A Casalpusterlengo: maestri e allievi in ascensore


TADINI Fiaba imagesJRIT34GMLo spazio “Cesaris” inaugura venerdì prossimo a Casalpusterlengo “Prismi”, collettiva curata da Amedeo Anelli all’interno di un ciclo espositivo-didattico rivolto a facilitare l’incontro dei giovani studenti e loro docenti con le “arti visive” contemporanee. Nell’intento del curatore, la mostra intende far leggere, nel tracciato che sarà disegnato, non un punto di incontro strettamente pittorico, ma la presenza di elementi di “dialogo fra generazioni di artisti”. Dodici i partecipanti, in cui si ritroveranno personalità complesse, ma anche lineari, fantasiose ma anche controllate da offrire un esempio di capacità e di sintesi creativa.
Le novità dell’allestimento saranno rappresentate dal piacentino Veniero, artista vivace, in attività da oltre quattro decenni, che vanta opere in importanti collezioni quali la Ricci Oddi a Piacenza, il Castello di San Pietro in Cerro e in importanti raccolte locali di istituti di credito. Qualche decennio fa Veniero cercò consensi anche a Codogno, dove all’ex-Soave nell’85 si presentò con una mostra personale. Oggi il pittore preferisce esporre “in casa”, attraverso collettive in cui si è misurato con altri a Piacenza, Rivergaro, Castell’ Arquato, Pontenure, Travo, anche se un decisivo riscontro di critica e pubblico l’ha ottenuto con un’antologica a Palazzo Farnese. Abbandonate suggestioni delle avanguardie anni Cinquanta, oggi egli pratica tinte forti, dense e granulose, che mettono in evidenza suggestioni e richiami lirici.
All’interesse per il suo operare i visitatori potranno sommare quello per Elisabetta Casella, anche lei piacentina, nota per un percorso immaginativo fatto di segni e punti, normalmente circolari, con cui dà forza a opere che hanno il pregio di mettere in movimento idee, suggestioni e compatibilità ad incastro. La Casella è artista di varietà notevole, priva di avventure clamorose, ma toste, con varianti che nel rigore del prodotto artistico non si lasciano cadere nell’artificio.DORAZIO untitled
Analogamente si può dire del romano Gianfranco De Palos, pittore e scultore residente a Sesto San Giovanni, già presentato all’IIT Cesaris all’interno dei “Pentagrammatici”, un artista che potrà richiamare l’attenzione sulle varianti del proprio linguaggio, con una pittura che spinge a indagare impronte, memorie e mimesi in un ampio orizzonte in cui si rinvengono insiemi strutturali e modalità percettive di piacevolezza fruitiva.
Su altro fronte Gino Gini e Fernanda Fedi, due artisti che si esprimono “narrativamente” e si sono più volte fatti apprezzare grazie al particolare carattere delle loro opere, fatte di lettere, frasi, “scritti” e simboli e di figure pittoriche, da creare “osmosi e ambivalenze equivalenza e sinestesia” tra segni iconici e immagini figurali. I due – distintamente – realizzano modelli raffinati di tracciati e di scrittura visiva, costruendo, la Fedi, lavori che si differenziano dalla poesia visiva, e, Gini dalla pittura basata su frasi scritte solo quali surrogati di elementi oggettuali
In esposizione saranno anche tre lodigiani di origini codognesi: Franco De Bernardi, Andrea Cesari e Cinzia Uccelli. Il primo, De Bernardi, confermerà, pare ovvio prevederlo, quanto ha mostrato recentemente a “Casa Idea” a Tavazzano e all’ex-Soave a Codogno oltre che in occasioni delle precedenti uscite a Casale e Crema: una pittura fatta di rigore, energia, un interagire di azione e materia, la matrice di sapiente artigianalità, peculiare nella resa di sensazioni e plasticità che rendono la sua pittura particolarmente preziosa e inconfondibile. Una presenza degna di attenzione risulterà anche quella di Andrea Cesari artista in cui con la sintassi e l’osmosi tra le diverse categorie iconologiche è in grado dare vita a nuovi veicoli segnici e morfemi di condiscendenze e disponibilità concettuali ma anche ornamentali. Elementi innovativi si ritroveranno in Cinzia Uccelli, architetto esperto in progettazioni e restauri operante in Piacenza, avviatasi all’arte dopo aver frequentato il Liceo Piazza a Lodi. L’Uccelli ha realizzato il recupero del monumento ai caduti di Fombio e si dedica anche nell’arte a una definizione di spazi, come si è visto a Marudo e al castello di Fombio dove ha offerto esempi di semplificazione costruttivista di qualità oggettuale.
Idee, forme, sentimenti e percorsi contrastanti si ritroveranno alla fine nelle opere dell’”alchimista” Edgardo Abbozzo, del “geometrico” Dorazio, del “neo-figurativo” (anni Sessanta) Tadini, del “pentagrammatico” Tantardini, già presentato a Casale e scomparso da una ventina anni

Nelle foto lavori di Emili Tadini e di Piero Dorazio

Prismi: dialogo fra generazioni. Collettiva al. “Cesaris” di Casalpusterlengo, in via Cadorna, – Apertura: venerdì 11 marzo. Orari apertura: da lunedì a venerdì ore 8,00 – 17, 30; sabato ore 8,00 – 14,00. Festività escluse.Fino al 22 aprile

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