CHARTA: I libri donati alla Statale di MIlano


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L’ultimo atto di Charta si compie all’Università Statale di Milano, dove il fondatore, Giuseppe Liverani, si iscrisse  mentre si avevano le prime avvisaglie del maggio francese, che attraversate le Alpi sarebbe diventato il Sessantotto italiano.  Dagli anni Novanta e per decenni, la bottega di via della Moscova a Milano è stata il fiore all’occhiello del made in Italy dell’editoria italiana, ha prodotto cataloghi di mostre e libri d’arte, ha diffuso cultura. Ora non resta che il rimpianto. La  perdita non è da poco. “Non ci siamo voluti adeguare all’attuale mercato editoriale”, raccontano gli l’editori.
Fondata il 14 luglio del 1992 la Copy & Press Office si è da sempre occupata di arte in ogni sua forma: la pittura, la scultura, la fotografia, l’architettura, il design, ecc. Ha dato vita alla collana ‘Parole di Carta’, significativa già dal nome. Non meno importante  il rapporto di collaborazione avuto con enti culturali, case di moda, marchi aziendali di primo piano e soprattutto la diffusione delle opere di artisti italiani e internazionali.
Il primo titolo “Museo d’Arte e Architettura” inaugurò la collaborazione con il Castello di Rivoli. L’attività  di Charta è difficile da conteggiare, i numeri sono da capogiro:: oltre novecento i titoli pubblicati in Italia e distribuiti in tutto il mondo, circa 1900 gli artisti e oltre 2000 autori. Accanto all’attività editoriale è da ricordare quella non meno significativa di solidarietà con il mondo delle associazioni, portata avanti attraverso ‘Library’, un corpus di 101 libri (selezionati da un catalogo che ne comprende quasi 1000) donati a istituzioni e associazioni no profit impegnate nella diffusione della cultura. Le più recenti a LIBERA e alla Casa di Reclusione di Bollate (Milano). Recentemente Charta ha completato altre donazioni a due biblioteche comunali milanesi, Affori e Valvassori Peroni, e alla Biblioteca dell’Accademia di Brera per gli studenti d’arte. Donazioni sono state fatte inoltre a istituzioni cubane e americane, ma quella che assume significato particolare è senz’altro la donazione alla Biblioteca Comunale de L’Aquila, distrutta dal terremoto.
Arte e la cultura hanno trovato in questa insolita casa editrice, che ha sempre ritenuto i libri strumenti essenziali al progresso dell’umanità, la più valida rappresentante L’ultimo atto ha riguardato la donazione dell’intero catalogo, proveniente dalla biblioteca personale di Liverani, all’Università Statale di Milano  La scelta del Dipartimento dei Beni Culturali e Ambientali dell’Università, chiude idealmente un cerchio, ricorda Anna Maria Brizio e Marco Rosci, professori di Storia dell’Arte alla Statale che ebbero Liverani studente appassionato.

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