“Oltre il Novecento”: un saggio teorico di Amedeo Anelli sul “Realismo terminale” di Guido Oldani


 oldani cop 2 “Oltre il Novecento” è l’ultima fatica di Amedeo Anelli, direttore della rivista di poesia e filosofia Kamen’. Raccoglie un testo teorico sul Realismo Terminale di Guido Oldani, sei poesie inedite dell’autore di Melegnano ed una lunga intervista con lo stesso. Il volume sarà in uscita intorno il 10 maggio prossimo da Ticinum Editore, la casa editrice che ora edita Kamen’, dove si è aperta una collana – “Quaderni di Kamen’ ” – dedicata ai suoi autori.
Il titolo del libro vuol significare il superamento da parte della koinè di Oldani dei caratteri generali della lingua poetica del Novecento e dei suoi modelli, e più esattamente l’ allontanamento da certe sue categorie e suggerimenti (parecchi attivi) che, portati direttamente all’interno del “cursus” dai linguaggi, dai canoni, dai principi teorici e di metodo del Novecento, lo hanno sottoposto a un moto centrifugo e disgregante di forme e contenuti.
Gli “storici” più cavillosi, che sono anche i più noiosi, probabilmente non rinunceranno ad appuntare che l’oltre – il più in là -, s’è già dimostrato, che il Novecento è già stato valicato dai modelli pragmatici, espansivi, dilaganti innescati dal post-theory (attualismo), in cui convive tutto e il contrario di tutto comprese le “forme senza forme”, da rendere eccedente una delimitazione di quadro strutturale. Non curandosi, come dovrebbero,  quel che il critico lodigiano sostiene nella sua incisiva analisi: che la poetica di Oldani è “di quelle che si muovono sulla linea dantesca della poesia europea”, con la quale ha un rapporto “privilegiato e profondo”, fatto di peculiarità etiche, di costume e di saperi. Non solo. Nei testi di Oldani, Anelli non esita a reperire le “istanze” quotidiane che attivano l’attenzione su una società irresponsabile, in fuga da se stessa, e a respingere il tentativo di ridurle a “rispecchiamento mimetico”, che altro non sarebbe che ridurne l’incisività a “categoria della particolarità” (Lukacs), a figura retorica di quell’ analisi hegelo-marxiana, che pensava alla emancipazione delle masse. Mentre nell’Oldani, il loro dire preme sulla pagina per tradursi in fare e nella “faraona cucinata” mette in sintesi le conseguenze di un ripieno dato dal “maggior numero di oggetti possibili” introitati.
Senza negare che – in merito alla poesia del Novecento – sussiste una differenza tra le ultime o ultimissime generazioni novecentesche e quelle dei loro nonni o padri e i figli e fratelli e che i concetti di cultura vengono oggi riformulati dagli esperti in modo diverso, a proposito della poetica perseguita da Oldani, Anelli non esita a sostenere con consapevolezza quel che a suo dire rappresenta: “una coupure” – un taglio – con la poesia italiana del Novecento, non solo perché[…] è una poesia di pensiero e a fondazione etica, ma perché intrattiene forti radici corporee e ha una visione della Letteratura, nonché dell’evoluzione del reale in cui si inserisce”. Nella nostra poesia contemporanea è dunque “una delle poche scritture poetiche architettoniche, memorabili e riconoscibili”.
Oltre il Novecento è un libro particolare nella struttura, non un libercolo o un pamphlet ideologico, ma un saggio di agile dimensione anche se non mancano in esso pagine di non sempre facile fruizione. Pensato per diffondere la conoscenza della poetica di Oldani e delle idee che l’arricchiscono, interpretando il territorio testuale ed esplorano il circostante pensiero critico e la memoria storica. Costituisce un saggio in cui non si concede nulla alla liturgia pedagogica, comunicativa o pubblicitaria. Che semplicemente informa e indaga dentro e fuori la poesia, senza preoccuparsi di risultare in certe sue parti un po’ “faticoso” per il lettore poco addentro al linguaggio della critica e della poesia, rivolto più a “esperti” a cui è facile e istintivo accomodarsi dentro gli scenari complessi. Ma pure un libro che grazie alla accuratezza dell’analisi, aiuta a riconoscere i problemi della rivoluzione novecentesca, le declinazioni, contaminazioni, capovolgimenti.
Da tempo Oldani si muove nella consapevolezza anche sociale della poesia. Dopo l’impervio Stilnostro (CENS, 1985), è stata l’ efficacia immediata e diretta ad avere caratterizzato le raccolte Sapone (Kamen’, 2001) e La betoniera (LietoColle, 2005). Il poeta che dapprima aveva praticato un linguaggio fatto di compressioni e densità semantiche, ha successivamente infiorato procedimenti e partiture della coscienza del presente, denunciando un paesaggio di rovine: “ della cultura, della spiritualità, del vivere quotidiano” (Amedeo Anelli).
Con Cielo di Lardo (Mursia, 2008) e le successive produzioni, la scelta si è precisata e incanalata, fatta Manifesto, finché con “La faraona ripiena”(2010) ha preso tessuto. L’ironia è una delle facce con cui Oldani arriva alla sostanza, alla polpa della realtà, fissa e libera le sue riflessioni, da ad esse un tono diverso: mordace, allusivo, pensoso, ammonitore, satirico, moralistico, correttivo, reprimente.
Dopo la scoperta (anceschiana) che lo infilò nella nuova “linea lombarda”, chiuso il conto con il “fracasso” delle “formule compressive” che ne avevano preso il posto, Oldani s’è messo a punteggiare l’assoluto delle cose che si trasformano, gli oggetti materiali che prendono il sopravvento sull’uomo sino ad annullarlo, mettendosi a “trapanare” una “umanità sgangherata, svuotata, incosciente di sé, stupidamente ferina, senza prospettive e grandezze”.
Dalla rigorosa lettura teorica e critica e dalla intervista che la segue (una prima parte comparsa sul sito di Furio Detti, la seconda inedita raccolta da Anelli) viene fuori, in chiave di interpretazione, quanto il poeta mette alla base del suo comporre attuale, l’ inveramento del paradigma della vita attraverso fondamentali etici e morali.
L’ultimo Oldani , si colloca tra le voci più libere, spontanee e rigorose insieme, del nostro panorama poetico. Può far richiamare il Rebora, poeta che respingeva la soggettività per accentuare l’urgenza del messaggio, ma ancor più fa riandare al lessico di un Betocchi (assimilato in profondità da giovane), del quale sembra recuperare ed estendere segnali di avvertimento e di sottile ironia.

IL LIBRO: Amedeo Anelli : “Oltre il Novecento. Guido Oldani e il realismo esistenziale – Sei poesie inedite e un’intervista a Oldani – Libreria Ticinum Editore, Voghera, 2016, pagg.70 € 10,00

 

 

 

 

 

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