PALAZZINI, L’IRONIA CHE ROMPE GABBIE E CERTEZZE


ANGELO PALAZZINI 2015

ANGELO PALAZZINI 2015

Chi guarda alla prima i dipinti di Angelo Palazzini – pittore lodigiano tra i più interessanti e originali, autore di una pittura che è metafora letteraria e insieme visione –  dotato di speciale fisionomia, orientata alla   fabula, all’irrisione e alla satira -, nota subito che non è un pittore che in qualche modo richiama il manierismo emiliano o certa “visionarietà” di oltre Po.
Nei contesti ampi e decorativi rappresentati –  esempio i grandi bastimenti o la recente Fuga – il fruitore coglie il senso di una tendenzialità teatrale che, senza sfiorare l’enfasi è presente nella  attuale fase in un contesto che accoglie qualcosa di più di semplici immagini stravaganti e finte architetture o “cose”.
Nel complesso degli elementi  c’è  un “raccontare” intelligente, che non è solo quello che l’artista “ha dentro”, ma quello che ha nella testa, quello che può essere prodotto solo attraverso una penetrante analisi.
Per alcuni caratteri icastici la sua arte può anche stare in compagnia di quella visionaria (di fisionomia metafisico-surreale) di scuola piacentina, , ma sarebbe criticamente imperdonabile non accorgersi com’essa tiene salda la sua distinzione. Le  rappresentazioni di Palazzini accolgono non solamente caratteri decorativi ma significati, allegorie, simboli e traslazioni.
Il suo è un racconto partito da lontano. Una volta liberatosi delle tante presenze domestiche (richiamiamo i motivi e i soggetti casalini) , il pittore, da anni,  ha affermato una sua personale formula espressiva dove il ricordo dell’innocenza, del gioco e del divertimento non sono più elementi della costruzione. PALAZZINI Opere 1
Nelle tele più recenti personaggi, situazioni, fantasie e realtà sono sottoposti allo scandaglio inflessibile del pensiero: dell’attenzione e del ragionamento. Ne escono racconti di  apparente descrizione beffarda o lievemente canzonatoria, sarcastica, in realtà severa. Le immagini non corrispondono a un semplice divertissement intellettuale, ma sono da esaminare nella loro verità psicologica e contestuale. Palazzini si è  avvicinato a una pittura studiata più che illustrativa, in grado di colpire con soluzioni fantasiose, che nello stesso tempo chiedono scandaglio. La pittura prodotta può apparire un campionario di caratteri che divertono, ma in realtà dietro a ruoli canonici, riflettono il gioco delle parti. Negli ultimi lavori il pittore si mantiene su un piano di sintesi, che nulla toglie alla ricchezza figurativa della scena e alla saldezza strutturale dell’impaginazione. E’ la prova ch’egli intende dare all’immagine una dignità pittorica, con accenti di umore lirici che alle volte possono accennare  a qualcun altro della sponda destra del Po. Ci si accorge però presto come questa etichetta, che è piuttosto una convenzione o una sigla d’accesso, impedisce di vedere tutte le spiccate individualità che si accampano nella sua arte.
Palazzini è un artista che da prova di  raccontare la mutezza dei sentimenti e dei costumi con la fulminea sinteticità di un poeta.  guardando a un mondo sempre più complesso.

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