo urbano. Subordinati a un ideale di esecuzione di nitore, simboleggiano l’appassionata convinzione dell’autore che la pittura può essere praticata ancor oggi in termini di semplicità e immediatezza. Anche se oggi, in una tela o in un foglio, sono rari coloro che cercano la fedeltà dell’imitazione, l’intensità dello sguardo, il piacere del naturale, il sentimento della poesia eccetera. Le nuove “visioni” non hanno comunque cambiato l’atteggiamento di Zocchi; e giustamente, perché per spirito di ricerca e di coscienza di sé, egli continua a descrivere nella sua pittura il desiderio di naturalezza, la convinzione di intimità, il rifiuto di quel che Ruskin definiva “nonsense pictures”. Con scrupoloso disegno, alimentato dall’osservazione, dividendo la propria attenzione tra il sacro delle icone e le immagini di ambienti in natura che lusingano il senso della vita, Zocchi resiste, rivolgendosi a coloro che ancora amano e si deliziano di un certo tipo di pittura e di soggetti, che corrispondono a una esigenza di “lettura” di ordine e stabilità.
La base della pittura ch’egli presenta al Bizzò è la proporzione, l’equilibrio tra elementi verticali e orizzontali del disegno, la loro intima correlazione da creare un effetto di ritmi del tutto simile ai rapporti dell’architettura. Certo, è una pittura che o la si accetta com’è per quello che è, o è inutile andare alla ricerca di motivazioni per citare magari grandi figure di artisti del paesaggio. Nella semplicità della mostra, un’occhiata può insegnare diverse cosette, soprattutto guidare l’occhio da un disegno all’altro, da un olio all’altro e cogliere effetti di poesia diretta e di prospettiva.

 CESARE ZOCCHI: Paesaggi – a c. di Gabriele Bizzoni – Caffetteria Bizzò, via Cavour, Lodi – – Negli orari di apertura dell’esercizio – Chiuso il lunedì. Fino al 15 ottobre

 

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , ,

Lascia un Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: