Osservazioni su l’arte di Loredana De Lorenzi


Le esibizioni di artisti (e presunti tali), sul territorio risulteranno anche sovrabbondanti, da abbassare con la ripetitività e tautologia l’interesse del pubblico delle mostre, anziché estenderlo, ma non mette in gioco un artista lDE LORENZI L Scan_Pic0013a cui attività è divaricante dai percorsi di altri attori ordinariamente replicanti (e ridetti).
La dimostrazione di Loredana De Lorenzi a Villa Fabrizi a Bertonico, ripresenta – e non potrebbe essere diversamente dati i tempi brevissimi dalla precedente esibizione -, un’arte di monodica liricità e di generica classificazione naturalistica, che al di là delle teorizzazioni regge su forme “poveriste” e in parte sulla materialità e l’ analogia, senza lasciare che il senso provenga da una trappola intellettualistica o da qualche fatto o rompicapo quotidiano.
Nella essenzialità delle componenti, il naturalismo che erompe dalle “inserzioni” costruttive è un mondo semplice, di pura esistenza e direzione sottratta alla storia, in un certo senso desublimato. Il dato espressivo – già riconosciuto forte, intenso e di sicuro piacere in occasione della precedente esposizione di novembre a Lodi -, non potrebbe aggiungere lampi di distinzione, fissato com’è agli stadi noti. Il maggior numero di lavori in rassegna tuttavia può servire a riconoscere, secondo efficacia e valore, i caratteri di una pratica fenomenologica che cerca intenzionalmente, attraverso rami recisi o caduti, radici e residui vegetali e interventi di colore sovrastrutturali, di disvelare arcaismi formali e metafore, ma principalmente di polarizzare l’esperienza sulla reificazione soggettiva, sottraendo i risultati a situazioni ripetitive e scontate.
DE LORENZI-4Attraverso un percorso di “ritrovamenti”, l’artista unisce in un tessuto unitario, forme e valori materiali coi momenti di occasionalità e imprevedibilità, che si affacciano sul terreno tecnico e procedurale, traducendolo visivamente in canone operativo il primato delle cose naturali sulla retorica della parola e della letteratura, liberando il proprio operato dall’enfasi della complessità e dalle sintesi generalizzanti.
In sostanza, ne risulta una misura “classica” di artigianato e ricerca, composta ma stridente, lirica e antilirica insieme, libera da liturgiche comunicative e prosastiche. De Lorenzi muove in un mondo di forme e di informalità, di materia e manualità, non di teoremi, non di contaminazioni liricheggianti, di tecnica e non di norme, di sperimentazioni e non di problematicismi. La riconsegna dell dato naturalistico non abbisogna di descrizioni, di essere portato a galla da letture in chiave poetizzata; ha un valore che esprime da sé valori che fanno da contenuto. E’ il risultato di un’arte fatta di capacità di fare e di sensibilità.

 “Di confini tra cielo e terra”, mostra personale di Loredana De Lorenzi– Villa Fabrizia, via Miabello 1, Bertonico– Visitabile dal 6 maggio nei giorni di giovedì, venerdì e sabato dalle ore 18,00 alle ore 24,00 e domenica dalle ore 12,00 alle 16,00. Inaugurazione venerdì ore 18 con letture di Vanda Bruttomesso e  Giovanni Amoriello. Durata fino al 25 maggio
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