Il Museo della Stampa di Lodi: conferenza di Tino Gipponi su Ada Negri e Angelo Monico


ANGELO MONICO "Le cugine modelle"

ANGELO MONICO
“Le cugine modelle”

Verranno presentati
i numeri IX e X
dei Quaderni Museali
con le acqueforti
di Teodoro Cotugno

Mettere insieme la poetessa Ada Negri e il pittore Angelo Monico potrà sembrare imprudente, azzardato cercarvi delle chiavi comuni, anche se, come hanno cercato di far avanzare sul piano teoretico Adelchi Baratono (Arte e Poesia”) e Angelo Momigliano (Studi di poesia) sono diversi i motivi in grado di intercedere a favore  di poesia e arte sul terreno di una normale espressività che concede di contemplare nelle due tecniche elementi di appartenenza: significati, segni sostitutivi, o simboli, o istanti, che fanno pensare a rapporti qualitativi e di accordo.

Ada Negri e Angelo Monico si ritroveranno insieme nella conferenza che Tino Gipponi terrà al Museo della Stampa e della Stampa d’Arte Andrea Schiavi, domenica 20 dicembre prossimo fondamentalmente per due ragioni: perché entrambi “sacrificati” e dimenticati dal sistema: Ada Negri, “riconosciuta e consacrata ben fuori dalle nostre mura, anche se dal dopoguerra inspiegabilmente trascurata”; Monico invece, “non conosciuto o poco conosciuto a dispetto dell’assoluto suo valore di pittore”. Alla necessità di contrastarne i rischi di oblio l’iniziativa del Museo della Stampa aggiunge la rinfrancata convinzione che Ada Negri e Angelo Monico sono “due grandi artisti”. A sostegno, Gipponi invoca un “ concetto distintivo” e un “giudizio critico di valore”: “l’arte, intesa nella sua estesa circolarità, tende alla ricerca dell’assoluto attraverso la poesia, per chi sa raggiungerla”.

Ritrovare oggi una poetessa come Ada Negri è comunque quasi un avvenimento. Da troppi anni è tenuta dimenticata (intendiamo dire, non letta). Forse, gran colpa è della “critica ufficiale”, che la censurò subito dopo la morte. Impossibile, leggerla in una delle tante antologie della letteratura del Novecento, neppure come poeta minore. Solo Elisabetta Rasy ha rotto negli ultimi vent’anni il pesante silenzio dedicandogli un “ritratto” insieme a Grazia Deledda e a Matilde Serao (Rizzoli, 1997) e Pietro Zovatto, che ne ha tracciato “Il percorso spirituale” ( Trieste,2009).

Il fatto che i lodigiani si riempiano la bocca del suo nome, significa dunque poco. Colpa del “giudizio severo del Croce, di Momigliano, di Pirandello”? Chilossà! Che vi siano “caducità” in una parte della sua opera, sarebbe impossibile negarlo. Di certe “cadute” ne parlava mons. Mauro Pea, quand’era ancora direttore de “il Cittadino”, poi rettore all’Incoronata, mentre stava stendendo per Mondadori quella biografia che rimane, a tutt’oggi, l’opera di più convincente documentazione.

Di diversa origine e natura la sorte toccata a Monico, che in vita rifiutò ogni mostra, accontentandosi dei consensi privati alla sua pittura: pittura di qualità, senza azzardo, giostrata attorno a  pochissimi soggetti: i tetti, i ritratti (in prevalenza della madre), qualche natura morta, rarissimi paesaggi. Monico è stato un artista di sobrietà narrativa e di stile. Nelle pieghe i suoi quadri raccontano tutti la stessa cosa: la storia di un’anima solitaria e introversa, capace di un linguaggio moderno, mai aggressivo, al contrario introspettivo e poetico, espresso con straordinario equilibrio. La sua pittura parla da sola. Non sale in altezza, scava in profondità. Costituisce un’ indagine solitaria, individuale, interiore.

All’incontro al Museo della Stampa prenderà parte una fine dicitrice da li rami di Ada, la pronipote Antonella Casella figlia di Donata Scalfi. Nell’occasione verranno presentati il IX e X quaderno, della serie museale “Tipografia e Poesia”, dedicati ai due protagonisti. Le prime copie contengono un’acquaforte, in 40 esemplari Il ponte per la Negri e in 50 Interno per Monico, opere dell’instancabile Teodoro Cotugno.

 

Museo della Stampa e della Stampa d’Arte, Ada Negri e Angelo Monico, conferenza di Tino Gipponi, domenica 20 dicembre, ore 16 in occasione della presentazione del IX e X quaderno museale “Tipografia e Poesia” con acqueforti di Teodoro Cotugno.

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