AMEDEO ANELLI E SANDRO BOCCARDI in “42 VOCI PER LA PACE”


Scan_Pic0013Sulla grande guerra 1915-’18 si sono avute testimonianze innumerevoli di poeti e scrittori durante e negli anni successivi: da Gadda a Giani e Carlo Stuparic, da Alvaro a Slataper, da Ungaretti a Saba, da Stanghellini a Monelli, da Spallini a Marianetti, per citarne alcune. Tante quante le tombe, quanto i campi di battaglia, i cimiteri di guerra meta e le occasioni di commemorazioni.
Come in ogni guerra, propaganda e censura trovano un fervore di servizio pervasivo ad opera dei governi. Il repertorio artistico incrementa: pitture, monumenti, romanzi, commedie, inni e cori vengono rivolti a rendere “onore” alla tragedia. Nel risonante labirinto non mancano pertanto i tentativi di vincere il tempo con folgorazioni liriche o poetiche, che portano l’acume della sensibilità al diapson attraverso tutti gli accordi possibili.
Ma che senso può avere oggi, sia pure nel centenario di quella Prima Guerra Mondiale, affidare alla poesia, come ha fatto Pontedilegno MirellaCultura, di ravvivare la memoria di quegli avvenimenti lontani?
Il poeta – spiega bene Eugenio Fontana nella prefazione alla raccolta “42 voci per la pace”(Nomos Edizioni, 2015, €14,90) – “non è uno storico. Non tocca lui descrivere i fatti, gli eventi, i giorni della tempesta”. A lui tocca “aprire la mente”, e il cuore aggiungiamo noi. “Varcare le frontiere del tempo e dello spazio”. E questo – va detto – tutti i poeti, noti e meno noti, inseriti nella piccola raccolta antologica resa possibile dal progetto di MirellaCultura (ispiratore Andrea Bufferetti suo presidente) e dal Comune di Ponte di Legno, vi  corrispondono con immagini vibranti – di succo, direbbe Raffaele Carrieri -, tessendo una ragnatela che combina le forme, naturalmente diverse, con un messaggio unico, da tutti augurato e santificato di Pace.
Tra le 42 voci, non c’è solo lo sguardo lanciato sul mondo dei morti del sensibilissimo Franco Loi, cantore in Se vardi el mund del tempo, della vita, della morte, dei desideri,dei colori, del vurèss ben, ma anche quello di due lodigiani, Amedeo Anelli, fondatore e direttore della rivista “Kamen’” e Sandro Boccardi, inserito da Luciano Anceschi in una sua vecchia antologia e presente nelle edizioni Scheiwiller.
Breve la silloge di Anelli: “Dal 1915”, canta la neve e il silenzio custodito: perché “Solo la neve sa trattenere la pace e il ricordo/ed i nutrimenti della terra viva di stagioni/ e di corpi vivi di terrori e di affetti”. Ricca di citazioni la composizione di Boccardi. “Pace, avventurosa Chimera”, Boccardi fa richiami, a Isaia, al Petrarca del Canzoniere e al Don Giovanni di Mozart , non trascurando un brusco passaggio, alla striscia di Gaza.
In modo unico e personale si esprimono Lino Angiuli, dei servizi culturali Rai, Alessandro Rivali, Gianni Gasparini, la dialettale Franca Grisoni, la marchigiana Marisa Berciargli, Marisa Brecciaroli, Tiziano Brogliato, Adam Vaccaio, Silvia Venuti, Alfredo Tradigo, Fabio Scotto, Fabia Squatriti, Mario Rondi, Fabio Posterla, Meeten Nasr, Matteo Munaretto, Gianpaolo Mastropasqua, ecc. 42 voci per la pace è illustrato dal pittore, scultore e grafico locale Edoardo Nonelli.

 

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