TEODORO COTUGNO, LA NATURA INSEGNA.


“Lungo le acque della Muzza”

TEODORO COTUGNO: Tramonto sulla Muzza, olio, 2015

TEODORO COTUGNO:
Tramonto sulla Muzza,
olio, 2015

Nella Sala Consiliare del Comune di Salerano,
sabato 21 novembre alle ore 21,00 un’ anteprima “virtuale”
della mostra che si inaugurerà
nello studio dell’artista

 il 28 novembre e proseguirà fino al 13 dicembre

 

di Tino Gipponi

L’amore per la natura in Teodoro Cotugno non è solo raffigurazione pittorica di vedute agresti, da viandante di pianura scrutatore di paesaggi e di cascine, quest’ultime un tempo un vanto dell’economia del nostro territorio. Fiorista anche nel senso etimologico preciso, con certe tripudianti cantate di varietà di fiori.
Questo amore trova concordanza in un altro aspetto.
Infatti, questa mostra nasce dalle passeggiate dell’artista lungo le rive che costeggiano il canale Muzza derivato dal nostro fiume all’altezza di Cassano propriamente con il patronimico Adda.
Quindi non solo attenzione da vedutista di pianura preteso dal mestiere, ma anche da difensore della fiorente e selvatica vegetazione che accompagna il fluire dell’acqua, piante, in particolare, da salvaguardare dai nefasti viluppi soffocanti. Silenzioso e schivo per natura il pittore s’è confessato in un libretto: “L’uomo che salvava gli alberi”, dove quel malinconico imperfetto suona male perché consegna al passato ciò che Teodoro con i giusti arnesi salva tuttora con la sua opera, per dire meglio, missione.
Questo è l’antefatto ispiratore del tema che riunisce nell’accogliente studio di palazzo Vistarini a Salerano sul Lambro,Cotugno-naturalismo%20poetico-rid una trentina di quadri tra cielo, acque, nuvole e arbusti e i dominanti alberi, opere da osservare per i felici risultati.
Ripeto spesso che il pittore lodigiano, già consacrato come ottimo incisore e riconosciuto oltre le nostre mura, negli ultimi anni ha indugiato in modo diverso sul vero di natura, approfondendo il cromatismo con più consistenza, semplificando l’insistito descrittivismo e portandovi dalla lontananza in primo piano la composizione, riducendo il gemmicare di infiocchettamenti  a una più distesa e sorvegliata pennellata meno stillante di tocchettii più densi, nel gioco anche dell’irrinunciabile suo controluce.
Ho scritto tempo fa che Cotugno è costantemente progredito nel suo naturalismo poetico, tanto da mutare le penne in piume e i pennelli nei colori.
Nato pittore di paesaggi, fedele è rimasto con tutta la perspicuità ispirativa che discende dalla sua sensibilità.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , ,

Lascia un Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: