Museo della Stampa Schiavi: due nuovi quaderni con due “chicche” di Teodoro Cotugno


 MONICO Quaderno Museo StampaRaramente, ma succede, che nel dare notizia delle numerose iniziative che arricchiscono la cultura locale si finisca per dimenticare realizzazioni di qualità, di quelle che tengono insieme con accuratezza gusto e contenuto. Finiscono così per essere dimenticate pubblicazioni di vero artigianato librario, in cui si rispecchiano tesi critiche, elementi biografici e testi di poeti e scrittori che hanno ognuno una propria riconoscibile voce e una propria riconoscibile intonazione di stile e qualità. Sono spesso anche realizzazioni dai contenuti che aiutano a conferire autorità a un discorso, a riprendere e a offrire una sintesi che semplifica ed esprime con chiarezza idee e giudizi, che corrispondono allo scrupolo di verificare precedenti posizioni e di riportare l’attenzione con intelligente, generoso e amabile sforzo su autorevoli personaggi del sistema locale che il tempo tende a far dimenticare o a marginalizzare. E’ il caso di un pittore dalla COTUGNO Omaggio a MOnicoScan_Pic0025personalità piegata alla solitudine esistenziale, Angelo Monico, a cui è riservato il X numero delle collana del Museo della Stampa e stampa d’arte a Lodi. Curato da Tino Gipponi, offre una ricostruzione di carattere personale dell’artista ma anche critica e ambientale del maestro, insegnante per una  quarantina d’anni di discipline e artista maldisposto a esporre e a vendere le sue opere. O, in altri casi, come Ada Negri, un altro quaderno – il IX della collana promossa dal Museo della Stampa –  dedicato alla poetessa lodigiana ma che s’impone innanzitutto per le peculiarità tipografiche: la qualità della stampa, i caratteri mobili utilizzati, la composizione a mano, le spaziosità e altri requisiti che appagano l’occhio di un piacere che investe contenuto e contenitore. Oltre che per le liriche selezionate (Ponte di Lodi, Piazza di San Francesco, Campane, La Campanella, La Voce…) la  realizzazione si fa NEGRI A Museo Stampaapprezzare per la composizione manuale, l’uso di caratteri Bodoni (neretto, tondo e corsivo) e Life e la stampa su carta Antalis bianca vergata con filigrana. Insomma per l’ars typographica, per quel quid che fa dell’opera stampata qualcosa di più di un semplice “prodotto” ben fatto, frutto di un artigianato che regge sulla profonda conoscenza dei mezzi tecnici, delle carte, dei caratteri oltre che su una cultura umanistica. La raffinatezza di queste pubblicazioni del Museo è garantita da una “architettura” in cui c’è tutto uno studio di equilibri fra le dimensioni del foglio, il “corpo” del segno, , la “grazia” del segno stesso, cioè il rapporto fra il “magro” e “grasso” della linea che deve comporlo fino a farne un “optimum”. In definitiva tutto ciò che costituisce un lavoro laborioso, qualitativamente alla ricerca della perfezione tipografica, che permette agli emisferi che compongono l’opera di riflettere e rivelare complementarietà e COTUGNO Omaggio a A Negrirelazioni speculari e renderla attraente e desiderabile in quanto genere di classe in grado di impreziosire la propria  biblioteca o raccolta.
IX e X Quaderno sono arricchiti da due acqueforti di Teodoro Cotugno: 40 copie raffiguranti il Ponte di Lodi e 50 esemplari in omaggio a Monico che rappresentano un Interno tratto da un’opera dell’artista. Due stampe originali d’arte che sono vere e proprie chicche, autentici contributi di poesia e calcografia da conferire pregio e raffinatezza ai due quaderni, a loro volta esempi di costruzione tipografica e di cultura. Nell’apparente semplicità le due piccole calcografie di Cotugno rivelano una sapiente sintesi di segno e di immediatezza raffigurativa. Può sembrare una modalità espressiva facile e accattivante, ma anche questi piccoli lavori rispondono all’impulso della volontà creativa del maestro calcografo lodigiano, sono frutto di una costante energia concettuale prima che manuale, ch’egli fedele alla propria consuetudine riflessiva e operativa converte in segni, gesti, incavi, in valori grafici e quindi in immagine.

(Nota pubblicata su “il Cittadino” quotiidiano del Lodigiano e del Sudmilano il 29 dicembre 2015)

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