MARGHERITA RIMI, “Nomi di cosa – Nomi di persona”


 

SENZA LE PAROLE NON C’E’ LA PERSONA

 Una nuova raccolta poetica di Margherita Rimi
presentata da Amedeo Anelli

Scan_Pic0019Nomi di cosa –Nomi di persona di Margherita Rimi –  medico neuropsichiatra e poetessa alla quale ha dedicato spazio il n. 48 di  “Kamen’ -, è il nuovo titolo del Catalogo Marsilio, dove già  è presente con Era farsi. Nel risvolto di copertina – questa affidata a una suggestiva foto del quartiere Kalsa di Palermo di Letizia Battaglia, nota come “fotografa della mafia” e per  prediligere la vita quotidiana, i soggetti femminili, gli sguardi dei bambini, i quartieri, le strade e i volti del potere -, in una densa nota segnaletica Amedeo Anelli  la presenta come “una delle voci meglio individuate del panorama letterario”, riconoscendogli “ritmi e sintassi originali” in cui lingua siciliana, francese e inglese concorrono ad aumentarne la dimensione e il senso senza “coloriture”.
Suddivisa in otto sezioni, Nomi di cosa –Nomi di persona  non si discosta per lingua e vocabolario dalle precedenti raccolte. E anche nei contenuti riprende quanto affrontato nella presentazione di “La Civiltà dei bambini” prefata da Daniela Marcheschi a cura del Centro Internazionale di Studi Europei Sirio Giannini.
La Rimi compone, articola e sviluppa la sua arte poetica  tra domande e risposte. “In presa nel terreno con le radici”, come scrive Anelli.  L’invito è a pensare, a scoperchiare cosa c’è dietro alle apparenze e alle parole. Mette a raffronto la realtà degli adulti e gli ”ingrandimenti” dei bambini. Fa capire come la lingua infantile entrando in rapporto col linguaggio poetico ne ”asciughi” lo stile e lo salvaguardi dagli eccessi.
Il suo è un canto fatto di preposizioni, lemmi, contenuti “diversi” da quelli che siamo abituati a trovare nella poesia contemporanea. Intreccia la declinabilità con il mondo dei bambini,  l’handicap e la neuropsichiatria. Non è  di tutti i giorni.  E non va confusa per esperienza eccentrica, di pensieri mai pensati e di parole che non sono state ancora dette. Ma è frutto della conoscenza, che afferra là vita là dove appare e scompare, provocando effetti di dissonanza, di distanza, di shock.
La Rimi convince e appassiona non solo per lo stile (verso breve, unità ritmiche, sequenze veloci, accenti, percussionimargherita_rimi-c7fa8 insistenti, linguaggio semplice, incedere per levare, costruzioni e percorsi,  ripetizioni, sonorità siciliane, rallentamenti, soste, tono mai patetico e strappalacrime ecc.), per come sa mettere in canto il “pensiero divergente” dei bambini con patologia o non. Nelle sue composizioni ci sono però anche ideali, sentimenti, il senso del reale; c’è la disciplina del linguaggio, e prima ancora c’è l’attenzione nel raccogliere e sviluppare i materiali. Tra questi, naturalmente, i vocaboli dei bambini, innervati in percorsi fondamentali, che ne valorizzano la  sofferenza. Dalla esperienza e dalla testimonianza di questa voce poetica, unica nel panorama della poesia italiana contemporanea, il lettore non può che esserne colpito.

Nomi di cosa –Nomi di persona, poesie di Margherita Rimi, pres. Amedeo Anelli, Marsilio Editori, Venezia, 2015, pp. 150 ril., foto in copertina di Letizia Battaglia, €20,00

( Nota d’arte pubblicata sul quotidiano “il Cittadino” di Lodi il 23 novembre 2015)

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