“Il lato bello del rifiuto”: le carte di Marilena Panelli a Piacenza


Marilena Panelli a Piacenza

Marilena Panelli a Piacenza

L’arte si fa ormai con tutto, tutto è una provvista simbolica: té, polveri, farine, cioccolato, cipolle di Tropea, carciofi, semi, sementi, chicchi. Marilena Panelli non smentisce l’ottima impressione lasciata dalle sue composizioni-installazioni al Calicantus Bistrot, alla Galleria & Gioielli, ad ART’Orto e dintorni, all’ex Chiesa dell’Angelo (“Mangiar libri…), all’Oldrado da Ponte, per citare le apparizioni locali più recenti. Ora propone una personale di tutto rispetto, intitolata Il lato bello del rifiuto, al bookshop della Galleria Biffi Arte di Piacenza, al n.30 di piazza Sant’Antonino-via Maggiori in cui ha modo di rivelare bene struttura, direzione, variazioni della propria arte, di quel che esplicita attraverso il sapiente gioco della manipolazione e del contrappunto, con cui conferisce alle forme una rinascenza permanente tra realtà e finzione.
Quella della Panelli non è solo un’arte-domestic (è lei stessa che così la definisce), cioè un’arte casalinga, privata. Artigianale. E’ qualcosa di più considerata nel contesto delle esperienze non accademiche. E’ un’arte suprematista che da supremazia alla sensibilità pura. Per sensibilità e inventiva, va oltre al puro montaggio. Chiede al fruitore di discernere tra l’apporto della mano, l’utilizzazione dell’oggettivo e l’angolo visuale imposto dalla mente. Esige una lettura che faccia distinzione tra l’iconografico e il divertissement. Non si impone per il solo gusto decorativo, ma per una selezione condotta attraverso la ricerca e la valutazione degli elementi. E’, in breve, un’arte povera che, permette al fruitore di immaginare situazioni, emozioni, richiami.

MARILENA PANELLI "Il lato bello del rifiuto"

MARILENA PANELLI
“Il lato bello del rifiuto”

Dai “rifiuti” e dai nutrimenti, trasformati in pigmenti e stesure naturali la Panelli ricava emozioni e suggestioni che “stupiscono” e, “provocano”. Lo dichiara lei stessa, che chiama appunto questa pratica “art domestic” ( la tendenza ad esprimersi attraverso prodotti i cui contenuti poetici, sono più importanti delle qualità tecniche lasciando trasparire il racconto della loro storia. Dare vita a pezzi unici pensati per una cosa che non ha paura di essere diversa).
Il percorso personale seguito non introduce alla minima gerarchia. Può comunicare sorpresa attraverso la parsimonia nel ricorso al colore, il materiale scelto o altri sfioramenti possibili. L’importante è che fornisca l’idea che “dentro” o “sotto” il confezionamento può esservi qualcosa di magico..
Là dove i frammenti utilizzati associano archetipi e figurazioni può anche affiorare una certa idea di strutturazione. Sono tracce di rappresentazione mentale, dove l’artista non si ferma alla destrezza, al compattare, al dare volume, al “giocare”. La Panelli il mestiere lo conosce bene, così le modalità della rappresentazione. Sa dare figura alle narrazioni. Non sempre è divisa dal montaggio e dalla realizzazione. A volte gli orizzonti si disciolgono nella coscienza del fare.

Il lato bello del rifiuto– Le carte di Marilena Panelli – Bookshop della Galleria Arte Biffi , piazza Sant’Antonino, 39 Piacenza – Dal martedì al sabato dalle 11 al 19 – Info 0523. 1720408 – Fino al 2 agosto

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