Carrera e Austoni, il maestro e l’allievo al Soave di Codogno


 

Un momento della presentazione di Amedeo Anelli

Un momento della presentazione di Amedeo Anelli

Da sabato, per iniziativa degli eredi di Gino Carrera, Codogno rende “omaggio” a uno dei più validi esponenti della pittura e della grafica italiana, la cui arte è stata dalla maggiore critica associata a Bacon e a Sutherland.
Presentata da Amedeo Anelli l’esposizione al Soave raccoglie opere grafiche e oli di Carrera e un nucleo di esemplari firmati dall’artista casalese Angelo Austoni. L’iniziativa ha il merito di sottrarre i due dal dimenticatoio a cui parevano destinati dalla sciatteria “territoriale” (mettiamola così), anche se, nel Caso di Carrera, sarebbe lacunoso non fare mente alla mostra dedicatagli alla Pusterla dalla Pro Loco e dagli Amici della Grafica di Casalpusterlengo in occasione del suo settantesimo compleanno.
Nato a Casalpusterlengo nel ’23 e morto a Caprino Veronese nel 2001 Carrera è un artista che ha rappresentato il lodigiano in giro per il mondo. Ma che è anche rimasto legato alle proprie radici contadine. Finché in vita, giorno dopo giorno, la sua arte ha fatto i conti con queste radici: nodose allo spasimo nel recupero delle visioni e dei ricordi, spesso incattivite nelle deformazioni, eppure umanissime, quasi dolci nei timbri di ordine poetico.
Sono queste radici, cui ha fato cenno Anelli alla presentazione, a dare il senso ai suoi quadri, alle sue acqueforti e acquetinte, ai suoi disegni. La capacità artistica di Carrera si è realizzata per vie dicotomiche: da un lato la grafica con sapori felliniani gli ha procurato grandi consensi critici (e lo si coglie anche in questa mostra), dall’altra la pittura, di qualità drammatica e di altissimo livello, ma tuttora poco indagata.
Carrera sapeva guardare alle cose e cercare sempre lo spirito che le muoveva. Tino Gipponi individuò in “Eros e thanatos due motivi fondamentali della sua ricerca pittorica”.
Interprete di realismo espressionista, i temi del peccato e della trivialità ( frequenti nelle incisioni) lasciano, negli oli, il campo a problematiche più ampie. Non spariscono del tutto, ma si metamorfizzano. Nei colori dominano più le lacerazioni del vivere e del quotidiano, dell’io individuale e del delirio collettivo. A prevalere sono i temi della vita, dell’amore, della vecchiezza e della morte.
Su questa linea ha tracciato quella che potrebbe essere scambiata per una storia psicoanalitica. Quel che conta di un pittore e grafico è però la qualità, il rapporto definito tra forma e contenuti, non l’inconscio. Le opere esposte al Soave sono un tripudio di straziamenti e pulsioni, un susseguirsi di complesse tessiture di riferimento affidate a un linguaggio di chiara derivazione europea: “reminiscenze baconiane”.
Carrera torturava la forma con l’intenzione di scontrarsi con la cultura “comunicazionale” del suo tempo, una cultura che esorcizza la sofferenza, l’orrore, la vecchiezza del corpo, la solitudine, la povertà e la morte. Insomma, l’umano. Ciò spiega perché risulti un’arte drammatica, specifica e personale. Il senso ambiguo e doloroso e quello di confessione non possono comunque essere scambiati per una forma di retorica della sofferenza, anziché per testimonianza della una condizione umana. Da artista Carrera lo ha fatto nell’unico modo in cui poteva farlo un pittore autentico: costringendoci a guardare e riguardare i suoi lavori, a riscoprire in essi, prima di tutto, la profondità umana, solo dopo a misurarne le architetture, i disegni, il segno, le ombre, le pennellate.
L’”allievo” Angelo Austoni ( n. Casalpusterlengo 1932 – m. Lodi 1990) è senz’altro da segnalare per l’impegno lasciato in campo grafico, mostra non solo atmosfere e contenuti al fondo delle sue convinzioni umane e artistiche, ma la qualità di un esercizio tecnico ricco di risorse e di attrazione, frutto di una conoscenza e di una applicazione a cui non mancano precisi e attendibili riferimenti a Carrera. Nella loro intrinseca qualità fisica, nei fogli in mostra risultano facilmente identificabili procedimenti, espressione e quelle variabilità soggettive che garantiscono una interessante resa grafica.

 

GINO CARRERA e ANGELO AUSTONI – Opere grafiche e oli – Ex Soave – Codogno Dal lunedì al venerdì: dalle 17 alle 19,30, festivi dalle 10 alle 12, dalle 16 alle 19,30 – Fino al 10 aprile

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