SANDRA TENCONI, L’ISPIRAZIONE NON HA TEMPO


Dal 10 giugno al 3 luglio allo Spazio Tiziano Zalli della Bipielle

Autoritratto di SANDRA TENCONI

Autoritratto di SANDRA TENCONI

Sandra Tenconi, allieva di Gino Moro alle Orsoline di Milano e di Guido Carpi a Brera a Milano, nella sua lunga carriera di pittrice naturalista – chissà perché aggiungerle a tutti i costi l’attributo lombarda, quando dei De Amici, Del Bon, De Rocchi, LIlloni, Spilimbergo, ecc. nella sua pittura non ci sono o ci sono pochissime tracce ? – ha, tra gli anni Sessanta e il 2016, realizzato una sessantina di personali in cui ha esplicitato tutto il proprio potenziale tecnico e una sorta di dottorato lessicale attraverso disegni, pastelli, acquerelli, incisioni, oli e acrilici.
Di nascita varesotta, ma pavese dalla fine degli anni ‘70, è ammirata e apprezzata per la sua singolarità, che trova nel colore e nella mano delicatezze impreviste e originali. La Tenconi, che approda dal prossimo 10 giugno alla Sala d’arte Bipielle in via Polenghi Lombardo, è una pittrice della quale, fatto insolito, si è letto molto e a ragione, grazie agli innumerevoli apporti di critici, poeti e scrittori: Roberto Tassi, Rossana Boscaglia, Piero Chiara, Dante Isella, Vittorio Sereni ecc., per fare alcuni nomi.
A Lodi, si annuncia con una esperienza invidiabile e autorevole, qualunque sia l’ordine di attività in cui esercita: tramite la pittura o il disegno, il ritratto, le figure, gli orsetti della propria collezione, i fiori e i “frammenti” di paesaggio. Anni fa, Piero Chiara suggerì di leggere il suo percorso partendo “ dalla mente all’occhio alla mano”, quasi a significare che la sua pittura è prima d’altro un “discorso mentale”, capace di cogliere non solo le forme naturali, ma di generarne altre a piacere. Un processo per cui la “visione” esisterebbe nella sua mente (o se si preferisce, nell’anima) prima che il suo occhio la colga nella realtà e che la mano (abilissima!) la trasferisca sicura in pittura. Un “procedere” su cui, forse, qualche teorico eccepirà, pur sapendo che la scienza della pittura non è esatta e, ciò che conta al fruitore, è quello che gli si presenta agli occhi. Nel caso della Tenconi, una pittura fresca, ricca di vegetazione e di efflorescenze, coinvolgente, dotata di un humus cromatico che porta in evidenza una sensibilità poetica raffinata.
Blu, verdi, ocra, bianchi, grigi sono, nella sua pittura, come “liberati” dall’imitazione, frutto non del luogo ma dell’io, consegnati a una stesura intensa di sovrapposizioni. La Tenconi è pittrice diversa dei molti pittori che praticano il naturalismo e che lo fanno magari con definizione informale o astratta. Cosa colpisce maggiormente in lei? L’impaginazione, la ricchezza della materia, l’abbandono coloristico, il sentimento del paesaggio, i rapporti con il soggetto, l’immediatezza nel pastello, il segno fittissimo nei ritratti disegnati, l’uso del colore a più sovrapposizioni, e, naturalmente, certi soprassalti di poesia fatti scendere su ogni cosa.

Sandra Tenconi, Antologica (1967-2016) Selezione delle opere di Tino Gipponi Spazio Tiziano Zalli alla Bipielle, via Polenghi Lombardo, Lodi – Dal 10 giugno al 3 luglio.Inaugurazione 10 giugno, ore 17.30 – Orario martedì-venerdì 16-19, sabato e festivi 10-13 e 16-19; chiuso lunedì

 

 

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