PRESENTAZIONI: Giovanni Menzani, “L’odore della plastica bruciata”; Anna Tassotto, “Semi”


Lo scrittore piacentino GIOVANNI MENZANI

Lo scrittore piacentino GIOVANNI MENZANI

L’Imbuto ospita un incontro letterario negli spazi del Centro Donna di Lodi, durante il quale verrà presentato il libro “L’odore della plastica bruciata”del piacentino Giovanni Battista Menzani moderato dall’Associazione Adelante. Seguirà una lettura del racconto di Anna Costanza Tassotto Verdi, già presentato al Castello Sforzesco in occasione di Bookcity e alla Fabbrica del Vapore di Milano  durante Mediterranea 17 Young Artists Biennale, per la quale la giovane lodigiana stata selezionata come scrittrice italiana.
L’odore della plastica bruciata di Giovanni Battista Menzani narra una immensa periferia fatta di svincoli auto stradali e prefabbricati, outlet di cartapesta e cartelloni pubblicitari. Descrive un panorama desolante e spietato, popolato da persone disilluse e incattivite, apparentemente senza prospettive in un contesto sociale degradato e sfilacciato, caratterizzato dalla precarietà e da una pesa nte crisi economica. Quello di Giovanni Battista Menzani è un esordio narrativo potente in cui l’ autore, con humour spietato e preveggente, racconta le sorti del nostro tempo con una cifra stilistica disincantata, mai cinica o crudele, ma dotata di grande sensibilità e carica umana. L’odore della plastica bruciata raccoglie tredici racconti tra il surreale e il grottesco, in cui si ritrovano piccoli frammenti di una vicenda umana più ampia, assurda e commovente. Un mondo che è il nostro e allo stesso tempo un altro. Un mondo all’eccesso, in cui cose che conosciamo crescono enormemente e giganteggiano, accettate dai personaggi come normali, senza ribellioni o fughe.

La scrittrice lodigiana ANNA TASSOTTO

La scrittrice lodigiana ANNA TASSOTTO

*Semi di Anna Costanza Tassotto Verdi è invece ambientato in un futuro prossimo plausibile e per questo tanto inquietantei,  descritto sullo sfondo di un freddo mondo scandito da regole governative severe. La protagonista Amalia si muove lieve, oscillando tra il ricordo di ciò che è stato e la percezione di quanto invece è: una realtà fatta di logiche produttive rigide e senza scampo, dove chiunque perda la possibilità di sostentarsi non ha più diritto alla propria libertà. Il racconto è una piccola storia di coraggio, quel coraggio banale ma straordinario che serve per vivere una quotidianità grigia con la determinazione di portare il bello dove non c’è.

Sabato 28 novembre Centro Donna Lodi, ingresso via Carducci 7

 

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