Mario Tapia Radic alla Galleria Guidi a San Donato Milanese


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Retrospettiva dell’artista  a Cascina Roma a 5 anni dalla morte

 

Cinque anni fa si spegneva a San Giuliano Milanese Mario Tapia Radic. Radici  nel sud cileno, da oltre un quarto di secolo cittadino sudmilanese, era un autentico personaggio pubblico dell’arte metropolitana, animatore instancabile della cultura e della pittura sul territorio.  Sull’esempio di un filosofo parlava di “povertà” del nostro tempo, e nel tempo di questa povertà declinava la sua filosofia politica nella pittura e nella memoria, attraverso i colori vivaci della sua terra, un’ancora per salvarla dal buio della dimenticanza e del nichilismo.
La figura e l’opera viene ricordata a cinque anni dalla perdita alla Galleria d’Arte Contemporanea Guidi per iniziativa dell’Amministrazione comunale di San Donato Milanese che a Cascina Roma ha promosso una retrospettiva che raccoglie pitture e sculture utili ad approfondire i caratteri della sua arte, sottraendola al luogo comune di arte pittoresca, folcloristica che faceva discutere ad ogni mostra e procurava non pochi logorii all’artista, per nulla contento che a molti sfuggisse che dietro agli elementi di sogno, fantasia e invenzione c’era l’ antropologia e la storia di un popolo, i suoi miti, le sue vicende, le sue tradizioni e la sua cultura. La mia arte, soleva dire, è “spuntata sul troncoTapia Mario n2 dell’antica civiltà Indios”. Ogni suo lavoro è un documento di vita sociale e di tradizione. Al centro non c’è solo l’emozione estetica alla quale il quadro è destinato, ma l’uomo con le sue radici, i suoi bisogni, il suo passato, le sue lotte, i suoi valori. Nelle sue opere, Tapia ha sempre puntato alla affermazione di una maggiore consapevolezza storica della realtà che i popoli subiscono ad opera di altri popoli “conquistarores”. Dalla prima esibizione, che presentammo al Centro Vanoni di Lodi esattamente una quarantina d’anni fa, “l’indios” Tapia ha  – nel fare e nel raccontare –  i riferimenti iconografici, illustrativi e descrittivi dell’arte murale; una narrazione rivolta a dare espressione a indios, campesinos, (e, all’occasione, come nella grande mostra tenuta al Palazzo della Stampa a Milano, agli stessi conquistadores) attraverso l’illustrazione delle tradizioni, del costume, del folklore, dei cerimoniali,  delle credenze e della natura…
Inconfondibile per l’intensità di colore, singolare per le soluzioni compositive e formali, di tecnica scioltissima e  manualità disinvolta, in questa mostra si ritrova parte del suo mondo fatto di realtà e  fantasia, che fu stimolo alla sua voglia di lavorare, molto e bene, con ricchezza di  tinte,  emozioni e accordi.
Tapia Mario n5Numerose le sue mostre sul territorio ( Lodi, San Giuliano, Vario d’Adda, Rozzano, Paullo, Melegnano), che si possono ricordare, sempre infittite di elementi naturali,  di indios, campesinos,riti, mercati, maternità, lavori domestici e vulcani. Nella sua concezione i vulcani  avevano una funzione alchemica non solo di racconto. Il fuoco – chiariva Tapia – era “un agente di trasmutazione”. Questa germinazione infinita coincideva con il suo modo di raccontare: di far vedere meglio nelle cose,  senza sottintesi psicologici o individuali, servendosi della forza della coralità. La mostra sandonatese, non può che innestare nel pensiero di Tapia, in come l’artista introduceva il pensiero nelle sue elaborazioni pittoriche e scultoree. Le sue opere sono largamente attraversate da concetti, riflessioni, giudizi, meditazioni. Spesso la tela è un  documento di vita, di tradizione, usanze, memoria e umanità. Ma anche di idee e di giudizi. Al centro non ha solo l’emozione estetica, ma l’uomo intero con le sue radici, i suoi bisogni e i suoi valori.

(Nota pubblicataya dal quotidiano lodigiano-sudmilanese “il Cittadino, saba 28 novembre 2015)

 

Mario Tapia– Retrospettiva (1970-2010)-  Galleria d’Arte Contemporanea V. Guidi, Cascina Roma, Piazza delle Arti 2, San Donato Milanese. Inaug. Sabato 28 novembre, ore 18 – Orari: lunedì-sabato 9,30-12,30 e 16, 30-19, oo – Domenica 10,o0-12, 30;16, 30-19 – Fino al 31 gennaio 2016.

 

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