ANNA MOROSINI, contro la dittatura dell’immagine


Morosini Anna quadro 2Oggi si può essere pittori per diverse facoltà .Oscillando tra pratiche accademiche, idee, illusioni e impronte che reiterano formule dai manuali; o attraverso i moti spontanei dell’animo, della riflessione o della contemplazione. muovendosi attraverso l’uso di materiali tradizionali o poveri, o industriali, o naturali, utilizzando tecniche materico-manuali che stimolano il “montaggio” e variano in molteplici diramazioni. Dalle giovani generazioni, l’arte è soprattutto intesa come un “luogo” di sperimentazioni percettive e dinamiche.
E’ quanto si ritrova in Anna Morosini, esponente di spicco del Gruppo pittori santangiolini, sulla attività della quale le note non si sono di certo sprecate. Studi classici al Collegio S. Francesco è una delle figure interessanti (accanto ad altre) del contemporaneo alaudense, una pittrice che elabora un’ arte di dimensione intellettuale ed emotiva, di sensibilità.
Le sue superfici sono la negazione del “tradizionale” e tutto un fervore per materiali, supporti, procedure che possono generare linguaggio (non figurale). Una posizione che la colloca sul versante di una ricerca continua e che pone in discussione non solo il vecchio concetto di arte e di tecnica, ma costringe a non riconoscere i vincoli dell’oggetto e del soggetto, bensì l’esperienza, la relazione tra artista e chi osserva.
La Morosini non punta a stordire né a macinare scorie teoriche, ma sorprende per la capacità di conferire immaterialitàMorosini Anna QUADRO alla materia. Su questo terreno di “ridefinizione” mette in campo una pluralità di metodi, processi e modalità d’ interpretazione. Realizzando opere che lasciano assaporare l’avventura dell’arte contemporanea.
In esse, di volta in volta, si affermano macchie, impasti, dripping, contrasti, plasticità, colori, decori, una natura offerta alle domande dell’uomo Le estensioni della materia e del montaggio le imparentano con l’informale, senza le premesse filosofiche. Il suo è più semplicemente un procedere libero e liberatorio. La fisicità evoca un lirismo purificatorio. Lo stesso gesto e movimento, la stessa gamma cromatica bassa, il valore compositivo in cui scioglie ritmi, onde, sgocciolamenti, energia da forza espressiva, la fa risaltare, sia pure con misurata delicatezza. Il risultato non è solo operativo. Segnala sviluppi procurati da una miscela variabile di casualità e progetto.

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