“FUORI FESTIVAL” 2015: i Copti negli scatti di Francesco Brusoni al Centro Coop di Lodi


BRUSONI FrancescoFrancesco Brusoni non si sconfessa, non rinuncia a una fotografia rivolta a indagare e a far scoprire. Dopo il reportage dedicato con mano leggera di pittore ai colori e alle pratiche tibetane, ecco quello in b/n sui riti e le tradizioni copte africane. Al Centro Coop di Lodi (dove è anche la sua attività di farmacia) Brusoni ha allestito una convincente esposizione di stampe che sintetizzano in modo originale il culto antichissimo del cristianesimo etiope.
In esse si può scorgere un segnale di quel risveglio di interesse culturale per una confessione rimasta per oltre quindici secoli ai margini della conoscenza e che solo dopo il Concilio Vaticano II, nel 1973, con l’incontro tra Paolo VI e il Papa dei Copti Shenuda III, ha conosciuto quel dialogo teologico sfociato a fine anni Ottanta nella Dichiarazione comune sulla cristologia che ha messo in soffitta le reciproche diffidenze.Brusoni Francesco
Oggi più che gli aspetti conciliari e teologici sono piuttosto le persecuzioni sopportate dai copti ad opera dei fondamentalisti dell’Isis. Non è questo comunque il tema affrontato da Brusoni. Nelle sue immagini egli intride annunci e riprese scattate durante le feste del Timkati.
Presentate al “Fuori Festival” della Fotografia Etica, la serie di stampe può considerarsi un documento o un condensato di momenti della ritualistica e del vivere, con cui gli etiopi riescono a mantenere attraverso miti, prescrizioni e formule, intatta la propria religiosità. Di essa il fotografo lodigiano racconta in modo lieto, luminoso, persino innocente. Il suo resoconto macina attraverso immagini semplici, in cui prevale il gusto dell’ naturalezza e della rapidità. Lo stile è limpido, lucido, efficace. Quasi un commento alla tradizione, agli uomini, ai luoghi delle celebrazioni e agli elementi (l’abbigliamento, i canti, i momenti collettivi gli strumenti che l’accompagnano). Un quadro che non può che dare fuoco all’immaginazione. In una serie di punti e di minimi specchi, Brusoni ferma istanti e particolari che disegnano con ricchezza una tradizione fatta di memorie, di costumi, di legami e di significati ritualistici e spirituali. Agli occhi comuni possono sembrare tortuosi labirinti, ma nella mente di chi le ha scattate, le immagini intendono esprimere con chiarezza una linea leggerissima in cui si incontrano ricchezza d’estro, folclore, metafore e lingue di forte suggestione.

 

La mostra è visitabile negli orari di apertura del Centro commerciale fino al 1 novembre p.v.

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