“Il bradipo” ha cinque anni


ILBRADIPOIl Bradipo – “piede lento” – è una testata insolita, quanto meno ironica per un giornalino studentesco. Gli studenti l’hanno preso a prestito dalla geologia per le caratteristiche di movimento di questo simpatico animaletto sdentato. Sorto nel 2010 sull’esempio degli storici giornalini del Gandini e del Verri, con l’intento di sfuggire “alle intemperie scolastiche” è attualmente diretto da Giovanni Bracchi, della 5a classe del Classico. Il Bradipo è confezionato per andare incontro ai più vari interessi dei suoi lettori fornendo loro un’informazione ampia e viva, meno ampollosa e retorica di quella che fornivamo noi sul Canovaccio. Si occupa principalmente di argomenti giovanili: musica soprattutto, tv, moda, joystick, cinema, narrativa, tempo libero, attualità, comportamenti, scuola eccetera, non ignora però l’ attualità e da spazio anche alla collaborazione dei docenti. Nell’ultimo numero (il 14), che è poi il primo dell’anno scolastico 2015-‘16, pubblica un intervento della prof. Giusy Moroni che annuncia i cinque importanti temi collegati alla legge 107/1,5 che impegneranno la progettualità collegiale dell’istituto e del prof. Stefano Corsi che racconta dell’ “universo isolato e autonomo” incontrato in carcere in occasione di una partita amichevole di pallone coi detenuti. Il numero dedica l’editoriale agli attentati di Parigi, richiama l’attenzione sul degrado della cultura e il rapporto insegnamento e società (Giovanni Bracchi), sulla vaccinazione obbligatoria (Matilde Dametti), sui diritti delle sex workers (Giorgia Tamborrini), affronta il controverso dibattito del “Natale senza differenze” (Gabriele Mozzicato), si oppone al falso rapporto tra libro stampato ed e-book (Silvia Ceruti), riferisce una indagine campionaria sull’uso dei social network (Cerreti e Tamborrini), sostiene l’introduzione della “materia” musicale nelle scuole (Andrea Rosa), considera aspetti e scenari della musica sperimentale (Michele Caimmi), esamina la presenza degli stili nella moda (Alicja Singh), riferisce di una ricerca del Massachusetts Institute of Tecnology (Gabriele Mozzicato), risveglia l’attenzione su una guerra dimenticata degli anni ’90 (Margherita Capra), riflette sulla tristezza (Silvia Ceruti). Le rubriche sono curate da Andrea Grandi, Sara Mazzilli. Stefano Mazza, Mattia Lauricella, Aurora Rossi, Ginevra Ferrari, Giuseppe Pozzi. Insomma. è’ un numero che senza parole “surgelate”, né ricorsi al “giornalese”, né forestierismi porta l’attenzione su molti temi d’interesse. E’ un bell’esempio di comunicazione: argomenti d’attualità, scelti con cura, vignette divertenti e spesso pungenti, consapevolezza delle difficoltà che stanno dietro ai problemi sollevati, buona “complicità” tra edizione cartacea e quella internet. Nelle trenta pagine non si riscontrano i tanti difetti professionali, riflettono interessi, umori, livelli dei ragazzi, non mi pare vengano fuori nomenklature giornalistiche. L’edizione blog è “a misura di studente”, il cartaceo “a misura d’intervallo”. Complessivamente  un giornaletto ben costruito,  presenta elementi di curiosità, di metodo, di autenticità. Se una lacuna c’è è (forse) l’assenza di dibattito sui tanti temi sollevati. Qualche dubbio, qualche scheggia non sarebbero male. Il suggerimento (mettiamola così) ci viene dal fatto che è la prima volta che abbiamo tra le mani Il Bradipo. Basta leggere le prime righe di un articolo ed essere invogliati a proseguire nella lettura, a leggere cioè quello che si chiama il “secondo lead”, ossia l’ampliamento.

(Nota pubblicata da “il Cittadino”, quotidiano del Lodigiano e Sudmilano il 31.12.2015)

 

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