ART’ Orto… e dintorni. Orti d’artista dalla semina al raccolto a Bertonico


RENATO GALBUSERA: "O' suldato innamorato" tecnica mista

RENATO GALBUSERA:
“O’ suldato innamorato”
tecnica mista

Più che dal titolo onnicomprensivo (Art’Orto…e dintorni. Orti d’artista dalla semina al raccolto) la proposta annuale di Naturarte all’Arsenale di Bertonico, curata da Mario Quadraroli, affida interesse ai volumi scultorei e al vigore dell’immagine di Renato Galbusera, presente con una “parete” dedicata a “O’ suldato innamorato”. Il che pone però anche l’attenzione alle diverse forme e pratiche raccolte insieme in rassegna. La coreografia interattiva (sicuramente più curata e omogenea rispetto precedenti edizioni) raccoglie differenze e discordanze in una costellazione di immagini che sono spesso frutto di orientamenti ed approcci formalmente divergenti. Naturalmente, anche questo è un segno del nostro tempo. Alcune presenze mostrano di centrare poco o solo per il titolo dato all’opera con il progetto e gli interrogativi che la rassegna propone. In ogni caso, l’orchestrazione anche se non concentra l’attenzione sulle forme compositive e spaziali della contemporaneità, e partecipa solo in parte agli approfondimenti promessi da “Art’Orto”, non toglie visibilità alla esposizione di Bertonico, che anzi, in un’altra ottica, risulta offrire considerazione sulla “apparenza delle cose” inseguita da tanti artisti.
Dicevamo del ruolo catalizzante dell’opera presentata da Galbusera, che è anche un modello di discorso espressivo nei limiti della pittura in cui la tela rivela una matrice “cinematografica”, dove le figure vivono una accanto all’altra in un montaggio dinamico e suggestivo.
Gli atti materiali, simbolici o dialettici prodotti a Bertonico sono frutto anche di diversi artisti lodigiani e dintorni: Rocco Provenzano (“Lo scrigno della terra”), Loredana De Lorenzi, autrice di una elegante composizione (Il papiro che nutre), Elena Amoriello (Infinito), Mariolina Guercilena ( Flowers), Ambrogio Ferrari, autore di una terra cotta di riferimento diretto e senza alchimie intellettuali (Terra Madre, Terra cotta), Marilena Panelli, propone delicate carte artistiche, trasformate con sicuro gusto artistico e decorativo, Carlo Adelio Galimberti (La notte del cavolo) mette al centro impressioni visive sul cavolo e il melone, rese con misura e capacità di rappresentazione, che sono però anche notazioni di pittura.
Una sezione è dedicata a “progetti” di cui sono rappresentati disegni, foto, schizzi, tracce. Autori Gregorio Dimita, Daniela Gorla, Anna Mainardi, Gabriella Grazzani e il gruppo costituito da Alessia Vugini, Claudia Canduelo, Elena Bianchi, Maria Gatti.
Segnaliamo infine: Clara Bartolini (Demetra, Eolo, Vulcano, Oceano, la mitologia); il buon effetto della performance vegetale (The buck stops here) degli ex-alunni delle medie di Tavazzano; Topylabrus, al secolo Ornella Pylus ( La rete), Roberto Munari (Immagini ignoranti), Maria A. Rossi (Umano)

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