Le acqueforti di Teodoro Cotugno all’Abbazia di Chiaravalle


COTUGNO Teo 2 Scan_Pic0185

Natura e arte nella Valle dei Monaci

In tempi di mostre ipertrofiche e di esposizioni improvvisate (di cui si hanno ripetuti e incerti esempi anche nel sudmilanese e nel lodigiano) la veloce e leggera presentazione dell’arte calcografica di Teodoro Cotugno ordinata nei giorni 26,27 e 28 marzo prossimi all’Oratorio San Bernardo presso l’abbazia di Chiaravalle a cura dell’Abbazia stessa e dell’Associazione Art9, è senz’altro da mettere tra le eccezioni. Da un lato esibirà un gruppo di una ventina di stampe selezionate, tirate personalmente dall’artista e raffiguranti l’abbazia di San Lorenzo in Milano, l’abbazia di Viboldone, San Bassiano in Lodi Vecchio, l’abbazia di Chiaravalle (2 versioni) eccetera e una serie di cartelle, dall’altra, è un invito anche a visitare la storica abbazia cistercense di Santa Maria di Roveniano tra il Parco Sud e Rogoredo per cogliere nella suggestiva cornice di spazi e di storia l’indovinato collegamento con l’armoniosa opera dell’artista lodigiano.
In questi anni, dell’arte di Cotugno, si sono interessati in parecchi, che potrebbe suonare quasi ozioso citare i maggiori: da Philippe Daverio a Walter Piacesi, da Paolo Bellini a Trento Longaretti, da Renzo Biasion a Gianfranco Grechi, da Cesare Angelini ad Antonio Fugazza, da Tino Gipponi a Giuseppe Spiazzi, da Giuseppe De Carli a Patrizia Foglia a Marco Fragonara… In tanti anni di esercizio di lui sia stato detto e scritto tutto quanto di meglio critici ed esperti italiani potevano dire.
COTUGNO Teodoro Scan_Pic0185Sulla sua tipologia non rimane molto da aggiungere: misurata, affettuosa, è un’arte che parla da sola. Le tirature non sono mai equivoche. Evidenziano qualità tecnica e abilità strumentale da conferire forza comunicativa attraverso una penetrante ricchezza di segni e contenuti. Nei suoi fogli c’è una costante energia: concettuale, muscolare e nervosa, che muta e modula gesti convertendo tagli e incavi in valori grafici, ovvero in immagini. Ma c’è anche una scelta di “fedeltà”, costituita dalla “ostinazione” dell’artista di non rompere con la tradizione figurativa dell’ acquaforte e nell’ orientare il gusto attorno al paesaggio naturalistico.
In questo quadro operativo la mostra all’Oratorio San Bernardo dell’abbazia di Chiaravalle si annuncia come una conferma di professionalità alta, fatta di rispetto delle regole, di rigore segnico e di sottostante sintesi disegnativa, condotta dall’artista su una linea di narrazione articolata da visioni “en plain aire”, sentimenti ed emozioni.

Acquafortista di grande mestiere, di taglio “dolce” e segno raccolto, affidatati al nitore, alla pulitezza e alla totale assenza di irregolarità, Cotugno conferisce una impronta creativa coerente, non di facciata, che nello spessore del linguaggio e nelle stesse formule figurative ha la spiegazione di tante performance altamente rappresentative.

 

Natura e arte nella Valle dei Monaci . Acqueforti di Teodoro Cotugno – Oratorio San Bernardo – Abbazia di Chiaravalle, via S. Arialdo 102 Milano – 26, 27, 28 marzo dalle 10 alle 18

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